La pizza Margherita è uno dei simboli culinari più riconosciuti al mondo, amata per la sua semplicità e i suoi ingredienti freschi: pomodoro, mozzarella e basilico. Sarà forse per la sua semplicità? Oppure per i suoi caratteristici colori simbolo di italianità? Una cosa è certa: tutti adoriamo la pizza Margherita. Perché è quel sapore così semplice e sincero che non delude mai e che non ci stanchiamo mai di gustare. Ma chi ha inventato la pizza Margherita? E qual è la sua vera storia?

Molti pensano di conoscere già la storia della pizza più famosa al mondo. Ma qual è la vera storia della regina delle pizze, la Margherita? Sono vere la storia della Regina Margherita di Savoia, oppure è una storia inventata?

La Deliziosa Storia della Pizza - Curiosità Storiche

La Leggenda della Pizza Margherita

La leggenda narra che la pizza Margherita sia stata inventata a Napoli nel 1889 dal pizzaiolo Raffaele Esposito della Pizzeria Brandi a Napoli. La Margherita, come tutti sanno, è attribuita a Raffaele Esposito, un pizzaiolo della pizzeria "Pietro… e basta così", fondata nel 1880 da Pietro Colicchio, oggi "antica pizzeria Brandi", nei pressi di Palazzo Reale. La storia racconta che la sera dell’11 giugno 1889, nelle cucine reali della Reggia di Capodimonte, Esposito avrebbe infornato tre diversi tipi di pizza per omaggiare la visita del re Umberto di Savoia e della regina Margherita, la quale ne avrebbe fatto espressa richiesta.

Esposito, per onorare la visita reale, preparò tre pizze diverse. Una con olio, formaggio e basilico; un’altra con i cecenielli (bianchetti); un’altra ancora con pomodoro e mozzarella, cui la moglie di Esposito, Maria Giovanna Brandi, avrebbe aggiunto una foglia di basilico. Una di queste aveva i colori della bandiera italiana: rosso (pomodoro), bianco (mozzarella) e verde (basilico). Questa combinazione piacque particolarmente alla Regina, che chiese il nome del piatto. Il pizzaiolo non si lasciò sfuggire l’occasione e battezzò seduta stante la pizza con il nome di Margherita, facendo nascere una vera e propria leggenda della gastronomia. Delle altre due pizze non ci sono notizie certe, alcune voci parlano di una a base di strutto, formaggio e basilico, e una seconda pizza rossa alle acciughe, mentre altri sostengono che la prima fosse con olio, formaggio e basilico e la seconda con i cecenielli, ovvero il novellame delle sardine.

Pizza Margherita

La Verità Storica

Tuttavia, alcune fonti storiche, come il libro di Francesco De Bourcard, mostrano che già nel 1866 esisteva una pizza con ingredienti simili a quelli della Margherita. In realtà, esistono testimonianze della nascita di un tipo di pizza preparata con la mozzarella e il pomodoro ben prima della visita dei Savoia a Napoli. Pertanto, la combinazione di pomodoro, mozzarella e basilico potrebbe essere stata utilizzata ben prima dell’omaggio alla Regina Margherita nel 1889.

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Già in età borbonica, quella di Ferdinando IV, proprio pasta, pomodoro e mozzarella erano stati issati a pilastri di una rivoluzione agricola epocale che ha poi fatto la fortuna di Napoli, collocandola nella storia della cucina occidentale. La produzione del famoso latticino fu stimolata nei laboratori della Reale Industria della Pagliata delle Bufale di Carditello, la tenuta di caccia di San Tammaro che Ferdinando IV rilevò dal padre Carlo proprio nel 1780 per trasformarla in un innovativo laboratorio di circa duemila ettari per coltura e allevamento.

Il pomodoro, quello tondo, giunse attraverso la Spagna nel Seicento, ma intorno al 1770 prese il via la storia del pomodoro lungo, proveniente dall’America latina, in dono al Regno di Napoli dal Vicereame del Perù, in quegli anni territorio borbonico dominato dalla Spagna di Re Carlo III di Borbone (ex Re di Napoli) padre di Re Ferdinando IV, e ne fu subito radicata la coltura nelle terre tra Napoli e Salerno, dove la fertilità del terreno vulcanico produsse una saporitissima varietà. La pizza margherita nacque grazie alle ricerche dell’azienda agricola borbonica di Carditello.

La nascita della Margherita è databile almeno alla metà dell’Ottocento, qualche decennio in anticipo rispetto all’omaggio ai Savoia di Raffaele Esposito. Tutto ciò pare che le associazioni napoletane di categoria lo sappiano, poiché sono state proprio loro a fornire una prova di grande peso che sin qui è rimasta distrattamente ignorata ma che è ora il caso di porre al centro della discussione. Basta dare un’occhiata al Regolamento UE n. 97/2010 della Commissione Europea riportato nella Gazzetta Ufficiale del 5 febbraio 2010 accreditante la denominazione Pizza Napoletana STG nel registro delle specialità tradizionali garantite.

