Come ho fatto ad assaggiare i panini di Donato Con Mollica o Senza nel suo nuovo locale di Milano? Ricorderete - è cronaca di questi giorni - le code chilometriche davanti al nuovo locale di Donato con mollica o senza in piazza Diaz.

Prevista per le 18, con una piccola folla già in fila dalle 17, la distribuzione dei panini alle 18.30 era già terminata. Non per esaurimento della materia prima paninara, visto che Donato aveva preparato per Milano 5000 panini da farcire (eventualmente) con mollica o senza. No: la polizia, che aveva comunque prudentemente chiuso la piazza alla circolazione, spostando i capolinea degli autobus, ha deciso di far chiudere il negozio.

E tutti a casa - o meglio, tutti ancora lì in attesa di una improbabile distribuzione di panini attraverso le grate della saracinesca. Venerdì sera sono arrivato poco prima delle 18.30, e tutto era già fermo. La folla iniziava a sfollare, ma in molti, appunto, attendevano sperando in un panino o anche solo in un selfie - da lontano - con Donato.

Coppie in età, torme di ragazzine e giovanotti, famigliole imbizzarrite, tutti a chiamare a gran voce Donato, a chiedere saluti a invocare selfie. Niente di male, intendiamoci - vagamente bizzarro, l’alone di “culto” che circonda Donato. A cui peraltro va riconosciuto il merito di avere creato un personaggio efficace e una macchina da panini in pochissimo tempo.

Comunque, folla all’inaugurazione, perdurante anche dopo il “paninus interruptus”. Tutti in coda il giorno dopo, con lunghe attese, già dalla mattina (apre alle 9, se non sbaglio). Stesse code anche la domenica in mattinata. Fatto non insolito per le aperture recenti, specie se con distribuzione di esemplari mangerecci gratuiti. Vedi l’inaugurazione della pizzeria di Ciro Cascella a Milano - e magari dopo Donato Con Mollica o Senza toccherà anche alla pizzeria di Salvatore Lioniello.

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Il locale è in pieno stile street food: nessun posto a sedere, una manciata di tavolini all’esterno. L’aspetto è quello di una bottega, prosciutti appesi, vetrine e frigo con salumi, creme e formaggi.

Quello di Milano l’ha appena aperto, nella centralissima piazza Diaz, proprio di fianco al Nepentha, mitico locale per paninari e sfitinzie, evocato con accento calabro in Drive In da Sergio Vastano. Domenica sera, con un freddo canino, c’erano un centinaio di persone fuori, in fila, di fronte all’incolpevole e ignaro monumento al carabiniere di Luciano Minguzzi.

Dentro la postazione di comando, quattro ragazzotti con maglietta del Napoli (sponsor Crypto-Exchange da un lato, la scritta Milano dall’altro) che tagliavano con braccio virile dei lunghi panini dall’aspetto sociale. Nessuna traccia del mitico Donato: “Arriva mercoledì, dovrebbe stare una settimana a Milano”. Avrà preso casa a City Life, vicino ai Ferragnez?

“Con mollica o senza?”. Una frase banale, una richiesta un po’ cretina, ripetuta ossessivamente. Comincia qui l’avventura di questo Donato. E’ il suo mantra, probabilmente nato per caso, poi maliziosamente ripetuto.

Come sono i suoi video? Di una noia allucinante. Tutti uguali. C’è lui che prende un grosso panino e con un coltellaccio, in guanti di plastica neri, lo taglia con decisione. Poi ci schiaffa dentro gli ingredienti. Fette gigantesche di mortadella, provola di Vico, melanzane arrostite, burrata sgocciolante.

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Nessun guizzo, nessun ingrediente speciale. Il cliente non si vede, è fuori campo. Lui accompagna il rito con qualche parola. Non ha una faccia memorabile, non dice cose memorabili, non fa nulla che non sia tagliare pane e imbottirlo. La violenza bruta della lama seghettata che sventra gli sfilatini. I video sono questa roba qui. Uno schiaffo ai content creator di tutta Italia. L’eterno ritorno dell’uguale. La forza ignorante del tormentone.

Con mollica o senza? A proposito, avevamo lasciato il Nostro alle prese con i peggiori titolari di sempre. Dopo aver tagliato panini per 21 anni nella stessa salumeria, Donato la lascia tutto abbacchiato, svillaneggiato dai proprietari. A questo punto compare un eroe, uno che dovrebbe essere presidente di Confindustria giovani: Steven Balasari.

