Mi innamoro facilmente dei dolci semplici, che racchiudono in piccoli particolari d’esecuzione, svolte decisive di gusto. La tradizione dolciaria spagnola è particolare e merita di essere conosciuta al di là delle ricette che hanno avuto la fortuna di varcare i confini della nazione. Mi ha letteralmente conquistata e spero conquisti anche voi!

La Coca de Llanda valenciana è così: semplice e speciale, con la sua crosticina di zucchero croccante e profumato, che sa di caramello al limone, e scrocchia sotto i denti rendendo il morso una delizia, soprattutto se si inzuppa nel latte o nel caffellatte, come piace a me, restando fragrante in superficie e spugnosa e soffice alla base.

Questa torta, tradizionalmente preparata con ingredienti semplici e genuini, è diventata un’icona della pasticceria valenciana. Il suo nome, “Coca de Llanda“, deriva dal fatto che veniva originariamente cotta in una “llanda“, una teglia di alluminio tipica della zona. É interessante che in calabrese, la latta di cui è fatta la teglia si chiama proprio lannia.

La Coca de llanda valenciana è deliziosa da gustare da sola, ma nasce per essere inzuppata nel latte, nel caffellatte, nell’orzo, anche nel tè, rendendo il momento della colazione una coccola speciale. É inoltre un dolce che fa parte di quella serie di torte chiamate “sobada“, ovvero “inzuppate”: semplici e allo stesso tempo molto interessanti, che spero di provare e di suggerirvi presto.

Coca de Llanda Valenciana

Una torta da inzuppo soffice con una invitante crosticina di zucchero in superficie

Leggi anche: Come Preparare una Torta di Mele Senza Glutine

Coca de llanda | Receta de Bizcocho ✅

Ricetta della Coca de Llanda Valenciana

Ecco la ricetta per preparare questa deliziosa torta a casa:

  • Preparazione: 20 minuti
  • Cottura: 35 minuti
  • Tempo totale: 55 minuti
  • Portata: Colazione
  • Cucina: Spagnola
  • Porzioni: 8 persone

Ingredienti:

  • 4 uova intere
  • 150 gr zucchero semolato
  • 200 gr farina 00
  • 7 gr lievito per dolci
  • 125 ml latte intero

Per la superficie:

  • 130 gr zucchero semolato
  • 1 limone da cui grattugiare la scorza

Strumenti:

  • 1 Ciotola capiente
  • 1 sbattitore elettrico
  • 1 teglia rettangolare in alluminio 20×30 cm
  • 1 ciotola piccola
  • Carta da forno
Coca de Llanda Valenciana

Preparazione:

  1. Mettete in una ciotola piccola lo zucchero per la superficie e unitelo alla scorza grattugiata di un limone. Mescolate bene e tenete da parte di modo che lo zucchero assorba gli oli essenziali dell'agrume.
  2. In una ciotola capiente montate con lo sbattitore elettrico le uova intere con 150 gr di zucchero, finchè non saranno chiare e spumose e avranno raddoppiato il loro volume.
  3. Aggiungete ora, alternando, la farina setacciata e addizionata al lievito per dolci e il latte intero, mescolando dall'alto verso il basso con un cucchiaio o un leccapentole in silicone. Attendete sempre che il composto sia omogeneo prima di aggiungere le dosi successive di farina e latte.
  4. Foderate con la carta da forno una teglia rettangolare in alluminio della grandezza di 20×30 cm e versatevi il composto ben amalgamato.
  5. Cospargete la superficie dell'impasto con lo zucchero al limone, avendo cura di creare uno strato omogeneo senza aree scoperte. Se necessario aggiungete dell'altro zucchero.
  6. Infornate in forno già caldo a 180 gradi per 35 minuti.

Un Tuffo nella Pasticceria Bergamasca: Torta Donizetti, Torta de Trei e Torta di Sant'Alessandro

Quando si pensa alla pasticceria bergamasca, vengono subito in mente le dolci polentine gialle guarnite con i famosi uccelletti di cioccolata che fanno bella mostra di sé in tante vetrine della città. Esistono tuttavia altri prodotti da forno tipici di Bergamo che vale sicuramente la pena assaggiare. In questo articolo vi parlerò in particolare di alcune torte della tradizione piuttosto recente.

