Sarà per la curiosità verso ciò che è diverso dalle nostre tradizioni, per il desiderio di sperimentare i cibi che, sin da bambini, abbiamo visto in serie tv e cartoni animati, o per la voglia di “premiarsi”, ogni tanto, con qualcosa di golosissimo. Sta di fatto che il cibo made in USA esercita spesso un fascino particolare su di noi e questo vale sia per le preparazioni salate che dolci. Che in America non ci vadano leggeri col cibo, lo sappiamo. E anche sulla colazione non scherzano perché la prendono molto sul serio: oltreoceano è un pasto abbondante e variegato, dalle porzioni enormi, con sciroppi su qualunque cosa, e burro e zucchero come se piovesse… Ecco, se state cercando dei dolci “leggeri” e salutari, siete nel posto sbagliato: ma ogni tanto - e con moderazione - è giusto concedersi uno strappo alla regola, gustandosi del comfort food. Non solo per colazione, si intende, ma anche come spuntino di metà pomeriggio o come dessert di fine pasto da servire ai propri ospiti. Perché allora non provare dei cioccolatosissimi cookies, una meravigliosa fetta di apple pie o dei soffici brownies? La bella notizia e che, oltre che buoni, questi dolci sono anche facili da preparare e ideali per una bella ricarica di buonumore. Scopriamo allora 10 ricette e qualche curiosità sulla loro nascita. Del tipo, sapevate che i cookies sono nati per caso? O che Biancaneve preparava l’apple pie? Be’, per queste e altre curiosità, continuate a leggere.

Dolci Americani

Pancakes

Se diciamo “pancakes”, a tutti probabilmente vengono in mente le immagini dei film americani, dove si vede la classica famigliola felice che, la mattina, si riunisce attorno al tavolo per fare colazione con una torre di queste specie di frittelle ricoperte di sciroppo d’acero. Anche se non si tratta di una preparazione inventata proprio in territorio americano (pare che sia originaria della Grecia, come vi abbiamo parlato nell’articolo sulla storia dei pancakes), è però lì che la ricetta si evolve e si differenzia dalle varianti europee, grazie all’aggiunta di un ingrediente: il baking powder, ossia il lievito chimico inventato alla fine del XIX secolo. Così, da quel momento, i pancakes conquistano le case e le tavole calde, diventando una ricetta statunitense a tutti gli effetti. Simili alle crêpes, si tratta in realtà di sofficissime frittelle, spesse circa 3-5 mm e, secondo la tradizione americana, entrambi i lati devono presentarsi di un omogeneo color bruno, senza però bruciare la pastella. La parte divertente di questa ricetta è che è molto versatile e può essere realizzata in mille modi: se la classica è con sciroppo d’acero o con una cascata di frutti di bosco freschi, ne esistono infinite versioni, che prevedono la frutta nell’impasto, oppure ricoperti di cioccolato o, addirittura, salati.

Dividete i tuorli dagli albumi, e montate questi ultimi a neve fermissima. Aggiungete i liquidi ai solidi: girate con la frusta a mano per pochi secondi. Incorporate con delicatezza anche gli albumi con una spatola, facendo movimenti lenti dal basso verso l’alto per non smontarli. Ungete con un filo d’olio di semi una padella antiaderente e scaldatela a fuoco medio. Ora inizia la cottura: aspettate finché sulla superficie non inizieranno a comparire delle bollicine e i bordi risulteranno asciutti. Quindi, capovolgete la frittella e togliete dal fuoco solo quando entrambi i lati risulteranno ben dorati e il pancake sarà lievitato, arrivando a circa 1 cm di spessore. Ripetete i passaggi fino a quando tutta la pastella non sia esaurita.

Pancakes

Cupcakes

Per una gustosa merenda o una festa per bambini, cosa c’è di meglio di simpatici e coloratissimi cupcakes? Partiamo subito da una premessa: anche se apparentemente simili, muffin e cupcakes non sono la stessa cosa. I muffin nascono in Inghilterra, mentre i cupcake sono originari degli Stati Uniti e si chiamano così proprio perché in origine venivano cotti in piccole tazze. La loro superficie piatta si presta per essere guarnita in tanti modi, ad esempio con glassa, panna montata e altre decorazioni, ed è proprio questa una delle peculiarità di questi dolcetti. Qualcosa sulla loro storia? Noi non riusciamo a resistere alla tentazione di provarli, anche perché la ricetta è davvero molto facile, per cui non vediamo l’ora di condividerla con voi.

