Andare a mangiare sushi è diventato il nuovo mantra del sabato sera. Che si esca con amici, in famiglia o in coppia, le formule all you can eat dei numerosi ristoranti giapponesi di Roma hanno conquistato tutti i clienti, oltre ad aver ormai spopolato in ogni quartiere della capitale. Eppure Roma offre la possibilità di avvicinarsi ad una cucina nipponica più autentica che spesso non passa per queste proposte e per le più fantasiose declinazioni di sushi.

Ma il sushi, si sa, fa tendenza. Chi cerca i migliori ristoranti di sushi a Roma sa che la cucina giapponese è molto più del solo sushi. Negli ultimi anni, la gastronomia nipponica ha conquistato sempre più spazio grazie anche a piatti caldi come il ramen, ormai protagonista di tante nuove aperture, il katsudon (riso con cotoletta di maiale), lo shabu shabu a base di fettine sottili di wagyu, e l’oden, uno stufato con polpette di pesce. Accanto ai locali specializzati in sushi tradizionale, stanno nascendo anche format fusion che uniscono la tecnica giapponese a ingredienti e sapori di altre cucine. E per chi vuole gustare un ottimo sushi?

Abbiamo deciso di fare una lista di ristoranti specializzati principalmente, ma in alcuni casi non solo, nella preparazione di sushi, sashimi, temaki, uramaki e via dicendo mettendoli in ordine crescente per la loro fama. All’inizio troverete quelli di recente apertura e comunque buoni e poi quelli più costosi e sedimentati nel panorama della ristorazione romana ormai da tempo. Ecco a voi!

Ristoranti di Sushi a Roma: Una Selezione per Tutti i Gusti

Prima i giovani poi i veterani, divisi per quartieri e atmosfere diverse.

1. Coropurna: Migliori Sushi Roma Pietralata

Questo ristorante di Roma, situato a pochi passi dal Lanificio, propone una mescolanza curiosa di cucine, riassunta nel nome Nikkei. Le tecniche nipponiche vengono combinate con gli ingredienti del Perù per risultare in una cucina fusion che conquista.

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2. Somo Restaurant: Migliori Sushi Roma Trastevere

In una delle zone più turistiche e anche più belle di Roma, Trastevere, Somo Restaurant propone un sushi contemporaneo dal sapore tutto suo. Seduti da Somo, potrete provare una cucina giapponese che punta tutto sull’arte.

3. Doku Japanese Bar: Migliori Sushi Roma Pigneto

Spostiamoci a est del Tevere, nel quartiere che potrebbe essere definito come l’astro nascente di Roma: il Pigneto. Qui, i ristoranti di sushi abbondando ma ce n’è uno che ci ha colpito più degli altri. Doku Japanese Bar è una nuova leva nel mondo dei ristoranti di sushi a Roma, ma sa bene come fare il proprio mestiere.

  • Prezzo: € 25 a persona per gyoza, sashimi e onigiri

4. Cooperativa Dei Pescatori: Sushi Roma Trastevere

Si trova di fronte all’Isola Tiberina e nelle serate estive attirerà la vostra attenzione per il vociare di gente stagliata attorno al locale. Cooperativa Dei Pescatori è un ristorante giovanile, con un arredamento dal gusto esotico e un menu ricco di delizie giapponesi.

  • Prezzo: € 25 a persona per tartare, tempure e michi ice

5. Nojo: Migliori Sushi Roma Ponte Milvio

Sulle rive del fiume Tevere e a pochi passi da uno dei punti più in voga della movida della capitale, Nojo propone una cucina nipponica e hawaiana. I sapori delicati del pesce si uniscono a quelli forti del Centro America. D’estate, potrete gustare le bontà nella terrazza esterna.

6. OZ: Sushi Roma All You Can Eat

OZ è per tutti i lettori che puntano soprattutto sulla quantità. Non fraintendeteci, il sushi di questo giapponese in zona Gianicolense è buono. Ma, lo sapete, se avete una disperata voglia di sushi conviene sempre andare in posti in cui c’è anche l’opzione all you can eat. E non solo a Roma. Il menu comprende anche specialità italiane.

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7. Wild Ginger: Migliori Sushi Roma Ostiense

Wild Ginger propone piatti che spaziano tra diverse cucine orientali: thai, cinese e giapponese. Il locale è arredato in classico stile nipponico, in cui nero e rosso spiccano sugli altri colori, e i piatti sono serviti a prezzi modici.

