Pablo Picasso è stato uno dei più grandi artisti del XX secolo. Nato in Spagna nel 1881, ha trascorso gran parte della sua vita in Francia, dove ha sviluppato il suo stile unico e innovativo. Picasso è stato un pioniere del movimento cubista, che ha rivoluzionato l'arte moderna. Ha creato opere d'arte che hanno sfidato le convenzioni artistiche del tempo, utilizzando forme geometriche e colori vivaci per esprimere la sua visione del mondo.

Oltre al cubismo, Picasso ha sperimentato con una vasta gamma di stili artistici, tra cui il surrealismo e il neoclassicismo. Ha prodotto opere d'arte in molti media diversi, tra cui dipinti, sculture, disegni e incisioni. La sua influenza sull'arte moderna è stata enorme, e molte delle sue opere sono considerate capolavori del XX secolo. Tra le sue opere più famose ci sono "Les Demoiselles d'Avignon", "Guernica" e "La Vie".

Picasso è stato anche un personaggio pubblico molto noto, con una vita privata turbolenta e una serie di relazioni con donne famose.

Dopo aver visitato la fabbrica di ceramiche Madoura, iniziò a mettere su carta qualche idea. L’incontro con Suzanne e Georges Ramié, proprietari della manifattura, fu decisivo. Era andato a trovarli nel loro laboratorio e aveva già cercato di realizzare alcune figure. Picasso rimase fino al 1954 nel sud della Francia, lavorando regolarmente nel laboratorio di Madoura, buttandosi a capofitto alla scoperta di questo nuovo materiale con grande dedizione e completamente affascinato dalla plasticità della terra e dal suo processo di cottura.

Pablo Picasso è riuscito a produrre oltre 4000 pezzi. L’artista ha sperimentato creando e decorando vasi, piatti, bottiglie e pentole dai colori, forme e decorazione più svariate, senza mai abbandonare i motivi caratteristici della sua produzione pittorica.

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Cerasarda decori storici

Cerasarda, un brand che porta nel mondo l’eccellenza della ceramica italiana, è nata nel 1963 a Olbia per volere di Karim Aga Khan. Il principe vide in quest’azienda lo strumento per produrre i materiali ceramici più adatti a rifinire con stile e gusto raffinati le ville e gli alberghi più lussuosi al mondo, a partire da quelli della Costa Smeralda. Per arrivare a questo obiettivo, scelse i migliori maestri artigiani capaci di rappresentare la ceramica di altissimo livello.

Fu lui stesso a chiamare artisti del calibro di Robert Picault, cresciuto alla scuola di Pablo Picasso: “Volle con sé anche un giovane artista francese, Charles Mourot che, nei successivi cinquant’anni, sviluppò un originale percorso creativo all’interno di Cerasarda - spiega Thierri Mourot, artista decoratore, figlio di Charles, che continua a lavorare nell’azienda portando avanti l’attività iniziata dal padre.

Cerasarda artigiani

“La novità caratteristica del design di Cerasarda è la capacità di coniugare la tradizione artigianale e artistica all’innovazione che si manifesta nei disegni dei decori come nella scelta degli smalti solari e mediterranei. Tutto ciò ha permesso ad architetti e designer famosi di realizzare dei veri e propri capolavori, tutt’oggi apprezzati per la loro bellezza e unicità”, spiega ancora Mourot. Sono proprio gli smalti dai colori intensi e le decorazioni raffinate ispirate all’iconografia locale i tratti distintivi dei prodotti Cerasarda, destinati soprattutto al mercato del lusso. Chi li sceglie ama circondarsi di un’eleganza architettonica esclusiva con l’impronta tipica di un territorio diventato mito.

Nel 2002 il brand è entrato a far parte del Gruppo Romani, portando nel mondo del design d’interni quella ricercatezza mediterranea artigianale in grado di evolversi fino a diventare contemporanea, senza perdere la forte caratterizzazione delle origini. Il racconto decorativo, ispirato alla bellezza del paesaggio e al suo retroterra culturale, continua a vivere attraverso le mani sapienti di esperti artigiani che decorano ancora oggi la ceramica smaltata, lavorando come in un vero e proprio atelier. Il tocco handmade aggiunge quella nota di fascino che rende ogni singolo pezzo unico e inimitabile.

