La Tachipirina è un farmaco antipiretico e analgesico a base di Paracetamolo, indicato per adulti e bambini. Agisce come antipiretico, riducendo la febbre, e come analgesico, alleviando il dolore. In particolare, si consiglia l'uso di Tachipirina Sciroppo per bambini di peso superiore a 7,2 kg (5-6 mesi circa), ma il farmaco può essere usato tranquillamente anche dagli adulti.

Lo sciroppo Tachipirina può essere usato:

  • Come antipiretico, nel trattamento sintomatico di affezioni febbrili quali l'influenza, le malattie esantematiche, le affezioni acute del tratto respiratorio, ecc.
  • Come analgesico, per trattare cefalee, nevralgie, mialgie ed altre manifestazioni dolorose di media entità, di varia origine.

È un medicinale di automedicazione che può essere usato per curare disturbi lievi e transitori facilmente riconoscibili e risolvibili senza ricorrere all'aiuto del medico. Per maggiori informazioni e consigli rivolgersi al farmacista.

Come tutti i medicinali, TACHIPIRINA può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. Il rispetto delle istruzioni contenute nel foglio illustrativo riduce il rischio di effetti indesiderati. Se uno qualsiasi degli effetti indesiderati si aggrava, o se si nota la comparsa di un qualsiasi effetto indesiderato non elencato in questo foglio illustrativo, informare il medico o il farmacista.

Tachipirina gocce per neonati: come somministrarla?

Composizione di Tachipirina Sciroppo

Tachipirina Sciroppo contiene:

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  • Principio attivo: paracetamolo 120 mg.
  • Eccipienti: saccarosio, sodio citrato, saccarina sodica, metile paraidrossibenzoato, potassio sorbato, Macrogol 6000, acido citrico monoidrato, aroma fragola, aroma mandarino, acqua depurata.

Tale formulazione farmaceutica contiene: sodio e sorbitolo e bisogna quindi riferire al medico eventuali intolleranze a questi eccipienti. Il Paracetamolo sciroppo contiene saccarosio e, pertanto, tale formulazione non è adatta per i bambini intolleranti. Se il bambino ha il diabete, dovete informare il medico in modo che possa tener conto del contenuto in saccarosio della formulazione. Inoltre, il Paracetamolo sciroppo contiene sodio, da tenere in considerazione nei bambini che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.

Tachipirina Sciroppo

Dosaggio di Tachipirina Sciroppo

Nei bambini è indispensabile rispettare la posologia definita in funzione del loro peso corporeo e non in base alla loro età. Le età, approssimate in funzione del peso corporeo, sono indicate a titolo d'informazione. Negli adulti la posologia massima per via orale è di 3000 mg di paracetamolo al giorno. Il medico deve valutare la necessità di trattamenti per oltre 3 giorni consecutivi.

Nei bambini fino a 10 anni di età è indispensabile rispettare la posologia definita in base al peso corporeo e non in base all’età, che è approssimativa ed indicata solo a titolo di informazione. Se l’età del bambino non corrisponde al peso riportato in tabella, fare sempre riferimento al peso corporeo per la scelta del dosaggio. Nei bambini di peso fino a 7,2 kg si raccomanda di utilizzare la formulazione in gocce, tra i 7,2 e gli 11 kg è possibile utilizzare le gocce o lo sciroppo in quanto il dosaggio per fascia di peso è identico, tra i 12 e i 32 kg si raccomanda di utilizzare lo sciroppo.

