Sicuramente, se c'è un piatto riconosciuto in tutto il mondo come simbolo della cultura gastronomica italiana, è lo spaghetto al pomodoro. Semplice, rassicurante, un punto fermo della nostra tradizione, ma anche fra le ricette più replicate in ogni ristorante italiano all'estero. Conoscere in che modo consumare gli spaghetti è davvero importante in quanto parliamo del simbolo d'eccellenza dell'italianità! Eppure, per quanto sia indubbiamente squisita, la pasta può metterti in difficoltà a livello di etichetta.

In tanti ne sono convinti: gli spaghetti si mangiano con forchetta e cucchiaio. Ma altrettanti pensano che questa sia solo una vecchia e poco elegante abitudine. Chi ha ragione? Il galateo è chiaro: la risposta alla domanda “gli spaghetti si mangiano con forchetta e cucchiaio?” è “assolutamente no”.

Spaghetti con frutti di mare

Le 5 Regole Fondamentali per Mangiare gli Spaghetti Secondo il Galateo

Magari è sempre stato uno dei vostri sogni mangiare gli spaghetti come l'indimenticabile Totò in Miseria e Nobilità, prendendoli con le mani direttamente da una zuppiera e portandoli alla bocca avidamente, ma le norme del bon ton sono decisamente molto più restrittive. Innanzitutto, gli spaghetti si dovrebbero mangiare esclusivamente con la forchetta, senza aiutarsi né con il coltello né con il cucchiaio (che va usato solo per zuppe e minestre). Ma non solo: l'Accademia Italiana Galateo è molto chiara circa le regole da rispettare quando si gusta un buon piatto di spaghetti.

Ecco come andrebbero mangiati secondo l'Accademia:

  1. Vietato l'utilizzo delle mani: Ciò costringerebbe a pulirsi di frequente le mani, alla meglio nel tovagliolo, insudiciandolo, o alla peggio leccandosi le dita.
  2. Schiena dritta: Il timore di sporcarsi spinge spesso a mangiare ricurvi sul piatto. Meglio evitare.
  3. Il cucchiaio… è per le zuppe: Eccoci arrivati alla risposta alla fatidica domanda “gli spaghetti si mangiano con forchetta e cucchiaio oppure no?”. La risposta è: assolutamente vietato utilizzare il cucchiaio nel tentativo di formare bocconi perfetti. La buona norma vorrebbe che la forchetta, inclinata e mai verticale al piatto, fermasse 2 o 3 spaghetti per poi arrotolarli in senso orario per formare una matassa perfetta da portare alla bocca. Importante è stare attenti a non fare matasse con fili penzolanti o informi.
  4. Tagliare gli spaghetti? Solo ai bambini: Esiste una sola circostanza in cui è ammesso tagliare gli spaghetti: se a mangiarli è un bambino o una bambina che ancora non padroneggia perfettamente la masticazione.
  5. Piatto piano: no: Visto l’imbarazzo che possono creare gli spaghetti sarebbe meglio evitare di offrirli a una cena, così da non creare imbarazzo nei commensali. Se proprio bisogna proporre spaghetti, che siano in un piatto fondo.
Galateo spaghetti

Seguire queste regole potrebbe salvarvi dall'imbarazzo durante una cena formale. Gli spaghetti raccontano la storia di una nazione che, nel settore culinario, si è fatta spazio da subito.

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La tecnica ideale, quella pensata appositamente per gli spaghetti dovrebbe essere ben conosciuta dagli italiani. Dovrebbe far parte del nostro DNA. La pasta lunga è decisamente molto più impegnativa di quella corta, ragion per cui esistono tecniche di impiattamento affinate negli anni e rigide regole da seguire per servirla e consumarla in maniera impeccabile. Non è raro infatti vedere che, quando la si serve ai bambini, questa pasta viene tagliata a pezzettini.

Come affrontare gli spaghetti in contesti formali

Gli spaghetti sono il formato di pasta più amato nel mondo e contemporaneamente il più insidioso per il galateo. Per esempio, sapete che mangiare gli spaghetti con il cucchiaio è scorretto? «La pasta non va mai mangiata con il cucchiaio. Il cucchiaio, per il galateo, si usa solo per mangiare le zuppe» dice Barbara Ronchi della Rocca, giornalista, esperta di galateo e buone maniere.

