La pasta per pesca è un'esca morbida molto utilizzata sia in acqua dolce che in mare. Solitamente, quando si parla di pastella da innesco, ci si riferisce alla pesca al colpo, con i cefali che rivestono il ruolo di assoluti protagonisti, benché lo spettro di prede catturabili sia assolutamente ampio, comprendendo in mare praticamente un po’ tutti gli sparidi (saraghi, orate, occhiate, salpe e boghe per citare i più frequenti).

Tra tutte le pastelle, quella all'aglio e formaggio è senza dubbio da annoverare tra le esche universali per eccellenza (a fianco di pane e bigattini). C’è una nutrita letteratura anglosassone sulla “cheese and garlic paste” e la pesca a barbi e cavedani ma anche da noi, senza star troppo a scomodare gli inglesi, questo abbinamento di gusti fa parte di esche e pasture utilizzate, specie in inverno, per attirare i principali ciprinidi, carpe incluse.

In questo articolo, esploreremo diverse ricette e tecniche per preparare la pasta da pesca, con un focus particolare su ingredienti naturali e metodi per massimizzare l'efficacia dell'esca.

Pasta per Pesca Cefali

Pastura per Cefali: Ingredienti e Preparazione

La pastura per cefali è un ottimo espediente utilizzato da chi vuole attirare l’attenzione dei pesci e scatenare la frenesia alimentare dei cefali. La pesca al cefalo è molto interessante, poiché il muggine ama vivere in banchi.

Generalmente, il cefalo si nutre di alghe, piccoli vermi e crostacei grufolando sul fondo roccioso o sabbioso. Per la cattura del cefalo generalmente si utilizza la tecnica della pesca a fondo, a bolognese e a canna fissa. Tuttavia, puoi insidiare questo pinnuto sperimentando le diverse tecniche e attrezzature, ma senza dimenticare la sua esca preferita: la pastura per cefalo.

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Ecco una ricetta semplice per preparare la pastura per cefali in casa:

Ingredienti:

  • Sarde tritate finemente
  • Sale
  • Formaggio
  • Olio
  • Terra
  • Pan grattato
  • Acqua di mare
  • Sfarinato

Procedimento:

  1. Unire in un contenitore le sarde tritate finemente, il sale, il formaggio, l’olio e la terra.
  2. Mescolare bene il tutto e lasciate riposare per un quarto d’ora.
  3. Nel frattempo prendete una vasca abbastanza larga e versateci tre buste di pan grattato, unite il composto preparato in precedenza e iniziate a mescolare cercando di unire il tutto passandolo fra le mani e non schiacciandolo con le stesse.
  4. In un secchio capace, unire le sarde al sale, amalgamando bene.
  5. Successivamente, aggiungere il pane, poco alla volta, mischiando bene e aggiungendo di tanto in tanto un pò d’acqua di mare e di sfarinato.
  6. Lavorare bene la pastura in modo che sia amalgamata bene e consistente al punto giusto.
  7. Per utilizzarla al meglio, lanciare 3/4 palle di pastura grandi come una palla da tennis di fronte a noi, distribuendole in un quadrato immaginario, che rappresenta il nostro raggio di azione.

In questo modo potremo decidere noi a quale profondità far lavorare la pastura: se in superficie la presseremo leggermente e se in profondità un po’ di più perchè in acqua si sfalderà per effetto sia del pangrattato che del sale grosso, aprendosi e rilasciando la scia di sarde.

Come pote­te nota­re vie­ne lascia­ta fuo­ri la pun­ta del­l’a­mo, uni­ca por­zio­ne visi­bi­le. Trat­tan­do­si di una pesca “di affi­ni­tà” que­sta pastel­la si asso­cia a pastu­re chia­re con base for­mag­gio al 100% o in mix al 50%.

