Di food blogger ce ne sono tanti, tanti sono molto bravi e tra questi ce n'è una che io trovo geniale: i suoi post sono divertenti, ti fa piacere leggerli quasi quanto le sue ricette. Spesso ci omaggia di ricette che lei definisce furbe, cioè veloci, con pochi ingredienti e massima resa.
Ma oggi qualcuno ha fatto il furbo, con una delle ricette furbe di Arabafelice in cucina. Succede spesso che qualcuno prenda una ricetta o una foto e la spacci per sua, ma se a farlo è un programma tv ti da ancora più fastidio. Ieri una trasmissione, che segue il telegiornale, ha proposto una ricetta "i muffin dell'Araba" (scritto proprio con la A maiuscola come fosse un nome, chissà perchè?....) la ricetta identica a questa, ma qualcuno ha pensato di fare il furbo e prendersi il merito della ricetta.
La Torta Furba: Una Ricetta Veloce e Deliziosa
Ecco una ricetta "furba" che puoi preparare facilmente a casa:
Torta Furba
- Prep time: 40 mins
- Tempo di cottura: 25 mins
- Tempo totale: 1 hour 5 mins
- Recipe type: Dolce
- Cuisine: Internazionale
Ingredienti:
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- 4 uova grandi
- 240 g Nutella
Preparazione:
- Montate le uova con una planetaria o fruste elettriche per non meno di 10 minuti, devono triplicare il loro volume.
- Nel frattempo fate sciogliere a bagnomaria la Nutella.
- Quando la Nutella è morbida aggiungerla delicatamente, in due volte, alle uova usando una spatola.
- Versate l'impasto in una teglia non più grande di 18/20 cm e con il fondo coperto con carta forno.
- Cuocere a 175° per 25 minuti. Non cuocete di più, deve rimanere morbida. Si gonfierà cuocendo, ma poi si affloscerà, è giusto così, non preoccupatevi.
- Lasciate raffreddare nella teglia prima di sformarla.
- Spolverizzare con zucchero velo e servire a fette o a quadrotti con un po' di panna montata o di gelato.
Di tanto in tanto su Instagram parlo di alcune pasticcerie a Padova che amo particolarmente. Ecco, più di qualcuno mi ha chiesto di scrivere un post al riguardo. E chi sono io per rifiutare? Prima di iniziare però devo dire una cosa importante: a mio parere non esiste LA pasticceria perfetta, dove trovo tutte le preparazioni esattamente come piacciono a me. Ognuna ha le sue specialità, quello o quei prodotti che vale la pena andare a provare.
Ho voglia di Sacher? Vado alla Wiennese. Brioche gorda alla crema cotta? Agostini. Insomma, ecco la lista delle migliori pasticcerie a Padova e delle loro specialità. Se ancora non mi segui, vienimi a trovare su Instagram.
Attenzione: non so perché ma a settembre 2022 mi sono sparite da un momento all’altro quasi tutte le foto di questo articolo (alcune anche ben posizionate sui motori di ricerca). Quindi le sto sostituendo man mano ma è un deghejo (= casino per i non veneti). Se una pasticceria non è in lista, probabilmente è perché non ho mai avuto il piacere di provarla, o forse non ho assaggiato il suo vero cavallo di battaglia. In caso qualche pasticcere fosse in ascolto, io sono qui: non esitate ad invitarmi a provare! 😉Non mi tirerò certo indietro.
Le Migliori Pasticcerie di Padova e le Loro Specialità
A Padova i cornetti o croissants li chiamiamo brioche.
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Cosa si mangia da uno dei MIGLIORI PASTICCERI al MONDO?
- La Wiennese: Fondata nel 1964 da Luciano Sguoto, si trova accanto alla Chiesa del Carmine. Per me la Wiennese è la pasticceria della mia infanzia e di tante torte di compleanno della mia famiglia. Sono innamorato della loro Sacher (per me la migliore di sempre), dei loro bignè al cioccolato e delle tartellette alla frutta (il cui segreto è il libidinoso strato di cioccolato fondente tra la pasta frolla e la crema pasticcera).