Per prima cosa, montate il burro con lo zucchero. Quando il tutto si sarà amalgamato bene, potete versare l’impasto all’interno dei pirottini di carta riempiendoli per circa metà. Portate il forno alla temperatura di 180°C e infornate, facendo cuocere per circa 15 minuti. Preparate ora la crema di burro. Usando le fruste elettriche montate il burro per ammorbidirlo, dopodiché versate lo zucchero a velo e un cucchiaino di estratto alla vaniglia. Sbattete il tutto con le fruste elettriche per amalgamare bene, aggiungendo anche il latte.

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Cupcakes

Cookies

Se parliamo di biscotti, invece, i più famosi e copiati al mondo sono senz’altro loro, i cookies! Queste bontà rotonde, leggermente schiacciate, rappresentano la quintessenza della pasticceria americana, e come moltissime ricette la sua invenzione fu totalmente casuale. Siamo negli anni ‘30, in Massachusetts, dove Mrs Ruth Wakefield era solita preparare dei biscotti al burro da servire ai clienti del suo lodge tra Boston e New Bedford, il Toll House Inn. Ma durante la preparazione, ci fu un imprevisto: la Wakefield si accorse che mancava un ingrediente fondamentale, il Baker’s chocolate, ossia un tipo di cioccolato amaro ed estremamente scioglievole. Cosa fare? La ricetta fece il giro degli States e Wakefield diventò famosissima, al punto che lo stesso Andrew Nestlé, assistendo a un incremento vertiginoso delle vendite della sua baretta Nestlé Semi-Sweet Chocolate Bar, decise di recarsi al Toll House Inn a conoscere Ruth, e i due stipularono un vero e proprio contratto. L’azienda dolciaria, nel 1939, lanciò sul mercato un nuovo prodotto, le “chips”, ossia le gocce di cioccolato già pronte all’uso, e Wakefield ottenne una fornitura di cioccolato a vita e l’autorizzazione a stampare la sua ricetta sul retro delle confezione di chocolate chips, con il nome The Famous Toll House Cookie.

La ricetta è quella originale di Ruth Wakefield, ovviamente convertendo attentamente le dosi da “cup” a grammi. Aiutandovi con due cucchiaini, create delle piccole palle di impasto e sistematele su una teglia ricoperta di carta da forno. Lasciate riposare in frigorifero per circa un’ora e poi procedete con la cottura in forno precedentemente riscaldato a 180° per circa 10/12 minuti.

Cookies

Brownies

Un godurioso viaggio nel cioccolato, attraverso un tortino dal sapore intenso e la consistenza che si scioglie in bocca. Stiamo parlando dei brownies, un altro dolce tipico statunitense che i chocolate lovers non possono non conoscere e non aver mai assaggiato! Quanto alle origini, questi quadrotti morbidi e golosi, dal cuore umido e soffice e la superficie croccante, sarebbero nati a Chicago a fine Ottocento, per la precisione al Palmer House Hotel, su richiesta di Bertha Palmer, filantropa e donna particolarmente influente all’epoca (l’hotel era un regalo di nozze del marito Potter Palmer). La donna avrebbe richiesto alla cucina del Palmer House di realizzare un dolce che fosse facile da confezionare e trasportare per le donne che avevano partecipato alla Chicago World’s Columbian Exposition del 1893, evento che fu molto importante a livello sociale e culturale. Sarebbero nati così i brownies, anche se allora non si chiamavano in questo modo, acquisendo il nome solo successivamente.

Il Palmer House Hotel propone ancora oggi quella che sarebbe la ricetta originale ideata oltre un secolo fa.

Brownies

Donuts

E se vi dicessimo che i donuts (o doughnuts), le celeberrime “ciambelle di Homer” ricoperte di glassa, hanno origine olandese? Ebbene sì: questa golosa preparazione, ormai diffusa in tanti Paesi dell’Occidente, discenderebbe infatti dalle olykoecks, delle frittelle di forma rotonda che i coloni olandesi avrebbero portato negli Stati Uniti. Queste ultime, però, non presentavano la classica forma ad anello che siamo abituati a vedere nelle ciambelle americane. A tal proposito, esistono diverse storie riguardo alla presenza del buco, gran parte legate a Hanson Gregory, capitano navale del New England nell’Ottocento. La leggenda narra che la madre fosse solita preparare questi dolci per lui e per l’equipaggio e che un giorno, per avere le mani libere, il capitano abbia infilato il donut che stava mangiando su un’impugnatura del timone, creando così il famoso buco. Secondo un’altra versione, invece, tutto sarebbe nato dall’esigenza di far sì che le ciambelline si cuocessero meglio e più in fretta.

