La zuppa di pesce è la ricetta regina di Civitavecchia, un piatto ricco di storia e tradizione. Anticamente, le donne acquistavano dai pozzolani (pescatori di Pozzuoli) la “mazzumaia”, ovvero pesci piccoli a poco prezzo che nessuno acquistava, ma che erano ugualmente gustosi, anzi più saporiti!

Col tempo la zuppa di pesce ha subito delle variazioni, e sono stati aggiunti crostacei, molluschi etc. Ma la ricetta di base prevedeva, oltre a scorfani, fette di palombo, pesci san pietro, triglie etc, (tutti di piccole dimensioni), qualche cicala di mare (aragostelle) polpi a pezzi, sconciglie (lumache di mare), sparnocchie (canocchie), seppie e granchi pelosi.

La zuppa di pesce che propongo in questa ricetta è completamente senza spine, quindi molto adatta anche ai bambini. È molto gustosa, saporita ed invitante. Ho usato pane al sesamo per accompagnarla, ma puoi utilizzare anche pane casereccio tagliato a fettine e fatto abbrustolire nel forno o sulla griglia. Puoi anche spolverizzare con pepe nero appena macinato. È un secondo piatto, ma puoi servirlo anche come piatto unico.

Esistono numerose ricette di zuppa di pesce regionali e numerose varianti come per esempio quella in brodetto all’abruzzese, il cacciucco, zuppa di pesce alla Termolese o la zuppa alla trapanese.

ZUPPA DI PESCE: Ricetta perfetta!

Ingredienti per 2 persone

  • 500 gr. di pomodorini (di collina in scatola)
  • 1 moscardini
  • 1 polpo (grande)
  • 4 seppioline
  • 10 gamberi
  • 100 gr. di vongole (sgusciate)
  • 150 gr. di cozze (sgusciate)
  • 1 grande di cipollotti (freschi)
  • 2 cucchiai di prezzemolo (tritato)
  • 2 cucchiai di olio di oliva (extravergine)
  • q.b. di sale
  • 8 fettine di pane (al sesamo)
Zuppa di pesce

Preparazione

Inizia ad inserire il pesce: devi cominciare da quello che impiega più tempo a cucinare. Per questo motivo inizia dal polpo a pezzi, quindi mescola, abbassa la fiamma, copri la pentola e fai cuocere per 10 minuti mescolando durante la cottura. Le seppioline ed i gamberi cucinali interi. A questo punto unisci i pomodorini di collina e lasciali scaldare per qualche minuto. Mescola e lascia cuocere per qualche minuto. Aggiusta di sale, se necessario. Spegni il fuoco ed impiatta. Porta in tavola ben caldo e buon appetito!!!!!

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Consigli e curiosità

Gusta la zuppa di pesce con un buon bicchiere di Verdicchio. Fate spurgare le vongole in acqua fredda salata per circa 2 ore, cambiando più volte l’acqua. Pulite e lavate le cozze e i calamari. Dividete l’astice a metà nel senso della lunghezza e fatelo saltare in una padella con due cucchiai di olio.

Scaldate un filo di olio in due tegami diversi, ponete in uno le cozze e nell’altro le vongole, che farete aprire a fiamma piuttosto vivace con tegame coperto. Scaldate alcuni cucchiai di olio in una casseruola e fatevi rosolare i calamari tagliati a pezzi. Aggiungete la polpa di pomodoro e il peperoncino, cuocete per alcuni minuti, bagnate con metà del vino bianco e lasciate sfumare; versate quindi il brodo di pesce, il liquido prodotto dall’astice e l’acqua filtrata di cozze e vongole. Scaldate il vino rimasto in un pentolino, ritiratelo dalla fiamma e fatevi sciogliere lo zafferano.

Zuppa di pesce senza spine

Mettete a scaldare l’olio in una capiente casseruola e fatevi soffriggete un trito grossolano d’aglio e peperoncino; lasciate imbiondire a fuoco vivo per 2-3 minuti, quindi unite il prezzemolo tritato, tutti i tipi di pesce di scoglio, i polipetti e le canocchie. Lasciate insaporire il tutto per 10 minuti a fuoco allegro, quindi innaffiate con il vino bianco e lasciate sfumare.