Per celebrare i 60 anni di attività, Cerasarda ha recentemente presentato Decori Storici “Anni 60”, una collezione iconica tutta dedicata ai temi ispirati alla tradizione sarda. L’azienda ha valorizzato in questo modo la sua storia, approfondendo quella ricerca culturale e lo studio meticoloso dell’artigianato artistico attraverso uno styling attuale, in linea con il gusto contemporaneo. Declinati in quattro colori, i decori Dama, Cavaliere e Pintadera esprimono con un design moderno l’immaginario della cultura sarda. Con Decori Storici, prosegue il racconto di un mondo e di uno stile immediatamente riconoscibile in un linguaggio ceramico esclusivo, che unisce antiche tecniche artigianali e innovazione tecnologica, per creare superfici uniche.

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“Tutto questo non sarebbe possibile senza la fantasia e la sensibilità di artisti-artigiani che riescono ad arricchire di emozioni un progetto, anche utilizzando tecniche nuove e creative” commenta Mourot. “Cerasarda è lusso e la maestria dei suoi artigiani è apprezzata e amata tutt’oggi dalle famiglie reali, star dello spettacolo e dell’alta finanza”.

Un viaggio alle radici della propria identità grazie alla rivisitazione dei decori che fin dalle origini caratterizzano la ceramica di Cerasarda, eccellenza italiana nata a Olbia nel 1963 che esprime un’eleganza esclusiva ispirata alla bellezza dei paesaggi e al mito di un territorio.

Per celebrare i 60 anni di attività, il brand presenta Decori Storici “Anni 60”, una collezione iconica tutta dedicata ai decori ispirati alla tradizione tipica della Sardegna. L’azienda esalta in questo modo la sua storia e le radici, approfondendo la ricerca culturale e lo studio meticoloso dell’artigianato artistico attraverso uno styling attuale, in linea con il gusto contemporaneo. Ancora oggi le decorazioni sono realizzate a mano su ceramica smaltata da esperti artigiani, che lavorano come in un vero e proprio atelier.

Picasso e la ceramica

L'Arte di Indossare: I Gioielli d'Artista

Trascendono il materiale di manifattura e il loro valore risiede tutto nell’estro di chi li ha progettati: un fermaglio per capelli surrealista, un pendente antropomorfo, una spilla/caramella, un bracciale dichiarazione dalla forma pura e assoluta. Gioielli d’artista che rifuggono dalle definizioni del prezioso, arte à porter che ha condotto leggende del XX e XXI secolo a ridurre in scala il proprio genio, per manufatti dichiarazione da sfoggiare sul corpo.

Sono oltre 150 quelli che comporranno il percorso di Artists’ Jewelry: From Cubism to Pop, the Diane Venet Collection, grande mostra che debutterà il prossimo 12 aprile al Norton Museum of Art di West Palm Beach in Florida, esplorazione del dinamico e sfaccettato universo degli amuleti d’artista. Un’indagine per rivelare suggestioni, prospettive e metodi con cui celebri autori si cimentarono con il gioiello, in un processo sfidante che condusse a ripensare la creatività in miniatura (o quasi), padroneggiando nuovi mezzi e sublimando l’estetica in bracciali, collane, spille e orecchini di antologiche artsy e preziose.

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Collana Frank Stella

La collana realizzata da Frank Stella nel 2009 per Diane Venet

Ciondoli di Pablo Picasso e Georges Braque, copricapi di Man Ray e Claude Lalanne, spille surreali di Dorothea Tanning e Salvador Dalí, o ancora accessori astratti e immaginifici di Louise Nevelson, Arnaldo Pomodoro e Lucio Fontana saranno tra le opere - poiché di questo, in fondo, si tratta - visibili nell’esibizione, poste in un affascinante dialogo con una sessantina di lavori, tra dipinti e litografie di miti quali Jeff Koons, Alexander Calder, Damien Hirst, Roy Lichtenstein o Pablo Picasso.

Un piccolo, grande tesoro che appartiene a Diane Venet, figura di spicco dell’arte internazionale, figlia di collezionisti di cui seguì i passi sin da giovanissima, nonché moglie dello scultore Bernard Vernet che assistette nella curatela di mostre in tutto il mondo.