Rela­ti­va­men­te alle mon­ta­tu­re pre­fe­ri­sco il run­ning rig o l’he­li rig a ter­mi­na­le medio-cor­to per un approc­cio in cui l’e­sca lavo­ri in pros­si­mi­tà del­la pastu­ra. Que­sta impo­sta­zio­ne richie­de l’as­sen­za di cor­ren­te o al mas­si­mo una cor­ren­te len­ta.

Dove­te infat­ti con­si­de­ra­re che l’in­ne­sco è abba­stan­za pesan­te e il ter­mi­na­le fati­ca a sten­der­si men­tre la pastu­ra, se la cor­ren­te è impor­tan­te, fini­sce per esse­re spin­ta più velo­ce­men­te e più lon­ta­no. Sul luo­go di pesca pote­te sem­pre modi­fi­ca­re la pastel­la aggiun­gen­do un po’ di pastu­ra. Un’op­zio­ne da pren­de­re in con­si­de­ra­zio­ne quan­do si han­no pastu­re simi­li (in que­sto caso base for­mag­gio) ma dif­fe­ren­ti per colo­re e gra­nu­lo­me­tria.

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Ovvia­men­te nes­su­no vie­ta di modi­fi­ca­re la pastel­la sul posto anche radi­cal­men­te intro­du­cen­do ad esem­pio pic­co­le quan­ti­tà di fari­na di pesce o krill.

PASTURA E MONTATURA PER PESCARE I GRANDI CEFALI DI MARE

Pasta per Trote: Ricette e Tecniche di Innesco

La pasta per trote è una strategia efficace per pescare questo pesce d’acqua dolce. Si tratta infatti di una specie della famiglia Salmonidae molto vorace, che si ciba di diversi tipi di prede.

La pasta per trote sfrutta proprio questi sensi, facendo leva su un’accurata combinazione di aromi e sapori che possono essere avvertiti anche a distanza, attirando così le trote verso il punto di pesca.Quando la pasta viene lanciata in acqua, questa crea una scia visibile e odorosa che si diffonde a seconda della corrente e della temperatura.

Ecco alcune ricette per preparare la pastura per trote:

1. Pastella alla Farina e Sale

Ingredienti:

  • 4 bicchieri di farina 00
  • 4 bicchieri d’acqua
  • 2 bicchieri di sale fino
  • 2 cucchiai di olio aromatizzato (come olio di sarda o gambero)
  • 4 cucchiaini di cremor tartaro
  • Colorante alimentare q.b.
  • Brillantini q.b.

Procedimento:

  1. Mescola bene tutti gli ingredienti secchi (farina, sale e cremor tartaro) in una ciotola.
  2. Aggiungi lentamente l’acqua e l’olio aromatizzato, continuando a mescolare.
  3. Trasferisci il composto in un pentolino e cuoci a fuoco lento, mescolando continuamente.
  4. Dopo alcuni minuti, il preparato inizierà a solidificarsi. Continua a mescolare fino a ottenere una pasta compatta.
  5. Togli dal fuoco, lascia raffreddare, quindi aggiungi i brillantini e mescola con le mani per renderla omogenea.
  6. Conserva la pastella in un contenitore stagno.

2. Pastella con Bicarbonato e Amido di Mais

Ingredienti:

  • 200 gr di bicarbonato
  • 100 gr di amido di mais
  • 130 ml di acqua
  • 2 cucchiai di olio aromatizzato
  • Colorante alimentare q.b.
  • Brillantini q.b.

Procedimento:

  1. Mescola il bicarbonato e l’amido di mais in una ciotola.
  2. Aggiungi lentamente l’acqua e l’olio aromatizzato, mescolando bene.
  3. Trasferisci il composto in un pentolino e cuoci a fuoco lento, mescolando continuamente.
  4. Quando la pastella inizia a solidificarsi, continua a mescolare fino a ottenere una consistenza compatta.
  5. Rimuovi dal fuoco, lascia raffreddare, e aggiungi brillantini e colorante.
  6. Conserva la pastella in un barattolo ermetico.

