Sono tanti gli appassionati di sushi al mondo: anche in un Paese come l’Italia, strettamente legato alla propria cultura gastronomica e alle tradizioni, sempre più persone scelgono di consumare i piatti a base di pesce crudo (ma non solo, esiste anche il sushi vegano) tipici della cucina giapponese.
Oggi il sushi è diventato un alimento così famoso che, talvolta, vede deturpata la sua reale eredità gastronomica. In un mondo culinario sempre più affollato, il sushi si distingue per la sua eleganza e raffinatezza.
Benché l’offerta di ristoranti di cibo orientale sia esplosa negli ultimi anni, mangiare il sushi in Giappone rimane un’esperienza a sé, unica e inimitabile, irrinunciabile anche per coloro che di base non amano particolarmente la cucina nipponica.
Se in Italia una cena a base di sushi ha un costo medio di 25-30 euro, quanto costa cenare in un ristorante di sushi in Giappone? Vediamo insieme le differenze di prezzo e le opzioni disponibili per gustare al meglio questa prelibatezza.
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Costo del sushi in Italia
In Italia vanno per la maggiore le soluzioni all you can eat: si paga un prezzo fisso (circa 15 euro a pranzo e 25 euro a cena) e si può ordinare a volontà senza alcun limite. Diventa difficile quindi trovare ristoranti dal prezzo non esageratamente alto, ma che allo stesso tempo garantisca per la qualità dei prodotti offerti: insomma una via di mezzo tra gli all-you-can-eat che ti fanno mangiare più che gustare, e i posti dai prezzi spropositati per cui devi digiunare tutto il resto del mese.
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I prezzi di Sushiko variano in base ai piatti, ma in media vanno da 10 a 25 euro. Quando si tratta di gustare una cena a base di sushi, il costo può variare a seconda del ristorante e della varietà scelta. In media, per una persona, si possono spendere tra i 30 e i 35 euro, un prezzo che permette di assaporare una selezione di piatti freschi e di alta qualità.
Le porzioni di sushi, come gli uramaki, sono spesso servite in set da 8 roll. Queste porzioni costano mediamente intorno ai 13 euro, rendendo accessibile la possibilità di provare diverse varietà.
Ristoranti di sushi a Milano: una panoramica dei prezzi
Avete voglia di mangiare un buon sushi a Milano ma non sapete che “pesci” prendere? Io ne vado pazza e posso dire di averlo provato in molti posti, soprattutto qui a Milano, dove ormai ne spunta uno nuovo ad ogni angolo.
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Miyabi: Un ristorante di cucina giapponese in chiave occidentale nato a Bergamo che segue la tradizione degli chef Noriko ed Hiko e che ha da poco aperto anche a Milano, nel cuore di San Babila. Miyabi è un ristorante perfetto, dove paghi il giusto prezzo per assaggiare vere e proprie delizie, presentate benissimo, dal sapore ancora migliore dell’aspetto stesso.
Il posto è curato in tutti i minimi particolari, l’arredamento è davvero bellissimo, e il personale di sala gentile e professionale. Prezzo medio per un pranzo si aggira tra i 30-40€ a persona, ma sono disponibili anche alcuni menù pranzo a prezzo fisso per chi va di fretta o vuole risparmiare qualcosina.
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Kanji Fusion Restaurant: Un ristornate che offre una formula all-you-can-eat senza che ti accorga di star mangiando a prezzo fisso. Qualità ottima, servizio svelto, impiattamenti super carini e locale ben curato, con tavoli anche all’esterno, sempre al coperto, e un’atmosfera tranquilla e riservata.
Si trova in zona Stazione Centrale, quindi anche ben collegato alla metro verde, per cui spesso lo scelgo per cenare prima di fare un giro in zona Moscova/Garibaldi, dove la sera è sempre piacevole passeggiare.
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Nobu: Il posto perfetto per sorprendere il/la proprio/a partner, specialmente se amante di questo cibo. Io ci sono stata solo una volta, e ho avuto la possibilità di provare due dei suoi cavalli di battaglia: il Black Cod e la Kobe Beef.
Il primo è un piatto perfettamente equilibrato, tenero all’interno, leggermente croccante fuori, dolce e salato insieme, insomma qualcosa che il nome “merluzzo nero dell’Alaska” non è abbastanza per descrivere. Il secondo non ha bisogno di descrizioni, è ritenuta la carne migliore al mondo e capisco il perché, è deliziosa!
