La Sicilia, terra ricca di storia, cultura e tradizione, celebra la Pasqua con una tavola imbandita di prelibatezze dolciarie che hanno radici profonde nelle usanze locali. I dolci pasquali siciliani sono una testimonianza della maestria culinaria tramandata di generazione in generazione, unendo ingredienti semplici a tecniche artigianali che danno vita a opere d’arte commestibili. Alcune di queste ricette sono diffuse in tutta la Sicilia, magari con diverse varianti, altre sono caratteristiche di alcune località, ma tutte rendono ancora più speciale e gioiosa la Pasqua in Sicilia!

Tra le tradizioni più amate della Pasqua siciliana ci sono i dolci, veri e propri capolavori culinari che trasformano le tavole imbandite in opere d’arte per il palato. Questi dolci non sono solo prelibatezze da gustare, ma veri e propri simboli della ricchezza e della creatività della cultura siciliana, che da generazioni delizia grandi e piccini durante le festività pasquali. L’arte pasticcera siciliana è rinomata in tutto il mondo per la sua maestria e la sua varietà.

Ogni provincia siciliana vanta le sue specialità pasquali, frutto di antiche ricette tramandate di generazione in generazione. In questo articolo, faremo un viaggio alla scoperta di una parte di questi dolci tradizionali, un piccolo assaggio che magari potresti offrire ai clienti che ti sceglieranno per trascorrere i giorni di festa. Oggi faremo un viaggio alla scoperta di una parte di questi dolci tradizionali, un piccolo assaggio che magari potresti offrire ai clienti che ti sceglieranno per trascorrere i giorni di festa. Alcune di queste ricette sono diffuse in tutta la Sicilia, magari con diverse varianti, altre sono caratteristiche di alcune località, ma tutte rendono ancora più speciale e gioiosa la Pasqua in Sicilia!

Cassata siciliana: ricetta originale passo passo - Come farla, assemblarla e glassarla!

La Cassata Siciliana

La Cassata Siciliana è uno dei dolci più emblematici della Sicilia, e la tavola di Pasqua non sarebbe completa senza di essa. La sua ricca guarnizione la rende un capolavoro visivo, e il suo sapore delizioso conquista ogni palato. Questa torta riccamente decorata è composta da pan di spagna, ricotta dolce, frutta candita e pasta reale. Oggi presente tutto l’anno, originariamente questo dolce veniva preparato principalmente nel periodo pasquale, così come testimoniato in un documento ufficiale del 1575 del primo sinodo dei vescovi siciliani a Mazara del Vallo, nel quale si afferma che questo ne sia il dolce tipico.

L’ideazione di questo dolce sontuoso è da attribuire a Salvatore Gulì, confetturiere di Casa Reale, la cui rinomata pasticceria si apriva in corso Vittorio Emanuele a Palermo. L’idea della cassata nasce dal desiderio di Gulì di impiegare in un dolce la sua prestigiosa produzione di frutti canditi (mandarini, pere, arance, susine, ciliegie) e in particolare la zuccata, che esportava in Italia e all’estero. Era proprio qui che, nell’Ottocento, si rifornivano le più influenti famiglie dell’aristocrazia cittadina. All’epoca questo dolce di Pasqua ebbe un successo immediato e fu ribattezzato la cassata di Gulì.

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I Florio, ad esempio, erano soliti regalarla a nobili europei e magnati americani: veniva imballata e spedita in tutto il mondo all’interno di scatole di latta decorate. Un mito intramontabile, quello della cassata, tanto da diventare uno dei simboli identificativi più noti della Sicilia. Recita un antico proverbio: «Tintu è cu nun mancia a cassata a matina ri Pasqua» (infelice è chi non mangia la cassata nel giorno di Pasqua).

Cassata Siciliana

Cassata al Forno

Ancora più antica della colorata cassata siciliana, vi è la Cassata al forno. Nata diversi secoli prima, questa prelibatezza, molto diffusa nel palermitano, è sempre a base di ricotta, ma con gocce di cioccolato, senza canditi né pasta reale, e al posto del pan di spagna ha un involucro di pasta frolla.