8. Gotha: Migliori Sushi Roma Parioli

Da fuori cattura per le candele che illumano i tavolini esterni. E una volta entrati dentro vi sembrerà di stare dentro un set di un film.

9. Tiki Tiki: Migliori Sushi Roma Esquilino

A pochi passi da Termini potrete mangiare una cucina fusion ben fatta, contornati da canne di bambù e una vista panoramica su Roma centro. Tiki Tiki è un ristorante insolito, per l’arredamento esotico e il fatto di trovarsi su una terrazza a dir poco suggestiva.

10. Konnichiwa: Migliori Sushi Roma Prati

Si trova vicino a San Pietro e offre un discreto all you can eat in un'ambietazione tipica nipponica. Il servizio è molto veloce e le porzioni generose.

11. Temakinho: Migliori Sushi Roma Monti

Aperto a Ibiza, Formentera, Londra, Milano e Roma Temakinho, come si sul dire, ha fatto il botto. Nella Capitale lo trovate anche a Monti, quartiere un po’ bohémien che sta entrando nei cuori di romani e non. Temakinho vi farà assaggiare le 50 sfumature di sushi e temaki in salsa carioca: un mix inatteso per un risultato sorprendente.

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12. Hamasei: Migliori Sushi Roma Centro Storico

Nato nel 1974, questo ristorante giapponese di Roma centro è uno dei più conosciuti della città, per qualità e atmosfera autentica. Hamasei propone un’interessante formula all you can eat per il pranzo a 15€.

13. Zuma: Migliori Sushi Roma Centro

È probabilmente il migliore sushi di Roma. E uno dei migliori ristoranti in cui poter mangiare nel centro storico. Sorge accanto a Palazzo Fendi, serve aggiungere altro? Sì, perché la terrazza è una delle più mozzafiato della zona e l’arredamento interno somiglia a un museo di arte moderna.

Zuma Roma

14. Taki: Migliori Sushi Roma Prati

Prima di entrare o dopo essere usciti dal cinema Adriano, magari dopo un film impegnativo, avrete fame. E se questa vi chiede sapori giapponesi dovete andare da Taki, senza pensarci su. Si distingue tra i sushi della zona per l’arredamento curato, il servizio è impeccabile e, se ne avete voglia, per un nastro trasportatore con piattini deliziosi.

15. Sushisen: Migliori Sushi Roma

Condiamo la nostra lista con un ristorante che li racchiude tutti: Sushisen. L’arte giapponese, che definiremmo chirurgica, viene espressa alla perfezione. Si potrebbe definire con un sushi gourmet, in cui le ricette giapponesi lasciano spazio a ingredienti insoliti e una presentazione certosina.

Da 18 anni un luogo dedito alla fine japanese cuisine, secondo la filosofia dello chef Eiji Yamamoto, e segnalato dalla guida Michelin 2022. La cucina di Sushisen è al tempo stesso espressione di tradizione e creatività. Lo chef e il suo team rigorosamente di origine giapponese lavorano per valorizzare la qualità degli ingredienti, con estrema attenzione alla stagionalità, e rivisitare i piatti tradizionali del Sol Levante.

Il locale in tipico stile zen, ideato da architetti giapponesi, si compone di due sale per due proposte differenti: una sala con posti a sedere attorno ai tavoli (per la quale è possibile prenotare) e la kaitenzushi con sedute al bancone di fronte al nastro dove scorrono le creazioni della cucina. Nella zona dining del ristorante lo chef consiglia esclusivi percorsi degustazione Omakase (significa “mi fido di te”) che includono pietanze ricercate. Dalla carta è possibile scegliere diverse tipologie di sashimi e sushi assortiti, mentre gli uramaki si dividono in cotti e crudi, come i roll con polpa di granchio, avocado, anguilla magra serviti con coda di gambero in tempura.

Non solo sushi, ma anche carne che trova spazio nei bocconcini di pollo marinati in stile karaghe, pistacchi e zenzero shoga (13 euro). Sempre di carne c’è il filetto di suino con panatura al sesamo e salsa speziata di Hokkaido, accanto alle crocchette di manzo con salsa di soia (10 euro). I dolci si ispirano ai sapori di yuzu, mango e tè matcha. Punti di forza sono la carta dei sakè e la selezione di Shochu, il distillato giapponese, tra cui figura il pregiato Shiso Shochu realizzato con le foglie di Shiso.