3. Pastella con Amido di Mais e Farina

Ingredienti:

  • 350 gr di amido di mais
  • 250 gr di farina 00
  • Poca acqua
  • Olio aromatizzato (quanto basta per ottenere la consistenza desiderata)
  • Colorante in polvere
  • Paraffina liquida
  • Gel fluorescente
  • Brillantini q.b.

Procedimento:

  1. In una ciotola, mescola l’amido di mais e la farina.
  2. Aggiungi l’acqua poco per volta, mescolando fino a ottenere un impasto.
  3. Aggiungi l’olio aromatizzato per ottenere la consistenza desiderata.
  4. Se l’impasto risulta troppo duro, aggiungi qualche goccia di paraffina liquida.
  5. Aggiungi il colorante in polvere e i brillantini, mescolando bene.
  6. Per una consistenza perfetta, aggiungi un po’ di gel fluorescente per esche da trota.
  7. Conserva in un barattolo ermetico per mantenerla fresca.

Ogni ricetta ti permetterà di creare una pastella efficace e irresistibile per le trote, utilizzando ingredienti facilmente reperibili e a basso costo.

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Tecniche di Innesco della Pasta per Trote

Per innescare la pasta per trote, è importante considerare il tipo di pesca che intendi praticare: pesca da fermo o pesca a recupero. Ogni metodo richiede un innesco diverso, ma entrambi hanno l’obiettivo di rendere la pastella irresistibile per le trote.

Innesco per la pesca da fermo:

  1. Realizza una pallina di pasta della dimensione desiderata
  2. Premendo il filo sulla pallina, tagliala a metà in modo che la pastella inglobi il filo del terminale
  3. Far scorrere la pasta fino all’amo, coprendolo completamente
  4. Se preferisci, puoi innescare anche più palline, aggiungendole una sopra l’altra, per aumentare l’attrattiva dell’esca

Innesco per la pesca a recupero:

  1. Forma la pasta in pezzi di diverse forme, come rombi, triangoli o a L
  2. Queste forme sono pensate per favorire la rotazione della pastella durante il recupero, aumentando la visibilità e l’efficacia dell’esca nell’acqua
  3. Il movimento della pastella in acqua contribuirà ad attirare le trote, soprattutto se la pastella è arricchita con brillantini, che riflettono la luce e rendono l’esca ancora più visibile

In entrambi i casi, è importante monitorare le condizioni di luce e il movimento dell’acqua. Ad esempio, in una giornata soleggiata, l’uso di brillantini può amplificare l’effetto visivo della pastella, rendendo l’esca più attraente per le trote.

Pasta per Pesca Trote

Pasta all'Aglio e Formaggio: un'Esca Universale

Tra tutte le pastel­le, quel­la aglio e for­mag­gio è sen­za dub­bio da anno­ve­ra­re tra le esche uni­ver­sa­li per eccel­len­za (a fian­co di pane e bigat­ti­ni). C’è una nutri­ta lette­ra­tu­ra anglo­sas­so­ne sul­la “chee­se and gar­lic paste” e la pesca a bar­bi e cave­da­ni ma anche da noi, sen­za star trop­po a sco­mo­da­re gli ingle­si, que­sto abbi­na­men­to di gusti fa par­te di esche e pastu­re uti­liz­za­te, spe­cie in inver­no, per atti­ra­re i prin­ci­pa­li cipri­ni­di, car­pe inclu­se.

La ricet­ta per la pastel­la che vi pro­pon­go (tra le tan­te pos­si­bi­li) pre­ve­de l’u­so di fari­na bian­ca, di pastu­ra bian­ca al for­mag­gio e for­mag­gio mor­bi­do (gor­gon­zo­la dol­ce). Poi c’è l’a­ro­ma all’a­glio che si può aggiun­ge­re come par­te liqui­da (es. aro­ma­tiz­zan­te per la pesca), oppu­re come spe­zia in pol­ve­re (per ali­men­ti) o come aglio pesta­to (fre­sco).

