Molti pensano che gli effetti della combinazione alcol e farmaci riguardi solo alcune categorie di prodotti, alcune selezionate molecole, ignorando che, invece, l’alcol interferisce con numerosi farmaci d’uso quotidiano, comune e che occorrerebbe evitare di bere alcol se c’è la necessità di eseguire una terapia, breve o prolungata che sia.

Alcuni farmaci non dovrebbero essere assunti quando si beve. Come abbiamo detto, la lista dei medicinali che non dovrebbero essere assunti quando si beve è piuttosto lunga e comprende sia farmaci da prescrizione che farmaci da banco (OTC).

È quindi fondamentale sapere quali farmaci non dovrebbero mai essere assunti insieme. «Alcuni farmaci comuni, come antidolorifici, antibiotici, antistaminici e sciroppi per la tosse, possono interagire negativamente con l’alcol» dice la professoressa Manon Khazrai.

Tra i ragazzi si starebbe diffondendo un nuovo modo per 'sballarsi': mescolare lo sciroppo per la tosse, a base di codeina, con una bevanda analcolica (o anche alcol). Il mix darebbe effetti come alterazione della coscienza, deliri e allucinazioni, sia calmanti che euforici, allo stesso modo di altri oppioidi.

Questi sciroppo 'rinforzato' si chiama 'Purple drank' ed è finito sotto i riflettori dell'Osservatorio epidemiologico e delle dipendenze dell'Ausl di Bologna, al punto che gli esperti dell'Azienda sanitaria hanno avviato una ricerca, in collaborazione con il Sert di Forlì e Rimini.

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"E' compito di chi fa ricerca vedere la realtà nella sua evoluzione e non aspettare che accadano gli eventi", spiega alla 'Dire' Raimondo Pavarin, direttore dell'Osservatorio e referente scientifico dello studio insieme a Edoardo Polidori.

La 'Purple drank', spiegano gli esperti dell'Ausl, "è una sostanza ricreazionale composta da sciroppo per la tosse (a base di codeinae prometazina cloridrato) mescolato con una bevanda analcolica (solitamente Sprite) o alcol.

L'uso può essere caratterizzato da alterazione della coscienza, agitazione aggressiva, deliri acuti e allucinazioni visive. Gli effetti ricercati sono sia calmanti che euforici. Può provocare sintomi psicopatologici e fisici che si sviluppano come con altri oppioidi".

Gli esperti dell'Azienda sanitaria hanno quindi messo a punto un questionario anonimo, disponibile sul portale dell'Ausl di Bologna, che punta ad avere un identikit di chi utilizza la 'Purple drank' (eta', titolo di studio, cittadinanza) e a descrivere la fenomenologia del consumo di questo sciroppo 'rinforzato', cercando di fare luce in particolare su: eventuale acquisto e ambito di consumo (a casa, a scuola, al parco, in ambienti musicali, con amici o da soli); sostanze utilizzate nella preparazione del prodotto; contestuale consumo di altre sostanze (droga o alcol); motivi di utilizzo; effetti desiderati e sperimentati con la 'Purple drank'.

Lo studio servirà per "individuare possibili strategie di riduzione del danno", precisano gli esperti dell'Ausl di Bologna. Si tratta quindi di una ricerca per lo più "osservazionale", su una popolazione target che comprende persone maggiorenni che abbiano usato almeno una volta la 'Purple drank'.

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«Queste combinazioni possono portare a effetti indesiderati, pericolosi per la salute. Il consumo di alcol durante un trattamento antibiotico è stato a lungo oggetto di dibattito. Alcuni studi suggeriscono che l’alcol può ridurre l’efficacia degli antibiotici, mentre altri affermano che un consumo moderato non ha effetti negativi sul trattamento.

In particolare, alcune classi di antibiotici possono risultare meno efficaci in chi consuma alcol abitualmente, mentre altre possono aumentare il rischio di tossicità epatica. Gli antinfiammatori non steroidei (FANS), ad esempio a base di ibuprofene e naprossene, possono aumentare il rischio di sanguinamento gastrointestinale se combinati con l'alcol, creando potenziali situazioni pericolose».

L’alcol e i farmaci possono interagire e influenzarsi a vicenda in modi differenti:

  • I farmaci possono interferire ritardando l’eliminazione dell’alcol da parte dell’organismo. Gli effetti avversi come vampate di calore, cefalea, nausea, palpitazioni e ipotensione sono causati dai metaboliti tossici prodotti dall’alcol che rimangono più a lungo nell’organismo.
  • L’alcol può aumentare o ritardare sia gli effetti diretti che quelli collaterali di alcuni farmaci che, a seconda della molecola e dei casi, o permangono attivi in maniera più prolungata nell’organismo determinando una vera e propria overdose da farmaco oppure, al contrario, possono essere metabolizzati tanto velocemente da non raggiungere livelli di concentrazione adeguati del principio attivo.