Il sito di Shushisen ha un sezione dedicata interamente al menu di asporto; per il delivery è possibile ordinare su Moovenda.

Sushisen. Via Giuseppe Giulietti 21A, Roma.

16. Shinto: Migliori Sushi Roma

E infine lui, Shinto, ristorante giapponese di Roma che dal 2006 accontenta i palati di amanti della cucina nipponica. L’arredamento moderno, in cui spiccano sedie in velluto e colori azzeccati, rappresenta perfettamente l’estro del fondatore: Antonello Di Stefano. Oltre a un menu ricco di prelibatezze dell’estremo oriente, da Shinto potrete assaporare l’esperienza Omakase, che in giapponese vuol dire “fidarsi del cuoco”.

Altri Ristoranti Giapponesi da Non Perdere a Roma

Oltre ai ristoranti specializzati in sushi, Roma offre una vasta gamma di locali che propongono autentica cucina giapponese. Ecco alcuni indirizzi da non perdere:

Hasekura

È dal 1993 che Franca fa di Hasekura la sua casa, assieme al figlio Jun Kobayashi. Entrambi portano avanti la tradizione e la passione per la cucina giapponese che, in questo ristorante di pochi coperti nel rione Monti, viene curata in tutta la sua autenticità. Non vi sono contaminazioni e proposte fusion: il rispetto per le ricette originali è massimo e vale la filosofia per cui “la qualità della cucina giapponese vale più della quantità”. Per questo non si offrono modalità all you can eat.

Il pescato è locale e arriva freschissimo dalla Sardegna, da Civitavecchia, da Anzio. Viene proposto nel Chirashi, la bowl di riso marinato con pesce misto in base alla disponibilità del giorno, nel sushi e nelle tartare, arricchite da frutta fresca e salse artigianali. Non mancano hosomaki e nigiri di granchio, gambero cotto e crudo, anguilla e uova di salmone. Il negitoro è avvolto da alga nori, fatto poi con riso, cipolla fresca e ventresca di tonno rosso.

Tra i piatti forti c’è la Soba, la zuppa con spaghetti di grano saraceno, e il Sukiyahi, la pietanza tipica giapponese a base di carpaccio di manzo tagliato a fettine, funghi, cipollotto, tofu, noodles condita con brodo di mirin. Per il pranzo Hasekura suggerisce diverse formule lunch, valide dal martedì al venerdì, che vanno da 18 a 20 euro, ma ci sono menu fissi anche per la cena, dai 35 ai 40 euro. Birre, vini e sakè accompagnano il pasto. Possibilità di delivery all’interno dell’anello di Roma e di asporto.

Hasekura. Via dei Serpenti 27, Roma.

Umami

Umami, la trattoria giapponese nata da un’idea di Marco Pucciotti, ha raddoppiato da qualche settimana con l’apertura di una nuova sede in via Menghini (zona Caffarella) per differenziare la sua proposta. Nella trattoria originaria di via Veio (San Giovanni) ha fatto recentemente ingresso il nuovo chef Claudio Farinelli con l’obiettivo di alzare l’asticella della sperimentazione mantenendo sempre alto il rispetto per la tradizione giapponese. La materia prima è centrale nella ricerca di Umami e il pesce che arriva sulla tavola è accuratamente selezionato, come la ricciola ikejime, trattata secondo il metodo di macellazione giapponese che preserva la qualità della sua carne.

Tra gli zensai, antipasti giapponesi, si può scegliere la wakame e l’edamame, insieme alla sunomono a base di cetrioli. Si servono qui i tipici gyoza alla piastra (4 pezzi 5 euro) con verdure e tofu, con gamberi o con maiale, e i bun tra cui il tipico bun con pancia di maiale brasata nella salsa teryaki, shiitake e cavolo nero (6 euro). Polpo e carne compongono alcuni dei piatti dal grill o in pastella, accanto a ramen e udon: l’Umami Ramen è con manzo, maiale, pancetta arrotolata e brasata, noodles, shiitake, alga nori, cipollotto e sesamo., mentre gli Yakiudon sono con verdure di stagione saltati in salsa di soia.