Torta Donizetti

Probabilmente una delle torte più conosciute, fu ideata da Alessandro Balzer nel 1948 per celebrare il famoso compositore bergamasco in occasione del centenario della sua morte. Originario del Cantone dei Grigioni in Svizzera, Alessandro Balzer, figlio d’arte della pasticceria, si specializzò a Milano e fondò in seguito, nel 1938, la storica pasticceria che si trova ancora sotto i portici del Sentierone, proprio davanti al teatro.

L’eleganza delle sue sale, decorate con ricercate composizioni floreali, e la raffinatezza delle creazioni di Balzer, resero questo locale il “salotto e il giardino del Sentierone” frequentato da molti personaggi famosi della lirica e della politica. Non è un caso dunque che Balzer abbia voluto contribuire con una sua dolce invenzione a commemorare il grande Donizetti.

L’impasto è molto semplice e delicato, simile a una torta margherita, ma ha la forma di una ciambella ed è aromatizzato con maraschino. La superficie di questo dolce è spolverizzata con zucchero a velo, mentre al suo interno è arricchito con albicocche e ananas canditi a cubetti.

Leggi anche: Torta Senza Olio di Semi: La Guida

Una leggenda narra che sia stato Gioacchino Rossini, grande amico di Donizetti e intenditore della buona tavola, a chiedere al suo cuoco personale di inventare un dolce per il suo ospite, afflitto da grandi pene affettive.

Torta de Trei

Come la “Turta del Dunizet” anche quella “de Trei” ha ottenuto il marchio “BERGAMO, Città dei mille…sapori”, ideato dalla Camera di Commercio di Bergamo al fine di promuovere e valorizzare la tradizione gastronomica locale. All’inizio degli anni ’90 l’associazione Botteghe Città di Treviglio decise di indire un concorso per selezionare un prodotto che potesse essere associato ad una delle festività più importanti della città, la festa della Madonna delle Lacrime.

Madonna delle Lacrime

In questa occasione si ricorda l’evento miracoloso che si verificò il 28 febbraio del 1522 alle 8 del mattino e che salvò Treviglio e i suoi abitanti da una strage sicura. L’immagine della Madonna dipinta su un muro della chiesa di Sant’Agostino cominciò a versare copiose lacrime e ciò impressionò a tal punto il comandante dell’esercito assalitore Odet de Foix visconte di Lautrec, che decise di deporre le armi e risparmiare la città.

Il prodotto che vinse fu dunque una torta (cosa meglio di un dolce per celebrare un giorno di festa?). La base è di pasta frolla con una farcitura di mandorle, zucchero, burro e uova.

Torta di Sant'Alessandro

L’ideazione di un dolce dedicato a Sant’Alessandro nasce da una iniziativa di iniziativa di ASPAN Associazione Panificatori Artigiani della Provincia di Bergamo (che ringrazio per la foto), in collaborazione con CAPAB (Consorzio Pasticceri Artigiani Bergamaschi), gli ideatori della ricetta. La torta fu presentata per la prima volta al pubblico nel 2010, durante una serata di degustazione in occasione dei festeggiamenti per il Santo Patrono.

Leggi anche: Torta allo Yogurt Salutare

Fino a quel momento infatti non esisteva un dolce che si degustasse in occasione di questa festa così importante per la città; speriamo diventi presto parte della tradizione! Anche in questo caso si tratta di una torta semplice, di pasticceria secca da forno, che ha come ingredienti farina, burro, zucchero, uova, farina di mandorle, miele e l’immancabile fumetto di mais.

Torta Quarenghi

Si tratta di una delle ultime invenzioni dei pasticceri bergamaschi o più precisamente della Valle Imagna. Nel 2017, in occasione del bicentenario della morte di Giacomo Quarenghi, il comune di Rota d'Imagna, che diede i natali al grande architetto, indisse, tra gli altri eventi, un concorso per realizzare un dolce in onore dell’illustre concittadino.