Gli ingre­dien­ti sec­chi si mesco­la­no pri­ma di aggiun­ge­re l’ac­qua. Le dosi sono indi­ca­ti­ve poi­ché a secon­da del tipo di pastu­ra bian­ca uti­liz­za­ta l’im­pa­sto richie­de più o meno acqua. Pre­fe­ri­sco un for­mag­gio mol­le poi­ché si incor­po­ra mol­to bene e aggiun­ge quel­la quo­ta gras­sa all’im­pa­sto che evi­ta l’u­so di olio.

L’im­pa­sto deve risul­ta­re ela­sti­co e non appic­ci­co­so: qua­lo­ra fos­se neces­sa­rio aggiu­star­lo (intro­du­cen­do quo­ta sec­ca) pre­fe­ri­re la pastu­ra bian­ca alla fari­na.

Pellet al Formaggio: un'Alternativa Efficace

Per il pro­ce­di­men­to, fase per fase, fate rife­ri­men­to all’ar­ti­co­lo gene­ra­le sui pel­let self-made. Ovvia­men­te ricor­do che sono dosi indi­ca­ti­ve: anda­te ad aggiu­sta­re la quo­ta sec­ca (pastura+farina) a secon­da del­l’as­sor­bi­men­to del­la quo­ta liqui­da (uovo+olio) al fine di otte­ne­re un impa­sto omo­ge­neo, ela­sti­co e non appic­ci­co­so; le pastu­re non sono tut­te ugua­li come le uova pos­so­no esse­re più o meno gran­di, sta a voi otte­ne­re un impa­sto otti­ma­le.

Se sie­te tra i più gran­di appas­sio­na­ti di pesca con la pastel­la e ave­te stu­dia­to le deci­ne di meto­di per inne­scar­la pro­ba­bil­men­te vi sare­te già imbat­tu­ti in quan­to sto per pre­sen­tar­vi. Si trat­ta di un inne­sco di un cer­to peso e quin­di da non pro­por­re su fon­da­li mol­li.

Andia­mo poi a rico­pri­re di pastel­la sia l’a­mo che il pel­let rea­liz­zan­do la clas­si­ca pera.

Trat­tan­do­si di una pesca “di affi­ni­tà” que­sta pastel­la si asso­cia a pastu­re chia­re con base for­mag­gio al 100% o in mix al 50%.

Unire in un contenitore le sarde tritate finemente, il sale, il formaggio, l’olio e la terra. Mescolate bene il tutto e lasciate riposare per un quarto d’ora.

Nel frattempo prendete una vasca abbastanza larga e versateci tre buste di pan grattato, unite il composto preparato in precedenza e iniziate a mescolare cercando di unire il tutto passandolo fra le mani e non schiacciandolo con le stesse.

In questo modo potremo decidere noi a quale profondità far lavorare la pastura: se in superficie la presseremo leggermente e se in profondità un po’ di più perchè in acqua si sfalderà per effetto sia del pangrattato che del sale grosso, aprendosi e rilasciando la scia di sarde.

In un secchio capace, unire le sarde al sale, amalgamando bene. Successivamente, aggiungere il pane, poco alla volta, mischiando bene e aggiungendo di tanto in tanto un pò d’acqua di mare e di sfarinato.

Lavorare bene la pastura in modo che sia amalgamata bene e consistente al punto giusto. Per utilizzarla al meglio, lanciare 3/4 palle di pastura grandi come una palla da tennis di fronte a noi, distribuendole in un quadrato immaginario, che rappresenta il nostro raggio di azione.

In questo quadrato caleremo le lenze, tenendo presente che i Cefali più belli stazionano sul fondo. La pasta inoltre è ottima per la pesca al Sarago con galleggiante con mare in scaduta da una libecciata, mare torbido e ossigenato dai frangenti.

Per prima cosa va eliminata la scorza del pane, tagliandola con un coltello ben affilato. Si ottengono così tante fette di pane di sola mollica che, a gruppi di 5/6, vengono immerse in acqua, meglio se salata, per circa 5 secondi.