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Donuts

CIAMBELLE FRITTE Ricetta Facile - Fatto in Casa da Benedetta

Apple Pie

A proposito di modi di dire sul cibo, in America esiste l’espressione “as american as an apple pie” per indicare proprio qualcosa di tipicamente americano. L’apple pie, ossia la torta di mele, è diventata, con gli anni, un vero e proprio simbolo degli States, protagonista dei pranzi in famiglia e delle festività, accompagnata con il gelato alla vaniglia: il legame con il Paese è talmente forte che viene infatti comunemente chiamata “american pie” a sottolinearne proprio l’appartenenza. Eppure, la ricetta non è di origine americana: pare che sia stata “inventata” in Inghilterra, intorno al 1390, quando si trova una ricetta contenuta in un ricettario del cuoco di corte del Re d’Inghilterra Riccardo II. La ricetta viene esportata dai primi pellegrini nel Nuovo Mondo - a Jamestown, nel New England - nel XVII secolo e qui si evolve e diffonde, ottenendo fama e fortuna. Sembra, infatti, che durante la Guerra Civile americana, entrambi gli schieramenti, dell’Unione e dei Confederati, fossero intenti a sfornare torte di mele nelle retrovie. Nel 1902, il New York Times definisce l’apple pie il “il sinonimo americano di prosperità” e, durante la Seconda Guerra Mondiale gli americani partivano in battaglia combattendo “for mom and apple pie”. Ma non è finita qui: si vede che Walt Disney era goloso di torta di mele, perché questo dolce ritorna in molti cartoni Disney che hanno fatto la storia, in primis in Biancaneve e i sette nani del 1937. Da Biancaneve e Nonna Papera alle vostre tavole, direttamente! Questa è una ricetta che richiede un po’ più di tempo, ma ne varrà senz’altro la pena.

Il primo passo è la preparazione dell’impasto per la base e per la copertura della torta. Riempite circa mezzo bicchiere d’acqua fredda e, lentamente, versatela sull’impasto: lavoratelo fino a formare una palla. Nel frattempo, passate a occuparvi del ripieno: lavate le mele, sbucciate e tagliatele a fettine molto sottili. Trascorsa la mezz’ora, estraete dal frigo il panetto e dividetelo in due parti, perché l’idea è quella di creare la base della torta più grande rispetto alla “chisura” superiore della torta. Aiutandovi con il mattarello, stendete la pasta formando due dischi: riponete il più grande su una tortiera di circa 24 cm di diametro, precedentemente imburrata e infarinata. Con una forchetta, bucherellate la base dell’apple pie, poi versateci sopra il ripieno di mele, ricoprendo tutta la superficie, creando una sorta di “cupola”. Con i ritagli di impasto avanzati, create una sorta di cordoncino, che vi servirà a coprire il bordo esterno della torta, a scopo decorativo. Con un coltello, praticate dei tagli sulla cupola: questo accorgimento serve per far uscire il vapore dall’interno della torta. La particolarità è che ci si può sbizzarrire con la fantasia e formare vari disegni (ce ne sono di tutti i tipi!). Mettete in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti, facendo attenzione che non si bruci troppo sulla superficie. Trascorso questo tempo, la vostra apple pie sarà pronta.

