Ultimo appuntamento con la rubrica Biscotti dal Mondo, e per questa uscita, abbiamo deciso di restare in Italia e proporvi 6 biscotti tipici regionali italiani. Io ho scelto le ciambelline al vino dei Castelli Romani, per omaggiare la mia regione di nascita. Anche se vivo in Umbria da moltissimi anni, le mie origini sono nel Lazio. Perchè ho scelto queste ciambelline? Perchè mi portano alla mente moltissimi ricordi, erano i biscotti preferiti di mio nonno materno e questa ricetta arriva da una delle sue cugine che viveva ai Castelli Romani.

Le ciambelline al vino, bianco o rosso, nascono da una ricetta antica diffusa in più varianti soprattutto nelle Regioni del Centro Italia. A Roma e nel Lazio chiamano necessariamente il vino dei Castelli, che diventa protagonista di questi saporiti biscotti croccanti e conviviali, adatti a tutte le occasioni. L’impasto classico non prevede l’uso delle uova né del burro. Non di rado sono invece aggiunti semi d’anice.

Ma non solo ciambelline: suggeriamo di scoprire il lato dolce della Capitale attraverso altre golosità imperdibili.

Le ciambelline al vino dei Castelli Romani, una ricetta tipica laziale per dei biscotti facilissimi senza uova.

Le ciambelline al vino si preparano senza uova e senza burro, quindi adatte anche a chi ha intolleranze alimentari.

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Le ciambelline al vino vengono preparate con pochi ingredienti, senza uova e senza burro, e il procedimento è simile a quello dei Taralli al vino o dei Tarallucci al vino.

Le Ciambelline al vino conosciuti anche come Biscotti al vino, sono dei dolcetti rustici, economici e squisiti! tipici della cucina povera contadina romana.

Sono delle ciambelline dal gusto casalingo, immancabili a fino pasto sulle tavole delle osterie tradizionali e le fraschette, accompagnate da un bicchiere di vino rosso.

Le ciambelline sono immancabili nei menù delle fraschette, le tipiche osterie dei Castelli Romani, dove vengono servite con il vino locale.

Si preparano con pochissimi e semplici ingredienti, presenti anche nelle cucine contadine di un tempo.

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Hanno una consistenza friabile e un sapore casalingo, si conservano per alcuni giorni in un contenitore a chiusura ermetica.

Anche se vivo in Umbria da moltissimi anni, le mie origini sono nel Lazio.

Mi ricordo le nostre gite a Lanuvio, con nonni e zii, per comprare il vino, il preferito da mio nonno Bruno e la prima tappa era in cantina, per assaggiare il vino naturalmente.

Oltre al vino tornavamo a casa con una bella scorta di coppiette ( le striscioline di carne secca insaporita con finocchio e peperoncino) e le ciambelline da inzuppare nel vino.

Per questo motivo, è una ricetta che custodisco con amore e che ogni tanto preparo per tornare indietro con il tempo, anche se poi arriva la nostalgia e mi mancano tantissimi i miei cari che non ci sono più.

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Ciambelline al Vino dei Castelli Romani

Se volete calarvi ancora di più nell’atmosfera tipica dei Castelli Romani, gustate queste ciambelline al vino ascoltando la canzone ‘Na gita a li castelli conosciuta anche come “Nannì” nella versione di Alvaro Amici.

Tipiche di Pasqua, le ciambelle scottolate somigliano, molto, per preparazione, ai taralli: è prevista infatti una doppia cottura dell’impasto, che viene prima bollito e poi passato in forno.

Sono tantissime le tipologie di ciambelle presenti nel Lazio: rustiche, facili da preparare in casa, quasi sempre senza uova o latticini.

Le ciambelle al mosto, per esempio, realizzate in tempo di vendemmia nella zona dei Castelli Romani, con mosto d’uva, zucchero, olio, farina e uvetta, legate particolarmente al comune di Marino.

E poi le ciambelle degli sposi di Rocca di Papa, ancora ai Castelli, con scorza di limone e ricoperte di zuccherini, chiamate così per l’antica usanza di legare alle partecipazioni di matrimonio un sacchetto di biscotti in un numero preciso a seconda del grado di parentela.

Ricetta delle Ciambelline al Vino dei Castelli Romani

Ecco la ricetta tradizionale per preparare queste delizie:

  • Portata: Dolce
  • Porzioni: 20 ciambelline circa
  • Preparazione: 15 minuti
  • Cottura: 15 - 20 minuti

Ingredienti:

  • 450 g di farina 00
  • 150 g di zucchero
  • 150 ml di olio di oliva
  • 150 ml di vino
  • 6 g di lievito per dolci
  • 1 cucchiaino di semi di anice
  • Zucchero semolato per ricoprire le ciambelline

Preparazione:

  1. Preriscaldate il forno a 180 gradi.
  2. Rivestite due teglie con la carta forno.
  3. Setacciate la farina su un piano da lavoro, formate la fontana e unite al centro il resto degli ingredienti, tranne lo zucchero che occorre per ricoprire le ciambelline.
  4. Impastate velocemente e dividete l’impasto in 20 parti circa.
  5. Formate dei cordoncini lunghi circa 20 cm, poi chiudete a ciambella.
  6. Passate le ciambelline nello zucchero, ricoprendo soltanto un lato, poi sistematele nelle teglie con la parte con lo zucchero rivolta verso l’alto.
  7. Infornate per circa 15 - 20 minuti o finché non saranno dorate.
  8. Sfornate e fate raffreddare completamente prima di servire.
  9. Accompagnate le ciambelline con vino a piacere.