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Temakinho: Locale perfetto per pranzi tra amici, ma anche serate insieme che accosta al buon cibo ottimi cocktail brasiliani per rendere il pasto più completo e piacevole. L’ambiente è molto caratteristico in ognuno dei locali, che sono ben 5 a Milano.
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Basara - sushi pasticceria: Mi ha lasciato di stucco per i suoi piatti così belli che dispiace mangiarli. Ha 3 sedi, una delle quali vicinissima ai Navigli, perfetta per una serata in coppia. La spesa media è poco più alta che da Miyabi, perché i piatti sono spesso molto elaborati, ma la vale tutta.
Costo del sushi in Giappone
A differenza dell’Italia e dei Paesi fuori dal Giappone, dove spopolano i ristoranti cinesi dove fanno anche sushi, a prezzi stracciati, dove la qualità è accettabile per il nostro palato, in Giappone, invece, mangiare sushi significa mangiare un pasto prelibato e non tanto economico.
Uno dei ristoranti di sushi più rinomati in giappone è il Sukiyabashi Jiro, primo ristorante di sushi al mondo a ricevere le 3 stelle Michelin: una cena costa 55.000 yen (circa 365 euro) ed è richiesta la prenotazione con almeno un mese di anticipo.
Tra i ristoranti più in vista a Tokyo citiamo anche il Sushi Saito (tre stelle Michelin) e il Sugita (1 stella Michelin), in cui una cena costa circa 30.000 yen.
Un altro ristorante in cui i piatti vengono preparati direttamente davanti ai clienti, ma dai prezzi più contenuti, è il Sushiryori Inose. Anche in questo locale in posti a sedere sono limitati e non esiste un vero e proprio menù, in quanto il sushi viene preparato dallo chef in base alla disponibilità giornaliera del pesce.
Ristoranti di sushi stellati a Tokyo:
- Sukiyabashi Jiro: Primo ristorante di sushi al mondo ad essere stato insignito con le tre stelle Michelin. Niente tavoli, solo 7 posti a sedere davanti al bancone e niente menù. Aperto solo a cena, bisogna prenotare e il pasto dura circa due ore.
- Sushi Saito: Tre stelle Michelin.
- Sugita: Insignito con una stella Michelin. Assolutamente da provare il kohada sushi. Il ristorante è molto piccolo con soli due tavoli per un totale di 8 posti a sedere, quindi, se si vuole mangiare il sushi qui è meglio prenotare con mesi di anticipo.
- Sawada: Locale minimalista, due stelle Michelin, con cucina a vista e 6 posti a sedere al bancone. Da provare la selezione di sushi di tonno, 5 pezzi preparati con altrettante parti diverse del pesce.
Ci sono alcune differenze tra il sushi “occidentale” e il sushi autentico “giapponese”. Un’altra differenza è il wasabi. Si tratta di un’invenzione occidentale. Il vero wasabi è realizzato dalla radice del ravanello giapponese, chiamato Wasabia Japonica, che cresce in Giappone (raramente all’estero) nelle zone fredde.
Che il Giappone sia caro è falso, ma ancora si dice sia caro, per 2 motivi. Il primo è che negli anni ’80 e ’90 durante la bolla economica giapponese questo Paese era effettivamente carissimo per noi italiani.
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Come ottimizzare la spesa per una cena sushi
Se vuoi goderti una cena sushi senza spendere una fortuna, ci sono diversi modi per ottimizzare la spesa. Innanzitutto, considera di andare in un all-you-can-eat: anche se la qualità può essere leggermente inferiore, avrai la possibilità di provare una vasta gamma di piatti a un prezzo fisso. Inoltre, molti ristoranti offrono sconti o offerte speciali durante certi giorni della settimana.
Esistono numerosi esempi di come le persone ottimizzano la loro spesa per il sushi. Ad esempio, alcuni preferiscono andare in un all-you-can-eat durante la settimana, quando i prezzi sono più bassi. Altri preferiscono ordinare il sushi da asporto e goderselo a casa, risparmiando sui costi del servizio al tavolo.
Consigli per risparmiare sul sushi fatto in casa
Scoprire il mondo del sushi non deve essere un’esperienza costosa. Con una vasta gamma di opzioni disponibili, è possibile gustare piatti freschi e deliziosi senza svuotare il portafoglio. Dai ristoranti all-you-can-eat alle piccole botteghe che offrono sushi take-away, ogni amante della cucina giapponese può trovare la propria soluzione ideale.
