Il tamarindo, con il suo sapore dolce-acidulo e le sue origini tropicali, sta conquistando l’interesse di sempre più persone. Se non lo sai, si presenta come una sorta di baccello legnoso che contiene dei semi avvolti in una polpa marrone, dal sapore acidulo: somiglia al dattero, ed è per questo che viene anche denominato “dattero dell’India”. Fino agli anni ’60 era già famoso come sciroppo per dissetarsi durante le calde giornate estive, nella versione famosa “Estratto di Tamarindo” di Carlo Erba, ma oggi, grazie all’interesse per le cucine internazionali, il tamarindo sta vivendo una seconda giovinezza.

Oggi è possibile acquistare il tamarindo in diverse forme, rendendolo accessibile a tutti. Si parte dai baccelli freschi, che si possono aprire per estrarne la polpa, fino alle versioni più pratiche come lo sciroppo di tamarindo, perfetto per preparare bevande o cocktail. Il frutto e la pasta di tamarindo si trovano in quasi tutti i negozi di alimentari asiatici e africani, mentre lo sciroppo già famoso in Italia da un secolo si trova in quasi tutti i supermercati. A volte si riesce a trovare anche la marmellata di tamarindo, utile non solo come golosità da spalmare, ma anche per regolare l’intestino in modo delicato.

Il tamarindo è un frutto esotico dal sapore zuccherino e leggermente aspro, soprattutto quando ancora acerbo. Da esso si ricava uno sciroppo denso e ricco di proprietà benefiche, perfetto per una bibita rinfrescante o per insaporire un cocktail originale. Lo sciroppo di tamarindo si ottiene dalla polpa del frutto fresco, alla quale si aggiunge dello zucchero - per renderlo più light, è possibile utilizzare anche la stevia.

Se volete concedervi una bevanda dissetante, potete diluire una parte di sciroppo in cinque parti di acqua ben fredda. Lo sciroppo di tamarindo è una bevanda molto calorica, per via del suo notevole quantitativo di zucchero: in una porzione di 100 ml troviamo fino a 330 kcal, quasi interamente derivanti da carboidrati. Sono pressoché assenti grassi e proteine, mentre vi è un buon contenuto di fibre.

Lo sciroppo di tamarindo è una bevanda dissetante e rimineralizzante, ottima anche per depurare l’organismo. Le sue fibre aiutano a digerire meglio e stimolano il transito intestinale, inoltre aumentano il senso di sazietà. Sono inoltre presenti sostanze antiossidanti che contrastano la formazione dei radicali liberi e hanno efficacia antinfiammatoria. Il tamarindo è poi un alleato della salute cardiovascolare: tiene sotto controllo la pressione e il livello di colesterolo nel sangue. Vista la notevole presenza di zuccheri, lo sciroppo dovrebbe comunque essere consumato con moderazione, soprattutto da chi è a dieta.

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La bevanda di tamarindo viene anche utilizzata anche per le sue proprietà benefiche, specialmente nella medicina ayurvedica. Si ritiene che il tamarindo aiuti a gestire problemi di digestione, favorendo il corretto funzionamento dell’apparato digerente. Secondo la medicina ayurvedica, il tamarindo è anche efficace nel gestire la costipazione grazie alle sue proprietà lassative naturali - basta sciogliere un po’ di tamarindo in acqua tiepida e berlo prima di andare a dormire. Inoltre, si crede che questo frutto possa contribuire a migliorare la funzionalità epatica, proteggendo le cellule del fegato dai radicali liberi. Sempre secondo la medicina Ayurvedica, in autunno una bevanda calda al tamarindo è utile per la congestione nasale e il raffreddore grazie alla sua potenza Ushna (calda) e alle sue proprietà equilibranti del Kapha (coesione).

Il succo al tamarindo è una bevanda naturale, leggermente acidula e molto dissetante. Perfetto per affrontare il caldo estivo, si prepara con polpa di tamarindo, acqua e poco zucchero. Ha un gusto deciso, aromatico e piacevolmente fresco. È molto diffuso in America Latina, Asia e Africa, ma anche in Italia sta conquistando sempre più appassionati. È ottimo servito freddo, con qualche cubetto di ghiaccio e una fettina di lime. Ideale per chi cerca un’alternativa sana alle bibite industriali.

Preparare il succo al tamarindo è semplice: si mette in ammollo la polpa essiccata per alcune ore, poi si schiaccia, si filtra e si dolcifica a piacere. Puoi aromatizzarlo con menta, zenzero o vaniglia. Questa bevanda rinfrescante ha anche ottime proprietà: è ricca di sali minerali, vitamina C e fibre. Favorisce la digestione e aiuta a reintegrare i liquidi persi con il caldo. In alcune culture viene considerata anche leggermente depurativa e tonica per l’organismo.