Quando il vino avrà completamente perso la sua parte alcolica, aggiungete i pomodori precedentemente sbollentati, pelati, privati dei semi e tagliati a pezzi grossolani e il concentrato di pomodoro; salate, pepate a piacere e allungate il tutto con 2-3 mestoli di acqua calda (o meglio ancora, se ne disponete, fumetto di pesce di “mazzumaja” ovvero pesce di scoglio di piccola taglia), lasciando cuocere a tegame coperto per 30-40 minuti, fino a quando i polipetti risulteranno teneri.

Aggiungete a questo punto cozze e vongole e lasciate insaporire il tutto a tegame scoperto e fuoco vivo per altri 5 minuti. Servite la zuppa caldissima nelle fondine individuali, sopra i crostoni di pane precedentemente ben tostati.

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Il Litorale Laziale: Un Viaggio tra Sapori e Tradizioni

Storia, belle spiagge e buon cibo: sul litorale laziale, affacciato sul Mar Tirreno, non è difficile trovare esempi in cui questi tre elementi si armonizzano perfettamente tra loro, per la soddisfazione dei turisti più golosi e curiosi.

Vi proponiamo un breve viaggio tra le spiagge e i piatti tipici del Lazio tirrenico, partendo da Civitavecchia, il più importante porto turistico e commerciale della Regione, per poi raggiungere con il traghetto le isole di Ponza e Ventotene, al confine con la Campania.

A nord di Roma: Civitavecchia e Ladispoli

Quasi sicuramente da un insediamento etrusco, Civitavecchia è oggi la maggiore città di mare del Lazio: dall’area archeologica delle Terme di Traiano al Forte Michelangelo sorto per difendere la costa dalle incursioni saracene, Civitavecchia non è soltanto punto di attracco dei traghetti provenienti dalla Sardegna. Il lungomare pedonale permette di godere dei due chilometri di costa e nei numerosi locali sul mare si può assaggiare la zuppa di pesce civitavecchiese, a base di molluschi, pesce di scoglio e crostacei.

Proseguendo verso Roma, lungo la via Aurelia sorge Ladispoli, il cui nome “città di Ladislao” deriva da quello del principe Odescalchi che la fondò nel 1888. Tuttavia vi sono testimonianze archeologiche che attestano attività umana sul territorio già nel tardo neolitico. Ladispoli da sempre ha attratto i bagnanti per le benefiche proprietà terapeutiche e antiartritiche della sabbia ferrosa di colore nero, caratteristica del luogo. Tuttavia questa sabbia ha cominciato a diminuire a casa della forte erosione dovuta al moto ondoso: per questo sono state create barriere artificiali con degli scogli. Il terreno circostante a Ladispoli, anch'esso ricco di ferro, è un habitat perfetto per la coltivazione del carciofo che può essere assaggiato durante tutto l’anno ma in particolare in occasione della Sagra del Carciofo ad aprile, quando questo ortaggio viene preparato in mille ricette e gustato sia cotto che crudo.

Il sud del litorale laziale: Circeo e Gaeta

Scendendo a sud di Roma si incontrano spiagge ricche di storia e avvolte da miti antichi: al Circeo leggenda vuole che sia sbarcato proprio Ulisse, in quella che oggi si chiama Cala dei Pescatori, rimanendo vittima della Maga Circe, il cui profilo sarebbe ancora visibile nella sagoma della montagna. Per chi ama le sabbie sottili, la Duna Litoranea del Parco Nazionale del Circeo rappresenta una meta imperdibile, tutelata dall’Unione Europea. A pochi chilometri a sud si trova Terracina, importante località di soggiorno turistico caratterizzata dal centro storico che sorge sulla propaggine del Monte Sant’Angelo, presso il tempio di epoca romana di Giove Anxur. La posizione geografica di queste località, tra Roma e Napoli, e il connubio tra mare e montagna hanno favorito dal punto di vista culinario una contaminazione che porta in tavola sia prodotti tipici dell’entroterra, come ortaggi e legumi, che il pescato locale. Inoltre, il buon latte della zona ha dato vita ad una produzione casearia di altissima qualità.

