A Carnevale ogni dolce vale, e quando si parla di dolci, l'Italia è insuperabile! Ogni regione ha la sua specialità carnevalesca, e le ricette per questa festa affondano le radici nella notte dei tempi. Tra i ricettari delle nonne si celano segreti dolcissimi, tramandati di generazione in generazione, che ancora oggi arricchiscono le nostre tavole e i banconi dei forni.
Al termine del periodo di Carnevale, che si conclude con il martedì grasso, si diffondono i profumi dei dolci fritti tipici delle varie tradizioni, con una ricerca e uno scambio di ricette infallibili. Anche se alcune ricette prevedevano principalmente la cottura in forno, i dolci fritti non mancano mai.
Ecco alcune deliziose specialità che celebrano il connubio tra la frittura e la dolcezza del miele:
Pignolata: Un Incontro tra Calabria e Sicilia
Oltre al migliaccio e alle cassatelle, una di queste è la Pignolata, una delizia che unisce nel gusto due splendide regioni: la Calabria, dove è diffusa la pignolata al miele, e la Sicilia, che vanta una versione ancora più ricca, la pignolata glassata.
Preparazione della Pignolata:
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- Unite le due uova intere e il tuorlo.
- Proseguite ad impastare fino ad ottenere un impasto compatto al quale dare la forma di un panetto.
- Avvolgete il panetto ottenuto con la pellicola per alimenti e lasciate in frigorifero a rassodare per almeno 2 ore.
- Arrotolate ciascun pezzetto per ottenere dei filoncini, da questi ritagliate piccoli pezzi da 1 cm.
Pignolata Messinese.
Cottura:
- Scaldate in un tegame l’olio di semi fino al raggiungimento di 170° gradi circa, questa è la temperatura ideale per ottenere una perfetta frittura. È consigliabile munirsi di termometro per alimenti per poter monitorare con precisione.
- Con una schiumarola, immergete nell’olio pochi bocconcini alla volta, per non abbassare la temperatura dell’olio.
Si possono conservare per 2-3 giorni sotto una campana di vetro.
Ravioli Dolci Fritti con Ricotta e Miele
L'impasto è fatto in casa con farina e strutto, lavorato e modellato per preparare questi ravioli farciti con ricotta, preferibilmente di capra. Il profumo della scorza di limone e arancia rende il ripieno dolce e delicato. La frittura in olio di semi regala ravioli fragranti e leggeri.
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In questa ricetta vi abbiamo proposto di cospargere i ravioli dolci con miele, ma potete anche spolverizzarli con zucchero o cacao.
Alternative:
- Ravioli dolci fritti con castagne e mostarda.
- Ravioli dolci con frutti di bosco serviti su coulis di lamponi.
Ravioli Dolci di Carnevale.
Di solito faccio i dolci classici di Carnevale ma al forno, per questa volta li ho fatti fritti e devo ammettere che sono più buoni. In una ciotola mettere il burro ammorbidito, la scorza di arancia grattugiata e lo zucchero di canna. Infine, unire la farina e formare una pasta liscia. Riprendere la pasta e stenderla sottilmente, fare delle sfere con lo stampino e mettere al centro un composto di mandorle frullate, cioccolato bianco tritato e un cucchiaino di miele.
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Scaldare dell'olio in una pentola e una volta giunto a temperatura iniziare a friggere i ravioli girandoli da ambo i lati fino a doratura. In un pentolino sciogliere a bagnomaria 50 g di cioccolato bianco e decorarci poi i ravioli sopra aiutandovi con un cucchiaino.
Turdilli Calabresi: Un Classico Natalizio Glassato al Miele
Vuoi preparare i turdilli calabresi? In una ciotola metti la farina 00, aggiungi il lievito per dolci. Versa a filo i liquidi riscaldati, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Aggiungi anche lo zucchero e continua a impastare a mano fino ad ottenere un panetto omogeneo e compatto.
I turdilli sono dolci tipici della tradizione calabrese, preparati soprattutto durante il periodo natalizio. Questi dolci fritti calabresi sono caratterizzati dalla loro consistenza croccante all’esterno e morbida all’interno, e sono ricoperti da una golosa glassatura al miele.
