Il salame italiano è uno dei salumi più rappresentativi della tradizione culinaria italiana, apprezzato per il suo sapore ricco e aromatico, la sua consistenza morbida e la sua versatilità in cucina. Tra le numerose varietà regionali, il salame piacentino occupa un posto d'onore, con una storia secolare e un processo di produzione tramandato di generazione in generazione. In questo articolo, esploreremo la storia e la preparazione di un salume piacentino particolare: il Salame del Prete.

Salame Milano

Origini e Storia del Salame

Le origini del salame risalgono a migliaia di anni fa, quando gli antichi Romani e altri popoli dell’area mediterranea svilupparono tecniche di conservazione della carne attraverso salatura, essiccazione e fermentazione. Il termine “salame” deriva dal latino “salumen”, che indicava un insieme di cibi salati. Con il passare dei secoli, la produzione del salame si è perfezionata e diversificata in tutta Italia, con ogni regione che ha sviluppato la propria ricetta e il proprio metodo di lavorazione.

Quando Annibale attraversò buona parte della Gallia Cisalpina, verso la fine del 218 a.C., e dopo la battaglia sulla Trebbia percorse il territorio piacentino lungo la strada pedemontana, arrivando fino alla città di Bononia, certamente apprezzò le carni salate che i Galli Boi preparavano cacciando i maiali selvatici, o cinghiali, che popolavano i boschi della pianura, colline e montagne. Da molti secoli però, forse dal 1600-2000 a.C., e soprattutto dopo l’arrivo, tra il 700 e il 500 a.C., degli Etruschi, le popolazioni padane e tra queste anche quelle piacentine cacciavano, mangiavano e conservavano con il sale le carni il maiale.

Annibale fu solo uno dei tanti, né il primo né l’ultimo, che apprezzò le carni dei maiali dell’attuale provincia di Piacenza e i salumi preparati con il sale prodotto nelle saline sulla costa adriatica o che affiorava in diversi punti delle pendici appenniniche. Nella valle padana gli antichi maiali selvatici, o cinghiali, anche dopo una parziale addomesticazione, si nutrivano delle ghiande e delle castagne dei boschi rispettivamente di pianura e di alta collina e montagna, tanto che il valore di un bosco di querce era stimato in base ai maiali che poteva sostenere ed ingrassare.

È nella pianura padana, proprio nella parte occidentale dell’attuale regione Emilia Romagna, dove troviamo Piacenza, che è stato inventato e sviluppato il maiale da salumeria, oggi allevato con un’alimentazione particolare che influisce beneficamente su di una vasta gamma di prodotti salumieri di alta gastronomia. È in questa linea che s’inserisce l’eccellenza dei salumi piacentini che comprendono la Coppa Piacentina DOP, la Pancetta Piacentina DOP ed il Salame Piacentino DOP.

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Il Salame del Prete: Un Salume con un Nome Singolare

C’è chi lo chiama salame di cioccolato, chi salame turco, chi salame del re. Sull’ origine di questa definizione però le spiegazioni differiscono. Alcuni sostengono che era il classico dolce da mangiare in Quaresima per aggirare i divieti e gli obblighi al digiuno della religione cattolica e quindi che aveva la benedizione del Papa. In realtà è un dolce delizioso quanto semplice da preparare.

Il Cappello del prete deve il nome alla forma triangolare che lo caratterizza, molto simile a quella di un cappello ecclesiastico ottocentesco. Pure il Cappello del prete veniva inviato alla corte spagnola. Il nome è assai esplicativo: deriva dalla tipica forma del cappello che indossavano i sacerdoti dalla fine dell’800. È caratterizzato da un “contenitore” di cotica di suino che viene successivamente riempito da un impasto di carni suine. Qualcuno lo prepara anche con un pezzo unico derivato dal muscolo degli arti anteriori del suino.

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Preparazione del Salame del Prete

Il processo di produzione del salame varia leggermente a seconda della regione e della varietà, ma segue alcune fasi fondamentali che ne garantiscono il sapore unico e la qualità:

  1. Selezione delle carni: La carne utilizzata per il salame proviene generalmente dal maiale.
  2. Macinatura: La carne viene macinata in pezzature di diverse dimensioni, a seconda della varietà di salame.
  3. Condimento: Alla carne macinata vengono aggiunti sale, spezie e aromi, che possono variare a seconda della tradizione locale.
  4. Insaccatura: La carne condita viene insaccata in budelli naturali o artificiali.
  5. Stagionatura: Il salame viene lasciato stagionare per un periodo che varia da alcune settimane a diversi mesi, a seconda della tipologia e delle condizioni climatiche.
Preparazione del Salame

La cottura è un po’ laboriosa, ma il risultato è eccellente. Va posto in acqua fredda e lasciato per tutta la notte. Poi deve sobbollire per ore fino a che la cotenna è facilmente perforabile con un lungo spiedino.

Come Gustare il Salame del Prete

Il salame del prete, come altri salumi piacentini, può essere gustato in diversi modi:

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  • Antipasto: Servito affettato sottile insieme a formaggi, pane, olive e sottaceti.
  • Panini e focacce: Utilizzato per farcire panini e focacce.
  • In cucina tradizionale: Come ingrediente per insaporire zuppe, sughi o ripieni.

Il salame, con il suo sapore intenso e speziato, si abbina bene a vini rossi corposi e strutturati, che bilanciano la sapidità e la ricchezza del salume. Un ottimo abbinamento è con un vino rosso locale frizzante o anche fermo, ma sempre rigorosamente piacentino.

Varietà di Salame in Italia

Esistono numerose varietà di salame in Italia, ciascuna con caratteristiche specifiche dovute alla combinazione di carne, spezie, tecniche di lavorazione e stagionatura. Ecco alcuni esempi:

Nome del Salame Regione di Origine Caratteristiche
Salame Milano Lombardia Grana fine, gusto dolce e delicato
Salame di Felino Emilia-Romagna Grana più grossolana, sapore ricco e speziato
Salame Napoli Campania Grana più spessa, sapore deciso e piccante
Salame Toscano Toscana Presenza di lardelli all'interno della carne macinata
Salame Piacentino Emilia-Romagna Realizzato con carni suine di alta qualità, stagionate lentamente

Il nostro breve “girovagare” dentro le osterie ci ha pertanto introdotto verso i salumi tipici piacentinii cui produttori fanno parte di quel Consorzio di cui tratteremo successivamente. Per questo non si può contestare l’affermazione che nessuno al mondo ha una tradizione di norcineria così variegata e di qualità come la provincia di Piacenza.

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