Lo schema posologico di Tachipirina in rapporto al peso corporeo è il seguente:

Peso del bambinoEtà (approssimativa)Dose singolaDose giornaliera massima
7-10 kg6-18 mesi5 ml (120 mg)Fino a 4 volte al giorno (ogni 6 ore)
11-12 kg18-24 mesi5 ml (120 mg)Fino a 6 volte al giorno (ogni 4 ore)
13-20 kg2-7 anni7,5-10 ml (180-240 mg)Fino a 4 volte al giorno (ogni 6 ore)
21-25 kg6-10 anni10 ml (240 mg)Fino a 6 volte al giorno (ogni 4 ore)
26-40 kg8-13 anni15-20 ml (360-480 mg)Fino a 4 volte al giorno (ogni 6 ore)
41-50 kg12-15 anni20 ml (480 mg)Fino a 6 volte al giorno (ogni 4 ore)
> 50 kg (Adulti)> 15 anni20 ml (480 mg)Fino a 6 volte al giorno (ogni 4 ore)

Importante: Per i bambini al di sotto dei 7,2 kg di peso esistono formulazioni diverse di Tachipirina, in particolare Tachipirina 100mg/ml in gocce e Tachipirina neonati 62,5mg supposte, che possono essere utilizzate anche a partire da 3,2 kg di peso del bimbo.

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Tachipirina Gocce

Modalità di Somministrazione

Per favorire la corretta dose da somministrare, alla confezione è annesso un bicchierino-dosatore e una siringa dosatrice, con indicate le tacche di livello corrispondenti alle diverse capacità espresse in millilitri.

Per effettuare una somministrazione adeguata basta prelevare la quantità di sciroppo necessaria utilizzando la siringa dosatrice o il bicchierino.

  • Per l’apertura del flacone, spingere il tappo verso il basso e contemporaneamente girare verso sinistra.
  • Per l’impiego della siringa, introdurre a fondo la punta della siringa nel foro del sottotappo.
  • Per dosaggi superiori a 5 ml, prelevare la quantità necessaria con la siringa e versare il contenuto nel bicchierino. Ripetere l’atto fino al raggiungimento della tacca corrispondente al dosaggio indicato, e somministrare al bambino invitandolo a bere.
  • Per i dosaggi nei bambini di età superiore a 10 anni e negli adulti, pari a 20 ml, utilizzare il bicchierino riempiendolo 2 volte fino alla tacca di 10 ml.

Il prodotto deve essere utilizzato immediatamente dopo il prelievo dal flacone. Ogni eventuale residuo di prodotto nella siringa o nel bicchierino deve essere eliminato. Dopo l’uso chiudere il flacone avvitando a fondo il tappo e lavare la siringa e il bicchierino con acqua calda. Lasciarli asciugare, tenendoli fuori dalla portata e dalla vista dei bambini.

Introdurre la punta della siringa nella bocca del bambino ed esercitare una lieve pressione sullo stantuffo per far defluire la soluzione.

Controindicazioni

  • Ipersensibilità al principio attivo, o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
  • Pazienti affetti da grave anemia emolitica.
  • Grave insufficienza epatica.

Avvertenze Speciali

Nei rari casi di reazioni allergiche, la somministrazione deve essere sospesa e deve essere istituito un idoneo trattamento. Usare con cautela in caso di eccessiva assunzione di alcool (3 o più bevande alcoliche al giorno), anoressia, bulimia o cachessia, malnutrizione cronica (basse riserve di glutatione epatico) disidratazione, ipovolemia.

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Il paracetamolo deve essere somministrato con cautela a pazienti con insufficienza epatocellulare da lieve a moderata (compresa la sindrome di Gilbert), insufficienza epatica grave (Child-Pugh>9), epatite acuta, in trattamento concomitante con farmaci che alterano la funzionalità epatica, carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi, anemia emolitica. Dosi elevate o prolungate del prodotto possono provocare alterazioni a carico del rene e del sangue anche gravi, perciò la somministrazione nei soggetti con insufficienza renale deve essere effettuata solo se effettivamente necessaria e sotto il diretto controllo medico. In caso di uso protratto è consigliabile monitorare la funzione epatica e renale e la crasi ematica.

Durante il trattamento con paracetamolo, prima di assumere qualsiasi altro farmaco controllare che non contenga lo stesso principio attivo, poiché se il paracetamolo è assunto in dosi elevate si possono verificare gravi reazioni avverse. Invitare il paziente a contattare il medico prima di associare qualsiasi altro farmaco.

