La storia della pasta di Torre Annunziata è un racconto di tradizione, passione e ingegno, profondamente radicato nel territorio e nella cultura napoletana. Un'eccellenza che ha saputo conquistare il mondo, mantenendo intatta la sua identità artigianale.

L'avventura della pasta a Torre Annunziata inizia nel lontano XVI secolo, quando il Conte di Sarno, Muzio Tuttavilla, intuì il potenziale di questa terra e realizzò i primi mulini. Grazie alle opere idriche e alla facilità di trasporto della semola, nel 1850 nacquero i primi pastifici, segnando l'inizio di un'epoca d'oro per la città.

Pasta di Torre Annunziata

La pasta di Torre Annunziata, ben presto identificata con la "Pasta di Napoli", divenne famosa in tutto il mondo non solo per l'artigianalitĂ  delle lavorazioni, patrimonio di conoscenza diffuso tra le famiglie del luogo, ma soprattutto per la particolaritĂ  del microclima di questa cittadina, stretta nel Golfo, inondata dal sole, lambita dal vento del mare e protetta dal Vesuvio.

Torre Annunziata divenne una città per la pasta, perché questo fu il progetto del conte Muzio Tuttavilla quando, nel XVI secolo scelse di acquistare il feudo per costruirvi il canale conte di Sarno e condurvi l'acqua per azionare i due ordini di mulini che aveva intenzione di costruire e da allora, tra alterne vicende è stata la sua vita e di molta della popolazione, sino al pieno sviluppo, favorito nel 1870 dalla costruzione del porto, che permise un incremento dell'attività produttiva.

La storia della Fabbrica della pasta di Gragnano

Il Pastificio Setaro: Custode della Tradizione

Nel 1939, in un periodo di crisi per molti laboratori a causa dell'avvento dei grandi gruppi industriali, Nunziato Setaro prese una decisione coraggiosa: acquistare l'attuale pastificio per mantenere intatta l'antica tradizione del paese. Abbandonò così la sua iniziale attività di trasportatore di farine e materie prime utilizzate dai pastifici.

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Nel corso dei decenni, l'affermazione dell'impresa sul mercato e la notorietĂ  del brand sono cresciute, grazie all'impegno quotidiano della famiglia che non lascia spazio a giorni di festa e a distrazioni. Oggi, i nipoti di Nunziato continuano a produrre la pasta nel rispetto dell'ereditĂ  storica dei pastai di Torre Annunziata e della qualitĂ  delle materie prime.

Nel tempo hanno ripreso e riproposto gli antichi formati della cucina partenopea, oggi cult nelle preparazioni dei grandi chef di tutto il mondo: i paccheri, le candele, la calamarata, i maltagliati, le penne. Ruvidi e porosi, per assorbire meglio sughi ricchi e fastosi.

Il pastificio è situato nel centro storico, in un edificio costruito con spesse pareti in pietra lavica per consentire un migliore processo di essiccazione e creare un prodotto dalla consistenza e dal sapore unico al mondo. E sono sempre il sole e il vento protagonisti indiscussi di questa storia, che ancora oggi entrano dai grandi finestroni del pastificio per mantenere intatta una tradizione che lotta per non scomparire.

Pastificio Setaro

La Filosofia del Pastificio Setaro

L'obiettivo del Pastificio Setaro è "fare una pasta che raggiunga livelli qualitativi altissimi, a dispetto dell'orientamento attuale verso elevati volumi produttivi a discapito della bontà e del valore", afferma Vincenzo Setaro.

Ma la pasta Setaro è anche sinonimo di quotidianità per i Torresi e gli abitanti delle zone limitrofe che, secondo abitudini e usanze locali, acquistano il prodotto, soprattutto per i giorni di festa, direttamente al pastificio.

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Numerosi sono stati i riconoscimenti ricevuti, quindi il bollino d'oro del Gambero Rosso e il Premio Golosario 2011, ma la famiglia Setaro continua a lavorare con dedizione e sacrificio per cogliere nuove opportunitĂ  di crescita, tra cui il desiderio di essere sempre piĂą presenti all'estero in pochi e selezionati ristoranti e in punti vendita esclusivi.

Un Futuro Sostenibile

Ricco di esperienza, di tradizione e di passato, il Pastificio Setaro continua a scrivere il suo presente e un verde futuro in cui s'intersecano artigianato, nuove tecnologie e sostenibilitĂ . In base alla normativa ISO 14001, l'azienda s'impegna a gestire in maniera ottimale le risorse energetiche e naturali e ha portato a termine un importante progetto con l'installazione di pannelli fotovoltaici sull'ottocentesco stabilimento, riducendo le emissioni di CO2 e i residui derivanti dall'attivitĂ  produttiva. Inoltre, ha adottato rigidi e moderni sistemi di controllo della qualitĂ  dei prodotti e ha adeguato con nuove tecnologie i macchinari da sempre adoperati per la lavorazione della pasta.

Il pastificio Setaro si fa portavoce di un'economia sostenibile volta a migliorare il benessere dei cittadini di Torre Annunziata, garante della genuinitĂ  della sua pasta e tutore del patrimonio naturale del suo territorio.

Gragnano: L'Altra Capitale della Pasta Campana

Accanto a Torre Annunziata, un altro centro campano ha contribuito a scrivere la storia della pasta italiana: Gragnano. GiĂ  nel XVIII secolo, l'industria manifatturiera della pasta di Gragnano, grazie al sapere degli artigiani locali, all'ottimo grano duro a disposizione e ai capitali messi a disposizione dai primi mugnai-imprenditori, divenne un polo principale celebre in tutto il mondo.

Tra il 1843 e il 1847, su progetto e con la direzione dell’architetto Camillo Ranieri, fu cambiato l’assetto urbanistico di Gragnano e soprattutto della strada centrale (via San Marco, poi via Roma) per sfruttare al meglio la luce, il calore solare e la ventilazione, requisiti fondamentali per un’essiccazione praticata in prevalenza all’aperto.

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Negli anni novanta inizia la grande ascesa della pasta italiana sui mercati internazionali, un fenomeno inarrestabile ancora in corso, con una produzione che passa da 19,5 milioni di quintali nel 1990 a 33 nel 2015, grazie ad esportazioni che si incrementano da 5,5 a 18 milioni. In questo contesto si inseriscono bene, a partire dai primi anni del nuovo secolo, due marchi: Garofalo e Di Martino.

Pasta di Gragnano

Tabella: Confronto tra Torre Annunziata e Gragnano

Caratteristica Torre Annunziata Gragnano
Origini XVI secolo (Mulini) XVIII secolo (Industria manifatturiera)
Fattori di successo Microclima, artigianalitĂ  Sapere artigiano, grano duro locale
Prodotti iconici Paccheri, candele, calamarata Spaghetti, penne, fusilli
Oggi Pastifici artigianali, attenzione alla sostenibilitĂ  Produzione su larga scala, marchi internazionali

Altri protagonisti dell'arte bianca a Torre Annunziata

Contribuirono al grande sviluppo dell'arte bianca nel periodo aureo, cioè dal 1880 agli inizi del 1900, anche altri industriali: Aniello Pagano (1864-1938); Manzo Michele (1865-1920); Salvatore Manzillo (1890-1930), tutti e tre al corso Umberto I; Antonio Iennaco (1878-1925); Giordano & Lettieri (1880-1954); Giovanni Russo (1880-1953) in via Fontanelle, attuale via Murat; Monaco & C.

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