Mangiare gli spaghetti con il cucchiaio: cosa c'entra il modo di apparecchiare «La disposizione delle posate dice tutto: il loro ordine è un modo per far capire al commensale cosa si mangerà e come si mangerà. Per questo motivo a tavola devono esserci solo le posate che servono», prosegue Barbara Ronchi della Rocca, spiegando perché non si mangiano gli spaghetti con il cucchiaio, ma anche perché è bene che si faccia in modo che gli ospiti non vengano messi nelle condizione di poterlo fare.

Perché è vero che ognuno mangia come vuole e che abitudini come questa per alcuni possono rendere la degustazione del piatto più appagante, ma è altrettanto vero che quando si condivide la tavola con altre persone è bene rispettare regole di buon senso e buona educazione, prima ancora che le prescrizioni del galateo. «Un padrone di casa, così come un ristoratore, deve predisporre tutto anche perché certe regole vengano rispettate», fa infatti notare Barbara Ronchi della Rocca. E poi prosegue: «Mettere un cucchiaio a tavola servendo spaghetti equivale a un liberi tutti. Non è piacevole anche perché mangiando gli spaghetti con il cucchiaio si rischia di sporcarsi e di sporcare la tavola perché è più facile far schizzare il sugo».

Cosa succede se però un ospite ci chiede il cucchiaio per mangiare il suo piatto di spaghetti? È cortese rifiutarsi? «Quando viene richiesto va dato. Ma è altrettanto certo che chi fa richieste di questo tipo non fa una bella figura. Perciò concediamo il cucchiaio, magari sorridendo ironicamente. Non si può dire tutto ciò che si ha in mente, del resto», consiglia l'esperta.

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Il fatto è che alla base c'è una difficoltà diffusa: non tutti sanno mangiare correttamente gli spaghetti. Tanti stranieri, per fare l'esempio più plateale, continuano a mettere la forchetta in perpendicolare (e non a lato, inclinata, come si dovrebbe), prendendo grossi cumuli di pasta che è molto difficile mordere e masticare senza fare rumori. E poi ci sono i bambini, non sempre così abili da riuscire a mangiare spaghetti senza sporcarsi (o sporcare). Senza contare i tanti che invece gli spaghetti li tagliano, ignorando un'altra regola basilare. E se pensate al tovagliolo messo a mo' di bavaglio, non è affatto una soluzione.

«Proprio per questo motivo» conclude Barbara Ronchi della Rocca» il galateo nella sua somma saggezza dice che non si serve mai la pasta lunga. Formati come spaghetti, bucatini, tagliatelle, sono da riservare alla famiglia. Sembra semplice, ma non lo è: mangiare gli spaghetti con eleganza richiede qualche attenzione.

Chiaramente non ci aspettiamo di trovare una sezione specifica per questo (o altri formati di pasta). La conclusione va desunta da alcune indicazioni più generali che ci permettono anche di capire se si possono mangiare gli spaghetti col cucchiaio, per esempio.

Fino a qualche tempo fa, soprattutto a Napoli, c’era l’usanza di mangiare gli spaghetti con cucchiaio e forchetta. Questo gesto veniva addirittura considerato raffinato ma dando uno sguardo al galateo scopriamo che utilizzare anche il cucchiaio per mangiare gli spaghetti è sbagliato. È vero, questo formato di pasta potrebbe dare qualche grattacapo e siccome mangiarli come Totò nel film Miseria e Nobiltà non è concesso, forse è il caso di fare un po’ di chiarezza.

Tuttavia in quanto italiani dovremmo aver ben stampata nel DNA la tecnica per arrotolare gli spaghetti e portarli, con eleganza, alla bocca.

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Per paura di perdere qualche filo di pasta e di sporcarsi c’è chi si china sul piatto, assolutamente poco educato e da evitare.

Se c’è una cosa che a tavola regala grandi soddisfazioni, è raccogliere il sugo rimasto sul piatto con un pezzo di pane, fare la scarpetta è una delle piccole gioie della vita eppure il bon ton lo vieta.

