Il poema "Squalo Mangia Biscotto" trasporta il lettore in un viaggio attraverso una Firenze trasfigurata, un labirinto di disagi urbani e paradossi sociali. L'opera si apre con il protagonista bloccato all'Osmannoro, una zona periferica della città, smarrito a causa di una rotonda "alla francese" che provoca nausea all'autista del bus. La difficoltà di orientamento è ulteriormente aggravata dai lavori in corso per la tramvia, simbolo di un progresso urbano che sembra ostacolare anziché facilitare la vita dei cittadini.
Il desiderio di rivedere Firenze si scontra con una realtà caotica e degradata. Il protagonista descrive una città trasformata in un "gran bordello", un luogo di affanni sospeso tra Disneyland e Sodoma, un vero e proprio Inferno contemporaneo.
La discesa agli inferi fiorentini è costellata di incontri grotteschi e situazioni paradossali. Una "lonza" leopardata alla guida di un SUV lo investe senza scusarsi, incarnando l'arroganza e la superficialità di una certa borghesia locale. Successivamente, un "Torpedone", un autobus turistico a due piani, lo assedia con orde di turisti ossessionati dai "selfie", simbolo di un turismo di massa che snatura l'autenticità della città. Infine, una "Talpona", una trivella meccanica impegnata nello scavo di un tunnel per l'alta velocità, minaccia di compromettere il patrimonio artistico e culturale di Firenze.
L'Incontro con Eugenio Giani: Una Guida Infernale
Nel suo peregrinare, il protagonista incontra Eugenio Giani, figura politica di spicco della regione, che si offre come guida in questo Inferno contemporaneo. Giani, descritto come un personaggio ubiquo e poliedrico, incarna l'anima stessa di Firenze, con le sue contraddizioni e i suoi eccessi. Si definisce "Presidente dei Dantisti", "boy-scout, fan dei rugbisti, massone, ebreo, goliardo e focolare", sottolineando la sua presenza in ogni ambito della vita cittadina.
Eugenio Giani: "Mi sembra che la curva in Toscana possa cominciare a stabilizzarsi"
Giani rivela che Firenze non è città che scoppi di salute, qui vi morì, dopata a camomilla, l’Arte di turno, e il Monni di bevute. Ma pur nel fango a volte un sasso brilla ed è un diamante! E lui dice: Madonna mia, come sei tetro! Ma ecco il 29, finalmente! Salì sul busse, ed io li tenni dietro.
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La Critica alla Politica Locale e al Turismo di Massa
Attraverso le parole e le azioni dei suoi personaggi, il poema offre una critica pungente alla politica locale, al turismo di massa e alla trasformazione urbana di Firenze. La figura di Giani, con le sue molteplici cariche e la sua onnipresenza, simboleggia un sistema politico autoreferenziale e distante dai reali problemi dei cittadini. Il turismo di massa, incarnato dalle orde di turisti ossessionati dai "selfie", viene rappresentato come una forza alienante che snatura l'identità della città. Infine, i lavori in corso per la tramvia e lo scavo del tunnel per l'alta velocità simboleggiano un progresso urbano che sembra sacrificare il patrimonio storico e culturale di Firenze sull'altare della modernizzazione.
Un Viaggio Interiore e una Riflessione sull'Esilio
Al di là della critica sociale e politica, "Squalo Mangia Biscotto" può essere letto come un viaggio interiore, una riflessione sull'esilio e sulla perdita di identità. Il protagonista, smarrito e disorientato nella Firenze contemporanea, si sente estraneo alla sua stessa città, incapace di ritrovare le radici e i valori che l'hanno plasmato. Il suo incontro con Giani, figura ambigua e controversa, lo spinge a interrogarsi sul significato del suo esilio e sulla possibilità di trovare un nuovo senso di appartenenza.
Dante ammette che la faccenda dell’esilio non l’ha ancora mandata giù, dopo sette secoli e passa.
La Speranza di un Futuro Diverso
Nonostante il tono pessimista e disincantato, il poema lascia intravedere una speranza, la possibilità di un futuro diverso per Firenze. La metafora del "diamante" nascosto nel fango suggerisce che, anche nel degrado e nel caos, è possibile trovare elementi di bellezza e di autenticità. La sfida, per il protagonista e per tutti i cittadini, è quella di saper riconoscere e valorizzare questi "diamanti", per costruire una Firenze più vivibile, più autentica e più rispettosa della sua storia e della sua identità.
| Tema/Allegoria | Simbolismo |
|---|---|
| Osmannoro e lavori per la tramvia | Difficoltà di orientamento, progresso urbano che ostacola la vita dei cittadini |
| "Lonza" leopardata alla guida di un SUV | Arroganza e superficialità della borghesia locale |
| "Torpedone" e turisti ossessionati dai "selfie" | Turismo di massa che snatura l'autenticità della città |
| "Talpona" e scavo del tunnel per l'alta velocità | Sacrificio del patrimonio storico e culturale sull'altare della modernizzazione |
| Eugenio Giani | Sistema politico autoreferenziale e distante dai reali problemi dei cittadini |
| "Diamante" nel fango | Elementi di bellezza e autenticità nascosti nel degrado e nel caos |
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