Le ruote sono un formato di pasta dal design particolare: sembrano, come dice il nome stesso, la ruota di un carro. Hanno una forma circolare a raggi che, insieme al bordo dentellato, permette di trattenere il condimento, esaltandone il sapore. Questo tipo di pasta permette di mantenere il condimento ed è ottimo per creare ricette gustose e ricche.
Storia e Origini
La storia delle ruote risale agli inizi del Novecento, quando per realizzare alcuni formati di pasta, i produttori si ispirarono al mondo dell’automobilistica. Le ruote, dette anche rotelle, fanno parte di quei formati di design che insieme ai radiatori ed alle lancette hanno caratterizzato la produzione di pasta di inizio Novecento ispirandosi al mondo della meccanica negli anni dominati dalla corrente artistica del futurismo che celebra oltre ai progressi tecnologici anche il movimento. Il nome è rappresentativo proprio della forma che vogliono ritrarre: le ruote di un carro.
Difficile attribuire l’origine regionale di questo stravagante formato. Nel sud Italia troviamo le ruote pazze, così chiamate nella tradizione salentina perché non perfettamente circolari. Benché sia caratteristico di tutti i formati, per le ruote è lecito parlare ancor più propriamente di design.
Si tratta di un prodotto dalla forma circolare a raggi, ispirato alla ruota del carro. Il cerchio, i raggi e il bordo dentellato formano un’alternanza di pieni e di vuoti che permette di trattenere perfettamente ogni condimento, esaltandone il sapore. A partite dagli inizi del Novecento molti formati di pasta si ispirarono al mondo della meccanica e dell’industria automobilistica, come i radiatori o le lancette. Anche le ruote nascono da questo contesto culturale e ne fanno proprio il concetto.
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Caratteristiche e Composizione
Le ruote, essendo una pasta, sono principalmente una fonte di carboidrati e secondariamente di proteine. Sono fatte con farina di grano duro e acqua e si trovano facilmente in tutti i supermercati e negozi di alimentari. Gli elementi che compongono le ruote sono di tre spessori differenti e favoriscono la masticazione. Le ruote, come tutta la pasta di semola di grano duro, sono tra i carboidrati con l’indice glicemico più basso.
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Le ruote, dopo la cottura non si schiacciano ma restano ben tese, consentendo al condimento di penetrare liberamente al loro interno. Questo formato di pasta è stato premiato al Fancy Food di New York e citato nel film “Mine Vaganti” di Ferzan Ozpetek.
Valori Nutrizionali
Con 100 gr di ruote di pasta si ottengono 356 kcal, di cui 82,8 grammi di carboidrati, 10,8 grammi di proteine, 2,6 grammi di fibre e 0,3 grammi di lipidi. Contengono, come tutte le paste, vitamine del gruppo B, soprattutto la B1 che è fondamentale per il corretto funzionamento del sistema nervoso. Dall’amido della pasta si libera poi il glucosio, che favorisce la sintesi della serotonina, il neurotrasmettitore che provoca una sensazione di benessere.
Favorirebbero la protezione del cuore, contengono fibre e poco sodio, fondamentali nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e dei tumori. Vengono considerate anche un anti stress grazie all’elevata quantità di triptofano. Contenendo glutine, le ruote di pasta non possono essere consumate da chi ha intolleranze a questa sostanza o soffre di celiachia. Altra controindicazione è non mangiarne una quantità eccessiva perché porterebbe a un aumento di peso.
| Nutriente | Quantità |
|---|---|
| Calorie | 356 kcal |
| Carboidrati | 82,8 g |
| Proteine | 10,8 g |
| Fibre | 2,6 g |
| Lipidi | 0,3 g |
Consigli e Abbinamenti
Le ruote possono essere accompagnate tanto da un buon sugo di pomodoro quanto come compendio di minestroni e zuppe di verdure. Le ruote possono far parte di una dieta equilibrata e salutare grazie al loro potere saziante, unico accorgimento è non eccedere nelle quantità e nel condimento.
La parola d’ordine per abbinare il sugo perfetto alla ruota? “COME PIACE A TE”.
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Un Dolce Ispirato alle Ruote: Il Paris-Brest
In molti secoli di storia, la pasticceria è stata più di altri ambiti gastronomici campo di espressione di creatività e inventiva. Mentre sono svariate le ricette nostrane nate per combinare gusto e fantasia, non si può negare il contributo della scuola francese, con il suo bagaglio di tecniche e preparazioni raffinate. Tra i dolci d’Oltralpe che raccontano storie particolari ce n’è uno che da qualche tempo riscuote gran successo anche nel nostro Paese: il Paris-Brest. Un dessert a base di pasta choux farcito con crema mousseline, la cui forma rotonda è un autentico tributo a un grande evento sportivo.
Nella terra del mitico Tour de France il ciclismo è sempre stato uno sport popolare. Tra le tante corse per professionisti e amatori, dal 1891 c’è quella che si svolge tra Parigi e Brest, con un percorso di 1.200 chilometri che copre andata e ritorno tra la Capitale e la città sulle coste bretoni. In occasione dell’edizione del 1910 un bravo pasticciere ha pensato a un dolce per omaggiare l’evento, che fosse anche sufficientemente sostanzioso da sostenere i corridori.
Per richiamare chiaramente la corsa ciclistica Durand pensò alla forma della ruota di bicicletta, da ricreare con una “ciambella” di pasta choux (quella che si usa per i classici bigné ed éclair). Una volta sfornata si taglia a metà per riempirla con l’aiuto di un sac à poche tradizionalmente con una mousseline, ovvero una miscela montata di crema pasticciera e burro, dalla consistenza piuttosto soda e che regge bene il taglio.
Al pari di molti altri dolci storici, il Paris-Brest è un’ottima base per variazioni e interpretazioni personali. E particolarmente stimolante per bravi pasticceri e chef, come dimostra il giovane Mattia Casabianca, responsabile dei fine pasto del tristellato ristorante Uliassi. Da quella di Christian Marasca, che nella cucina di Zia Restaurant l’ha proposto con pralinato à l’ancienne (metà mandorle e metà nocciole), sale Maldon e chantilly alle nocciole a quella alla vaniglia e frutta di stagione del ristorante Dogma. Interessante anche il dolce, realizzato in varie occasioni durante l’anno, di Claudia Martelloni alla pasticceria Charlotte: un bigné craquelin monoporzione farcito con pralinato di nocciole Piemonte Igp e nocciole a pezzi, poi mousseline ancora alla nocciola e fior di sale.
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