“Non indosso gioielli. Indosso arte”, sentenziò non a caso una volta al New York Times ribandendo la sua passione per i talismani d’autore. È a lei che si deve lo sconfinamento nella gioielleria di alcuni; come il padre del movimento minimalista statunitense Frank Stella che nel 2009, lusingato dal corteggiamento della Vernet che lo incitava a misurarsi con l’universo della gioielleria, produsse quel collier spiraliforme di ellissi attorno a un fiore, fantasia botanica di 28 centimetri in acciaio e vernice dorata.

“Sin dall'inizio dell'umanità, gli individui si sono adornati con metalli pregiati e pietre preziose, come modalità di distinzione di classe e di espressione personale - ha dichiarato J. Rachel Gustafson, curatrice del museo -. Questa mostra getta un ponte tra l'artigianato e le belle arti, due forme creative che raramente si intersecano o vengono interpretate in un'unica esposizione”.

Una rassegna dove sarà impossibile non indugiare sulle creazioni di coloro che più di tutti fornicarono anche con la moda (e l’atelier di una certa Madame Schiap). In mostra; Salvador Dalí e il suo Montre petite cuillère ossia una spilla per capelli in guisa di cucchiaio con finto orologio incorporato e smaltata in oro, Man Ray e la sua mitologica Optic Topic del ‘74, pezzo forte della retrospettiva acquistato dalla Venet come regalo per il marito, inquietante e sublime maschera d’oro dai 18 centimetri di diametro, il contorno del viso mimato e forellini simili a insetti posti sopra ciascun occhio. O ancora; Jean Cocteau e i suoi pendenti antropomorfi cesellati di rubini e diamanti, per le labbra e gli occhi della sua Madame degli anni Sessanta.

Spilla Salvador Dalì

La spilla per capelli Montre petite cuillère (1957) di Salvador Dalí

Di alcuni degli artisti in mostra è probabilmente meno noto il lavoro sul gioiello, come per Lucio Fontana che tradusse il suo Spazialismo in bangle d’argento laccati magenta, o come per Niki de Saint Phalle, “donna e artista” come amava definirsi, le cui pingui Nanas che sovvertirono gli stereotipi di bellezza, vennero anche trasfigurate in spille multicolore su oro 18 carati e pavé di diamanti. Perché l’estro dell’artista valica le modalità, si veda la ferocia creativa di Yoko Ono che dai Fluxus passò alla performance, con incursioni nella gioielleria di un anello bold simile a un vinile con emblematica incisione “Imagine People”, o si veda l’eclettismo di Meret Oppenheim e delle sue collane geometriche in oro smaltato e colorato, ribattezzate Tête de poète.

“La storia di questa collezione è in gran parte quella delle mie amicizie nel mondo dell’arte - racconta Diane Venet nella nota dell’esibizione -. Nella mia vita piuttosto itinerante, questa collezione di gioielli è quindi un museo intimo che posso portare ovunque con me, e un tesoro che posso ritrovare ovunque al mio ritorno a casa. Sono onorata che il Norton Museum mi abbia invitata a condividere questi pezzi speciali con un pubblico più vasto”.

Una compilation di arte da indossare, scevra di parametri e formule chiuse, legata alla sensibilità di miti da (ri)scoprire in una nuova veste.

Curiosità sulla Ceramica

La ceramica è un mestiere antico, con origini che risalgono a quasi 20.000 anni fa. I primi utensili legati alla ceramica provengono dall'Asia orientale, in particolare dalla Cina e dal Giappone. La parola "ceramica" deriva dalla parola greca "keramikos", che a sua volta deriva da "keramos", ovvero "argilla da vasaio".

Le caratteristiche finali di una ceramica dipendono quasi interamente dalla cottura. In altre parole, due pezzi fatti della stessa miscela e modellati nello stesso modo possono essere trasformati in due prodotti totalmente opposti se cotti in modi diversi.

La ceramica è sempre più utilizzata nella produzione di aerei militari, ed è stata a lungo utilizzata per le navette spaziali e le loro attrezzature. Questo tipo di ceramica è stato progettato per resistere ad una temperatura di oltre 1.280 ° C.