Tamarindo frutto

Ricetta del Succo di Tamarindo

Quella del succo al tamarindo è una ricetta che unisce sapientemente il sapore deciso dell’antica tradizione siciliana ad un’alimentazione salutare e attenta al benessere di corpo e mente, dando vita ad un drink dal gusto travolgente e dalle straordinarie proprietà. Il tamarindo, frutto che nasce dagli alberi sempreverdi originari del clima tropicale del Madagascar, è infatti ricco di vitamine, in particolare di vitamina C, e vanta molteplici proprietà, tra cui quelle antiossidanti e digestive. Chiamato anche “dattero dell’india”, il tamarindo propone inoltre un’elevata concentrazione di minerali utili per l’organismo e di acido tartarico.

Ma scopriamo più nel dettaglio quali sono i benefici che è possibile ricavare dal consumo di questa bevanda, perfetta da consumare in ogni momento della giornata, in particolare dopo i pasti.

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Ingredienti

  • 200 gr. di tamarindo fresco
  • 1 lt. di acqua naturale
  • 4 cucchiai di sciroppo di acero
  • Qualche cubetto di ghiaccio

Preparazione

  1. Tagliate il tamarindo a pezzetti.
  2. In una pentola versate l’acqua e lo sciroppo, poi portate ad ebollizione per circa 10 minuti.
  3. Spegnete e lasciate raffreddare un paio d’ore in frigorifero prima di filtrare con una garza.
  4. Servite con dei cubetti di ghiaccio e buon relax!

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Benefici e Proprietà del Tamarindo

Il tamarindo è un frutto dal sapore dolce e molto particolare, molto comune in terra siciliana. Dalla forma simile a quella di un dattero, questo alimento vanta diverse potenzialità e offre un grande valore nutrizionale. In primo luogo è utile sapere che è ricco di un principio attivo unico, chiamato appunto tamarindina, dotato di un interessante potere antinfettivo ed antibatterico, che costituisce un valido aiuto nella lotta ai malanni stagionali e ai disturbi di natura virale e batterica.

Il succo di tamarindo è anche un valido alleato della bellezza: grazie alla presenza di numerose sostanze antiossidanti, come l’acido ellagico, quello caffeico e quello clorogenico, aiuta a contrastare i radicali liberi e perciò a combattere e a rallentare l’invecchiamento dei tessuti. Presenta notevoli proprietà lassative e, grazie agli acidi organici presenti nella polpa del frutto, si rivela un efficace regolatore dell’equilibrio intestinale adatto a tutti (si può somministrare persino ai bambini in caso di mal di pancia). In generale, è ideale per migliorare i processi digestivi e per questo è consigliabile consumarlo dopo i pasti.

Il frutto è dotato infine di proprietà ipoglicemizzanti, ovvero aiuta la riduzione del livello di zuccheri presenti nel sangue. La polpa di questo frutto è composta dal 30% di acqua, dal 50% di zuccheri semplici e dal 5% da fibre alimentari, oltre che da proteine e grassi vegetali da non sottovalutare. Anche vitamine e minerali sono presenti in abbondanza: il tamarindo propone grandi quantità di fosforo, potassio, magnesio, calcio, sodio e selenio, e di vitamina A, C, K, J e vitamine del gruppo B.

Al suo interno è presente la pectina, un carboidrato digeribile capace di donare energia al corpo. Grazie alle varie tipologie di fibre presenti in questo alimento, abbiamo a che fare con un drink perfetto per stimolare il senso di sazietà e depurare l’organismo, che si distingue persino per il suo elevato contenuto di oli volatili come geraniolo, limonene, safrolo, pirazina, salicilato di metile e acido cinnamico: tutte sostanze straordinarie per il benessere dell’organismo e dotate di grandi proprietà officinali.

Tamarindo proprietà

Come si Mangia il Tamarindo?

Aprite il baccello, eliminate i semi e recuperare la polpa. La polpa, se matura, può essere mangiata in purezza. Si può utilizzare per preparare lo sciroppo di tamarindo e la confettura. Viene utilizzato come spezia per insaporire i piatti ed è utilizzato per la preparazione di salse. La più famosa salsa in cui troviamo il tamarindo è la salsa Worcester. I baccelli di tamarindo si possono acquistare al supermercato o in negozi etnici.

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Potete trovare anche la pasta di tamarindo, una crema acidula e dolciastra che può essere utilizzata in accompagnamento al pesce fritto o grigliato o per preparare il Pad Thai.