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Proseguendo verso il confine campano, è d’obbligo una sosta a Gaeta, luogo di villeggiatura molto rinomato già ai tempi degli antichi Romani, quando era frequentato da imperatori e ricchi patrizi. La cittadina si affaccia sull’omonimo golfo, ai piedi del Monte Orlando, con scogliere che superano i 100 metri di altezza. Suggestivo il Santuario della Santissima Trinità, anche detto della Montagna Spaccata, situato sulla fiancata occidentale del Monte Orlando: sorge su una fenditura nella roccia creatasi, secondo la leggenda, al tempo della morte di Cristo, quando si squarciò il velo del tempio di Gerusalemme. Il Santuario è raggiungibile dalle pendici della montagna tramite la “Scala del Turco”, così chiamata per la forma di una mano che si trova su una parete della roccia e che si sarebbe formata nel momento in cui un marinaio turco, che non credeva alla storia sulla causa della spaccatura, si appoggiò alla roccia: questa miracolosamente divenne morbida sotto la sua pressione, formando l'impronta della mano.

E dopo una giornata passata sulle belle spiagge di Gaeta o tra i suoi monumenti antichi, è d’obbligo provare la “tiella”, specialità gastronomica tipica della città con marchio "Denominazione Comunale d'Origine" attribuitole dal Comune di Gaeta nel 2005. Si tratta di una torta salata costituita da due sfoglie di pasta, con forma circolare, farcite nel mezzo con pesce o verdure. La tiella si serve divisa in quarti, sia tiepida che fredda: nasce come piatto unico amato da contadini e pescatori, che avevano così una pietanza in grado di conservarsi per più giorni.

Sulle isole del Lazio: il coniglio di Ponza e le lenticchie di Ventotene

Guardando al largo delle coste laziali, si notano le isole di Ponza e Ventotene. Nella prima c’è una delle spiagge più belle per l’estate 2016: Cala Fonte è infatti nella classifica nazionale della quarta edizione de “La più bella sei tu”, il contest di Legambiente che fa scegliere agli utenti del web le spiagge più affascinanti d’Italia. Impossibile non rimanere incantati dal contrasto tra il verde-smeraldo del mare e i colori variegati della roccia di questa suggestiva insenatura naturale. Per quanto riguarda l’aspetto culinario, l’isola presenta un patrimonio davvero variegato: la cucina di Ponza è infatti in grado di unire i sapori del mare a quelli dell’entroterra. Così, accanto ad aragoste, ricciole e pesce spada, sulla tavola ponzese spuntano fave, piselli neri, ceci e cicerchie. Piatto tipico dell’isola è il coniglio alla ponzese, la cui preparazione viene collegata alla festa patronale di Ponza, in onore di San Silverio, il 20 giugno. Il coniglio viene fritto in abbondante olio e poi condito con un soffritto di cipolla, aglio e pomodorino. Si aggiungono infine alloro e vino. Secondo le usanze locali, il coniglio alla ponzese veniva cucinato quando le ragazze di Ponza portavano in casa il proprio fidanzato per farlo conoscere alla famiglia.

A Ventotene si trovano invece i resti di un’imponente villa romana denominata Villa Giulia, in ricordo della figlia dell’imperatore Augusto che fu infatti proprio qui esiliata 2mila anni fa. Il porto antico fa da punto di accesso ad un’isola che alterna sabbia e scogli, mantenendo sempre l’acqua limpida e fresca. Piatti caratteristici di Ventonene sono la favetta e le lenticchie. La favetta si prepara facendo bollire le fave fino a ridurle ad una purea da condire con acciughe salate, aglio e olio di oliva.

Zuppa di pesce del Lazio

Zuppa di pesce versione facile ricetta molto più semplice e veloce, si lo so che è un piatto della tradizione solitamente che richiede una lunga cottura e che a seconda del pesce che si utilizza servono diverse cotture, ma io ho pensato di facilitarlo, basta scegliere del pesce che abbia una cottura breve per rendere anche una ricetta come la zuppa di pesce più semplice. La zuppa di pesce classica è un piatto caldo, confortevole e perfetto soprattutto in vista delle feste di Natale, solitamente è una ricetta della Vigilia di Natale, la mia mamma la preparava tutti gli anni, poi ha smesso quando io sono rimasta vittima di una spina, si esatto aveva usato il pesce con le spine e nonostante lo avesse spinato è capita a me… io ho preparato la zuppa di pesce versione facile e senza spine, cioè ho utilizzato solo pesce che non le ha, sono rimasta traumatizzata abbiate pazienza, ma almeno posso mangiarla in sicurezza ed anche voi!

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