Una vasta operazione delle forze dell'ordine ha portato alla luce un complesso sistema di traffico di droga e riciclaggio di denaro che coinvolge diverse figure nella zona di Roma e Pomezia. Tra i nomi emersi spicca quello di Andrea Salsiccia, collegato a vari episodi criminali e a figure di spicco della malavita romana.
Il Sequestro di Marijuana a Civitavecchia
Tutto ha avuto inizio con un ingente sequestro di marijuana nel porto di Civitavecchia. Il carico di droga, ben 76 chili, era abilmente occultato all'interno di vecchi mobili trasportati su un camion proveniente dal porto di Olbia e diretto a Monterotondo (Roma).
La spedizione è stata intercettata dai finanzieri del comando provinciale di Roma che, dopo aver organizzato un'operazione di “consegna controllata” della partita di droga, hanno arrestato l’autista del mezzo pesante e le tre persone che attendevano il carico in un deposito nella zona industriale di Monterotondo.
Tra gli arrestati figurano:
- Andrea Faedda, 54 anni di Bonorva (autista)
- Angela Alba, 46 anni, imprenditrice nel settore dei mobili, originaria di Roma ma residente in Gallura
- Alessandro Giannotta, 36 anni di Roma
- Andrea Salsiccia, 48 anni di Roma
Secondo le indagini, Angela Alba avrebbe commissionato la spedizione dei mobili dal porto di Olbia a quello di Civitavecchia. Il carico, proveniente dalla Sardegna, era presumibilmente destinato a rifornire le piazze di spaccio della Capitale, con un valore stimato di circa un milione di euro.
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L’autoarticolato è stato fermato nel porto di Civitavecchia nel corso dei controlli di routine. Il mezzo pesante che trasportava vecchi mobili, appena sbarcato da una motonave proveniente da Olbia, ha attirato l’attenzione delle fiamme gialle del Gruppo di Civitavecchia in servizio nello scalo marittimo con l’ausilio del cane antidroga Fanda.
I militari hanno quindi ispezionato il mezzo, rinvenendo la droga che era stata nascosta tra gli arredi. Dopo aver rilevato dalla documentazione esibita dall’autista che il materiale era destinato a un deposito nella zona industriale di Monterotondo, i militari, coordinati dalle Procure della di Civitavecchia e Tivoli, hanno organizzato una finta consegna alla banda, incastrando le tre persone che erano intente a scaricare le buste di marijuana dal camion nel deposito della zona industriale.
I Carabinieri a Pomezia: Hashish e Contanti
Parallelamente all'operazione antidroga, i Carabinieri di Pomezia hanno effettuato un controllo nei pressi di alcune palazzine, notando la presenza di alcune persone, già note, appartarsi nei garage della palazzina.
A seguito di un controllo più approfondito, i Carabinieri a seguito della perquisizione personale hanno rinvenuto 260 euro in contanti, di vari tagli e all’interno della borsetta della donna, 535 grammi di hashish, che veniva bruscamente strappata dal giovane 25enne nel tentativo di darsi alla fuga a piedi, senza riuscirci poiché inseguito e poi bloccato dai militari dell’Arma che lo hanno poi messo in sicurezza.
Le Accuse di Riciclaggio e il Coinvolgimento di Giorgio Bresciani
Le indagini si sono estese fino a coinvolgere l'ex calciatore di serie A Giorgio Bresciani, residente a Pomezia, accusato di riciclaggio. Secondo le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, Bresciani era parte di un network che includeva figure come Daniele Muscariello, Pasquale, Roberto (figlio di Senese), Alberto Viola, Coppola Alberto, Stefano De Angelis e Giovanni Festa.
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Sempre secondo il collaboratore di giustizia, Salvatore Pezzella lavorava con l’IVA a Roma con Andrea Salsiccia e De Angelis e noi lo abbiamo bloccato a Napoli dicendo che doveva "favorire" anche noi. Così gli abbiamo affidato 100.000 euro e lui ha iniziato a restituircene 5mila euro a settimana.
La Gambizzazione di Andrea Salsiccia e le Dinamiche Mafiose Romane
Andrea Salsiccia è stato anche vittima di una gambizzazione sotto casa a Pomezia. A sparargli sarebbe stato un suo amico, Daniele Muscariello, anch'egli arrestato. Il movente sarebbe legato a debiti che Salsiccia aveva accumulato a causa di società bloccate.
Daniele mi ha detto che molte persone volevano vendicarsi con SALSICCIA per i debiti e che per questo Daniele che era suo amico, decise di sparargli per evitare che venisse ucciso.
Un'intercettazione rivela una peculiarità della mafia romana: a differenza di Napoli, dove parlare con le forze dell'ordine è considerato "infamia", a Roma è visto come "politica", suggerendo una collusione tra criminalità e istituzioni.
E allora ci si siede al tavolo con le guardie, ovvero si scende anche a patti con loro. Trovando chi possa aiutarli, come nel caso di un commissario di Polizia, Pasquale T., adesso in quiescenza, ma all’epoca dei fatti in servizio presso la Questura di Roma con l’incarico di responsabile dell’ufficio denunce, oppure il brigadiere capo Antonio M., anche lui in quiescenza, ma all’epoca in servizio in servizio al nucleo investigativo di Frascati.
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Il commissario si offre pure di dare un aiuto “coinvolgendo colleghi, ai quali è necessario dare un compenso”.
Corruzione e Collusioni con le Forze dell'Ordine
Le indagini hanno portato alla luce anche episodi di corruzione e collusioni con le forze dell'ordine. Un commissario di Polizia e un brigadiere dei carabinieri sono indagati per aver fornito informazioni riservate al clan in cambio di denaro o favori.
Il commissario si offre pure di dare un aiuto “coinvolgendo colleghi, ai quali è necessario dare un compenso”. Gli vengono quindi offerti 7-8 mila euro come “cifra orientativa”.
Una “mano” al clan la darebbe anche il brigadiere capo Antonio M.: lui avrebbe interrogato la banca dati SDI per ottenere l’indirizzo dei fratelli Celani, “al fine di consentire a Nicoletti di organizzare un’azione punitiva nei loro confronti”.
Tabella Riassuntiva dei Principali Arrestati
| Nome | Ruolo | Accuse |
|---|---|---|
| Andrea Faedda | Autista | Trasporto di droga |
| Angela Alba | Imprenditrice | Commissione della spedizione di droga |
| Alessandro Giannotta | Complice | Ricezione e stoccaggio droga |
| Andrea Salsiccia | Complice | Traffico di droga, riciclaggio |
| Giorgio Bresciani | Ex calciatore | Riciclaggio |
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L’operazione di ieri ha portato 18 arresti e il sequestro di 131 milioni di euro. Ma i nomi più importanti sono quelli dei figli dei boss, da Antonio Nicoletti, erede dello storico cassiere della Banda della Magliana, a Vincenzo Senese, figlio di Michele detto “o pazz”. Poi c’è Roberto Macori.
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