- Pasticceria in Piazza della Frutta: La pasticceria risale al 1919. Si trova in Piazza della Frutta, di fronte al Palazzo della Ragione. Ha una serie di tavoli all’aperto e una piccola ma accogliente sala da tè all’interno, al piano di sotto. Il loro dolce più famoso è la golosa millefoglie. Anche la pazientina e la torta di mandorle sono ottime.
- Pasticceria vicino al Duomo: È una piccola pasticceria, adiacente al Duomo, con solamente 6-7 tavoli. Il loro pezzo forte è la brioche ferro di cavallo, ripieno di marmellata. Durante il Carnevale non perdetevi le loro frittelle, tra le più buone di Padova.
- Pasticceria fuori dal centro: Questa pasticceria non in centro. Si trova a metà strada tra gli edifici della Fiera e l’Ikea. È stato mio fratello Roberto a farmela scoprire, perché adora le loro giga frittelle di Carnevale. La pasticceria è particolarmente rinomata per le brioche della colazione. La mia brioche preferita è di gran lunga quella con la crema cotta. Durante il weekend si trova solo se si è molto fortunati o se si arriva presto.
- Pasticceria Spadetto: Ho provato la Pasticceria Spadetto, aperta da luglio 22, dopo un prelievo di sangue (il Laboratorio San Massimo, così come gli Ospedali, sono a 2 minuti a piedi). Mi sono fermata per prendere una brioche da asporto. Che dire. Innanzitutto, entrando aleggia il profumo più buono del mondo, quello del burro. La brioche era strepitosa, e mi ha lasciato la voglia di tornare a provare altro. Cosa che ho fatto pochi giorni dopo, scegliendo alcuni mignon. Ottimi. Eh, niente, dovrò tornare ancora! Unica pecca: è solo per asporto e non ha bevande. Quindi si può passare a prendere solo qualcosa da portare via. Però ve la consiglio vivamente.
- Racca: Racca è un piccolo gioiello nel centro della città. Si distingue sempre infatti per le vetrine raffinate e fiabesche. Purtroppo hanno solo una manciata di tavoli all’esterno mentre all’interno non c’è praticamente posto dove sedersi. I loro mignon sono fantastici. Questa pasticceria fornisce anche lo storico caffè cittadino, il Caffè Pedrocchi, a due passi da qui.
- Biasetto: Biasetto è un nome noto in città, in quanto ex campione del mondo di pasticceria. La torta che gli ha garantito la vittoria è la Setteveli, composto da 7 strati di cioccolato, nocciole e altri ingredienti golosi.
- Pasticceria con dolci del sud: Non lontano da Prato della Valle e dalla Basilica del Santo, è il posto giusto se cercate i dolci del sud, come pasticciotti, maritozzi, cannoli e sfogliatelle. C’è ovviamente anche il salato: panini, focacce pugliesi, panzerotti. Dove: Via Michele Sanmicheli, 1. Chiusura: lunedì.
- Bakery American Style: È una bakery American style, rinnovata di recente in stile hygge, ora ha a disposizione anche posti a sedere all’interno. Si trova lievemente fuori dalle vie dello struscio, in zona Portello, che merita un detour per la bella passeggiata lungo il canale fino a Porta Ognissanti, la più bella tra le porte di Padova. Qui si possono trovare specialità americane come cupcakes e fette di torta (red velvet, cheesecake) ma anche gelato. Dove: Via Giambattista Belzoni, 137.
- Pasticceria all’Arcella: Questa pasticceria si trova all’Arcella, il quartiere a nord di Padova, oltrepassata la stazione dei treni, e si può comodamente raggiungere in tram, che ferma molto vicino. È famosa per i croissant (molto buoni ma troppo piccoli, cavoli!), le monoporzioni e i cioccolatini.
- La Marisa: La Marisa si trova a San Giorgio delle Pertiche, a circa 25 minuti di macchina a nord di Padova. È molto famosa per i lievitati, come le brioche a colazione o il pluripremiato panettone, ma anche per il gelato. Io però adoro soprattutto i mignon e le monoporzioni, come questa sotto. Il tiramisù, perché è come piace a me, ovvero molta crema al mascarpone e non troppo “caffeosa”.