Una delle azioni più pericolose tra alcol e farmaci è quella che si riferisce all’effetto di depressione del sistema nervoso centrale. I sedativi, gli ansiolitici, molti antidepressivi, gli antipsicotici, gli antiepilettici, gli oppioidi, tra cui molti farmaci per la tosse e i “sonniferi; anche gli antistaminici presentano un’interazione con l’alcol che ne rafforza l’effetto sedativo.

Il consumo di alcol comporta effetti particolarmente gravi che possono indurre una depressione respiratoria oltre che uno stato di scarsa vigilanza.

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Antinfiammatori, molti antibiotici, antidolorifici, antidiabetici, antistaminici, antipertensivi, anticoagulanti esigono di interrompere l’assunzione di qualunque quantità di alcol o, in selezionati casi, di ridurla drasticamente.

Tutte le modalità di assunzione di un farmaco rispetto al bere vanno sempre verificate con il medico che le prescrive che sa quali sono le circostanze individuali che possono determinare un danno anche grave alla persona che non è consapevole della propria maggiore vulnerabilità a causa del consumo di alcol.

L'interazione fra anti ipertensivi (come ace inibitori, beta-bloccanti, diuretici e nitrati) e alcolici, invece, può portare a tachicardia e sbalzi pressori, che possono portare alla perdita dei sensi.

Chi soffre d’ipertensione e assume diuretici, Ace-inibitori, beta bloccanti deve fare attenzione all’alcol specie se consumato abitualmente. L'assunzione continuata di alcol tende a far aumentare la pressione e a ridurre l'effetto dei farmaci antipertensivi.

Alcuni antidiabetici vengono potenziati dall’assunzione contemporanea di alcol per cui è possibile e non infrequente una crisi ipoglicemica con alterazione dell’orientamento e della lucidità mentale. L’uso combinato di alcol e farmaci antidiabetici contenenti metformina influisce negativamente sul metabolismo individuale aumentando anche il rischio di acidosi lattica oltre che d’ipoglicemia.

E basta un bicchiere di qualunque alcolico a scatenare l’ipoglicemia acuta che è frequente in particolare per gli insulino dipendenti nei quali l'alcol aumenta l'azione dell'insulina assunta. Chi soffre di diabete mellito deve quindi evitare l' alcol o farne un uso moderato premurandosi di chiedere sempre al proprio medico curante indicazioni di merito.

Lo stomaco, ma in genere l’intero apparato digerente, risente dell’interazione alcol-antiinfiammatori che possono manifestarsi in acuto con lesioni della mucosa gastrica e sanguinamento che giungono d’urgenza nei pronti soccorsi. Tanto l’alcol quanto l’acido salicilico, la semplice aspirina, che gli antinfiammatori non steroidei possono provocare lesioni della mucosa gastrica.

Con ogni probabilità, l’effetto d’interazione tra le molecole è di tipo è additivo e pertanto da evitare. Le cause sono da ricondurre a un effetto d’azione diretta dell’alcol sulla mucosa insieme al ben noto effetto di azione degli antinfiammatori sulla mucosa. Alcol e antinfiammatori non steroidei (FANS) assunti per tre o più giorni possono essere lesivi per la mucosa dello stomaco e causano una compromissione della circolazione nei capillari che diventano più vulnerabili incrementando il rischio di sanguinamento.

Nelle persone sane l'effetto dell'interazione è di solito modesto ma dopo assunzione contemporanea di alcol e farmaci assunti per tre o quattro giorni l’interazione è certa. Anche altri antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’ibuprofene o il celecoxib, il diclofenac o il naprossene assunti come antidolorifici e per attenuare le infiammazioni se assunti per tre o più giorni ledono la mucosa dello stomaco e rendono vulnerabili i capillari.

E’ pertanto intuitivo che l'alcol aumenta il già possibile rischio di sanguinamento gastrointestinale. Quindi è buon senso limitare o, ancora meglio, non bere alcolici in corso di terapia.

C’è da ricordare che l’assunzione di farmaci che accelerano la motilità gastrica e il suo svuotamento può favorire contemporaneamente l’innalzamento più rapido dell’alcolemia e lo stesso può accedere con i farmaci che normalmente sono usati come antiulcera (ranitidina, cimetidina, ad esempio); ciò è da tenere a mente se ci si pone alla guida in funzione della esigenza di tutelare se stessi e i terzi da alterazioni dello stato di idoneità fisico e psichico richiesto dalle norme.