Per seguire la ricetta tipica, preparatela impastando velocemente 300 g di farina 00, una presa di sale, un cucchiaino di zucchero, 200 g di burro freddo a pezzi. Unite a filo un cucchiaio di aceto di mele e quattro cucchiai di acqua fredda e impastate ancora per un minuto. Quindi, trasferite l’impasto su una spianatoia, appiattitelo, avvolgetelo nella pellicola da cucina e mettetelo in frigo per un’ora. Per la farcia, mescolate in una terrina 8 mele (tra granny smith e fuji) tagliate a spicchi, con lo zucchero, il succo di un limone, una presa di sale, un cucchiaino di cannella, uno di noce moscata e uno di chiodi di garofano in polvere. Lasciate riposare per 30 minuti. Quindi, scolate e mettete il succo in un pentolino con 50 g di burro, fino a ottenere uno sciroppo. Aggiungete alle mele 20 g di maizena e unite lo sciroppo. Quindi, rivestite una tortiera con metà dell’impasto e riempitela con il ripieno, coprite con l’altra sfoglia di pasta e lasciate la torta in frigo per mezz’ora. Prima di infornarla, spennellate con un uovo sbattuto e spolverizzate con lo zucchero. Fate quattro tagli al centro della torta per far uscire i il vapore durante la cottura e infornate a 215°, sul livello più basso del forno per 45-55 minuti. Servitela tiepida con una pallina di gelato alla crema.

Apple Pie

Pecan Pie

Scommettiamo che l’avete sentita nominare meno spesso rispetto agli altri dolci visti finora, ma la Pecan pie è un altro grande classico americano. Un dolce gustoso, il cui ingrediente principale sono appunto le noci Pecan - una tipologia di noci coltivata soprattutto negli Stati Uniti, in Brasile, in Australia, in Israele e in piccola parte anche in Italia - tipiche specialmente della cucina del sud degli Stati Uniti. Preparazione immancabile sulle tavole durante festività come il Ringraziamento o il Natale, ma anche come dessert e spuntino goloso in altri momenti dell’anno, si pensa sia stata inventata da cuochi francesi giunti a New Orleans dopo aver scoperto queste noci dai nativi americani, anche se le ipotesi sulle origini sono controverse. Che ne dite di stupire i vostri ospiti con un dolce diverso dal solito e che forse non hanno mai avuto modo di assaggiare?

Partite dalla base della torta: versate in una ciotola il burro freddo, la farina, il sale e lo zucchero e impastate il tutto con le mani, fino a raggiungere una consistenza simile alla sabbia. A questo punto aggiungete l’acqua che, ricordiamo, deve essere molto fredda, e continuate a impastare fino a ottenere un composto compatto. Ora occupatevi del ripieno: unite in una ciotola le uova intere, lo zucchero, il burro fuso, lo sciroppo d’acero, un po’ di sale e di cannella e mescolate con una frusta a mano (questa ricetta non lo prevede, ma ci sono anche versioni in cui nel ripieno vengono inserite le noci Pecan tritate). Imburrate i bordi di una tortiera di circa 24 cm di diametro e posizionate sulla base della carta da forno, dopodiché foderatela con la pasta che avete appena steso. Bucate la base con i rebbi della forchetta e cercate di tenere il bordo della torta non troppo basso per non far uscire il ripieno.

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Pecan Pie

Cheesecake

Per ritrovare le origini della cheescake, invece, non dobbiamo volare in America ma… verso l’Antica Grecia! Sembra infatti che la prima torta a base di formaggio venisse già servita agli atleti proprio durante i Giochi Olimpici. In che modo poi questo dolce si sia diffuso dall’antichità al mondo moderno non è ben chiaro, ad ogni modo oggi la cheesecake è diffusa in tanti Paesi e ne esistono numerose varianti. Ma tornando agli Stati Uniti, la versione “moderna” di questo dolce deve i natali a James L. Kraft, che nel 1903 tentò di riprodurre il formaggio francese Neufchâtel. L’esperimento non riesce ma gli permette di realizzare la crema al formaggio, componente base della cheesecake che conosciamo. Per questo motivo la torta viene comunemente collegata al mondo anglosassone.

Cheesecake

Marshmallow

Cosa vi viene in mente quando parliamo di marshmallow? Forse Snoopy mentre arrostisce questi dolcetti intorno al fuoco, l’omino di marshmallow di Ghostbusters oppure una calza della Befana stracolma di golosità, tra cui questi irresistibili cilindretti zuccherosi! A qualsiasi cosa vi facciano pensare, si tratta di un altro dolcetto iconico statunitense ma che, anche in questo caso, avrebbe radici ben diverse. Sì perché i marshmallow, udite, udite, avrebbero origine addirittura nell’antico Egitto. Non è dato sapere che aspetto avessero al tempo dei faraoni, naturalmente, ma anche gli Egizi realizzavano una preparazione simile utilizzando l’altea, o Althea Officinalis, pianta apparte...

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