Non prenda/dia al bambino Tachipirina per più di 3 giorni consecutivi senza consultare il medico.

Interazioni

L'assorbimento per via orale del paracetamolo dipende dalla velocità dello svuotamento gastrico. Pertanto, la somministrazione concomitante di farmaci che rallentano (ad es. anticolinergici, oppioidi) o aumentano (ad es. procinetici) la velocità dello svuotamento gastrico può determinare rispettivamente una diminuzione o un aumento della biodisponibilità del prodotto.

La somministrazione concomitante di colestiramina riduce l'assorbimento del paracetamolo. L'assunzione contemporanea di paracetamolo e cloramfenicolo può indurre un aumento dell’emivita del cloramfenicolo, con il rischio di elevarne la tossicità. L’uso concomitante di paracetamolo (4 g al giorno per almeno 4 giorni) con anticoagulanti orali può indurre leggere variazioni nei valori di INR. In questi casi deve essere condotto un monitoraggio più frequente dei valori di INR durante l’uso concomitante e dopo la sua interruzione.

Usare con estrema cautela e sotto stretto controllo durante il trattamento cronico con farmaci che possono determinare l’induzione delle monossigenasi epatiche o in caso di esposizione a sostanze che possono avere tale effetto (per esempio rifampicina, cimetidina, antiepilettici quali glutetimmide, fenobarbital, carbamazepina). Lo stesso vale nei casi di etilismo e nei pazienti trattati con zidovudina.

Effetti Indesiderati

Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati del paracetamolo organizzati secondo la classificazione sistemica e organica MedDRA. Non sono disponibili dati sufficienti per stabilire la frequenza dei singoli effetti elencati.

  • Patologie del sistema emolinfopoietico: Trombocitopenia, leucopenia, anemia, agranulocitosi
  • Disturbi del sistema immunitario: Reazioni di ipersensibilità (orticaria, edema della laringe, angioedema, shock anafilattico)
  • Patologie del sistema nervoso: Vertigini
  • Patologie gastrointestinali: Reazione gastrointestinale
  • Patologie epatobiliari: Funzionalità epatica anormale, epatite
  • Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Eritema multiforme, Sindrome di Stevens Johnson, Necrolisi epidermica, eruzione cutanea
  • Patologie renali ed urinarie: Insufficienza renale acuta, nefrite interstiziale, ematuria, anuria

Gravidanza e Allattamento

Studi clinici in pazienti gravide o in allattamento non hanno evidenziato particolari controindicazioni all'uso del paracetamolo né provocato effetti indesiderati a carico della madre o del bambino. Se clinicamente necessario, il paracetamolo può essere usato durante la gravidanza, tuttavia dovrebbe essere usato alla dose efficace più bassa per il più breve tempo possibile e con la più bassa frequenza possibile.

Sovradosaggio

In caso di assunzione accidentale di dosi molto elevate di paracetamolo, l’intossicazione acuta si manifesta con anoressia, nausea e vomito seguiti da profondo decadimento delle condizioni generali; tali sintomi compaiono in genere entro le prime 24 ore. In caso di sovradosaggio il paracetamolo può provocare citolisi epatica che può evolvere verso la necrosi massiva e irreversibile, con conseguente insufficienza epatocellulare, acidosi metabolica ed encefalopatia, che possono portare al coma e alla morte.

In caso di sovradosaggio il paracetamolo può provocare citolisi epatica che può evolvere verso la necrosi massiva e irreversibile, con conseguente insufficienza epatocellulare, acidosi metabolica ed encefalopatia, che possono portare al coma e alla morte.

Trattamento: I provvedimenti da adottare consistono nello svuotamento gastrico precoce e nel ricovero ospedaliero per le cure del caso, mediante somministrazione, il più precocemente possibile, di N-acetilcisteina come antidoto.

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