La dieta aproteica, ovvero con poche proteine, è stata studiata per i soggetti affetti da patologie renali ed epatiche. Ma cos’è, in primo luogo? E può causare effetti collaterali? Cerchiamo di fare chiarezza.
Forse hai già sentito nominare la “dieta aproteica”, ma sai davvero di cosa si tratta? Infatti, in un’alimentazione bilanciata ottimale, per un uomo adulto, è previsto il 15% di proteine, cioè circa 35-45 g di proteine al giorno. Infatti, esse sono coinvolte in tutti i processi vitali dell’organismo e, proprio per questo, non è possibile eliminarle totalmente dal nostro regime alimentare.
Oltre che con la dieta, la quantità di amminoacidi necessaria alla sintesi di nuove proteine è fornita dal normale processo di demolizione e sintesi proteica, attraverso il quale il nostro corpo sostituisce le proteine danneggiate con altre nuove di zecca. Infatti, in caso di malnutrizione, per soddisfare il fabbisogno proteico, l’organismo inizia a demolire le proteine del corpo.
Tuttavia, queste reazioni metaboliche producono molecole di ammoniaca, che è tossica per il nostro organismo. Dopo aver spiegato quale ruolo svolgono le proteine nel nostro organismo, è il momento di classificarle. Nonostante la loro basilare funzione, le proteine non sono affatto tutte uguali!
Se le proteine sono così importanti, perché in alcuni casi si arriva a ridurre il loro apporto? Sebbene queste sostanze svolgano delle funzioni vitali, non è però salutare “abbuffarsi” di proteine. Infatti, come abbiamo già discusso, il fegato e i reni sono gli organi deputati al metabolismo delle proteine e, quindi, un eccessivo apporto proteico potrebbe causare danni significativi a questi organi.
Leggi anche: Composizione e varietà Felix in gelatina
Tuttavia, pensare di eliminare completamente le proteine dalla nostra dieta è impossibile. Che possiamo fare, allora? Come abbiamo già detto, i reni hanno la funzione di eliminare l’urea dal nostro organismo: in caso di insufficienza renale, essa non viene escreta ed inizia ad accumularsi nel sangue, causando perdita di appetito e stanchezza. In questi casi, è il medico a consigliare il giusto apporto proteico, anche in base all’entità del danno renale.
Ricordiamo che non bisogna ridurre o addirittura eliminare uno specifico alimento senza criterio e, soprattutto, senza consiglio del medico!
Insufficienza Renale e Dieta Iposodica
Insufficienza renale? Ma perché il sodio è off limits per chi soffre di questa patologia? La spiegazione è semplice: quando i reni non funzionano più come dovrebbero, non riescono ad espellere il sale ingerito, il quale si accumula nell’organismo e causa un aumento dei liquidi corporei; ciò, di conseguenza, provoca un aumento della pressione arteriosa e un sovraffaticamento di cuore e reni.
Chi è affetto da insufficienza renale, dunque, dovrà definire anche la corretta quantità di sale da ingerire insieme al proprio medico. Infatti, non bisogna escludere completamente il sodio dalla dieta, in quanto è necessario al corretto funzionamento dei reni, ma bisogna semplicemente ridurne l’assunzione.
Sicuramente, in un regime dietetico iposodico, verranno eliminati totalmente i salumi e gli affettati, così come i cibi in scatola; tuttavia, la maggior parte del sale che assumiamo deriva dal condimento del cibo che cuciniamo. In caso di discreta restrizione di sodio (assunzione di 3-5 g al giorno): evitare l’aggiunta di sale durante la cottura dei cibi, ma, piuttosto, aggiungerlo successivamente alla cottura, poco prima di consumarli.
Leggi anche: Ricetta Pasta al Forno: Sapore Autentico
Oltre alle quantità di sodio, chi soffre di insufficienza renale deve ridurre anche l’assunzione di altri sali minerali, quali il fosforo ed il potassio. In realtà, per quanto riguarda il fosforo, la sua assunzione si riduce automaticamente seguendo un regime alimentare aproteico, in quanto esso si trova solo legato alle proteine.
Tuttavia, molto spesso, l’individuo affetto da insufficienza renale non riesce a seguire questo tipo di dieta per periodi di tempo eccessivamente lunghi, a causa della ripetitività degli alimenti selezionati. Una soluzione valida può essere quella di alternare la dieta aproteica ipofosforica e quella vegetariana con proteine complementari.
In questo modo, si eliminano i prodotti aproteici e si favorisce l’assunzione di proteine vegetali (a basso valore biologico), soddisfacendo il bisogno di amminoacidi grazie alla combinazione di cereali e legumi.