- Pasticceria a Ponte di Brenta: Una pasticceria a Ponte di Brenta che non conoscevo ma che in tanti mi hanno consigliato di provare, scrivendomi in privato sul mio profilo Instagram, soprattutto per le rinomate frittelle di Carnevale. Io ci sono passata per colazione ed ho trovato le brioche davvero ottime. Il locale è piccolo ma l’arredamento adorabile. Ah, hanno i tè Dammann. Ho letto che una loro specialità sono i plumcake in vari gusti ma non li ho ancora provati.
La Pasticceria Dalla Bona e la Torta del Re
La Pasticceria Dalla Bona si trova a Montegrotto Terme, vicinissima a molti alberghi termali. Il negozio è enorme e offre molti posti dove sedersi tranquillamente mentre si degustano i prodotti. Peccato che non servano fette di torta. Quindi, le loro specialità (torta del re, con crema pasticcera e frutta fresca, e meringata) possono essere gustate solo se si ordina l’intera torta.
A Selvazzano Dentro, lungo la strada che porta ad Abano Terme, si trova una pasticceria in stile francese, chiamata D&G. Questa pasticceria si trova a Caselle di Selvazzano, a 15 minuti in auto dal centro. Prende il nome da Charlot (c’è un’immagine di Charlie Chaplin) ma il nome è scritto Charlotte. Va be’. I proprietari sono siciliani ed è uno dei pochi posti a Padova (forse l’unico) dove ho trovato un buon cannolo. Questa pasticceria è famosa soprattutto per la preparazioni al cioccolato, come praline e uova di Pasqua.
So che ci sono altre ottime pasticcerie a Padova, ma non le ho mai provate o forse non ho ancora trovato la loro specialità migliore. Hai qualche consiglio sulle migliori pasticcerie di Padova? Devo assaggiare altre specialità? Sei un pasticcere e vuoi invitarmi?
Il Libro della Settimana: The Sweet Polish Kitchen
Il libro della settimana Cook_my_Books è The Sweet Polish Kitchen di Ren Behan. Un libro davvero interessante che racconta l'importanza della pasticceria polacca, crocevia di tradizioni (italiana e svizzera, austro-ungarica, tedesca e baltica) che hanno dato vita a forme, sapori e accostamenti, ma che ha origini ben radicate nelle cucine di casa. Sfogliandolo ci si rende conto che rappresenta un compendio di ricette che spaziano fra tecniche, zone e territori diversi, tipologie di dolci, ma tutte accomunate da bontà e bellezza. Io ne ho scelte più di una e quella che propongo oggi è la classica Babka Wielkanocna, il dolce protagonista della Pasqua.
Dopo la Quaresima ritornano il burro e lo zucchero e in ogni cestino preparato per il sabato precedente la festa, si troverà sicuramente una babka celata all'interno. Mentre le torte a strati arrivarono in Polonia molto più tardi grazie alla regina Bona, italiana che sposò un re polacco, babka e mazurek sono altamente tradizionali e figurano nei più antichi ricettari polacchi. Il nome Babka deriva da baba, che è l'abbreviazione di babcia, nonna. Si dice che la sua forma scanalata ricordi la gonna tradizionale delle nonne.
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Ricetta della Babka Wielkanocna
Babka wielkanocna per 8 persone
Ingredienti:
- 500 g di farina bianca forte
- 20 g di lievito di birra fresco
- 200 g di zucchero semolato
- 4 uova grandi
- un pizzico di sale
- 100 g di burro, a temperatura ambiente, a cubetti
- 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
- 100 g di scorze candite (arancia, cedro) tagliate a pezzettini
- 100 g di uvetta ammollata con un po' di rum e scolata
- poco latte
Per la glassa:
- 50/60 g di zucchero a velo
- q.b. di acqua
Preparazione:
- Intiepidite un goccio di latte (2 cucchiai) e unite il lievito a pezzetti, mescolate per farlo sciogliere bene.
