Il Not a Dirty Martini è una rivisitazione del classico Dirty Martini, un cocktail a base di gin, vermut e salamoia d’olive. Il Dirty Martini, tecnicamente un Dry Martini "sporcato" con salamoia d’olive, è un drink dal sapore particolare che suscita reazioni contrastanti: amore o odio.
Un drink con salamoia d’olive può sembrare strano, ma questo ingrediente dona sfumature sapide/umami. Oltre all'aroma, la salamoia svolge un ruolo simile alla soluzione salina aggiunta a molti drink. È consigliabile utilizzare salamoia d’olive lattofermentate home-made.
Senza entrare nei dettagli del Dirty Martini, ecco la storia del Not a Dirty Martini. Qualche anno fa, lavorando per un’azienda produttrice di vodka, ho spinto i bartender a personalizzare il prodotto con erbe, spezie e frutta. Un'infusione con olive è piaciuta particolarmente: il sapore era eccezionale, la vodka non risultava unta e la sapidità era gradevole.
Ho sperimentato ulteriormente con le olive, scoprendo che sono ottime affumicate a freddo con legno di melo. Un London Dry Gin infuso con olive affumicate ed essiccate era eccezionale. Ora vediamo la ricetta del Not a Dirty Martini.
Ricetta del Not a Dirty Martini
Ingredienti:
- 60 ml (2 oz.) Gin alle olive affumicate
- 10 ml (1/4 oz.) Vermut Dry
- 3-5 ml (1 barspoon) Sciroppo di zucchero
- Oliva affumicata o twist di limone
Strumentazione:
- Mixin’ glass
- Bar spoon
- Jigger
- Strainer
- Colino a maglie fini
- Coppetta da 110 ml
- Paletta per il ghiaccio
Preparazione:
- Raffreddare il mixin’ glass, buttare il ghiaccio e versare gli ingredienti.
- Miscelare e aggiungere nuovo ghiaccio.
- Con la tecnica stir, raffreddare e diluire il drink.
- Filtrare in una coppetta precedentemente raffreddata.
- Se ci sono piccole scaglie di ghiaccio, filtrare con il colino conico.
- Per un drink più freddo, tenere il gin alle olive in congelatore.
- Decorare con un’oliva affumicata o un twist di limone leggerissimo.
Un twist troppo forte coprirebbe gli aromi del gin infuso.
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Buona miscelazione!
Come preparare un Dirty Martini (3 modi)!
Storia e Curiosità sul Martini
In questa guida esploreremo le origini del cocktail Martini e le sue varianti più famose, come il Martini Dry, il Martini Perfect e il Martini Dirty, per trovare il tuo preferito. Le origini del cocktail Martini non sono chiare ed esistono più teorie.
La città di Martinez, in California, rivendica i diritti di proprietà del cocktail Martini. La leggenda narra che il proprietario di una taverna locale inventò il “Martinez Special” durante la corsa all’oro per celebrare l’enorme bottino di un minatore. Anche The Modern Bartender Guide di O.H Byron (1884) indica il cocktail come “Martinez”, descrivendolo come una variante del Manhattan, con base di whisky anziché di gin.
Rispetto ai cocktail Martini più recenti, le varianti originali erano solitamente dolci. Si pensa che il drink sia diventato progressivamente più secco, a causa della popolarità del London Dry Gin. Indipendentemente dalle sue origini, il suo status di icona è innegabile.
MARTINI: Un Marchio Iconico
MARTINI nasce nel 1863 a Torino, dalla collaborazione tra Alessandro Martini, Luigi Rossi e Teofilo Sola. La combinazione delle loro esperienze nel mondo del vino, delle erbe, delle essenze botaniche e degli affari pone le basi per un marchio iconico. Grazie alla ricetta segreta e agli ingredienti di alta qualità, MARTINI è sinonimo di qualità e raffinatezza.
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Varianti del Cocktail Martini
Il cocktail Martini ha un gusto frizzante ed elegante, con sfumature botaniche e una leggera amarezza. Se preparato con il gin, il sapore del ginepro e la complessità delle erbe culminano in un finale secco. Scegliendo la vodka, il profilo gustativo diventa più morbido, con una dolcezza delicata e un finale neutro e pulito.
Per servire un cocktail Martini, devi scegliere la base: gin o vodka. L’unico altro ingrediente è il vermouth, che aggiunge profondità e complessità. Il drink può essere servito liscio, senza ghiaccio o on the rocks, con ghiaccio. I cocktail Martini sono di solito serviti con una guarnizione di olive o una scorza di limone.
Il bello dei cocktail Martini è la possibilità di personalizzarli in base ai propri gusti. Esistono diverse varianti che vale la pena esplorare.
Martini Dry e Wet
- I cocktail Martini sono solitamente secchi, ma alcuni li preferiscono "dry" o "extra dry". Il grado di "secchezza" riflette la quantità di vermouth.
- Agli antipodi del Martini Dry, il Wet Martini utilizza una quantità di vermouth maggiore rispetto al liquore di base.
Perfect Martini
Il cocktail Perfect Martini include sia il vermouth secco che quello dolce. Con un rapporto fifty-fifty di vermouth secco e vermouth dolce, di solito MARTINI Rosso, accanto al liquore di base, il cocktail ha un profilo aromatico ben equilibrato, ma complesso.
Dirty Martini
Una piccola quantità di olive in salamoia distingue il cocktail Dirty Martini dal classico Dry Martini. Questa aggiunta dona un sapore sapido e salato al cocktail, conferendogli un gusto leggermente salato e più robusto rispetto ai cocktail Martini tradizionali. Il nome “Dirty Martini” deriva dall’aspetto torbido che le olive in salamoia conferiscono al cocktail.
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Shakerato o Miscelato?
L’annoso dibattito tra shakerato e miscelato si riferisce al metodo di miscelazione. L’iconica frase di James Bond, che ordinava il suo Martini “Agitato, non mescolato”, aggiunge all’immagine del cocktail Martini un tocco di classe e raffinatezza. Miscelando delicatamente gli ingredienti con il ghiaccio si ottiene un cocktail liscio e cristallino, con una diluizione minima e una finitura più fredda.
Aneddoti Storici
Nel tardo pomeriggio del 5 dicembre 1933, Roosevelt pose fine al XVIII emendamento e all’era del proibizionismo negli States. Gli americani erano nuovamente liberi di acquistare e consumare alcol alla luce del sole. Nel 1945, alla conferenza di Yalta, Roosevelt offrì un Dirty Martini a Stalin, un evento significativo considerando le tensioni e gli interessi del momento storico.
Perché "Dirty"?
Il cocktail è "sporcato" da un accenno di salamoia, utilizzata per la conservazione delle olive, che lo rende più torbido alla vista e più adatto a palati forti.
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