Altre Patologie e la Dieta Aproteica
L’insufficienza renale, a volte, può presentarsi in seguito ad alcune patologie genetiche che interessano i reni. In questa patologia, all’interno di entrambi i reni, si sviluppano un numero indefinito di cisti benigne, piene di fluido e tendenti a crescere di dimensioni.
Con il tempo, l’aumento del numero e delle dimensioni delle cisti tenderà a comprimere il tessuto renale fino a sostituirlo, provocando una grave insufficienza renale. Tra queste, vi è anche un corretto regime alimentare, che dovrebbe essere aproteico per non affaticare i reni.
Leggi anche: Pasta Cremosa Zucca e Salsiccia
Anche in caso di cirrosi epatica, la dieta può essere un valido aiuto nel trattamento della patologia. Il secondo stadio è detto di scompenso: in questa fase, la disfunzione epatica si aggrava ed iniziano a manifestarsi gravi sintomi che interessano le funzioni cerebrali e l’addome.
L’ascite, cioè l’accumulo di liquidi nell’addome: sebbene una quantità di liquido nell’addome sia fisiologico affinché non si crei attrito tra gli organi interni, quando il fegato non funziona più, si perde l’equilibrio tra il normale scambio fra quest’organo e la vena porta, provocando il versamento di liquidi nella cavità peritoneale.
Per prevenire questi scompensi, diventa fondamentale adottare un corretto regime alimentare! Infatti, il trattamento farmacologico per il morbo di Parkinson si basa sulla somministrazione di levodopa, un amminoacido neutro, che per essere assunto dall’organismo segue lo stesso percorso degli amminoacidi ingeriti con gli alimenti proteici.
Proprio per questo motivo, in soggetti affetti da Parkinson, la dieta aproteica è altamente consigliata al fine di garantire l’efficacia terapeutica del farmaco.
Occupiamoci adesso di chi vorrebbe cominciare a seguire una dieta ipoproteica allo scopo di perdere peso. Sebbene si trovino diverse diete che mirano a ridurre l’apporto proteico in maniera sbilanciata, in realtà, esse non possono essere seguite per tempi lunghi o, comunque, per perdere peso.
Tutt’altro, la dieta aproteica è consigliata a persone affette da determinate patologie e, quando è bilanciata, ci permette sicuramente di seguire uno stile di vita sano. Semplice!
Non ho mai mangiato una pasta così deliziosa! Ricetta alla romana, facile e veloce!
Alimenti e Condimenti nella Dieta Aproteica
Vuoi saperne di più? Alimenti da consumare moderatamente a causa del loro contenuto proteico (una porzione di 100 g a pranzo ed un’altra di 100 g a cena, oppure un’unica porzione di 200 g a pranzo o a cena, eliminando, però, il contorno nell’altro pasto), come asparagi, broccoletti, broccoli, carciofi, cavolfiore, cicoria, funghi, patate, scarola, sedano e spinaci.
Per quanto riguarda il condimento, si possono utilizzare spezie, come cipolla, pepe, peperoncino, ed aromi, come rosmarino, basilico, salvia, senza limitazioni sulle quantità. Stesso discorso vale per l’olio d’oliva, di cui si possono utilizzare le dosi comunemente consigliate (circa 6 cucchiaini), distribuite nei pasti di tutta la giornata. Infatti, olio, aceto ed altri aromi naturali hanno un contenuto proteico vicino allo zero!
E il metodo di cottura? Essi possono sostituire alimenti a base di cereali, come pane, pasta, biscotti e riso, così da ridurre l’apporto di proteine non nobili e da consentire porzioni maggiori di piatti contenenti proteine nobili.
Nonostante tutto quello che abbiamo detto, continui a dubitare del gusto degli alimenti aproteici? Allora non sai che, in realtà, questi prodotti hanno raggiunto elevati livelli di qualità e variabilità negli ultimi anni!
Stendere l’impasto in una teglia precedentemente unta con olio d’oliva, aiutandosi con le mani bagnate nell’olio. Davvero è possibile mangiare la mozzarella in carrozza in un regime aproteico? Certo! Adori la pasta e non vuoi assolutamente rinunciarci? Aggiungere la passata di pomodoro, un pizzico di sale o di peperoncino ed un pizzico di zucchero.
Olio extravergine d’oliva: q.b. Chi non ama il gusto inconfondibile delle patate al forno? Siamo giunti, infine, al dolce! Aggiungere il burro fuso freddo, la vanillina e la scorza di limone grattugiata.