Nella parte sushi non mancano nigiri, hosomaki e tataki e i dessert includono dolci tipici come mochi, doriaki e cotton cake. Spostandoci a via Veio, Umami diventa una vera e propria izakaya, la tipica locanda o pub giapponese. La cucina offre poche proposte da street e comfort food nipponico, come gyoza, onigiri, zuppa di miso, fino ai fagioli di soia cotti al vapore. La perla è la sezione beverage che spazia dai sakè ai whisky giapponesi. In carta troviamo la kombucha, bevanda a base di tè zuccherato fermentato e leggermente frizzantina, l’umeshu, liquore ottenuto dalla fermentazione della ume (prugne) nell’alcol (o sakè o shochu) fino a gin tonic, rum e distillati giapponesi.

Umami - Trattoria Giapponese. Via Mario Menghini 99, Roma.

Umami Izakawa & Pub. Via Veio 2, Roma.

Kiko Sushi Bar

Kiko Sushi Bar nasce nel cuore di San Lorenzo per esaltare la cucina del maestro Atsufumi Kikuchi, conosciuto per aver unito negli anni la tradizione della cucina giapponese a quella newyorkese. Il locale ospita 45 coperti con la possibilità di mangiare al bancone del sushi bar, ai tavoli o nella sala riservata paradise, arredata in stile minimal. Per il pranzo ci sono 5 diverse tipologie di menu fissi a 25 euro che ruotano intorno al sushi, al sashimi, al salmone, alla tempura o all‘insalata di Kiko che consiste in verdure arricchite da pesce crudo e frutti di mare, condite con una salsa al sesamo.

Il menu alla carta è suddiviso per tipologia di pesce, secondo il vocabolario del sushi, e declinato nei formati di nigiri, temaki e sashimi: abbiamo il toro, ovvero ventresca di tonno rosso, unagi (alga laccata), tako (polpo), hotate (capesante), saba (sgombro), suzuki (branzino). Ci sono anche menu di tempura, sushi e sashimi misto dai 9 pezzi in su, come l’ Hana (38 euro) il mix con 10 pezzi di sushi e 1 makimono da 6 rotoli. Presenti anche due percorsi degustazione.

La consegna a domicilio può essere una vera propria deluxe delivery con tanto di esperienza sushi a casa: si può scegliere il menu o lasciar fare allo chef in base ai gusti e alle preferenze comunicate. Il format “Kiko sushi bar a casa tua” prevede la consegna diretta con il Kiko Sushi Van e l’arrivo della chef Chiho Mikami che si occuperà di preparare il menu espresso e allestire la tavola per il momento sushi della serata.

Kiko Sushi Bar. Piazzale del Verano 90, Roma.

MaMa-Ya Ramen

Dall’incontro tra lo chef Kotaro Noda di Bistrot 64 e la food coordinator Mariana Catellani nasce MaMa-Ya Ramen. Il nome del locale parla da sé: qui a farla da padrone è il Ramen, preparato senza aggiunta di glutammato di sodio, conservanti o altri additivi. I tre componenti del ramen sono: la zuppa, estratta dal pollo, manzo, maiale o anche pesce e insaporita con salsa di soya, sale, miso; i noodles a base di acqua e farina; il topping di chashu (maiale), tamago (uova) o yasai (verdure), cotto e insaporito secondo la filosofia della personal chef Mariana.

In menu troviamo l’omonimo MaMa-Ya ramen, a base di brodo di pollo con spaghetti freschi, pollo e uova marinate in cottura, alghe nori e cipollotto fresco (13 euro). Più particolare il Gyukotsu ramen, con brodo di manzo, pancia di maiale stufata, zenzero agrodolce e yuzukoshu (14 euro). Per arricchire i piatti, la selezione di topping gourmet: dall’uovo al pollo marinato con cottura sottovuoto, al pesto rosso e verde, fino allo yuzu. Tra i zensai, gli antipasti, si possono scegliere diversi tipi di panini al vapore come il Butaniku Chuka Pan con stracotto di maiale glassato, zenzero e daikon marinati, cipollotto fresco e semi di sesamo (7 euro) o varietà di onigiri con ripieni insoliti: alga kombu caramellata, prugna giapponese sotto sale, basilico rosso (2,5 euro).