Il tratto distintivo è che è il figlio del titolare del Number One, mitica discoteca del bresciano. Steven vede i video, legge che Donato è stato costretto a lasciare e lo chiama. Anzi gli offre soldi, tanti, pare 350 mila euro, per aprire un suo locale. Mica un benefattore, questo Balasari, piuttosto un genio.

Aprono il nuovo locale a Napoli e, otto mesi dopo, il 6 ottobre, il secondo a Milano. A un mese dall’apertura, le file non accennano a diminuire. Lunedì mattina Donato è a Napoli o a City Life, non si sa. Il ragazzo dietro il bancone non è proprio uguale a lui e non fa video.

“Com’è fatto il pane? E’ quasi soffiato. Qui a Milano gli sfilatini sono più croccanti rispetto a Napoli, stiamo cercando un nostro fornitore”. Prendiamo uno Steven, dal nome del socio. Una roba monstre, ci si mangia in quattro: mortadella, stracciata di bufala e crema di basilico. Il tipo chiede: “Vuole la crema di pistacchio?”. La vogliamo e via con una spennellata. Alla cassa saranno 2,5 euro, in aggiunta ai 10 previsti.

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Ne vale la pena? Bah, è un panino. C’è la mortadella, la bufala. Tutto quel che si è sempre messo nei panini. Normali panini. Niente di rivoluzionario. Niente lievito madre, niente alveolature, niente fighetterie.

Certo, questi sfilatini (sfilatoni) non hanno niente a che vedere con quegli ectoplasmi plastificati che troviamo in molti bar e dei quali sospettiamo una lunga sopravvivenza nel bancone frigo. Questi sono fatti al momento e serializzati. Sfornati in quantità industriale, ma lavorati in modo artigianale. Buonini, alla fine lievemente nauseanti per eccesso di abbondanza. Tutti uguali. Ipnotici. Solo poche variazioni, e deprecabili.

Come quando Donato dedica un panino al piccolo Nial, scomparso per un arresto cardiaco. Pensiamo con affetto a chi fa panini di qualità a Milano. Agli storici del bar Quadronno, al giapponese katsusando di Bentoteca, al nostro preferito di Porco Brado, con carne affumicata in legno di melo e di ciliegia e marinata con le spezie.

Qui da Donato non serve nulla: pane, guanti neri di plastica, coltello, fettacce di mortadella, bufala sgocciolante, un video che ti riprende. E uno slogan qualunque. Con mollica o senza? La domanda ci rimbalza di notte, rantola insieme ai pistacchi della mortadella e a brandelli di sfilatino. Non c’è una risposta sensata, come si fa a decidere?

«Scambi il panino con un iPhone?». La battuta è servita non sul piatto d'argento ma su un banco di salumeria. Lo scontrino segna 9,50 ed ecco fioccare le polemiche sul social video: è troppo o è giusto? O è semplicemente un problema di aumento generalizzato del costo delle materie prime?

Ma qual è il panino che Donato fa pagare 9 euro e 50 (comprensivo di una bottiglietta d'acqua)? Lui lo ha ribattezzato «il panino dello studente». È uno sfilatino contenente prosciutto cotto (la marca dell'insaccato è nota, è di una ditta del Piacentino) e mozzarella di bufala campana, prodotto Dop. Con prosciutto e mozzarella c'è anche la cosiddetta «crema tricolore».

Molti salumieri che propongono panini al banco usano queste creme fatte da loro, in questo caso si tratta di una miscela di ricotta di bufala, pomodoro secco, crema di pesto e pistacchio, fiordilatte di Vico Equense e tarallo napoletano. Alle rimostranze dei commentatori sui social che lamentano un prezzo eccessivo la risposta di Donato non si fa attendere: «Le materie prime aumentano ogni giorno.

HO FATTO UN ORA DI FILA PER CAPIRE CHE MANGIARE IL PANINO E’ L’ULTIMO MOTIVO CHE SPINGE MIGLIAIA DI PERSONE AD ANDARE IN UNA PANINOTECA. Il panino? Nulla di che, con condimenti ordinari, in più servito freddo. Nel 2024 capita anche questo: fare un’ora di fila per mangiare un panino sapendo che da quel panino non ci aspettiamo assolutamente nulla.

Ma allora perchè un centinaio di persone già a partire dalle undici di mattina si sono messe in fila con un freddo pungente per ordinare qualcosa di gastronomicamente banale? E perchè la fila c’è ogni giorno e a tutte le ore? Il panino sarà anche “gastronomicamete ordinario”, ma è “socialmente straordinario”.

