Per indicare una persona fortunata, in Inghilterra dicono "Born with a Silver spoon in one's mouth" e, in fin dei conti, un motivo ci sarà se il detto resiste da più di 500 anni. Le posate ci accompagnano ogni giorno nella degustazione e nella preparazione di pranzi e cene, colazioni e aperitivi. Oggi siamo abituati a utilizzarle, ma non è sempre stato così. In questo articolo vogliamo portarti alla scoperta della storia delle posate, di quando sono state inventate e di come sono diventate indispensabili sulle nostre tavole.
Lo strumento più antico utilizzato per cibarsi e raccogliere fu, senza dubbio, proprio il cucchiaio. Non a caso il suo nome deriva dal greco Kochliarion (Kochlos - conchiglia) per via del fatto che proveniva da alcuni elementi della natura come le conchiglie marine. Si può considerare una delle posate più antiche perché, fin dall’avvento della cultura della tavola, il cucchiaio si trovava “posato” su di essa.
Origini e Evoluzione del Cucchiaio
Il nome cucchiaio deriva dal latino cochlea, ovvero chiocciola, poiché il primo strumento usato dall’uomo per mangiare erano proprio i gusci di questi animali. I cucchiai più simili a quelli che noi oggi conosciamo risalgono ai tempi dell’Antica Roma. All’epoca ce n’erano di due tipi, erano fatti d’argento e avevano un manico molto sottile a doppia punta per numerosi impieghi. Anche estrarre il midollo dall’osso oppure i molluschi dal guscio! Per questo oltre alla cochlea c’era anche la ligula: il cucchiaio utilizzato per la minestra.
Solo nel XVI secolo la forma del cucchiaio acquista quella che conosciamo oggi, un ovale con manico allungato. In questo periodo assistiamo ad una vera e propria moda che porta alla creazione di cucchiai di ogni tipologia e per diverse destinazioni d’uso. Con il trascorrere dei secoli anche il cucchiaio ha cambiato forma, “piegandosi” alle diverse esigenze culinarie. Meno pesante ma più sottile ed ergonomico per adeguarsi alle nuove pietanze e ai nuovi gusti della gente. Il momento quindi a cavallo tra il ‘600 ed il ‘700 è stato il periodo di maggiore fermento. Nel primo secolo il cucchiaio si è allungato nelle dimensioni mentre nel secondo ha mutato forma e taglia.
Quello di legno, per un lungo periodo, soprattutto nel medioevo, è stato considerato l’utensile dei poveri, perché utilizzato quasi esclusivamente per mangiare zuppe di scarso valore economico e nutritivo.
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Nella sua evoluzione, il cucchiaio si è declinato in diverse forme:
- il cucchiaio grande utilizzato per le zuppe e minestre
- il cucchiaio piccolo per antipasti e dessert
- il cucchiaio da pesce per preparazione che prevedono ingredienti ittici
- il cucchiaio gourmet, ormai quasi scomparso, di forma piatta, usato al posto del coltello in caso di preparazioni tenere, da tagliare, e con molta salsa.
Il cucchiaio ha quindi una funzione alimentare, artistica ma anche liturgica! Fino al 1700 esistevano dei modelli sottilissimi per far passare il vino durante la messa.
Cucchiai di Interesse Artistico
Non è però corretto associare (quasi sempre) il cucchiaio al cibo. Nel corso della storia sono infatti numerosi i casi di cucchiai di rilevante interesse artistico. Al Victoria è esposto un cucchiaio fiammingo con la pala in cristallo di rocca incastonato in una corona d’argento. La lunga tradizione di questi accessori diventati essenziali nella nostra quotidianità, ci permette oggi di avere degli esempi di posate antiche estremamente belle da vedere e ricercate.
Il Galateo e la Disposizione delle Posate
Ogni posata va posizionata nel posto giusto, proprio come ci insegna il galateo. Non importa quante sono le posate presenti per ogni postazione, ogni elemento deve trovarsi al posto giusto per agevolare i movimenti durante il pasto. Per prima cosa è bene ricordare che non dobbiamo mettere più posate di quelle necessarie ad arrivare alla fine del pasto.
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Un Breve Accenno alle Altre Posate
Le prime ad essere state inventate sono i coltelli, comparsi a partire dall’età della pietra anche se sono stati i Romani per primi a utilizzarli a tavola. Fino al Cinquecento il loro utilizzo era piuttosto limitato e si trovavano con più frequenza nelle famiglie agiate.
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Il coltello è nato invece per esigenze differenti. Esso, infatti, era utilizzato per cacciare e per difendersi; era impiegato in cucina per preparare vari cibi, come grandi tagli di carne che venivano sporzionati in piccole parti da un servitore, prima di essere portate ai commensali. In tal modo non vi era la necessità di adottare un coltello in tavola. Anche ai tempi dei romani un servo addetto, il trinciatore, si occupava di tagliare il cibo con una lama, in modo che i nobili lo potessero mangiare con le mani. Nel medioevo ogni uomo possedeva il proprio coltello personale. Dal rinascimento diventa di uso domestico, di pari passo con la forchetta che in parte lo sostituì. Un’evoluzione che avvenne anche per questioni di galateo. Il coltello personale era sempre visto anche come un’arma, dunque nel momento conviviale iniziò ad essere sostituito con delle lame dalla punta arrotondata, già presenti in Inghilterra a inizio del ‘600.
La forchetta nasce più di recente rispetto al coltello. Secondo una leggenda, la forchetta è stata inventata, intorno al XII secolo, dalla moglie di un maggiorente fiorentino che l’aveva imposta ai suoi ospiti. Da quel momento la posata si diffuse in tutta Italia e, più lentamente, in tutta Europa. A partire dal Seicento tutti i pregiudizi vennero abbandonati negli ambienti nobili e sono a partire dal Settecento vediamo la diffusione della forchetta in tutti i ceti. Piccola curiosità: nel Medioevo la forchetta veniva considerata un oggetto di perversione conviviale, per questo veniva spesso nascosta e custodita da coloro che la utilizzavano. Nel 1581, Michel de Montaigne scrisse che, durante un suo viaggio in Italia, rimase sorpreso dall’uso quotidiano di una forchetta individuale con due rebbi, adagiata tra due salviette insieme al pane, al coltello e al cucchiaio.
Quella della forchetta è una storia più complessa, controversa e curiosa. Sappiamo che i romani nobili ne facevano uso, ma con la fine dell’impero e la giunta dei barbari, scomparve dalle tavole. San Pier Damiani, nella sua opera “De Institutione monialis”, lanciò le sue invettive contro Teodora, moglie del doge Domenico Selvo, che introdusse a Venezia l’uso di forchettine d’oro a 2 o 3 rebbi.
Bisogna superare quasi tutto il periodo buio medievale per riveder comparire la forchetta. La forchetta era malvista, perché strumento di eccessiva stravaganza, anche da alcuni re, come il Re Sole, che preferiva mangiare ancora con le mani. Fino circa al 1700, trovare una sola forchetta in un monastero o in un convento, sarebbe stato un compito arduo.
Samuel W. Queste ultime tre forchette si posizionano alla destra del piatto, perché vengono utilizzate con la mano destra, mentre con la mano sinistra si tiene ferma l’ostrica, il crostaceo o la lumaca con l’apposita pinza.
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