- Setacciate la farina nella ciotola della planetaria dotata di lancia per impastare. Unite il lievito sciolto e lo zucchero e iniziate a mescolare.
- Unite le uova, una alla volta mescolando finché vengono perfettamente incorporate. L'impasto inizierà a staccarsi dalla ciotola ma sarà ancora molto appiccicoso.
- Ora aggiungete il sale e incorporate il burro a pezzetti, uno alla volta.
- Continuate ad impastare a media velocità per almeno altri 5 minuti, poi aggiungete l'uvetta scolata e asciugata, le scorze candite e continuate a impastare nuovamente fino a incorporare tutto. Continuate finché l'impasto si incorda. Sarà comunque abbastanza umido.
- Coprite la ciotola della planetaria con un canovaccio pulito e lasciate lievitare in un luogo caldo fino al raddoppio dell'impasto.
- Imburrate e infarinate uno stampo a ciambella, preferibilmente scanalato, da Kugelupf per intenderci.
- Prendete l'impasto e trasferitelo nello stampo. Coprite nuovamente e lasciatelo lievitare in un luogo tiepido per altri 30/40 minuti.
- Nel frattempo scaldate il forno, statico a 180°
- Cuocete la Babka al centro del forno per 35 minuti o più, dipende dal forno.
- Lasciate poi raffreddare nello stampo prima di sformare il dolce sul piatto di servizio.
- A questo punto preparate la glassa. In una scodella mettete lo zucchero a velo e aggiungete acqua poco alla volta, fino ad avere una crema densa.
Un Viaggio in Toscana: Alla Scoperta della Ricciolina
Guidare verso sud in Toscana per me che abito al confine tra la provincia di Siena e Firenze significa attraversare uno degli scenari più mozzafiato del pianeta, la Valdorcia e le Crete Senesi, la campagna che l’Unesco ha iscritto nel Patrimonio dell’Umanità. Guidare verso sud significa avere un punto di riferimento lontano, il Monte Amiata, antichissimo vulcano adesso spento che domina le vallate circostanti, la Valdorcia, il lago di Bolsena, il Chianti e la piana della Maremma. Nei giorni più tersi si può vedere anche da Siena e da casa mia, coperto di boschi di castagni e faggi. Fino a pochi anni fa l’Amiata era nota soprattutto per il turismo invernale, essendo la più importante stazione sciistica della Toscana meridionale con i suoi impianti di risalita e i suoi rifugi.
La meta del nostro viaggio verso Sud era Piancastagnaio. Piancastagnaio è dominato dalla Rocca Aldobrandesca, sulla quale vi consiglio di salire per fare un giro delle mura e vedere tutto il paese che si distende sotto, con i tetti rossi, la torre dell’orologio e il fumo dei camini che dipingono uno scenario da paese di montagna di una volta, genuino e vero. Piancastagnaio è il paese di origine di Paolo, marito della famosa Laura della Sacher Torte, nonché figlia della Rita della pinolata senese e mia migliore amica.
Una prima precisazione, prima di sollevare le ire di paesi confinanti ma separati da accesa e colorita rivalità come succede sempre in Italia, la ricciolina è un dolce badengo, tipico di Abbadia San Salvatore e non di Piancastagnaio. La ricciolina racchiude in due strati di frolla - insieme alla Nutella - una bella manciata di frutta secca, tanto per renderlo ancora più diabolicamente buono. Visto l’uso della Nutella la prima cosa che viene in mente è di mettere la nocciole, ma c’è anche chi mette mandorle o noci. Le noci sono infatti molto apprezzate nella preparazione dei dolci in Toscana, il loro uso risale molto indietro nel tempo, si perde negli anni in cui miti e leggende facevano parte del sentire quotidiano. Nonostante l’amore per questo tipo di frutta secca, ricca e calorosa, il rapporto con gli alberi di noce è sempre stato improntato al rispetto e al timore.
