La zuppa inglese è un dolce che si riconosce tra mille! Lo si riconosce per i colori, per i profumi e per il suo goloso mix di sapori e aromi.
Ma sapete che la ricetta della zuppa inglese ha una storia molto particolare? Ciò che è certo è che questo dolce al cucchiaio sia nato in Emilia Romagna e da lì poi si sia diffuso un po' in tutto il Centro Italia, soprattutto in Toscana, e poi per sua bontà sia arrivato ovunque.
Ciò che davvero non si riesce a capire è che la zuppa inglese tradizionale di inglese non ha proprio nulla! La ricetta della zuppeta inglese viene contesa inoltre tra più città: Parma, Bologna e Ferrara, e si trovano testi risalenti all''800 in cui già si fa il suo nome.
Un dolce che tutti abbiamo assaggiato almeno una volta nella vita e che vi dirò, non è assolutamente difficile da fare.
Origini e Contese Regionali
Un dolce che spunta sulla tavola della domenica di tante famiglie, specie al Centro Italia, e che ha una storia lunga e alquanto dibattuta. Un dibattito da risolvere tra Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Campania, senza dimenticare l’Inghilterra.
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Intanto, chiariamo alcuni punti. Essendo un dolce tipico, regionale e nato molto probabilmente in ambito familiare, ha subito nel tempo qualche piccolo cambiamento, si trovano infatti in giro diverse versione della ricetta zuppa inglese.
Etimologia e Ingredienti Base
Si dice ‘zuppa’ e viene in mente una pietanza calda, magari una minestra liquida di verdure, carne e pesce. O magari un brodo leggero, in cui cuocere tocchetti di impasto (ancora in Emilia, ad esempio, c’è la ‘Zuppa Imperiale’). L’origine del vocabolo viene in aiuto, spiegando come il gotico suppa sia passato invariato al latino volgare, a indicare qualsiasi preparazione a base di pane inzuppato.
Pensiamo quindi alla base fondamentale del dessert: pan di Spagna, biscotto savoiardo, oppure - tra la Romagna e Ferrara - la tipica brazadela, l’importante è sia ben imbevuto di alchermes o rosolio.
Rivendicazioni Emiliano-Romagnole
Tra le rivendicazioni regionali della Zuppa Inglese, una delle più vigorose è quella emiliano-romagnola. L’ipotesi parla della corte estense di Ferrara del XVI secolo, dove qualcuno ricordò lontanamente il trifle, un dolce anglosassone definito l’antenato di tutte le torte.
Grazie ai contatti commerciali con l’Oltremanica, l’ispirazione arrivò fin qui, trasformandosi in pan di Spagna, biscotti e alchermes - l’al-qirmiz appreso dagli Arabi, a base di cocciniglia - in chiave nostrana. E attenzione: nessuna crema al cacao o cioccolato in vista, che a quei tempi ancora pressoché sconosciuto in Europa.
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Le Ipotesi Toscane e Napoletane
E se la Zuppa Inglese fosse nata in Toscana? A Napoli? A Siena, nel luglio 1552, un cuoco concepì la Zuppa del Duca, in onore della visita di Ippolito da Correggio a Cosimo de’ Medici.
Il dolce, che oggi prevede crema pasticcera, cioccolato e a volte meringa, è riconosciuto sia come antenato della Zuppa Inglese che del Tiramisù (la cui storia controversa abbiamo raccontato qui).
“Porta questa zuppa all’inglese!” è invece l’esclamazione che conduce a Napoli sul finire del Settecento. Così il maggiordomo di Re Ferdinando I, riportato sul trono da Horatio Nelson, esortò il cameriere a servire all’ammiraglio un dessert preparato con avanzi di altri dolci secchi, crema pasticciera e l’amato rum.
Una trovata dell’ultimo momento per sostituire una più elegante portata, caduta rovinosamente a terra poco prima. Infine un’ultima ipotesi, più sintetica ma ugualmente fantasiosa.
La Leggenda Modenese e la Diffusione
Secondo questa leggenda, che vorrebbe la zuppa inglese emiliana figlia di un errore (topos narrativo non troppo originale di ogni tradizione culinaria) e nata durante il Rinascimento, rimane inspiegabile il fatto che il dolce al cucchiaio rosso giallo e marrone si sia diffuso in Italia solo un paio di secoli più tardi, a giudicare dalle poche tracce storiche di cui siamo in possesso.
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Proprio questa incongruenza ha fatto nascere una seconda teoria, che riguarda un matrimonio d’interesse, quello avvenuto tra Maria Beatrice d’Este (poi Mary of Modena) e Giacomo II Stuart, re d’Inghilterra, Scozia e Irlanda dal 1685 al 1688.
Leggenda vuole che la futura regina consorte, arrivata Oltremanica, si sia innamorata del trifle e che poi tornata in patria avrebbe chiesto al cuoco di riprodurlo con prodotti locali. Se questa teoria fosse accreditata, la zuppa inglese sarebbe nata nella capitale del Ducato Este, che nel XVII secolo era proprio Modena.
La verità è che Mary of Modena morì in esilio insieme al re e non tornò più in patria, inoltre la sua vita a Londra fu quasi un inferno: tra i tanti tradimenti del marito e l’odio di gran parte dei sudditi verso la sua religione cattolica, probabilmente i trifle inglesi non avevano molte chance di renderla felice.
La Diffusione della Zuppa Inglese Emiliana
La zuppa inglese sarebbe però stata certamente divulgata da Vincenzo Agnoletti, pasticciere romano che lavorava alla corte ducale di Parma all'inizio del 1800: nella ricetta, Agnoletti usava il rum per la bagna, liquore tipico della marina britannica, da qui l’appellativo inglese.
