I colliri sono preparazioni farmaceutiche che si applicano a gocce direttamente nell'occhio per trattare o alleviare diversi disturbi oculari. Questi liquidi, contenenti farmaci o sostanze naturali disciolte, rappresentano il trattamento più comune per affrontare sia piccoli problemi visivi sia patologie potenzialmente pericolose per la vista. A seconda della loro composizione e funzione, alcuni colliri richiedono una prescrizione medica, mentre altri possono essere acquistati liberamente in farmacia.
In funzione dei principi attivi contenuti, i colliri possono essere venduti con o senza prescrizione: alcuni di essi sono dispositivi medici o inquadrati come farmaci da banco (OTC), mentre altri necessitano di presentazione di idonea ricetta medica per poter essere dispensati.
I consigli dell'infermiere: mettersi il collirio
Tipologie di Colliri
Esistono diverse tipologie di colliri, ognuna con uno specifico scopo curativo. Ecco alcune delle principali categorie:
- Colliri antinfiammatori: Utilizzati per ridurre irritazioni, arrossamenti, prurito o fastidio agli occhi.
- Lacrime artificiali: Gocce impiegate per idratare l'occhio, soprattutto in caso di secchezza oculare causata dall'uso prolungato di schermi elettronici.
- Colliri antibiotici: Impiegati per trattare infezioni oculari o infiammazioni che possono compromettere la vista, come la congiuntivite batterica.
- Colliri per la secchezza oculare: Dovrebbero imitare le caratteristiche del muco lacrimale, essere lievemente alcalini, isotonici con il film lacrimale e privi di conservanti.
- Colliri contro l'arrossamento oculare: Realizzati con ingredienti dall'azione disarrossante, emolliente e rinfrescante.
- Colliri anticolinergici: Realizzati con principi attivi con azione anticolinergica capaci di generare un'evidente dilatazione della pupilla, quali: l'atropina, la fenilefrina e la tropicamide.
Oltre alla classificazione basata sui principi attivi, i colliri possono essere suddivisi in due macro-gruppi in base al contenitore:
- Colliri in contenitori monodose: La preparazione è contenuta in fialette utilizzabili fino a 12-24 ore dopo l'apertura.
- Colliri in flaconi multidose: La preparazione è contenuta in un recipiente riutilizzabile fino a 3-4 settimane dopo l'apertura.
Colliri al Cortisone: Quando è Necessaria la Ricetta?
I colliri al cortisone, contenenti principi attivi corticosteroidi, sono spesso prescritti per il loro potente effetto antinfiammatorio, alleviando sintomi come gonfiore e arrossamento in tempi brevi. Tuttavia, l'uso di questi colliri richiede particolare attenzione e la supervisione di un medico.
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I colliri cortisonici possono essere formulati con Cortisone, Triamcinolone, Desametasone, Idrocortisone ecc.: la scelta del collirio per la congiuntivite allergica grave va delegata al medico.
È fondamentale chiedere sempre il parere del proprio medico di fiducia prima di utilizzare qualsiasi tipo di collirio nell’occhio, anche quelli che non necessitano di ricetta medica.
Quando è Necessario Utilizzare un Collirio al Cortisone?
I colliri antinfiammatori sono indicati nel trattamento di condizioni oculari infiammatorie, più o meno severe e di diversa natura. In particolare, i colliri al cortisone possono essere prescritti in caso di:
- Congiuntiviti allergiche gravi, come supporto alla terapia antistaminica.
- Blefariti e blefarocongiuntiviti allergiche.
- Altre infiammazioni del tratto anteriore del globo oculare.
Tuttavia, è importante considerare le controindicazioni e le avvertenze associate all'uso di colliri al cortisone.
Controindicazioni ed Effetti Collaterali
L'uso di colliri al cortisone è controindicato in caso di:
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- Ipersensibilità a qualsiasi componente del prodotto.
- Ipertensione oculare.
- Herpes simplex acuto e malattie virali della cornea in fase acuta ulcerativa.
- Tubercolosi o micosi dell'occhio.
- Oftalmie purulenti acute, congiuntiviti purulente e blefariti purulente ed erpetiche.
- Orzaiolo.
Gli effetti indesiderati possono includere:
- Rialzo della pressione endoculare con possibile sviluppo di glaucoma.
- Formazione di cataratta subcapsulare posteriore in seguito a trattamenti prolungati.
- Sviluppo o aggravamento di infezioni batteriche da Herpes simplex o da funghi.
- Ritardo della cicatrizzazione.
- Effetti collaterali gravi quali ispessimento della sclera, midriasi, rilassamento delle palpebre.
- Cefalea, ipotensione, rinite e faringite.
Esempi di Colliri al Cortisone
Ecco alcuni esempi di colliri al cortisone disponibili in commercio:
Fluaton - Collirio
Fluaton è un farmaco a base del principio attivo Fluorometolone, appartenente alla categoria dei Corticosteroidi. È generalmente controindicato in gravidanza e allattamento e nei bambini sotto i due anni. L'uso prolungato può causare inconvenienti, quindi è sconsigliabile un'applicazione ininterrotta per oltre un mese. Questo medicinale contiene benzalconio cloruro, che può causare irritazione agli occhi e alterazione del film e della superficie corneale.
Etacortilen 0,15% collirio soluz.
Etacortilen è utilizzato per congiuntiviti primaverili e allergiche, blefariti e blefarocongiuntiviti allergiche. L'uso di steroidi intraoculari può prolungare il corso e può esacerbare la gravità di molte infezioni virali dell'occhio (incluso l'herpes simplex). La segnalazione delle reazioni avverse sospette è importante per monitorare il rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Cortivis 0,3 ml collirio soluzione
Cortivis è indicato per affezioni infiammatorie ed allergiche del tratto anteriore del globo oculare. Contiene idrocortisone sodio fosfato come principio attivo. L'uso degli steroidi nelle cheratiti erpetiche virali richiede molta cautela e può essere consentito solo sotto stretta sorveglianza dell'oculista. Il trattamento con corticosteroidi non deve essere ripetuto o prolungato senza opportuni controlli per escludere l'insorgenza di pressione intra-oculare e di infezioni insospettate o la formazione di cataratta.
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TobraDex collirio e unguento oftalmico
TobraDex è una combinazione di tobramicina (antibiotico aminoglicoside) e desametasone (corticosteroide). È utilizzato per trattare infezioni oculari con infiammazione. L’uso prolungato di corticosteroidi per via topica oftalmica può causare l’aumento della pressione intraoculare, formazione di cataratta subcapsulare e ritardo della guarigione delle ferite. È controindicato durante l’allattamento.
Come Applicare Correttamente il Collirio
Anche senza ricetta, nel momento in cui si utilizzi un collirio, è opportuno chiedere consiglio al proprio medico, ottico o farmacista di fiducia affinché indichi la modalità di applicazione corretta e la posologia. Non è complicato e, con un po’ di pratica, lo può fare la stessa persona che le deve usare senza aver bisogno di nessun altro.
Importanza della Supervisione Medica
In conclusione, l'uso di colliri al cortisone deve essere sempre supervisionato da un medico. Evitare l'autoterapia e consultare un esperto per una diagnosi precisa e un trattamento appropriato. La salute dei tuoi occhi è preziosa, affidati sempre a professionisti qualificati.
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