MaMa-Ya Ramen. Via Ostiense 166/A, Roma.

Waraku

Maurizio e la moglie Miwako gestiscono il bistrot giapponese Waraku, trattoria da circa 40 coperti in zona Prenestina. La cucina di Waraku è stata tra le prime a Roma a scegliere la via del ramen, specialità della casa. Troviamo i classici come lo Shoyu Ramen con zuppa a base di soia, topping di uovo, carne di maiale, mais, cipollina e il Miso Ramen con soia fermentata (12 euro). I piatti forti sono i ramen speciali, in particolare il Karai Miso e il Tantanemen, ramen con zuppa piccante a base di burro di arachidi, peperoncino, sesamo e salsa tobanjang impreziosito dal topping di carne macinata piccante, uovo, mais e cipollina (13 euro). Per i più impavidi, si possono scegliere fino a quattro livelli di piccantezza.

Oltre al ramen, Maurizio consiglia l’okonomiyaki, un pancake di mais con carne e verza, saltato in padella e servito con salsa dolce, maionese, alghe “Aonori” e Katsuobushi (12 euro). Diversi sono i Teishoku, piatti completi che includono la pietanza principale, riso bianco, alghe Wakame, rapa giapponese Takuan, Edamame e mini Soba fredda. I dolci sono profumati al tè verde, presente nella cheesecake, nel tiramisù e nei mochi di pasta di riso. Ad accompagnare il pasto o come digestivo è ancora proposto il tè asiatico servito in teiera: vi sono almeno 10 tipologie da assaggiare, dal verde speziato al blend di tè verde “Sencha” e Uji Maccha servito freddo, fino al tè con Ginseng rosso. Un menu a parte e più ridotto è previsto per l’asporto.

Waraku. Via Prenestina 321, Roma.

Ramen Waraku

Ramen Bar Akira

Design contemporaneo, cucina a vista e un dehors che può ospitare fino a 35 coperti. Ramen Bar Akira è il tempio di uno dei piatti simbolo dello street food del Sol Levante: il Ramen. Molto più di una semplice zuppa, il Ramen di Akira segue la scuola dello “Iekei Ramen” le tagliatelle di frumento sono rigorosamente home-made e la pasta è servita in un brodo con oltre 10 ore di cottura per preservare tutte le proprietà organolettiche dei suoi ingredienti.

Il brodo, di carne o pesce, con soia o miso, può essere arricchito da guarnizioni come chashu (carne di maiale marinata), alghe nori, uova marinate in salsa di soia e altre verdure, come nei due Ramen Black Shoyu e Ramen White Shio, a base di brodo di maiale, carne di maiale, spinaci e alga nori (13 euro). Nel Ramen Red Spicy si aggiunge la salsa piccante, mentre il Tori Paitan è con brodo di pollo o di cavolo nella versione vegetariana. Per i mesi più caldi dell’anno c’è anche una proposta più fresca, lo Hiyashi Ramen, sempre con noodles fatti in casa ma serviti freddi, con pomodori, cetrioli, uovo, fettina di carne di maiale, salsa di soia con zenzero, sesamo e alga nori (12 euro).

I Ramen si possono personalizzare con topping aggiuntivi tra cui shitake (funghi giapponesi), tofu e kakiage (verdure in pastella) o affiancare ad una serie di contorni e antipasti giapponesi. Non mancano infatti gyoza, onigiri, takoyaki, wakame e edamame. Da bere birre, sakè freddi e altre bevande frizzanti giapponesi. Attivi i servizi di delivery e take away.

Ramen Bar Akira. Via Ostiense 73F, Roma.

Akira Lab. Via Arcione 71 (Fontana di Trevi), Roma.

Taki Ristorante Giapponese

La parola d’ordine per Taki è esperienza: i patron Yukari e Onorio Vitti donano infatti agli ospiti un’esperienza immersiva nella cultura e nella cucina del Sol Levante. Dallo spazio esterno con piante di bambù, al mobilio tradizionale, dalle ceramiche nipponiche originali alla componente “naturale”, con la flora del ristorante che asseconda il corso delle stagioni: Taki è un angolo di Giappone a Prati. Aperto dal 2007, si distingue sulla piazza per un’attenzione particolare alla carne Hida Wagyu Exclusive, il pregiato manzo giapponese dalla fine marezzatura.

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