I turdilli, aromatizzati con miele, sambuca e cannella, sono perfetti per chi ama i dolci natalizi italiani e desidera portare in tavola i sapori autentici della Calabria. L’aroma caratteristico della sambuca e della cannella aggiunge un tocco di tradizione e genuinità a questi dolci, che sono considerati simbolo di festa e convivialità.
Turdilli Calabresi.
I turdilli si conservano bene per 4-5 giorni in un contenitore ermetico, mantenendosi croccanti e gustosi. Se desideri conservarli più a lungo, puoi congelarli prima di glassarli con il miele e riscaldarli leggermente al momento del consumo.
Acciuleddi Sardi: Trecce di Pasta Fritta al Miele
Hanno l'affascinante forma di una treccia, sono rigorosamente fritti, cosparsi di miele e profumati con la scorza d'arancia. Gli acciuleddi sardi sono dolci tradizionali, preparati in particolare a ridosso del Carnevale, ma non solo. È bello gustarli anche durante le occasioni speciali, le feste di paese o le cerimonie.
Queste deliziose trecce al miele si preparano in tutta la Sardegna, ma assumono nomi e forme diverse a seconda delle zone o addirittura dei paesi. Nella sola area di Sassari si possono trovare sotto il nome di origliettas, lorigliettas o montogadas, ma anche più semplicemente come tricciulini in alcune zone della Gallura.
In gallurese la parola acciola significa matassa ed effettivamente gli acciuleddi somigliano proprio alle matassine da ricamo.Anche la forma può subire delle piccole variazioni: oltre alla più diffusa forma intrecciata, la pasta può essere tagliata con una rotella zigrinata e lavorata fino ad ottenere una ruota o una fisarmonica.
La treccia ritorna spesso nella tradizione sarda (come nel caso della pasta fresca di Morgongiori, le lorighittas): c'è chi la riconduce ad antiche acconciature delle donne, chi agli anelli utilizzati un tempo per legare le bestie.
Ricetta tradizionale degli Acciuleddi Sardi:
Nonostante le varianti, alla base degli acciuleddi (o origliette) c'è un semplice impasto fatto con semola e strutto, poi fritto e infine ricoperto di miele oppure zucchero a velo. Ma il bello sta tutto nell'abile lavoro di ricamo per ottenere la tipica forma di treccia.
Acciuleddi Sardi.
Ingredienti:
- 250 g di semola
- 250 g di farina 00
- 100 g di zucchero
- 100 g strutto (in alternativa burro)
- 25 ml vino dolce
- 1 uovo
- miele
- scorza d'arancia (o limone)
- olio di semi per friggere
Procedimento:
- Disponete la farina a fontana e aggiungete al centro le uova, lo strutto, lo zucchero e il vino dolce.
- Lavorate con le mani fino ad ottenere un impasto omogeneo ed elastico (se necessario, aggiungete poca acqua).
- Coprite con un canovaccio e fate riposare per circa 30-60 minuti.
- Staccate dei pezzi di impasto e create dei bastoncini lunghi, ma non troppo sottili, unite le due estremità e attorcigliatele a formare una treccia. Potete lasciarli così, come una lunga treccia, oppure unire nuovamente le due estremità (sigillandole bene per evitare che si aprano in cottura) e formare un anello.
- Friggete in abbondante olio bollente, pochi pezzi alla volta, per circa un minuto, finché non saranno dorati.
- Scaldate leggermente il miele in una padella e tuffatevi gli acciuleddi per ricoprirli bene di miele. Aromatizzate con la scorza d'arancia e, se vi piace, decorate con i diavoletti.
I dolcetti fritti al miele erano amati molto nell’antico Egitto, tanto che il Faraone Ramses III (XII sec. Mettere in una ciotola farina e formaggio cremoso (di pecora o capra secondo i vostri gusti) in parti uguali; amalgamare fino a creare un composto omogeneo, aggiungendo 1 cucchiaino di miele per ogni 100 g.