Quarenghi lavorò per lungo tempo presso la corte di Caterina II di Russia che lo incaricò di progettare numerosi edifici di gusto neoclassico a Mosca e San Pietroburgo, dove morì il 2 marzo del 1817. La torta Quarenghi ha una forma ad anello ed è a base di farina di mais lavorata con il cioccolato. Nell’impasto si aggiungono fichi secchi, pere e un goccio di vodka in omaggio alla cultura russa.

Torta Quarenghi

Lo Scudo di San Michele: Un Dolce Tipico della Valtellina

Il 29 settembre, da oltre 500 anni, a Madonna di Tirano si celebra una delle ricorrenze più antiche dell’arco alpino, l’Apparizione della Beata Vergine Maria al tiranese Mario Homodei avvenuta nel 1504. Nei secoli, attorno alla Festa dell’Apparizione sono nate tradizioni ormai centenarie, come la celebre Fiera di San Michele, in programma il 26 di settembre, fiera di merci e bestiame fra le più antiche dell’arco alpino.

Una fiera che che costituì per secoli un attesissimo evento per tutta la Valtellina, alla quale si radunavano mercanti dalle regioni limitrofe e da città europee con ogni genere di merci.

Creato in occasione del primo 500tenario dell’Apparizione, frutto dell’ingegno dei panettieri di Madonna di Tirano, lo Scudo di San Michele è divenuto ormai un dolce tipico della tradizione gastronomica della città. Prodotto ogni anno dal 1 settembre e fino al 15 ottobre questo dolce nasce proprio per celebrare l’Apparizione della Madonna che, accompagnata dall’arcangelo Michele, promise la fine della pestilenza.

Ricetta dello Scudo di San Michele

  1. Mescolare le farine insieme allo zucchero nella planetaria.
  2. In una ciotola sciogliere il lievito di birra nel latte appena intiepidito, mescolare e lasciar riposare 5 minuti.
  3. Versare nella planetaria insieme alle farine il latte con il lievito, l'acqua, aggiungere anche il sale fino ed iniziare ad impastare col gancio apposito per diversi minuti, finché il composto si incorderà al gancio e diventerà liscio e morbido.
  4. Formare una palla ed adagiarla in un'altra ciotola capiente a lievitare, coperta con pellicola alimentare; dovrà raddoppiare, a me ci son volute circa due ore.
  5. Una volta trascorso questo tempo, riprendere l'impasto, lavorarlo un poco su una spianatoia leggermente infarinata e fare qualche giro di pieghe a libro.
  6. Dare la forma di un salsicciotto e dividerlo in sette parti il più possibili uguali e dello stesso peso.
  7. Con ogni pezzo di impasto formare una pallina, e in una di queste adagiare nel centro il fico secco, chiudendola ben bene nella parte di sotto (per una migliore forma tonda, rotolare le palline sulla spianatoia con delicatezza).
  8. Ricoprire con carta da forno una teglia del diametro di 24 cm, facendola ben aderire; posizionare le palline all'interno di essa dando la forma di un fiore, ovvero una al centro e le altre intorno, tenendole un poco distanziate fra loro.
  9. Coprire con un canovaccio e far lievitare per un'altra oretta circa; le palline lievitando si gonfieranno ancora un poco e si avvicineranno fra loro.
  10. Accendere il forno e portarlo ad una temperatura di 180° con funzione statica.
  11. Quando lo scudo è ben lievitato, spennellarlo con il latte e spolverizzarlo di abbondante granella di zucchero.
  12. Infornare e cuocere per una ventina di minuti; deve dorarsi ma non troppo: in questo caso coprire con carta di alluminio.
Scudo di San Michele

Torta della Nonna: Un Classico della Pasticceria Italiana

Tra i dolci più amati della pasticceria italiana la torta della nonna ha origini toscane, ed è attribuita alla cucina tradizionale fiorentina. La leggenda narra che sia stata creata da un cuoco fiorentino, che, cercando un dolce semplice e genuino, ideò questa combinazione di pasta frolla croccante e crema pasticcera soffice, decorata con pinoli.