Tanto basta. E la paninoteca in questione non è una qualunque. Anzi. Se 4 milioni di persone seguono Donato è perchè, nel fare un panino e nel recitare quella frase, diventata oramai iconica, trasmette sensazioni positive. Good Vibes, come si dice oggi. Tanto basta. Insomma, nessuno ha puntato la pistola in testa a nessuno per generare tutto questo movimento.

Il successo è stato tale che dopo il punto vendita di Napoli - da dove tutto è nato - è approdato a Milano in Piazza Diaz. Ed è qui che sono andato. Il negozio è piccolo, ma ultra studiato nei dettaglio, tutto è brandizzato con la faccia di Donato e del suo socio milanese Steven Basalari (imprenditore molto seguito sui social).

Due panini (un “Vesuvio erutta” e un “Nicolas”) e due coche, 28 euro. Dietro al bancone tre ragazzi intenti a fare panini. Con una svogliatezza domenicale chiedono a ripetizione se il panino va fatto “con mollica o senza“. Arriva il panino e a quel punto hai due opzioni: take away o mangiarlo nella saletta sotto. Opto per la seconda. E saletta sia.

Se non fosse per una gigantografia del Duomo di Milano con le caricature fumettate dei due proprietari sembrerebbe un locale mensa di un qualunque ospedale. Anonima, grigia, fredda. Ma anche di questo a nessuno sembra fregare nulla. L’importante è addentare, fotografare, postare e taggare. E il rito si ripete a suon di hastag.

Due ragazzine dal chiaro accento emiliano sedute accanto a me addentano il panino ma anzichè mangiarlo tutto lo incartano e lo mettono nella borsa. Scopro che lo porteranno ad una amica rimasta a casa. Così anche lei potrà godere dell’experience e fare due storie su Instagram. E io, ingenuo, che volevo recensire i panini. La cosa sarebbe assolutamente inutile, fuori tema.

La scritta che campeggia fuori dal locale “Prodotti tipici campani” ha poco appeal. Meglio “il muro del selfie” dove scattare il ricordo indelebile (che poi durerà 24 ore). Qui si viene per rivivere l’esperienza vissuta scrollando l’Iphone. Per toccare con mano il panino da milioni di like. Il panino è il trait d’union tra il reale e il virtuale. Non deve essere buono. Deve semplicemente esserci, se poi è instagrammabile ancora meglio.

Panino di Donato Con Mollica o Senza

E di chi fa panini acchiappa like. Chi è curioso di assaggiare le specialità di Donato De Caprio, il Donato di Con mollica o senza, e del suo socio Steven Basalari, non deve perdere l’inaugurazione in piazza Diaz, al civico 1, a due passi dal Duomo di Milano. Ci sarà un buffet gratis per tutti, compresi, va da sé, i panini di Donato, sempre ben farciti che siano con mollica o senza. Si possono personalizzare sia il pane che gli ingredienti, la spesa varia a seconda della qualità e della quantità dei prodotti. Per fare un esempio, un panino semplice, con solo un po’ di prosciutto, costa circa 2/3€.

L'assaggio a Milano: i panini di Donato, con mollica e senza mollica

Quindi: come sono questi panini? Per procedere a una valutazione “scientifica”, ne ho presi due: il Donato e il Nicolas. Uno con la mollica, Donato, uno senza, Nicolas.

Erano le 9.15 circa di lunedì mattina: a quell’ora, non c’era nessuno, o quasi. Istruzioni: oltre all’orario antelucano, o quasi, assicurarsi di ordinare prima il panino, e poi pagare alla cassa all’interno del negozio. Quindi, ritirare il panino.

Avvertenza: non è possibile sedersi ai tavolini di fronte al locale col panino da asporto - sono a pagamento, avverte gentilmente un (nerboruto) addetto alla security. Il Donato, con mollica, crudo di Parma, burrata, crema di pistacchio, l’ho preso in quanto panino-firma dell’omonimo proprietario (c’è anche uno Steven, ovvero Basalari, il socio).

Lungo, ciccioso (senza mollica è evidentemente più smilzo), il Donato di Milano è buono, ma nella norma. Nessuno, io men che meno, pretende che tutti i panini siano gourmet, ma che almeno abbiano qualcosa che li contraddistingue. In questo caso, non pervenuto: un panino buono, ingredienti buoni, e null’altro. Per di più, la crema di pistacchio era poco convincente, come gusto e abbinamento. Ma qui mi sa che entrano in gioco le mie idiosincrasie personali. In linea di principio non amo molto la pervasività dei pistacchi, specie in crema o come gelati, diventati un po’ come la rucola un tempo - o le nocciole da ultimo.

Come secondo panino, uno senza mollica, il Nicolas. Ovvero, prosciutto cotto, mozzarella di bufala, pomodori secchi. Qui però abbiamo un problema: non c’era prosciutto cotto, ma c’era del prosciutto crudo. C’era la mozzarella di bufala. Non c’erano i pomodori secchi, ma (ancora) la crema di pistacchio. Me lo hanno dato chiuso, e l’ho visto solo arrivato a casa. Anche qui, buono, pure se replica del precedente, ma.

Dietro il bancone, indaffarato, è comparso anche Donato: non sono riuscito a intercettarlo, impegnato com’era a dirigere i suoi ragazzi. I miei panini, con e senza mollica, me li ha fatti un giovanotto. A proposito: mentre li ordinavo, una vite è caduta ai miei piedi da non so dove. Raccolta e consegnata al ragazzo - che spero poi si sia cambiato il guanto con cui preparava i panini.

Il Menu e i Prezzi

Il menu di Donato con Mollica o senza a Milano comprende 13 panini, dagli 8 agli 11 €, 2 taglieri a 40/45 €. Prodotti senza tante etichette, ma comunque tutti più o meno in vetrina (e acquistabili). Donato. Pino Daniele. Mamma. Steven. Nicolas. Milano. Napoli. Vegetariano. Maradona. Vesuvio erutta. Donna Tiziana. Max il panino a 2 strati. 1° strato stracciatella di bufala e olive con mandorle. Panino Rossella. Tagliere Steven.

Ai panini, oltre alla scelta con mollica o senza, da Donato a Milano è possibile aggiungere creme varie, sott’oli, formaggi e stracciata (+ 2,50 €), burrata (+ 3,50 €), pecorini stagionati e affinati (+ 4,50 €).

I vari prodotti usati nelle farciture, salumi e formaggi, sono anche in vendita. Ci sono anche prodotti a marchio “Donato”Con Mollica o Senza” - pasta e olio troneggiano sul bancone.

Panino Prezzo (circa) Ingredienti Principali
Donato €9-11 Crudo di Parma, burrata, crema di pistacchio
Nicolas €8-10 Prosciutto cotto (o crudo), mozzarella di bufala, pomodori secchi (o crema di pistacchio)
Steven €10-12 Mortadella, stracciata di bufala, crema di basilico

Napoli. Donato. Steven. Mamma. Pino Daniele. Vesuvio erutta. I video sono diventati virali, grazie alla simpatia, alla creatività e ai panini abbondanti.

PANINO SALATO VS PANINO DOLCE DA DONATO

Cos’è successo a Donato Con mollica o senza prima di Milano?

La vita di Donato non è stata solo successo e felicità. Il 18 aprile 2023 ha vissuto una tragedia: la morte della madre, uccisa in casa sua, a Pianura, periferia Occidentale di Napoli. Un dolore immenso, ma gli alti e bassi sono stati tanti nella vita di quello che oggi è un imprenditore alle prese con l’apertura di Con mollica o senza a Milano.

Il titolare della salumeria Ai Monti Lattari, nel mercato della Pignasecca, non ha gradito la popolarità di Donato e gli ha imposto di non filmarsi più. Il salumiere, che all’epoca era solo un dipendente, ha accettato la decisione, ma non si è sentito più a suo agio in quel posto. Ha deciso di lasciare il lavoro per cercare nuove opportunità. Per un periodo è rimasto disoccupato continuando a fare video in casa per tenersi in contatto con i fan.

Com’è la storia del profilo cancellato e recuperato?

Un giorno ha usato l’account per sponsorizzare un’attività in contrasto con le regole del social, ovvero le scommesse.

La vita di Donato De Caprio ha avuto un altro colpo di scena con l’ingresso di Steven Basalari, un trentenne del Nord Italia, proprietario di una delle discoteche più note della Lombardia, il Number One di Brescia. Basalari, anche lui influencer, ha numerose attività nel settore del divertimento.

L’imprenditore bresciano ha fatto una cosa che a Napoli non si vede spesso: ha incontrato Donato e gli ha proposto una collaborazione. Donato ci ha messo la sua esperienza e Basalari, come farà anche per Con mollica o senza a Milano, i soldi.

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