In seguito il rum sarebbe stato sostituito dall'alchermes, più economico perché di produzione nazionale e più colorato alla vista, per via del suo rosso acceso.
È però del 1911 la versione della zuppa inglese che la eleva a dolce tipico italiano, firmata ovviamente da Pellegrino Artusi: la ricetta #675 “Zuppa Inglese” si fa con savoiardi intinti (non troppo) in rosolio bianco o alchermes alternati a crema e conserva di frutta.
Com’è Fatta la Zuppa Inglese Emiliana
La zuppa inglese emiliana, nella sua versione più classica, prevede più spesso l’uso dei savoiardi reggiani al posto del pan di Spagna, che tende a fondersi un po’ troppo con le due creme.
I savoiardi emiliani - che combinano poco zucchero con tuorli d’uovo, farina, latte e albume montato a neve e non contengono vaniglia, scorza di limone o zucchero come quelli originali piemontesi - hanno origine a Reggio Emilia quando, nel 1909, Elico Alai mise a punto una ricetta per sostituire il pan di Spagna nella zuppa inglese.
Avendo provato centinaia di miscele, lavorando gli ingredienti in svariate proporzioni, una notte fece nascere un biscotto così leggero che, soffiandogli sotto, volava come una piuma ed era così soffice che poteva sostituire qualsiasi pan di Spagna: si trattava del savoiardo perché gli ricordava un biscotto piemontese che mangiava nella sua infanzia.
La zuppa inglese merita di essere preparata come la tradizione vuole, all’interno di uno stampo lavorato come quello per il budino, in rame o alluminio, ma al giorno d’oggi si trova anche preparato in teglie di vetro.
ZUPPA INGLESE di Benedetta Rossi - Ricetta TV Fatto in Casa per Voi
Ricetta della Zuppa Inglese
Vediamo ora una ricetta per preparare questo delizioso dolce a casa.
Ingredienti per 8 persone
- 10 savoiardi
- 1 bicchiere di Alchermes
- ½ bicchiere di Sassolino
- 500 ml di latte intero
- 3 tuorli
- 3 cucchiai di zucchero semolato
- 3 cucchiai di farina 00
- 500 cl di latte intero
- 50 g di farina 00
- 75 g di zucchero semolato
- 30 g di cacao amaro
- 45 g di cacao dolce
- 50 g di burro
Procedimento
- Preparare la bagna: Unire l'Alchermes e il Sassolino in un contenitore largo. Tagliare i Savoiardi per il lungo e poi per la metà, ammollarli nel composto liquoroso e riporli in ciotole da colazione.
- Preparare la crema pasticciera: Unire i tuorli con lo zucchero in un pentolino, aggiungere la farina e poi il latte a poco a poco. Mettere sul fuoco e far addensare, mescolando continuamente.
- Preparare il budino al cioccolato: Unire tutte le polveri (cacao amaro, cacao dolce, farina, zucchero) in un pentolino, aggiungere il latte e far cuocere fino a bollore, mescolando continuamente. Fuori dal fuoco, unire il burro.
- Composizione del piatto: Versare uno strato di crema pasticciera nelle ciotole con i savoiardi, poi uno strato di budino al cioccolato. Riporre in frigo e attendere il completo raffreddamento.
La zuppa inglese è un dolce che mi accompagna da quando ero bambino: mia nonna paterna, la rezdora della Busa, lo preparava quasi tutte le domeniche. Addirittura nei giorni successivi, di ritorno da scuola come merenda pomeridiana, era ancora più buona che appena fatta.
Varianti e Curiosità
Come vi dive di zuppa inglese ricetta esistono diverse varianti una di esse ad esempio vede l'utilizzo di pan di spagna al posto dei savoiardi. Curioso, per un piatto che non è né una minestra, e non è nemmeno anglosassone, passare alla storia col nome di ‘Zuppa Inglese’.
C'è chi ci mette l'alchermes, che oltre ad essere un liquore ricco e profumato conferisce quel bel colore rosso intenso alla preparazione, chi invece usa il rosolio o il rum. A me sinceramente piace la zuppa inglese ricetta originale, quella che prevede l'aggiunta di alchermes, anche mia nonna la faceva così!
È in effetti una vera goduria affondare il cucchiaino negli strati di savoiardi ben bagnati, incontrare via via strati di crema pasticciera e crema al cioccolato. Che dolce libidinoso!
Tabella Comparativa Ingredienti
| Ingrediente | Versione Classica | Variante con Pan di Spagna | Variante con Rum |
|---|---|---|---|
| Biscotti | Savoiardi | Pan di Spagna | Savoiardi/Pan di Spagna |
| Liquore | Alchermes | Alchermes | Rum |
| Crema | Pasticcera e Cioccolato | Pasticcera e Cioccolato | Pasticcera e Cioccolato |
| Extra | Nessuno | Nessuno | Meringa (opzionale) |
Sono molte - più che altrove - le possibilità di assaggiare ottime Zuppe Inglesi a Bologna. Poi quella della più recente osteria contemporanea Darcy, servita in una coppa elegante e sormontata da crema al cioccolato.
Amatissima, in versione ‘scucchiaiata’, anche quella della Trattoria Bertozzi, mentre Elisa Rusconi della Trattoria Da Me la propone in barattolo con una bella bicromia tra le due creme. Da tenere presente anche la zuppa inglese di Vicolo Colombina e della trattoria Serghei.