Cronologia della Ceramica

Periodo Evento
20.000 a.C. Primi utensili in ceramica in Asia orientale.
Dinastia Han (206-220 a.C.) Produzione dei primi pezzi in porcellana in Cina.
Oggi Utilizzo della ceramica nell'ingegneria spaziale e aeronautica.
Ceramica antica

Ceramica neolitica, dinastia Zhou, III millennio a.C.

L'Esperienza Cerasarda in Sardegna

Era un’estate radiosa di quarant’anni fa, una di quelle belle estati della Sardegna di sempre. La Costa Smeralda muoveva i primi passi, Cerasarda, intanto, metteva a punto le linee di produzione, e dai suoi forni elettrici iniziavano ad uscire piastrelle ed oggetti in ceramica che l’avrebbero poi fatta apprezzare dai costasmeraldini e dall’interno mercato nazionale.

Il Principe Karim Aga Khan, per esprimere originalità a questa nuova creatura aveva convocato maestri d’arte, allievi dell’atelier ceramico di Picasso in Vallauris. Questi, ben interpretando le aspettative del principe, avevano saputo trasferire i segni grafici della Sardegna nei prodotti Cerasarda, segni ancora puri, quasi non contaminati da sovrapposizioni culturali estranee alle loro origini, inoltre avevano impreziosito i prodotti vestendoli di colori predominanti del Mediterraneo, realizzando oggetti che avrebbero per sempre ispirato la parte creativa di questa azienda, continuamente propositiva di novità provenienti dal suo contesto culturale, senza indulgere nell’imitazione delle mode.

La Cerasarda è riuscita ad imporsi all’attenzione del mercato nazionale per la brillantezza dei colori, l’estrosità delle forme ed i richiami culturali sardo-mediterranei dei propri manufatti. Gli architetti e gli utilizzatori hanno largamente apprezzato tali caratteristiche ed hanno scelto prodotti Cerasarda per gli arredamenti delle ville e degli alberghi più prestigiosi.

Nel laboratorio artistico si respirano l’odore dell’argilla, unita alla passione e alla professionalità, in un luogo in cui ha origine ogni creazione e ogni prodotto della tradizione. Tutte le opere d’arte ceramiche sono caratterizzate da un intreccio di dettagli e colori, adornate da motivi floreali e figure simboliche impregnate della cultura e della tradizione di Sardegna.

Per dare forma a questo materiale, povero ma nobile, occorre una notevole manualità, tanta fantasia e uno strumento che richiede una grande esperienza, per l’elevata difficoltà tecnica che richiede: il tornio. Su questo strumento le mani si muovono sinuosamente, con sapienza, al fine di creare pezzi unici e dalle forme sorprendenti.

Una volta modellato, l’oggetto viene decorato a rilievo e messo in un luogo asciutto dove poter essiccare. Il passaggio successivo consiste nella verniciatura, seguita poi dalla cottura. In passato veniva utilizzato il forno a legna, oggi invece si preferisce cuorecere l’argilla in forni elettrici o a gas.

L’oggetto è quindi pronto per la decorazione finale, che avviene con materiali colorati e cristalli polverizzati, al fine di rendere la superficie lucida e impeccabile.

È estremamente affascinante scoprire ed esplorare l’inimitabile atmosfera della tradizione artigiana nelle creazioni uniche ed originali della vera produzione sarda. Meticolosità nell’incisione, forme e colori tipici della cultura mediterranea, e un’impareggiabile manualità degli artisti artigiani, che trasformano la bellezza in oggetto di ceramica: queste sono le caratteristiche delle Collezioni di Atelier Cerasarda.

Cerasarda svolge con attenzione e cura tutte le fasi della lavorazione che avvengono durante la produzione. Infatti, l’intero processo produttivo segue regole rigorose e procedure collaudate che, partendo da un progetto originale, affinano, con cura e meticolosità, la riuscita finale del prezioso oggetto.

Tra le varie fasi, hanno particolare importanza i processi di graffiatura e decorazione, eseguiti rigorosamente a mano, che costituiscono il momento caratterizzante della creazione. Cerasarda non è soltanto oggettistica, anzi.

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