Come abbiamo visto, preparare pietanze con alimenti aproteici non è molto diverso dal cucinare qualsiasi altro piatto. 30 g di pasta aproteica con verdure (N.B.
Come abbiamo più volte ribadito in questo articolo, la dieta aproteica va seguita solo sotto consiglio medico e da chi ne ha davvero bisogno. Mai affidarsi al fai da te, riducendo l’apporto proteico solo perché “qualcuno” ha detto che possono farci dimagrire!
Infatti, poiché le proteine sono molto importanti per l’organismo, un regime alimentare ipoproteico non è esente da effetti collaterali e rischi per la salute.
Effetti Collaterali e Rischi della Dieta Aproteica
Riduzione della massa muscolare: uno dei primi effetti collaterali della dieta aproteica è la riduzione della massa muscolare. Infatti, poiché il corpo ha bisogno degli amminoacidi per poter svolgere funzioni fisiologiche, in carenza di proteine, inizia a rompere le fibre muscolari per poter ottenere proprio gli amminoacidi da portare alle cellule in cui sono necessarie.
Debolezza del sistema immunitario: come abbiamo detto all’inizio, tutti gli anticorpi sono proteine. Inoltre, moltissime molecole dell’immunità, che sono in realtà proteine, lavorano tutte insieme per poter combattere gli agenti esterni che infettano il nostro corpo.
Siccome non c’è un deposito di tali proteine, ma, al contrario, esse vengono prodotte in base alla necessità, in caso di uno scarso apporto proteico, il corpo non ha la possibilità di sintetizzare queste molecole in presenza di un’infezione esterna, causata da virus e batteri.
Indebolimento delle ossa: uno scarso apporto proteico può causare anche un ridotto assorbimento del calcio a livello del tratto intestinale e, quindi, una maggiore escrezione di questo sale minerale attraverso le urine.
Cosa accade, allora? Per il nostro organismo, il calcio è molto importante, in quanto è necessario a tutte le cellule per svolgere importanti funzioni biologiche. Le ossa servono da deposito di calcio, affinché sia facilmente reperibile quando è necessario.
Tuttavia, un ridotto introito di calcio provoca l’utilizzo di quello depositato nelle ossa che, però, non viene adeguatamente rimpiazzato. Tutti i rischi che abbiamo elencato riflettono, appunto, la notevole importanza delle proteine per il nostro organismo.
Lo ripetiamo ancora: per non rischiare, prima di ridurre l’apporto proteico della nostra alimentazione, è necessario consultare un medico!
Esempio di Pasta Aproteica: AminòPasta
Un esempio di pasta aproteica è AminòPasta, con le seguenti caratteristiche:
- Descrizione: Pasta aproteica.
- Ingredienti: Amido di mais, fecola di patate, amido di riso; emulsionante: mono e digliceridi degli acidi grassi; cartamo. Prodotto in uno stabilimento dove si usano: latte, uova, lupino. Contiene solo proteine di origine vegetale.
Valori Nutrizionali (per 100g)
| Valore Nutrizionale | Quantità |
|---|---|
| Energia | 1.550 kJ/364 kcal |
| Grassi | 1,3 g |
| di cui acidi grassi saturi | 0,3 g |
| Carboidrati | 87,4 g |
| di cui zuccheri | 0,3 g |
| Fibre | 1 g |
| Proteine | 0,5 g |
| di cui fenilalanina | non superiore a 30 mg |
| di cui tirosina | non superiore a 20 mg |
| Sale | 0,05 g |
| Sodio | 20 mg |
| Potassio | 20 mg |
| Fosforo | 20 mg |
- Conservazione: Conservare in luogo fresco ed asciutto. Termine ultimo di conservazione dalla data di produzione, in confezione integra: 24 mesi.
Questi valori nutrizionali possono variare leggermente a seconda del marchio e della specifica formulazione della pasta aproteica. È sempre consigliabile consultare l'etichetta del prodotto per informazioni precise.
Le conchiglie aproteiche strizzano l’occhio al benessere. Provale con formaggi, verdure o per preparare paste fredde.La pasta aproteica di Giusto, e quindi anche le con rigate, si inserisce nel paniere di prodotti che fanno parte della terapia nutrizionale per la cura della malattia renale cronica.
AVVERTENZA IMPORTANTE: da utilizzare sotto il controllo del medico, che potrà stabilire la corretta dose del prodotto, in base all’età, il peso o la condizione medica del paziente. Il prodotto non è adatto per essere utilizzato come unica fonte di nutrimento.
tags: #Pasta