Lo sciroppo d’acero si caratterizza anche per il metodo di preparazione, che differisce da quella degli altri sciroppi. Si inizia con la raccolta della linfa dagli alberi di acero, che avviene durante i primi mesi primaverili, quando le temperature diurne iniziano a superare lo zero. La linfa viene poi bollita per lungo tempo, concentrandosi fino ad ottenere lo sciroppo. Questo processo richiede molta pazienza: per produrre un litro di sciroppo sono necessari circa 40 litri di linfa. Lo sciroppo d’acero viene classificato in base al colore e alla intensità del sapore: dal più chiaro e delicato al più scuro e robusto.

Il Ruolo del Tamarindo in Cucina

Il tamarindo è un frutto più versatile di quanto si possa immaginare, per questo motivo le sue applicazioni vanno oltre la trasformazione in succo. Nella cucina asiatica è spesso impiegato per preparare salse, come la salsa tamarindo usata nel famoso pad thai, oppure per insaporire curry e zuppe. In India il tamarindo è un ingrediente fondamentale nel chutney e nei piatti di legumi, come il sambar. Nella cucina messicana viene utilizzato per fare bevande rinfrescanti che non sono veri e propri succhi, come l’agua de tamarindo, che dona un tocco acidulo alle salse piccanti. Anche nella cucina africana è molto usato il tamarindo, infatti si utilizza per preparare le marinature per carni o piatti di pesce.

Questo succo o bevanda ci da modo di approfondire un aspetto legato al sapore del tamarindo, operando delle distinzioni in base ai diversi gradi di maturazione. Quando è ancora poco maturo il frutto ha un gusto intensamente aspro e quasi acerbo, che può essere alquanto pungente. In questa fase viene spesso utilizzato per dare una forte nota acidula ai piatti salati, bilanciando altri sapori. Quando il tamarindo è più maturo inizia ad ammorbidire la sua acidità, sviluppando una leggera dolcezza che lo rende ideale per salse e bevande, proprio per questo si utilizza in preparazioni che richiedono un equilibrio tra dolce e acidulo.

Quando è ben maturo il frutto diventa molto più dolce, pur conservando una delicata punta di acidità. Il sapore diventa ricco e complesso, perfetto per dolci, chutney e bevande. La sua dolcezza e viscosità lo rendono utile anche per preparare i dessert. Io onestamente preferisco il tamarindo con maturazione media, è il più versatile e può essere trasformato in succo, salsa e condimento per piatti salati.

FAQ sulla Bevanda o Succo al Tamarindo

Ecco alcune domande frequenti sul tamarindo e il suo succo:

Che frutto è il tamarindo?

Il tamarindo è un frutto tropicale che cresce su un albero della famiglia delle Fabaceae. Si presenta sotto forma di baccelli marroni, all’interno dei quali si trova una polpa densa e appiccicosa che contiene i semi. La polpa del tamarindo viene utilizzata per il suo sapore caratteristico e per le ottime proprietà medicinali.

Che sapore ha il tamarindo?

Il sapore del tamarindo è una combinazione di dolce, acido e leggermente piccante. Quando è maturo la polpa è dolce-acidula, mentre quando non è ancora del tutto maturo ha un gusto più aspro e deciso. Viene spesso usato per aggiungere un tocco rinfrescante e agrodolce a bevande, salse e piatti di ogni tipo.

A cosa fa bene il tamarindo?

Il tamarindo è ricco di nutrienti e apporta numerosi benefici per la salute. E’ una buona fonte di vitamina C, vitamina B, magnesio e potassio. È noto per favorire la digestione, grazie alle sue proprietà lassative, e viene usato come rimedio naturale contro la stitichezza. Inoltre aiuta a ridurre l’infiammazione, regola il colesterolo e promuove la salute cardiovascolare.

Dove si mangia il tamarindo?

Il tamarindo è consumato in molte parti del mondo, ma è particolarmente diffuso nelle cucine indiane e del sud-est asiatico, oltre che in Africa e nell’America Latina. In India viene utilizzato per preparare chutney, salse e piatti a base di curry. In Messico è spesso usato per fare bevande rinfrescanti e dolcetti a forma di caramelle. Infine, in Thailandia e in altri paesi asiatici viene impiegato in zuppe e piatti a base di pesce o carne.

Sciroppo di Tamarindo: il Sapore e gli Usi in Cucina

Lo sciroppo di tamarindo è una preparazione versatile che vanta un certo numero di applicazioni, superiori a quelle dei classici sciroppi. D’altronde questo tipo di sciroppo propone un sapore diverso dal solito, ossia dolce e allo stesso tempo aspro e acidulo, in grado di determinare un’esperienza davvero unica. Anche la preparazione è diversa dal solito, infatti non si tratta di bollire acqua, zucchero e tamarindo ma di creare una sorta di bevanda, facendo bollire a lungo la sua polpa. Per quanto concerne l’aspetto non si differenzia da quello degli altri sciroppi, infatti si presenta con una tonalità scura, tendente al marrone, all’amaranto e alla vinaccia.

Come utilizzare lo sciroppo di tamarindo?