Pizza Margherita Napoli

La Prima Fonte Scritta

Il letterato ed editore Francesco De Bourcard ne parla ad esempio nella sua grande opera “Usi e costumi di Napoli e contorni descritti e dipinti”. Napoletano di origine svizzera, De Bourcard, dopo vent’anni di duro lavoro, pubblica nel 1858 un affascinante affresco della società napoletana, dalle sue usanze e tradizioni, alla sua cucina, ma soprattutto ai suoi personaggi tipici. Ed è proprio in questa raccolta di usi e costumi della Napoli ottocentesca, che troviamo la prima fonte scritta della pizza con mozzarella e pomodoro.

Francesco De Bourcard le descrive così: “coperte di formaggio grattugiato e condite collo strutto, e vi si pone sopra qualche foglia di basilico. Si aggiunge delle sottili fette di mozzarella” e “talora si fa uso” del pomodoro. Dunque, la pizza pomodoro, mozzarella e basilico esisteva prima dell’infornata a corte di Raffaele Esposito, ma anche prima della pubblicazione dell’opera di Francesco De Bourcard.

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Il Ruolo dell'America

Ad oggi non conosciamo una data precisa della sua nascita, ma se è vero che la pizza è uno degli alimenti più antichi della cultura italiana, lo stesso non si può dire della Margherita e sapete perché? Per il pomodoro! Originario delle Americhe e più precisamente dal Perù, solo a partire dal ‘500, con l’avvio delle spedizioni europee nel nuovo continente, è stato possibile importare in Europa l’ingrediente di cui oggi non possiamo proprio fare a meno. E pensate che solo a partire dal ‘600 il pomodoro entrò a pieno regime nella nostra alimentazione mediterranea.

Nel secolo precedente, a causa del forte problema della fame, il pomodoro non era mai stato considerato come un alimento per cui valesse la pena coltivare, dato il suo minor apporto di nutrienti per esempio in confronto con le patate - altro cibo di importazione americana.

La Pizza Margherita Oggi

Al netto di una ricchissima cucina regionale che spazia dalle paste alle carni, dalla preparazione dei dolci ai liquori, la pizza resta in assoluto il piatto più rappresentativo dell'italianità nel mondo. Al trancio, tonda o in teglia, con il cornicione alto alla napoletana o sottile alla romana. Ne esistono tante versioni, ognuna con le proprie caratteristiche, ma tutte accumunate da un'origine comune: lo storico incontro a Napoli tra il pizzaiolo Raffaele Esposito, sua moglie Maria Giovanna Brandi e la regina Margherita di Savoia nel 1889.

La pizza Margherita non è solo un piatto, ma un pezzo importante della storia di Napoli e della tradizione della pizza napoletana. La pizza margherita è molto più di una semplice combinazione di pomodoro, mozzarella e basilico. È un simbolo culturale, un’espressione di semplicità e bontà che ha attraversato i confini italiani per diventare un fenomeno globale. Rappresenta perfettamente come pochi ingredienti di alta qualità possano creare un vero capolavoro gastronomico.

Ecco la Pizza Margherita una ricetta semplice per preparare una pizza in casa:

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  1. Lavorazione dell’impasto: Iniziate sciogliendo il lievito in acqua tiepida.
  2. Aggiungete la farina e il sale, impastando fino a raggiungere un composto liscio ed elastico.
  3. Condimento: Distribuite la passata di pomodoro sulle basi e aggiungete la mozzarella precedentemente tagliata a fette o cubetti.
  4. Cottura: Cuocete in forno preriscaldato a 250°C per circa 10-15 minuti, finché i bordi non saranno dorati e la mozzarella fusa e leggermente dorata.

La pizza margherita è molto più di un semplice piatto: ogni morso racconta una storia di ingegno, di perseveranza e di passione per il cibo. È un’opera d’arte culinaria che incarna la generosità e l’accoglienza italiana, unisce le persone intorno a un tavolo e crea legami duraturi.

Pizza Margherita fatta in casa

Perché si chiama pizza margherita?

La leggenda della pizza margherita racconta che nella pizzeria della Sant’Anna di Palazzo a Napoli, operasse, alla fine del 1700, Pietro Colicchio, pizzaiolo di grande fama per l’epoca. Suo figlio Ferdinando, ereditata la pizzeria, la cedette a Raffaele Esposito. Fu quest’ultimo a dare il nome di Margherita a una pizza condita con pomodoro, mozzarella e basilico, per omaggiare la Regina di Savoia con una pizza che ricordasse i colori della bandiera italiana. La sovrana ringraziò pubblicamente Raffaele Esposito per quella pizza e pertanto da quel momento in poi tutti chiamarono Margherita la pizza così condita.

La pizza Margherita è diventata un simbolo dell’Italia stessa, rappresentando l’amore per il cibo semplice, genuino e delizioso. Non c’è da meravigliarsi che la pizza Margherita sia apprezzata e amata in tutto il mondo. La Margarita pizza è molto più di un semplice piatto. È la celebrazione di valori fondamentali della cucina italiana: semplicità, qualità, e una connessione intrinseca con le proprie radici culturali. È una testimonianza del potere del cibo di unire le persone, di evocare ricordi e di raccontare storie.

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