Dolce di montagna, dunque, una frolla rustica e tradizionale con al suo interno uno spesso strato di Nutella e frutta secca, è coperto da uno sbuffo delicato di meringa, sulla quale si disegnano tanti ghirigori di cioccolato, dai quali la torta prende appunto il nome. Metti la farina a fontana su una spianatoia e fai una fossetta nel centro. Lì metti lo zucchero, il lievito per dolci, un pizzico di sale e il burro a temperatura ambiente a pezzettini. Lavora velocemente con le mani la farine con il burro, in modo da formare un impasto bricioloso, che assomiglierà al parmigiano grattato. Sbatti un uovo intero con due tuorli per qualche secondo con una forchetta in un piatto, versale sulle briciole e con le mani compatta l’impasto, stendilo tra due fogli di carta da forno e lascialo raffreddare in frigo per almeno un’ora.
Dividi l'impasto in due parti uguali: stendine una parte per ricoprire la base di una teglia rotonda da 24 cm di diametro, poi spalma metà della Nutella sulla base e cospargi le noci tritate sulla Nutella. Stendi anche la seconda parte della pastafrolla in un disco abbastanza grande da ricoprire la torta. … ma guarda che combinazione, proprio oggi è il World Nutella Day, organizzato da Sara di Ms Adventures in Italy e Michelle di Bleeding Espresso.
Cosa Mangiare nella Regione Podlaskie: Top 10
Il nome della regione Podlaskie si potrebbe tradurre in italiano come “vicino al bosco”. È qui che si trova la famosa foresta di Białowieża, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, conosciuta soprattutto come l’habitat dei famosi żubr, ovvero bisonti europei. In un contesto simile nella cucina regionale non poteva mancare una pietanza a base di funghi! Infatti, la zuppa di chiodini (la varietà di funghi decisamente più diffusa in questa zona) è una specialità indiscussa.
Ecco 10 specialità da non perdere nella regione Podlaskie:
- Zuppa di chiodini: Una specialità indiscussa a base di funghi.
- Kiszka ziemniaczana: L’insaccato di patate con aggiunta di pancetta o lardo, cotto al forno. Molto famosa è anche la babka ziemniaczana, torta di patate.
- Kartacze: Conosciuti anche come cepeliny, sono dei gnocconi di patate farciti con la carne macinata e guarniti abbondantemente con dei ciccioli di carne.
- Bliny: Un tipo di crespelle a base di farina e lievito, tipiche per le terre di confine. Si possono fare in versione salata (spesso con il pesce) oppure dolce (con le marmellate).
- Chłodnik lituano (zuppa fredda): Zuppa fredda a base di yogurt naturale (o kefir), ravanelli, cetrioli, uova sode e barbabietole.
- Pierekaczewnik: Una specie di sformato-millefoglie con numerosi strati di impasto a base di acqua, farina e uovo che può essere farcito con la carne (in versione salata) oppure in versione dolce con formaggio fresco e uvetta (o mela e uvetta).
- Manty: Un tipo di pierogi (quindi pasta ripiena) che possono essere serviti sia in versione salata che dolce! I manty dolci vengono preparati di solito con ripieno di formaggio fresco e salsa di lamponi.
- Sękacz: Un dolce di pan si spagna a forma molto particolare - simile a un tronco d’albero - dovuta alla cottura allo spiedo. Per prepararlo servono 40-60 uova e la sua altezza media è di 50 cm.
- Marcinek: Un altro dolce tipico della regione Podlaskie, composto da diversi finissimi strati di impasto su ognuno dei quali viene spalmata la panna montata.
- Formaggio Koryciński “Swojski” IGP: Un formaggio grasso, fresco (o di breve stagionatura) a pasta semidura.
E con quale bevanda accompagnare le prelibatezze locali? Vi consigliamo soprattutto la famosa vodka żubrówka, aromatizzata con un’essenza di erba del bisonte che cresce solo in poche zone della Polonia, specialmente nella Foresta di Białowieża. Oltre alla versione classica in vendita troviamo anche varianti molto particolari come quella aromatizzata alla corteccia di quercia o alle foglie d’acero. Se invece vogliamo optare per qualcosa di analcolico allora la scelta dovrebbe cadere su boza, una bevanda fermentata ed effervescente a base di miglio, di origine balcanica. Viene servita fredda, con qualche chicco di uvetta.