Tanto per cominciare può essere impiegato per realizzare drink e cocktail. Ovviamente fate attenzione alle proporzioni, quella esatta consiste in cinque parti di acqua e una parte di sciroppo. Lo sciroppo di tamarindo può essere impiegato anche come topping, magari a beneficio di dessert dal sapore delicato, sormontati da panna o da creme leggere. Infine, può essere utilizzato come ingrediente decorativo, un po’ come accade con le glasse, e può aromatizzare creme e impasti di vario tipo.

Ricetta dello Sciroppo di Tamarindo

Ingredienti

  • 1 kg. di polpa di tamarindo
  • q. b. di zucchero di canna
  • 2 lt. di acqua

Preparazione

  1. Per preparare lo sciroppo di tamarindo dovrete innanzitutto fare bollire l’acqua.
  2. Poi aggiungete la polpa di tamarindo e cuocete per 20 minuti a fiamma molto bassa.
  3. Terminata la cottura, filtrate il liquido e aggiungete lo zucchero in una quantità doppia rispetto al peso del liquido stesso.
  4. Infine, fate bollire per altri 20 minuti e lasciatelo raffreddare prima di usarlo.
Sciroppo di tamarindo

FAQ sullo Sciroppo di Tamarindo

Ecco alcune domande frequenti sullo sciroppo di tamarindo:

Che gusto ha lo sciroppo di tamarindo?

Lo sciroppo di tamarindo ha un gusto complesso che coniuga note dolci e acidule. Il tamarindo è apprezzato per il suo sapore distintivo, spesso descritto come un mix di agrumi e caramello con un leggero retrogusto aspro. Lo sciroppo conserva queste caratteristiche, risultando versatile per svariati usi in cucina.

Come si fa lo sciroppo di tamarindo?

Per preparare lo sciroppo di tamarindo è necessario “cuocere” la polpa di tamarindo in acqua bollente, poi va filtrato e va aggiunto lo zucchero.

Che frutto è il tamarindo?

Il tamarindo è il frutto dell’omonimo albero, originario delle zone tropicali. Ha una forma a baccello con un guscio marrone, che racchiude una polpa appiccicosa, i semi e i filamenti fibrosi. La sua polpa è apprezzata per il sapore agrodolce e viene utilizzata in diverse cucine, soprattutto nell’Asia meridionale, in America Latina e in Africa.

A cosa fa bene il tamarindo?

Il tamarindo è noto per le sue proprietà benefiche. È ricco di vitamina C, potassio e magnesio, oltre a contenere importanti antiossidanti (come il betacarotene). Contribuisce alla digestione grazie all’abbondanza di fibre e sortisce effetti lassativi. È anche usato per alleviare il mal di stomaco e può avere effetti anti-infiammatori.

Ricetta Succo di Tamarindo (Agua de Tamarindo)

Ricetta Succo di Tamarindo (Agua de Tamarindo), scopri gli ingredienti e come prepararla. Gli ingredienti sotto riportati servono per preparare 4 porzioni. Per la preparazione sono necessari circa 50 minuti.

Ingredienti

  • 200 g di polpa di tamarindo (circa 12 baccelli)
  • 1 litro d'acqua
  • 2-3 cucchiai di zucchero o miele
  • Ghiaccio q.b.
  • Succo di 1 lime
  • Foglie di menta fresca q.b.

Preparazione

  1. Prepara il tamarindo: apri i baccelli di tamarindo e rimuovi la polpa appiccicosa che avvolge i semi.
  2. Ammolla la polpa: metti la polpa in una ciotola con mezzo litro di acqua calda e lasciala in ammollo per almeno 30 minuti, tanto per ammorbidirla.
  3. Schiaccia e filtra: con le mani o un cucchiaio, schiaccia la polpa per separarla dai semi.
  4. Poi filtra il liquido con un colino fine o un telo per ottenere un estratto liscio e privo di impurità.
  5. Versa il liquido filtrato in una caraffa e aggiungi il restante litro d’acqua.
  6. Dolcifica a piacere con zucchero, miele o sciroppo d'agave, mescolando bene finché non si scioglie.
  7. Aggiungi ghiaccio e, se vuoi, qualche goccia di succo di lime o una foglia di menta per un tocco in più.
  8. Servi ben freddo. Può essere conservato in frigo per 2-3 giorni.

Questo succo è naturalmente ricco di sali minerali, vitamine e antiossidanti.

E poi, un albero di tamarindo ha una vita media di 10-15 anni e produce tra i 50 e i 100 kg di frutta nel corso della sua vita.

Nutriente Quantità per 100g
Calorie 97 kcal
Acqua 30%
Zuccheri 50%
Fibre 5%
Vitamina C Elevata
Potassio Elevato
Magnesio Elevato

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