Questa pasta è indicata per la pesca al Cefalo (o Muggine), sia nei porti che dalle scogliere con canna fissa e galleggiante. Può essere impiegata con successo anche a lancio ravvicinato, utilizzando una bolognese o all’inglese.

La pasturazione è entrata a far parte in modo determinante di moltissime tecniche di pesca, da quella da terra al bolentino di basso e alto fondale fino al surf casting.

Gli sfarinati già confezionati, presenti in commercio, funzionano benissimo e la loro efficacia è eccellente; il pane belga è distribuito da molti marchi mentre per le nostre pasture riteniamo insostituibili il “Sarda Pro” di Tubertini, il “Semi Umida” sempre di Tubertini.

Se poi vogliamo aggiungere oltre al richiamo olfattivo anche quello visivo, all’impasto potremo aggiungere, con molta moderazione, del colorante alimentare di colore rosso.

Un’op­zio­ne da pren­de­re in con­si­de­ra­zio­ne quan­do si han­no pastu­re simi­li (in que­sto caso base for­mag­gio) ma dif­fe­ren­ti per colo­re e gra­nu­lo­me­tria. Ovvia­men­te nes­su­no vie­ta di modi­fi­ca­re la pastel­la sul posto anche radi­cal­men­te intro­du­cen­do ad esem­pio pic­co­le quan­ti­tà di fari­na di pesce o krill.

Unire in un contenitore le sarde tritate finemente, il sale, il formaggio, l’olio e la terra. Mescolate bene il tutto e lasciate riposare per un quarto d’ora.

Nel frattempo prendete una vasca abbastanza larga e versateci tre buste di pan grattato, unite il composto preparato in precedenza e iniziate a mescolare cercando di unire il tutto passandolo fra le mani e non schiacciandolo con le stesse.

In questo modo potremo decidere noi a quale profondità far lavorare la pastura: se in superficie la presseremo leggermente e se in profondità un po’ di più perchè in acqua si sfalderà per effetto sia del pangrattato che del sale grosso, aprendosi e rilasciando la scia di sarde.

In un secchio capace, unire le sarde al sale, amalgamando bene. Successivamente, aggiungere il pane, poco alla volta, mischiando bene e aggiungendo di tanto in tanto un pò d’acqua di mare e di sfarinato.

Lavorare bene la pastura in modo che sia amalgamata bene e consistente al punto giusto. Per utilizzarla al meglio, lanciare 3/4 palle di pastura grandi come una palla da tennis di fronte a noi, distribuendole in un quadrato immaginario, che rappresenta il nostro raggio di azione.

In questo quadrato caleremo le lenze, tenendo presente che i Cefali più belli stazionano sul fondo. La pasta inoltre è ottima per la pesca al Sarago con galleggiante con mare in scaduta da una libecciata, mare torbido e ossigenato dai frangenti.

Per prima cosa va eliminata la scorza del pane, tagliandola con un coltello ben affilato. Si ottengono così tante fette di pane di sola mollica che, a gruppi di 5/6, vengono immerse in acqua, meglio se salata, per circa 5 secondi.

Questa pasta è indicata per la pesca al Cefalo (o Muggine), sia nei porti che dalle scogliere con canna fissa e galleggiante. Può essere impiegata con successo anche a lancio ravvicinato, utilizzando una bolognese o all’inglese.

La pasturazione è entrata a far parte in modo determinante di moltissime tecniche di pesca, da quella da terra al bolentino di basso e alto fondale fino al surf casting.

Gli sfarinati già confezionati, presenti in commercio, funzionano benissimo e la loro efficacia è eccellente; il pane belga è distribuito da molti marchi mentre per le nostre pasture riteniamo insostituibili il “Sarda Pro” di Tubertini, il “Semi Umida” sempre di Tubertini.

Se poi vogliamo aggiungere oltre al richiamo olfattivo anche quello visivo, all’impasto potremo aggiungere, con molta moderazione, del colorante alimentare di colore rosso.

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