La pizza è oggi più che mai simbolo della cultura enogastronomica partenopea. Due nomi, Giro e Salvatore Sorbillo, rappresentano due generazioni a confronto, unite dalla passione per la pizza e dall'arte di manipolare l'impasto.
Da oggi, le mani di Giro e Salvatore saranno unite per sempre in un calco in gesso composto da sabbia, colla e polvere di marmo, un simbolo dell'arte della pizza che proviene dal lavoro sapiente delle mani e dalla passione di una generazione di pizzaioli.
Gino Sorbillo, testimonial della campagna 'Pizza&Falanghina'
La Storia di una Passione Tramandata
La storia ha inizio nel lontano 1935 a Napoli, da casa Sorbillo, e arriva a Salvatore, figlio di Gino, che, nonostante i suoi undici anni, incarna il fuoco della passione del padre, chef rinomato nel mondo per la sua pizza.
Marcella Loffredo, l’artista che ha progettato il calco delle mani di padre e figlio, ha dichiarato:
Leggi anche: Dolci ad Arte: dettagli sui topping
"Qualche mese fa mi sono recata nel locale di via dei Tribunali a Napoli per incontrare Gino e Salvatore, li ho trovati nel luogo più rappresentativo della pizzeria, davanti al forno, pronti per infornare la pizza. Appena terminato l’impasto li ho coinvolti nel calco - continua Loffredo - mi sono emozionata nel vederli insieme, padre e figlio. Il calco è esposto nel loro locale e rappresenta la passione per il lavoro che viene tramandato da generazioni in generazioni. Il mestiere che proviene dalle mani è quello che più rappresenta l’idea di un Sud Italia che vuole emergere per la sua tradizione e qualità. Questo messaggio non poteva essere lasciato inespresso."
La Pizza Napoletana in Scena a Castelvenere
La pizza napoletana è stata celebrata nella ‘Città Europea del Vino 2019’ a Castelvenere, con la presentazione del libro ‘La pizza. Una storia contemporanea’ del giornalista-scrittore enogastronomico Luciano Pignataro.
Il libro offre una ricostruzione storica della pizza italiana dal ‘900 ai giorni nostri, in un viaggio da Napoli a New York, passando per Roma, Milano, il Veneto, Tramonti, Gragnano, San Paolo del Brasile e Vico Equense. Un piatto diventato il prodotto per eccellenza del Made in Italy e della dieta mediterranea, amato in tutto il mondo per la sua semplicità, economicità e bontà.
Alla presentazione del libro era presente anche Gino Sorbillo, uno dei simboli della riscossa di questa arte, che ha imparato fin da piccolo nella storica pizzeria di famiglia di via dei Tribunali.
La partecipazione di Sorbillo all’evento si è concretizzata grazie alla collaborazione con il Sannio Consorzio Tutela Vini, che nel 2015 ha scelto proprio il volto del pizzaiolo come testimonial dell’iniziativa ‘Pizza&Falanghina’, campagna per promuovere il consumo di un vino simbolo del Sannio.
Leggi anche: L'Eccellenza dei Biscotti Artebianca
La manifestazione ha proposto il "matrimonio tra i morsi di un piatto Patrimonio dell’Umanità e i sorsi di un calice Capitale europea del vino", con l'obiettivo di ridare al vino la centralità che ha sempre avuto nelle pizzerie napoletane.
L'abbinamento tra pizza e vino, una tradizione da riscoprire
Durante la serata, sono state offerte quattro tipologie di pizza preparate dai pizzaioli castelveneresi sotto lo sguardo di Sorbillo, affiancati dai pizzaioli formati dal corso IeFP dell'Istituto professionale ‘Giovanni Salvatore’.
Il "Segreto di Pulcinella" di Montesarchio
A Montesarchio, nella Valle Caudina, Giuseppe Bove, chef della terza generazione, ha saputo distinguersi grazie alla sua inventiva. Per creare attenzione e curiosità, Bove ha iniziato a dire ai clienti che le pizze erano terminate, anche quando aveva ancora impasto disponibile.
Alla base degli impasti di Bove c’è un blend di farina di tipo 0 e di tipo 1. Il suo lavoro certosino culmina nella composizione dei topping, realizzati selezionando materie prime espressioni del territorio campano.
Leggi anche: L'Arte della Pizza 3
La pizza gourmet, un'evoluzione della tradizione
Viola 3.0: Tra Tradizione e Innovazione a Lago Patria
L’equilibrio tra passato e futuro è ciò che contraddistingue anche Viola 3.0, pizzeria situata a Lago Patria, che sin dalla sua fondazione si è proposta di offrire alla sua clientela un menù che viaggia a cavallo tra la grande tradizione partenopea della pizza e le influenze gourmet del momento.
Il legame di Viola 3.0 con la tradizione della pizza napoletana è rappresentato dalla storia personale di Mariano Viola, fondatore e proprietario del locale. Anche l’innovazione trova spazio nel menù di Viola 3.0.
Al primo gruppo appartiene, per esempio, la pizza con ragù, polpettine e fiocchettini di ricotta, tutti ingredienti che Viola trae direttamente dalla tradizione partenopea del pranzo domenicale, opportunamente adattati per trasformarsi in un armonico condimento della sua pizza.
La pizzeria Viola 3.0 si trova in via Staffetta 37/39 a Lago Patria, ed è aperta ogni giorno dalle ore 11 a mezzanotte, eccezion fatta per il martedì e la domenica a pranzo.
La vera storia della pizza margherita al TG1
tags: #Pizza