Perché scegliere tra pesto e sugo di pomodoro quando si possono avere entrambi in un unico, delizioso piatto di pasta? La pasta alla Portofino è un'ottima occasione per fare qualche riflessione sulla cucina tradizionale e l'innovazione. Questo piatto ligure unisce la freschezza del pesto alla genovese con la semplicità del sugo di pomodoro, creando un'armonia di sapori che conquista al primo assaggio.
La Storia e le Origini
La pasta alla Portofino è un piatto ligure che nasce da un’idea semplice ma sorprendente: unire il pesto alla genovese con il classico sugo di pomodoro. La ricetta nasce quasi per caso quando uno chef di Portofino decise di allungare il suo pesto con sugo di pomodoro, riscuotendo molto successo al punto di diventare un piatto amato e replicato in tutta Italia. Cresciuta rapidamente, questa ricetta è probabilmente nata per caso in qualche cucina casalinga o ristorante locale, dove si voleva dare nuova vita a un avanzo di pesto mescolandolo con il pomodoro. Altri sostengono che sia stata inventata negli anni ’80 come una creazione nata per stupire i turisti in cerca di sapori autentici ma accessibili.
Ingredienti e Preparazione
La pasta alla Portofino è un primo piatto molto semplice da preparare con un condimento a base di pesto alla Genovese e sugo di pomodoro. Esistono molte versioni di questa pasta tipica ligure: c'è chi la fa senza panna, chi prepara il sugo con i pomodorini, chi prepara il pesto con le foglie di basilico. Questa è una versione molto semplificata della pasta alla Portofino, veloce e super easy per quando non si ha tanto tempo a disposizione ma si vuole comunque una cenetta con i fiocchi.
Ingredienti per 4 persone:
- 400 g di pasta (pasta corta o spaghetti)
Ingredienti per il sugo:
- 1 spicchio di aglio
- 200 g di pomodorini freschi (o pomodori pelati)
- basilico fresco q.b.
- sale q.b.
- olio extravergine di oliva q.b.
Ingredienti per il pesto:
- 100 g di basilico
- 1 spicchio di aglio
- 1 cucchiaino di pinoli
- 60 g di parmigiano reggiano grattugiato
- 60 g di pecorino grattugiato
- 80 ml di olio extra vergine di oliva
- 1 pizzico di sale
Procedimento per il sugo:
- Prendete una pentola e fate soffriggere uno spicchio d’aglio tagliato in due parti con un filo d’olio di oliva.
- Aggiungete i pomodorini freschi (o pelati) tagliati a metà e fate cuocere per qualche minuto unendo poco per volta qualche cucchiaio di acqua.
- Aggiungete un pizzico di sale, qualche fogliolina di basilico e continuate la cottura con il coperchio e a fuoco basso per altri 10 minuti circa.
- Spegnete il fornello, togliete l’aglio e lasciate raffreddare.
Procedimento per il pesto:
Potete usare il mortaio oppure per una preparazione più veloce il frullatore a immersione.
- Mettete all’interno di un mixer le foglie di basilico, l’aglio ben pulito e un pizzico di sale.
- Frullate a piccoli intervalli per evitare che si surriscaldino le lame e di conseguenza che le foglie di basilico perdano l’aroma.
- Aggiungete i pinoli, il pecorino, il parmigiano e continuate a frullare a intervalli.
- Come ultimo ingrediente incorporate, con un cucchiaio, l’olio extravergine di oliva facendo movimenti circolare in modo da avere una consistenza cremosa.
Preparazione finale:
- Fate cuocere in abbondante acqua salata la pasta.
- Scolatela al dente lasciando da parte qualche cucchiaio di acqua di cottura.
- Unite il sugo preparato con il pesto. Per una perfetta riuscita di questo piatto è necessario rispettare la proporzione tra i due condimenti: 6 mestoli (o cucchiai grandi) di sugo e 4 mestoli (o cucchiai grandi) di pesto alla genovese.
- A questo punto fate saltare la pasta con l’unione dei due condimenti. Per amalgamare bene, vi consiglio di aggiungere qualche cucchiaio di acqua di cottura lasciato da parte.
Portate in tavola, bella fumante, la vostra pasta alla Portofino.
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Consigli e Varianti
La pasta alla Portofino è un primo piatto ovviamente ligure preparato in modo molto semplice mescolando il PESTO ALLA GENOVESE con il SUGO POMODORO oppure il SUGO DI POMODORO FRESCO, una ricetta simile alla PASTA ALLA CARLOFORTINA ma senza pesce spada. Ovviamente la pasta alla Portofino non si cuoce, non si scalda, cuocete la pasta e poi la condite con i due condimenti ma NON scaldate il pesto mi raccomando quindi la dovete mangiare tiepida o fredda piuttosto. Da tradizione si possono usare sicuramente trofie e linguine, ma questo piatto si sposa bene anche con pasta corta capace di trattenere il condimento (come ho fatto io scegliendo le caserecce). Per la variante marina, invece, si possono aggiungere gamberi o vongole. In questo modo avrete il tocco di mare senza snaturare l’essenza della ricetta.
Per chi volesse invece cimentarsi nella preparazione di questo piatto da zero, per quanto riguarda il pesto, consiglio di andare alla ricetta Pasta al pesto alla genovese. Per quanto riguarda il sugo di pomodoro, invece, utilizzate i pomodorini (quelli ciliegini vanno benissimo). Fate soffriggere l'aglio in una pentola con l'olio, unite i pomodorini tagliati a metà, salate e fate cuocere con un goccio d'acqua per circa 15 minuti o fino a quando saranno teneri, con coperchio e a fuoco basso. Al posto dei pomodorini potete utilizzare anche dei pomodori pelati. Alla fine delle due preparazioni, unite pesto e sugo di pomodoro.
| Nutriente | Quantità |
|---|---|
| Calorie | Circa 500-600 kcal |
| Grassi | 25-35g |
| Carboidrati | 60-70g |
| Proteine | 15-20g |
Questo tipo di condimento dovrebbe far inorridire un genovese che, da che mondo è mondo, non vuole assolutamente rovinare il pesto in nessun modo e anche Simone infatti era molto scettico ma l’ho convinto a provarla ed è rimasto stupito da quanto è buono. La pasta alla Portofino è veloce da preparare e piace davvero anche ai genovesi più incalliti tipo mia mamma (anche se lei preferisce la PASTA ALLA ISOLANA).
PASTA alla PORTOFINO - RICETTA che DEVI assolutamente PROVARE SUBITO👨🍳
La cucina non è altro che un incontro tra un universo ricco di cultura, di avvolgenti profumi legati ai nostri ricordi e un mondo moderno in costante evoluzione. Negli anni è passata a essere da forma di artigianato con origini contadine a vera e propria forma d’arte. Per quanto mi riguarda, penso che la tradizione, per essere viva e presente nelle nostre cucine, necessiti di una continua innovazione. Questo non vuol dire stravolgere un piatto, scardinare una ricetta, ma accostare o sostituire alle salde origini che la tradizione ci offre, ingredienti che sono vicini a ognuno di noi e regalare sfumature di sapori che possono andare oltre la tradizione. Sono tante le ricette che oggi consideriamo tradizionali che sono nate a seguito della mancanza o della sostituzione di ingredienti. Perché non continuare a creare future tradizioni? Per me la cucina è libertà: libertà di provare nuovi sapori, libertà di assemblare ingredienti contrastanti, libertà di sbagliare e di riprovare. Per il World Pasta Day prepariamo insieme la pasta alla Portofino.
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