Inoltre, molti locali propongono menu a prezzo fisso durante la settimana, permettendo di assaporare specialità diverse a un costo contenuto. Tuttavia, spesso si pensa che gustare questo piatto giapponese richieda un investimento elevato. Mercati locali e negozi specializzati offrono pesce e verdure a prezzi competitivi.
Cominciare con ingredienti freschi e di qualità è fondamentale, ma non è necessario spendere una fortuna. Inoltre, è possibile sostituire alcuni ingredienti costosi con alternative più economiche, mantenendo comunque il sapore autentico del sushi.
Infine, l’aspetto sociale della preparazione del sushi può trasformare un’esperienza culinaria in un momento di convivialità. Coinvolgere amici e familiari nella creazione dei propri rotoli favorisce un’atmosfera festosa e creativa. Scoprire il perfetto equilibrio tra gusto e qualità è un viaggio che ogni amante del buon cibo dovrebbe intraprendere.
Come preparare il riso per il sushi fatto in casa
Per preparare il riso per il sushi fatto in casa come prima cosa sciacquate accuratamente il riso nishiki in acqua fredda 1 per eliminare le impurità. Dovrete cambiare l'acqua fredda fino a che non sarà diventata limpida. Poi lasciatelo a bagno per un'ora. Scolatelo e lasciatelo riposare all'interno dello scolapasta, posizionato su un'altra ciotola per 5 minuti 2.
Unite il riso pulito 4. Di solito il rapporto di riso-acqua è 1:1, ma in base alla stagione potrebbe variare: in autunno ne servirà meno, in primavera un po' di più. Accendete il fuoco e coprite la pentola con un coperchio: noi ne abbiamo utilizzato uno in legno 5, ma in alternativa potete usarne uno classico.
Quando inizierà a bollire girate una volta sola il riso con un mestolo di legno 6, per ottenere una cottura uniforme. A questo punto spostate la pentola dal fuoco senza togliere il coperchio e lasciate riposare per altri 6 minuti. Poi rimettete la pentola sul fuoco a fiamma media per altri 30 secondi 7. La consistenza dovrà risultare leggermente al dente. Quindi spegnete.
Preparate il composto di aceto di riso, che donerà un gusto leggermente acidulo. In un pentolino versate l'aceto di riso 8 e aggiungete il sale 9. Aggiungete quindi lo zucchero 10, mescolate 11 e spegnete il fuoco. Lasciate raffreddare e aggiungete l'alga kombu 12.
Ora che il riso è pronto, prendete l'hangiri (o in sostituzione un contenitore basso e largo in legno o in altro materiale che non sia acciaio), serve per condire il riso. Bagnatelo con dell'acqua 14, poi svuotatelo: in questo modo il legno non assorbirà l'aceto. e aggiungete il composto di aceto filtrato, facendolo colare sul mestolo per spagerlo sul riso 16.
Mescolate il riso smuovendolo di taglio per non schiacciarlo 17. E' importante mescolare fino a che non apparirà lucido e ben condito. Una volta condito trasferite il riso nell'ohitsu 19, il contenitore di legno per mantenere la temperatura del riso. Copritelo con un panno carta umido per mantenere il calore costante 20.
In alternativa potete utilizzare un contenitore di legno o di acciaio coperto con un panno umido. Gli Uramaki si ricavano da un unico rotolo di alga nori, riso e condimento. Il temaki è il famoso cono che potrete riempire come preferite: noi abbiamo scelto sushi e una foglia di shiso. I nigiri sono l'essenza stessa del sushi: una fettina di pesce crudo e la polpetta di riso nishiki.
Il pesce deve essere freschissimo e abbattuto. Il sushi andrebbe realizzato e servito immediatamente. La scelta del riso è fondamentale per la preparazione del sushi: noi abbiamo utilizzato un riso coltivato in Lombardia secondo il metodo giapponese con il chicco che subisce una levigazione del 20% per dare un gusto più rotondo.
Il riso per sushi si può preparare in anticipo: si può scaldare anche in microonde prima dell'uso. _Hangiri, la ciotola di legno non trattato per far condire il riso una volta pronto. _Shamoji, la paletta piatta e stondata per smuovere il riso di taglio e condirlo. _Ohitsu, il contenitore di legno non trattato dove far riposare il riso e conservarlo per l'uso.
Il sushi è nato come metodo di conservazione: già nel V secolo a.C. Il primo sushi bar risale all’inizio dell’Ottocento quando Yohei Hanaya iniziò a servire al suo banchetto il nigiri sushi, un bocconcino di riso aromatizzato all’aceto con sopra una fettina di pesce crudo.
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