Tutti sanno che alcuni antistaminici, molto utilizzati nelle allergie, possono causare sonnolenza che è un effetto della depressione del sistema nervoso centrale; anche l’alcol ha gli stessi effetti già a dosi moderate. L’alcol interagisce accentuando gli effetti esercitati dagli antistaminici con noto effetto sedativo determinando sonnolenza e diminuita attenzione e concentrazione con un’intensità che varia in funzione delle quantità consumate di alcolici.

Un esempio gioverà a comprendere il perché. Prendiamo ad esempio il paracetamolo, la arcinota Tachipirina. L’ossigenazione da parte del citocromo P450 trasforma il paracetamolo per favorirne l’escrezione renale.

Il prodotto elaborato nel fegato è però più epatotossico rispetto alla molecola. Nel fegato di un consumatore abituale di quantità non moderate di alcol in cui il citocromo P450 è ipersviluppato, il paracetamolo è più facilmente “ingaggiato” e trasformato nel suo prodotto tossico causando danni che possono essere anche particolarmente gravi.

L’alcol assunto, infatti, è di norma scomposto dal fegato in acetaldeide, una molecola tossica che è eliminata grazie all’azione di alcuni enzimi. Molti antibiotici, tra cui ad esempio le cefalosporine, inibiscono l’azione di questi enzimi favorendo l’accumulo di acetaldeide.

Gli effetti collaterali più frequenti sono l’arrossamento della pelle, nausea, vomito, palpitazioni, abbassamento della pressione. Chi assume antibiotici deve sempre verificare con il medico o leggere il foglietto illustrativo prima di consumare alcolici. Nella maggior parte dei casi è consigliato di astenersi dal bere alcolici fino a tre giorni dopo l’interruzione della cura.

I farmaci anticoagulanti come la warfarina, che impediscono la formazione di trombi nel sangue, possono essere inefficaci con grave rischio di sanguinamento se l’assunzione di alcol non è sospesa.

Il Vicks tosse sedativo, farmaco da banco che non necessita di alcuna prescrizione medica, riporta chiaramente nel foglietto illustrativo la composizione chimica dello stesso: il 6% è costituito da alcool puro.

A proposito di assunzione: il dosaggio consigliato per il Vicks Tosse Sedativo è di 15 ml ogni sei ore. Visto che contiene il 6% di alcol, per ogni assunzione si consuma un millilitro scarso di alcol.

Alcuni farmaci non dovrebbero essere assunti quando si beve. Come abbiamo detto, la lista dei medicinali che non dovrebbero essere assunti quando si beve è piuttosto lunga e comprende sia farmaci da prescrizione che farmaci da banco (OTC).

Alcuni farmaci comuni, come antidolorifici, antibiotici, antistaminici e sciroppi per la tosse, possono interagire negativamente con l’alcol. Queste combinazioni possono portare a effetti indesiderati, pericolosi per la salute.

Anche una piccola quantità di alcolico consumata in corso di terapia anche occasionale di questi farmaci può avere come effetti immediati la sonnolenza e la perdita di lucidità e di riflessi negativi; contemporaneamente si può causare anche la perdita di efficacia del farmaco, come nel caso del lorazepam. Due bicchieri sono addirittura sufficienti a far emergere un’inattesa aggressività, come nel caso dell’alprazolam, che può durare sino a 12 ore dopo l’interazione.

Che effetti ha l'alcol sui farmaci ansiolitici o antidepressivi?«Bere alcolici durante l’assunzione di farmaci per ansia, insonnia o depressione può aumentare sonnolenza, vertigini e perdita di attenzione. Questo aumento dei rischi è particolarmente preoccupante, poiché può portare a incidenti, cadute e problemi di memoria.

Negli anziani, questi rischi possono essere ancora più gravi, con possibilità di lesioni gravi o addirittura decessi. Assumere alcolici mentre si prendono farmaci per l'insonnia aumenta il rischio di effetti collaterali gravi, come perdita di coordinazione, cadute e vuoti di memoria. Questi effetti possono compromettere gravemente la qualità della vita e la sicurezza del paziente».

L'alcol può ridurre l'efficacia dei farmaci?«L'alcol può influenzare i farmaci in vari modi. Ad esempio, alterando il metabolismo o modificando la velocità con cui i farmaci vengono eliminati dall’organismo. Alcuni farmaci possono aumentare l’assorbimento e il metabolismo dell’alcol, portando a livelli ematici più elevati e a possibili effetti negativi.