L’errore più grave, blasfemo per un italiano, è spezzarli prima di cuocerli o tagliarli direttamente sul piatto (May Day! May Day!). C’è chi si aiuta con il cucchiaio per mangiarli o addirittura chi ha inventato una forchetta elettrica per riuscire a girarli senza complicarsi troppo la vita ma che gusto c’è a mangiarli senza esserseli davvero meritati e senza aver fatto la giusta pratica?

Chiariamolo una volta per tutte: il modo più corretto per mangiare gli spaghetti è prenderne pochi alla volta inclinando orizzontalmente la forchetta e arrotolandoli, senza farli pendere. Se non ci riuscite basta un po’ di allenamento, anche perché il galateo ricorda che non bisogna mai avvicinare la testa al piatto, ma la forchetta alla bocca, senza abbassarsi in avanti.

Altro grande dilemma a tavola: il piatto va lasciato completamente vuoto oppure no? Se per noi significa aver gradito molto la portata, secondo il galateo bisogna sempre lasciare qualche residuo.

Nel caso in cui vi doveste trovare una coscia di pollo sul piatto, usereste la forchetta e il coltello o la addentereste con voracità? In Cina e Giappone le posate, salvo alcuni casi, sono pressoché inutili, perché il cibo è già tagliato a pezzettini, in modo tale che si possa mangiare a bocconi senza richiedere l’uso di una forchetta e soprattutto del coltello, utensile indispensabile in cucina ma da evitare a tavola.

Se andate in Messico e vi viene in mente di mangiare tacos con le posate, farete la figura degli snob, infatti vanno mangiati rigorosamente con le mani. Se invece vi spostate in Cile, toccare il cibo con le mani è considerato un gesto molto maleducato. In Egitto dovrete sempre aspettare che qualcuno versi il vino nel vostro bicchiere, è considerato maleducato farlo da soli.

Ostriche, aragosta, lumache, sono alcuni degli alimenti che più mettono in difficoltà, soprattutto in occasioni formali e quando sulla tavola compaiono strani aggeggi, mai visti prima: la forchettina a tre denti per le ostriche è quella che fa meno paura, per l’aragosta c’è l’apposita pinza così come per le lumache, che in alcuni casi si possono mangiare anche con lo stecchino. Solitamente usiamo lo stecchino anche per prendere le olive, ebbene si dovrebbe usare la forchetta, almeno nel caso in cui si trovino sulla pizza.

Uno dei momenti più rumorosi è quello del brindisi, quando i calici si toccano tra loro e tutti brindano dicendo “cin cin!”. Niente di tutto questo dovrebbe succedere: nessun “cin cin!” e nemmeno i calici che tintinnano, ma semplicemente si avvicinano tra loro. In questo caso, anche chi non beve deve accostare il bicchiere alle labbra, fare finta insomma, e il bicchiere non deve contenere acqua.

Quali sono le regole del galateo a tavola? Per quanto tutto questo possa sembrare un po’ obsoleto, può capitare - magari una sola volta nella vita - di partecipare ad un pranzo di gala. Ecco, in quelle occasioni (ma anche nel quotidiano, diciamolo) un adeguato comportamento a tavola non è solo una questione di buona educazione, e il Galateo ci viene in aiuto.

L’antico libretto dedicato al bon ton prevede infatti precise regole da rispettare per non apparire ineducati. Possono esser applicate con minor rigore in base al tipo di commensali presenti - ad esempio se ci sono bambini - ma in ogni caso ce ne sono alcune più elementari che non è possibile non seguire.

  • Prestare attenzione alla postura: bisogna stare sempre con la schiena dritta senza mai appoggiare i gomiti sul tavolo.
  • Prima di iniziare a mangiare è obbligatorio attendere che tutti gli ospiti siano serviti e che i padroni di casa inizino il proprio pasto.
  • Non si beve finché non si ha ingerito il boccone.
  • La forchetta si tiene con la mano destra, tra il pollice e l’indice, mentre quando si effettua il taglio va tenuta con quella sinistra.
  • Sempre a proposito di spaghetti, è necessario imparare ad arrotolarli intorno alla forchetta.
  • Se non si desidera mangiare altro, al termine di ogni portata, forchetta e coltello vanno posati parallelamente sul piatto.
  • Si sta mangiando un cibo che deve esser tagliato? Mai prendere in questo caso una porzione troppo grande, per evitare di lasciare qualcosa a fine pasto.

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come usare forchetta e coltello 🍴Galateo a tavola

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