Nonostante sia nata quasi per caso, questo dolce è diventato un classico della pasticceria italiana, amato per la sua semplicità e per il suo sapore delicato. Infatti questo dolce è legato inevitabilmente a ricordi e pensieri positivi…chi non ne ha? Nel coccolare la pasta frolla, nel preparare la crema pasticcera e nel tostare i pinoli, il profumo inebria tutta la cucina!

La torta della nonna è subito casa, sapore di cose buone, semplici ed appaganti nella sua totale semplicità. Basta un tè, un caffè o cioccolata calda che siano… una fetta di questa torta ed il freddo fuori lascia spazio ad un caldo tepore!

Torta della Nonna

La Torta di Compleanno di Meri Mion: Una Storia Commovente

Il 28 aprile 1945, il giorno prima del suo 13esimo compleanno, a Vicenza Meri Mion si stava preparando per gustare la torta che sua madre le aveva preparato. Un'occasione speciale, non solo per il compleanno della giovane Meri, ma anche per i festeggiamenti della Liberazione dell'Italia dal nazifascismo.

Tuttavia, la 13enne non mangiò mai quella torta di compleanno, perché un soldato dell'esercito americano vide quel dolce mentre stava raffreddando sul davanzale di casa Mion e lo rubò, dividendolo con i commilitoni della US Army Garrison Italy, di stanza a Vicenza.

Giovedì 28 aprile 2022, 77 anni dopo, i soldati del reggimento americano hanno restituito a Vicenza alla signora Meri Mion, oggi 90 anni, la sua torta di compleanno. I festeggiamenti della signora Mion sono avvenuti giovedì 28 aprile ai Giardini Salvi a Vicenza.

Presenti alla cerimonia centinaia di persone, tra cui il colonnello Matthew Gomlak, comandante della US Army Garrison in Italia, molti soldati italiani, carabinieri, veterani statunitensi, veterani italiani e tantissimi cittadini. Il sergente Peter Wallis, un soldato della polizia militare di Seabeck (Washington) nonché recente vincitore del concorso per il miglior combattente del Comando europeo di gestione delle installazioni, ha offerto alla signora Mion la torta di compleanno, un dolce con panna e fragole guarnito con un cestino di ovetti pasquali di cioccolato.

Meri Mion riceve la torta

La 90enne, visibilmente emozionata e commossa, ha ringraziato il reggimento americano per quel regalo speciale. Nel frattempo, i soldati dell'esercito americano e gli altri ospiti presenti hanno cantato "Buon compleanno" alla signora Mion, prima in italiano, poi in inglese.

Il colonnello Matthew Gomlak ha ricordato i combattimenti che ci furono nel vicino Corso San Felice e Fortunato a Vicenza tra l'esercito tedesco e le truppe alleate. "Quella calorosa accoglienza da parte dei vicentini continua ancora oggi", ha sottolineato il colonnello Gomlak.

Meri Mion aveva 13 anni quando i combattimenti arrivarono nel suo paese, San Pietro in Gu, a pochi chilometri da Vicenza. La ragazza trascorse la notte del 28 aprile 1945 nascosta con sua madre nella soffitta della loro fattoria. I tedeschi in ritirata, fa sapere l'esercito americano, spararono alcuni colpi vicino casa sua. Mion rimase traumatizzata per molto tempo a causa di quella notte.

Il giorno dopo arrivarono gli americani. Sua madre le preparò una torta di compleanno che Meri avrebbe dovuto mangiare l'indomani, per il suo compleanno. Appena sfornata, la madre di Meri prese la torta e la pose sul davanzale di casa per farla raffreddare. Un soldato americano vide quel dolce e lo rubò, dividendolo con i suoi commilitoni.

"La felicità di Meri Mion si è trasformata in delusione quando i soldati americani scapparono con la sua torta di compleanno", ha detto il colonnello Gomlak.

La signora Mion ha ringraziato gli americani per non essersi dimenticati di lei e per averle restituito la torta di compleanno. La 90enne ha portato il dolce a casa per condividerlo con i propri cari.

"Domani (venerdì 29 aprile, ndr) - ha detto Meri al termine della cerimonia - mangerò quel dolce con tutta la mia famiglia, ricordando questo giorno meraviglioso che non dimenticherò mai".

Tanti auguri, signora Mion.

tags: #Torta #Tort

Post popolari: