Abruzzo e dolci: un connubio speciale che soddisfa i palati dei più golosi, ma non dimentica anche chi ama i sapori semplici e corposi. Mare, montagna, splendidi Parchi Nazionali e piccoli borghi: siamo in Abruzzo! Regione italiana situata tra il mar Adriatico e l’Appennino centrale, è meta di migliaia di turisti che non solo ne apprezzano i meravigliosi paesaggi, ma anche la sua lunga tradizione gastronomica che spazia dai famosi arrosticini al brodetto di pesce, fino a prodotti caseari d’eccellenza come il Canestrato di Castel Del Monte.
E la pasticceria? Caggionetti, parrozzo, uccelletti di Sant’Antonio… Se anche voi come me non ne avevate mai sentito parlare, allora non vi resta che proseguire con la lettura di questo articolo. Per assaggiare tutti i dolci che questa meravigliosa regione ha da offrire servirebbe un soggiorno di almeno 15 giorni. Del resto, per esplorare la gastronomia di una città ci vuole tempo, spazio (nello stomaco), e infine la voglia di lasciarsi stupire. È proprio quello che accade quando si assaggia per la prima volta una ferratella, o quando si taglia una fetta di parrozzo e il profumo di cioccolato e mandorle avvolge tutta la stanza con il loro inconfondibile aroma. Vi ho fatto venire fame? Partiamo dal dolce più antico della tradizione abruzzese: le ferratelle.
Le Ferratelle: Un Classico Intramontabile
Molto diffuse in tutta la regione, prendono il proprio nome dalla piastra su cui vengono cotte, appunto “il ferro”. Si potrebbero considerare una sorta di waffle (altro nome con cui vengono chiamati i goufre francesi) senza burro, fatte solo con farina, uova, zucchero, olio extravergine di oliva, un pochino di lievito e scorza di limone. Incluse nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali abruzzesi e laziali (i PAT), hanno tradizionalmente una forma quadrata o rettangolare (a seconda dello stampo utilizzato). Sembra che la loro origine venga fatta risalire al periodo romano e a un dolce chiamato Crustulum. Nel tempo, però, sono diventate cosi conosciute, che potete facilmente trovarle sia nei negozi locali che online in ogni momento dell’anno.
Cialde croccanti o morbide, cosparse di marmellata d’uva o gustate da sole, le ferratelle possono essere assaporate in vari modi e sono un tipico dolce abruzzese del periodo natalizio che abbonda nelle tavole tra una tombolata e l’altra. Inoltre, un tempo, il ferro era più di un semplice “accessorio” culinario: forgiato dai fabbri del paese, veniva donato in dote alle spose. La loro preparazione è semplice, ma il risultato non delude le aspettative di questo dolce così famoso: gli ingredienti di base sono la farina, le uova, lo zucchero, l’olio e gli aromi (come la scorza di limone e la vanillina ). Per gustarle nella maniera più semplice possiamo anche solo guarnirle con dello zucchero a velo sopra.
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Ferratelle Abruzzesi, un classico della tradizione.
Il Parrozzo: Un Omaggio al Pane Rustico
Se Verona è la patria del pandoro e prima ancora del Nadalin, l’Abruzzo si può considerare la terra in cui nacque il parrozzo. Originario di Pescara, a idearlo fu il pasticciere Luigi D’Amico nel 1920, a cui venne l’idea di preparare un dolce che avesse le sembianze del pane rustico, detto appunto “pane rozzo” in occasione delle festività natalizie. Fu così che per ricordare il giallo del grano turco creò una massa a base di uova e farina di mandorle, mentre sostituì il colore scuro della crosta di pane uscito dal forno con una glassa al cioccolato fondente. Si narra che il primo a cui D’Amico fece assaggiare questo dolce fu Gabriele D’Annunzio, il quale dedicò proprio al parrozzo uno dei suoi madrigali.
Parrozzo Abruzzese, un dolce con una storia affascinante.
Caggionetti (o Calcionetti): Ravioli Dolci Fritti
Anche chiamati “li caggiunitt” in dialetto, i calcionetti (o caggionetti) sono dei dolcetti fritti e farciti che assomigliano a dei piccoli calzoni o a dei ravioli dolci. Tradizionalmente vengono preparati nel periodo natalizio e la loro paternità è contesa tra teramani e sansalvesi, anche se vengono proposti in tutte le zone della regione e con un ripieno che varia da città a città: a Chieti a base di ceci, a L’Aquila con le mandorle, mentre a Teramo si tende a usare la crema di castagne. Ma con il tempo si sono diffuse anche le versioni con la marmellata d’uva, fino ad arrivare all’ormai immancabile Nutella.
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Uccelletti di Sant'Antonio: Dolci a Forma di Uccellino
Proseguiamo con gli uccelletti di Sant’Antonio, dolcetti tipici del teramano e che tradizionalmente si preparano il 17 gennaio per festeggiare Sant’Antonio Abate (protettore degli animali). Ecco il perché della loro forma a uccellino, che racchiude un ripieno a base di mosto cotto, mandorle, cioccolato fondente, cannella o biscotti sbriciolati. Insomma, un vero concentrato di sapori! Le diverse versioni variano da famiglia a famiglia, mentre a restare invariati sono gli ingredienti dell’impasto: soltanto vino bianco, olio di semi e farina, a cui si possono aggiungere anche alcuni cucchiai di zucchero. Non ci sono dubbi sul fatto che la loro dolcissima forma li renda dei dolcetti a dir poco irresistibili, tanto che, da quanto sono belli, è quasi un peccato mangiarli!
Sfogliatelle Abruzzesi: Una Variante Regionale
Se anche voi pensavate che le sfogliatelle si mangiassero soltanto a Napoli, dopo aver letto questo articolo dovrete ricredervi. Durante il periodo di Natale, infatti, in Abruzzo è tradizione preparare le tipiche sfogliatelle abruzzesi, dolcetti fritti che insieme ai calcionetti e al parrozzo rendono uniche le festività natalizie di ogni famiglia. La principale differenza con le cugine napoletane è racchiusa nel ripieno, che consiste nella scrucchiata abruzzese (ovvero una confettura d’uva nera del tipo Montepulciano) e nella sfoglia, fatta con il vino bianco e non con lo strutto. Ma anche in questo caso la ricetta varia di famiglia in famiglia, e c’è chi al ripieno aggiunge anche mandorle o noci, chi un po’ di liquore e chi della cioccolata fondente in pezzi.
Castagnaccio: Un Dolce Autunnale Semplice e Saziante
Il castagnaccio è un dolce senza glutine, senza lattosio, corposo e composto da ingredienti semplicissimi. E’ un tipico dolce autunnale “povero” che ritroviamo in quasi tutta l’Italia settentrionale e centrale e quindi, ovviamente, anche in Abruzzo. Facile da realizzare, dolce altamente saziante, fa contenti gli amanti dei dolci che amano sperimentare nuovi sapori. Per sperimentare la ricetta più antica vi basterà avere con voi solo due ingredienti: la farina di castagne e l’acqua. Quando, però, arrivava la stagione della spremitura delle olive, si aggiungeva dell’olio extra vergine di oliva all’impasto.
Castagnaccio Abruzzese, un dolce autunnale ricco di sapore.
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Tarallucci Dolci: Un'Influenza Pugliese con un Tocco Abruzzese
I tarallucci, si sa, sono di origine pugliese, ma troverete la loro versione salata anche in Abruzzo. Gli ingredienti, semplici ed essenziali, rimangono gli stessi e, quindi, sono farina, olio extra vergine di oliva, vino bianco e sale. Al contrario dei taralli salati, però, bisogna esser bravi non solo a creare l’impasto, ma anche nella preparazione del ripieno equilibrando i vari sapori che lo compongono.
Se volete sperimentarli in casa prendete nota del procedimento: per preparare l’impasto si mescolano semplicemente tutti gli ingredienti e si lavora il composto fintanto che non si crea un panetto omogeneo, quindi con una consistenza né troppo dura né troppo molle. A questo punto occorre prendere il ripieno precedentemente realizzato. Se avete tempo preparatelo la sera prima: amalgamate, quindi, la marmellata, il cacao, le mandorle i biscotti secchi che avrete tritato e il mosto cotto o marsala. Fate cuocere tutto, mescolando, a fuoco basso fino a far alzare le classiche bolle. Ma torniamo al punto in cui l’impasto e il ripieno sono pronti. Una volta stese le strisce di impasto, inseritevi sopra porzioni di ripieno intervallate tra di loro. Ripiegate la striscia di impasto su se stessa in modo tale da “chiuderla” e formate delle mezze lune con l’aiuto di un tagliapasta. Avete quasi terminato i vostri tarallucci abruzzesi: ora che sono cotti passateli prima in una ciotolina con dell’acqua e subito dopo nello zucchero semolato. In consiglio in più: non vi piace solo la marmellata d’uva come base di ripieno? Unitela alla marmellata di pesca o susine.
Tarallucci Dolci Abruzzesi, un tocco di dolcezza dalla Puglia.
Mostaccioli: Un Tripudio di Cioccolato e Spezie
Proseguiamo con i mostaccioli, dolcetti a forma di rombo caratterizzati da una golosissima copertura al cioccolato fondente, ormai famosi in tutto il sud Italia. Ma veniamo alla versione abruzzese, in cui - ormai l’abbiamo capito - il mosto cotto è un ingrediente imprescindibile, tanto da essere presente in quasi tutte le preparazioni dolciarie. Elemento fondamentale dell’impasto insieme a mandorle, farina, miele e cacao, è proprio questo ingrediente a dare il nome ai mostaccioli, che con la loro ricchezza aromatica riescono a conquistare tutti gli amanti del connubio cioccolato e spezie.
Pizza Dolce: Una Torta Festiva e Colorata
Si chiama pizza dolce, ma non ha niente a che vedere con la classica versione della pizza farcita con la nutella. Si tratta infatti di una torta a base di pan di Spagna farcita con crema pasticciera e al cioccolato e bagnata da 2 a 4 tipi di bagne differenti, tra cui rum e alchermes. È un dolce che in Abruzzo si prepara nelle occasioni speciali come compleanni e matrimoni, ma anche la torta della domenica che riunisce tutta la famiglia a tavola. Decorata con ghiaccia reale, mandorle a scaglie e codette di zucchero, mette allegria soltanto a guardarla.
Pupa e Cavallo: Dolci Pasquali con un Significato Profondo
Arriviamo ora al periodo pasquale, dove in Abruzzo si prepara un dolce tipico che tradizionalmente veniva regalato alle famiglie dei futuri sposi, in occasione del fidanzamento ufficiale: la pupa e il cavallo. Si tratta di una preparazione a base di pasta frolla che risale all’800, la cui simbologia ha assunto nei secoli il significato di risurrezione tanto da rendere questo dolce il protagonista della pasqua abruzzese. Con il tempo si sono aggiunte all’impasto delle uova sode avvolte in due strisce di pasta intrecciate come significato di rinascita e unione, anche se per alcuni questo riporterebbe a un concetto di fertilità. Ad ogni modo, se siete amanti della pasta frolla e fino a questo momento vi siete cimentati soltanto nelle casette di marzapane, allora dovete assolutamente provare a realizzarla a forma di pupa e cavallo.
Sise delle Monache: Un Dolce con una Forma Particolare
Le sise delle monache sono dolcetti a forma di seno da non confondere con i sospiri di Bisceglie o le tette delle monache, originarie della città di Altamura. A differenza delle versioni pugliesi, infatti, questo dolce abruzzese nato nel comune di Guardiagrele, in provincia di Chieti, è tipicamente costituito da tre piccole cupole che secondo alcuni farebbero riferimento all’ampio pettorale bianco delle monache che faceva immaginare avessero tre “sise” e non due, mentre secondo altri ai tre massicci montuosi abruzzesi più alti della catena appenninica: il Gran Sasso d’Italia, la Majella e il Sirente-Velino. Costituiti da pan di Spagna ripieno di crema pasticceria e spolverati da zucchero a velo, non sono ricoperti da una glassa in superficie come nel caso dei sospiri di Bisceglie e si trovano nelle pasticcerie in qualsiasi periodo dell’anno.
Cicerchiata: Un Classico del Carnevale
Terminiamo la nostra carrellata con un dolce tipico questa volta del periodo del carnevale: la cicerchiata. Si tratta di un dolce molto ricco che si prepara con un impasto a base di farina, uova, zucchero e olio, da cui si ricavano delle palline da friggere in olio d’oliva o strutto. Una volta fritte, si ricoprono poi con il miele e vengono disposte su un piatto a formare una corona. E voi conoscevate questi dolci tipici della tradizione abruzzese? In questa guida ti presentiamo tre particolari dolci tipici abruzzesi: i bocconotti, famosi in tutta Italia e di cui, probabilmente, avrai sentito parlare, la cicerchiata, tipica di carnevale e i pepatelli, sfiziosi dolcetti che nascondono un insospettabile ingrediente ( indizio: si trova anche all’interno del loro nome).
Non lasciatevi confondere: nonostante il nome evochi la presenza dei ceci, la cicerchiata è tutto forchè un dolce a base di ceci. Quello che può trarre in inganno è, effettivamente, il suo aspetto simile ad una ciambella formata da, quelli che sembrerebbero, tanti piccoli ceci. In realtà, si tratta di tante palline di composto unite tra loro dal miele fuso e poi fatto raffreddare. A chi possiamo dare il merito di aver inventato questo dolce? E’ veramente difficile trovare una risposta a questa domanda che metta d’accordo tutti. Una cosa è certa: oggi la cicerchiata è riconosciuta come un prodotto agroalimentare tradizionale per l’Abruzzo, le Marche ed il Molise. Queste regioni, a cui però aggiungiamo anche l’Umbria, si contengono il primato di terra d’origine della cicerchiata.
In molti pensano che sia stato l’Abruzzo è darle i natali grazie alla sua storica produzione di miele di alta qualità. In ogni caso, a tutti piace il particolare sapore di questo dolce, aromatico e che si scioglie in bocca, soprattutto nelle varianti colorate dove vengono aggiunti zuccherini decorativi e mandorle. A guardarla bene la cicerchiata è molto simile agli struffoli napoletani, tipico dolce partenopeo di natale composto, però, da palline più grandi rispetto al nostro dolce abruzzese. ora è arrivato il momento di creare le nostre palline. Il consiglio: possiamo anche comprare dei pirottini colorati e inserire le nostre porzioni di cicerchiate dentro per poi ricoprirle con zuccherini colorati. Questa versione è molto gettonata soprattutto nelle feste per bambini. Anche in questo caso un ingrediente importante è il miele che deve essere sempre di qualità.
Cicerchiata Abruzzese, un dolce carnevalesco irresistibile.
Ferratelle abruzzesi, ricetta originale di mia nonna. Chef Laura Quintavalle
Bocconotti: Piccoli Bocconi di Piacere
Il loro nome deriva dal modo in cui si usava consumarli e, cioè, assaporandone il gusto in un boccone, viste le loro piccole dimensioni. I bocconotti, infatti, furono concepiti come dolcetti grandi tanto quanto una tazzina da caffè. Cosa ha dato vita a questo dolcetto che piace a tutti? Vedendo, però, che il ripieno risultava troppo liquido, aggiunse le mandorle e le uova. I bocconotti sono perfetti anche per chi desidera un dolce senza lieviti e burro. La lavorazione richiede tempo, manualità e particolarmente importante è riuscire a trovare il giusto equilibrio di sapori per il ripieno.
I bocconotti sono dei dolcetti tipici della tradizione abruzzese. I bocconotti sono diffusi in diverse zone dell’Abruzzo e i nostri si ispirano a quelli della tradizione teramana, nel paese di Montorio al Vomano. Per preparare questi dolcetti occorrono pochi ingredienti: procuratevi la scrucchiata, una confettura realizzata esclusivamente con uva Montepulciano, senza aggiunta di ulteriori zuccheri. La scrucchiata viene poi arricchita con mandorle tostate, cioccolato fondente, cannella e scorza grattugiata di limone. Il guscio dei bocconotti è una pasta frolla a base di olio (di semi o un extravergine leggero) e ricca di tuorli. La preparazione non richiede difficoltà, ma per confezionare i bocconotti non occorre stendere la pasta frolla: prelevate piccole palline di impasto e rivestite gli stampini direttamente con le mani.
Preparate il ripieno: tritate finemente il cioccolato e le mandorle; uniteli alla confettura, aggiungete la scorza grattugiata di ½ limone, la cannella e mescolate. Rompete l’uovo in una ciotola, aggiungete i tuorli, lo zucchero e la scorza grattugiata di ½ limone. Aggiungete l’olio e, continuando a mescolare, aggiungete la farina. Prelevate piccole palline di impasto e rivestite gli stampini modellando la frolla con le mani. Farcite con un cucchiaino abbondante di ripieno. Ricoprite i bocconotti con altro impasto, modellando sempre con le mani. Completate fino ad esaurimento degli ingredienti. Cuocete i bocconotti nel forno preriscaldato a 180°C per circa 15 - 18 minuti, o fino a leggera doratura.
Pepatelli: Un Dolce con un Tocco Piccante
L’ingrediente inaspettato, invece, che conferisce la particolarità al loro nome è il pepe. Potete mettervi all’ opera con solo 5 ingredienti: farina, miele, mandorle, arancia, pepe nero macinato. Come fare? continuare l’impasto a caldo su una spianatoia precedentemente infarinata. stendere i panetti su una teglia antiaderente e inserirli in forno pre riscaldato. Controllare spesso i dolci per evitare che si brucino.
Oltre a questi, l'Abruzzo offre molti altri dolci tradizionali. I soffioni abruzzesi sono un dolce tipico dell’Abruzzo. La mud cake (torta di fango) è un dolce di origine anglosassone, una torta molto compatta e gustosa a base di cioccolato fondente. I cannoli siciliani sono dolci tipici della pasticceria siciliana. La cicerchiata è un tradizionale dolce di Carnevale, simile agli struffoli: palline di pasta fritte e ricoperte di miele e mandorle! Il quindim è un dolce molto popolare in brasile, di derivazione portoghese e si presenta come un flan. Le zeppole di San Giuseppe al forno sono una deliziosa variante dei tipici dolci fritti dedicati alla Festa del Papà, il 19 marzo!
| Nome del Dolce | Periodo Tipico | Ingredienti Principali | Caratteristiche |
|---|---|---|---|
| Ferratelle | Natale | Farina, uova, zucchero, olio | Cialde croccanti o morbide, cotte su ferro |
| Parrozzo | Natale | Uova, farina di mandorle, cioccolato | Torta con glassa al cioccolato fondente |
| Caggionetti | Natale | Pasta fritta, ripieno variabile (ceci, mandorle, castagne) | Simili a ravioli dolci fritti |
| Cicerchiata | Carnevale | Palline di pasta fritte, miele | Palline unite a forma di ciambella |
| Pupa e Cavallo | Pasqua | Pasta frolla, uova sode | Dolci decorativi a forma di pupa e cavallo |