Inoltre, l’alcol può modificare l’efficacia dei farmaci, amplificando o riducendone gli effetti sull’organismo. L’assunzione di alcol durante il trattamento con farmaci cardiovascolari, ad esempio, può comportare rischi significativi. Con gli anticoagulanti c'è un rischio aumentato di sanguinamento.

Inoltre, nei trattamenti per l’ipertensione, l’alcol può causare pericolose variazioni della pressione sanguigna. A seconda del tipo di alcol, si possono verificare inoltre effetti diversi sui farmaci per il diabete: ad esempio, il vino può causare ipoglicemia, mentre la birra, gli amari e i liquori zuccherini possono provocare iperglicemia. È importante monitorare i livelli di zucchero nel sangue durante l’assunzione di farmaci per il diabete, soprattutto se si consumano alcolici».

Per quanto tempo bisognerebbe evitare l'alcol dopo aver preso una medicina?«Generalmente, è consigliabile evitare l’alcol per almeno 24-48 ore dopo aver assunto un farmaco. Tuttavia, la durata può variare in base al farmaco specifico e al metabolismo individuale. È sempre meglio consultare il medico per avere indicazioni precise in base al trattamento».

Esistono farmaci che si possono assumere con gli alcolici?«Non esistono medicine che siano "sicure" da combinare con l’alcol. Anche se alcuni farmaci hanno meno probabilità di causare effetti collaterali gravi, è sempre raccomandato consultare il medico prima di assumere qualsiasi farmaco insieme all’alcol.

In generale, a prescindere dalla tipologia di farmaco assunto, è consigliabile attendere almeno 24 ore dopo aver assunto medicinali prima di bere alcolici. Generalmente, è consigliabile evitare l'alcol per almeno 24-48 ore dopo aver assunto un farmaco, così anche per l'antistaminico. Bene aspettare due giorni anche dalla fine della cura antistaminica.

L’alcol, ad esempio, può amplificare o ridurre l'effetto di molti medicinali. Interazioni farmacologiche sono possibili anche con gli integratori alimentari.

Tabella delle Interazioni tra Farmaci e Alcol

Categoria Farmaceutica Esempi di Farmaci Possibili Interazioni con Alcol
Antistaminici Bromfeniramina, Cetirizina, Difenidramina Aumento della sonnolenza e della sedazione.
Analgesici Narcotici Codeina, Ossicodone, Morfina Depressione respiratoria, aumento della sedazione.
Antidepressivi Citalopram, Fluoxetina, Paroxetina Aumento della sonnolenza, vertigini e perdita di attenzione.
Antimicotici Griseofulvina Evitare l'alcol per prevenire reazioni avverse.
Antiprotozoari Metronidazolo, Tinidazolo Nausea, crampi allo stomaco, vomito, vampate di calore e mal di testa.
Antinfiammatori non steroidei (FANS) Ibuprofene, Naprossene Aumento del rischio di sanguinamento gastrointestinale.
Anticoagulanti Warfarin Rischio di sanguinamento aumentato o ridotta efficacia del farmaco.
Antibatterici Cefalosporine Inibizione degli enzimi, favorendo l’accumulo di acetaldeide.

È fondamentale che i professionisti della salute siano consapevoli delle potenziali interazioni per ottimizzare i regimi terapeutici e garantire la sicurezza dei pazienti.

La mia amica aveva assunto per giorni il metronidazolo che è un antimicrobico molto usato in ginecologia e in gastroenterologia che si presta molto bene per affrontare il discorso poco noto dell’interazione tra farmaci e consumo di alcol.

Durante il trattamento con metronidazolo è indispensabile evitare l'assunzione di alcol per scongiurare la manifestazione certa delle sgradevoli conseguenze consistenti in mal di testa, nausea, vomito, crampi addominali e sudorazione. Per evitare questi possibili effetti indesiderati si deve consigliare all’atto della prescrizione di non assumere alcolici né durante il trattamento, né nei tre giorni successivi alla fine della cura con metronidazolo.

La mia amica ha ripreso la terapia interrompendo il consumo di alcol, ha risolto il problema e ha imparato la lezione: consultare il medico e leggere sempre il “bugiardino” all’interno dei farmaci prescritti per sapere come comportarsi.

Anche il tinidazolo interferisce con l'etanolo, così come l'eritromicina (ad esempio: Isostrex, Eritromicina Idi, Optomicin): in questo caso l'efficacia del farmaco diminuisce.

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