Si possono preparare con vino bianco o rosso e se piace, si possono aromatizzare con i semi di anice, una volta formate, immancabile il passaggio nello zucchero semolato prima di essere infornate.

Si sfornano ricette simili anche nelle regioni confinanti, soprattutto in Umbria e Abruzzo.

La ricetta delle ciambelline al vino è molto antica, e arriva dalla cucina contadina della campagna romana, in dialetto vengono chiamate ubriachelle.

Passate la superficie di ogni ciambellina nello zucchero semolato.

Il mix di farina Pasta frolla è perfetto per realizzare a casa delle frolle d’autore, come in pasticceria, morbide e fragranti.

Sulla confezione troverete anche la ricetta base per preparare la pasta frolla per crostate e biscotti, in modo semplicissimo, senza neanche aggiungere il burro.

Un vero piacere per il palato!

Vengono chiamate anche ‘mbriachelle: sono tipiche della zona dei Castelli Romani e della Ciociaria e vengono servite tipicamente nelle fraschette o nelle osterie, accanto a un buon bicchiere di vino della casa, un po’ come i Cantucci.

Con questa ricetta potete realizzare sia le Ciambelline al vino rosso che le Ciambelline al vino bianco.

Io vi consiglio di utilizzare del vino rosso dolce, magari proprio dei Castelli romani, per poterle gustare al meglio.

Con il vino rosso, le ciambelline avranno un colore un pochino più scuro, ma il gusto è davvero simile.

L’impasto si prepara in un attimo, semplicemente amalgamando farina, vino, olio di semi, zucchero e dei semi di anice, che conferiscono tutto il loro profumo.

Potete anche utilizzare l’olio di oliva, come nella ricetta originale e antica delle Ciambelline al vino: dovrà essere fruttato e non troppo robusto per non inficiare il gusto.

Per questa ricetta ho utilizzato la Farina per Pasta frolla Le Farine Magiche®, una farina di grano tenero poco raffinata, ottenuta dalla macinazione a pietra del grano.

Ciambelline al vino dei castelli romani

I Mostaccioli Romani: Un Dolce dalla Storia Millenaria

Un tempo preparati in occasione della vendemmia utilizzando il mosto d’uva - e da qui con buone probabilità il nome - la ricetta dei mostaccioli romani è evoluta nel tempo rimanendo molto apprezzata e diffusa in tutto il Lazio e non solo.

Si tratta oggi di biscotti a forma romboidale preparati con farina, albumi, noci, miele, pepe e cannella, cotti al forno e gustati in compagnia, soprattutto in occasione delle feste natalizie, secondo tradizione.

Mostaccioli Romani

I mostaccioli romani affondano le loro radici nella Roma antica.

Il nome deriva da mustaceum, un dolce preparato con farina e mosto d’uva, cotto su foglie di alloro per assorbirne l’aroma.

Questo tipo di focaccia dolce era tipico delle cerimonie religiose e dei matrimoni.

Lo storico Catone il Censore, nel suo trattato De Agri Cultura, ne descrive la preparazione, menzionando anche l’uso di spezie come anice e cumino.

Con il tempo, il mosto fu gradualmente sostituito dal miele, più facile da conservare.

Il dolce, però, mantenne la sua forma compatta e il nome originario.

Nacque così una famiglia di ricette regionali che, pur differenti, condividono lo stesso nome.

In Campania, ad esempio, i mostaccioli sono ricoperti di cioccolato, mentre nel Lazio si distingue una versione più sobria e rustica, con noci in evidenza e un cuore speziato.

Il miele, ingrediente fondamentale, viene aggiunto all’impasto dei mostaccioli romani per conferire dolcezza e aroma.

Secondo la tradizione, i mostaccioli romani sono legati anche alla figura di San Francesco d’Assisi.

La nobildonna romana Jacopa de’ Settesoli era solita preparare per lui dei dolcetti speziati a base di miele e frutta secca.

Si racconta che, in punto di morte, il santo chiese espressamente quei dolci che mi davi quando ero malato a Roma.

Questo episodio rafforzò il legame tra i mostaccioli e le festività religiose, in particolare la festa di San Francesco.

Nelle campagne laziali, i mostaccioli venivano preparati in occasione di sagre, fiere e ricorrenze religiose.

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