Questo dolce veniva preparato dalle monache carmelitane soltanto in occasione della Santa Pasqua, perché con la sua forma tonda era simbolo del sole nascente e dunque della resurrezione di Cristo. Viene chiamata cassata al forno per distinguerla dalla cassata decorata con glassa e frutta candita detta cassata fredda (perché tutti gli ingredienti venivano assemblati senza poi venire cotti al forno). A Randazzo, borgo medievale in pietra lavica adagiato sulle pendici dell’Etna, la maestra gelatiera e cake designer Giovanna Musumeci propone nella pasticceria di famiglia una deliziosa cassata al forno senza canditi e con ricotta da «latte fresco di montagna».

Cassata al Forno

Pecorelle di Pasqua

Le Pecorelle di Pasqua sono un caratteristico dolce a base di pasta reale, chiamato anche Martorana, e minuziosamente decorato. La lavorazione accurata del marzapane e la decorazione con colori alimentari le rendono delle opere d’arte commestibili, simboli di pace, purezza e gioia pasquale. Queste bellissime creazioni spesso sono accompagnate dalla colorata frutta di marzapane.

Anticamente era offerto in dono a vescovi, cardinali, regine e viceré. Si tratta di un impasto di mandorle modellato, con l’ausilio di formine di gesso, a forma appunto di agnellino (nella tradizione cattolica il simbolo per eccellenza del sacrificio di Cristo e quindi della Pasqua). La decorazione esterna prevede invece tanti confettini e una bandierina di carta rossa, chiamata labaro. Ancora oggi l’agnellino pasquale è particolarmente diffuso in Sicilia, soprattutto nelle provincie occidentali (Palermo, Agrigento e Trapani) con diverse varianti di città in città: a Erice, per esempio, sono farciti secondo la tradizione conventuale, ovvero con la conserva di cedro; nella zona di Agrigento è più comune il ripieno con conserva di pistacchio.

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Pecorelle di Pasqua

Ciciuliu o Cuddura ‘cu l’Ova o Aceddu ‘cu l’Ovu

Il Ciciuliu, o Cuddura ‘cu l’Ova, o Aceddu ‘cu l’Ovu, sono un tipico dolce pasquale preparato con una pasta biscotto e delle uova sode. Non c’è bambino in Sicilia che non riceva almeno uno di questi dolci durante la Pasqua, e non c’è scampagnata pasquale che non si concluda con questi scrigni di storia e sapore.

In Sicilia il dolce di Pasqua più diffuso è ancora oggi la "cuddhura" o "coddura”, un grosso dolce di forma circolare, con incorporato un numero variabile, ma sempre dispari, di uova col guscio, che le giovani donne usavano regalare ai fidanzati nel giorno della Resurrezione. Come per le scarcelle pugliesi, la forma della cuddura non è solo circolare, se ne preparano di vari tipi. Qualche esempio? A forma di "campanaru" (campanile), a forma di "panarieddu" (a cestino) per augurare abbondanza, oppure di "gadduzzu" (galletto o colomba) per i maschi, di "pupa" (bambola) per le ragazze, a “cuore” per i propri amati.

I “Pupi cu l’ova” siciliani sono dei dolci pasquali, considerati oggi delle vere e proprie opere d’arte della pasticceria tradizionale. Sono strettamente legati al simbolismo pasquale per via dell’uso delle uova, elemento simbolo di rinascita della natura che, con l’avvento del cristianesimo, assume anche il significato di resurrezione e di speranza, motivo per cui le uova si trovano in molte preparazioni pasquali e non solo siciliane. Questo dolce assume nomi diversi a seconda della località in cui viene preparato. Per esempio a Trapani è conosciuto come“campanaru” o “cannatuni”, a Palermo è chiamato “pupu ccù l’ovu”, nel nisseno “cannileri”, ad Agrigento lo si conosce come “panaredda”, “cuddura cull’ovu” a Siracusa, e “palummedda” a Catania. Si tratta di pani o paste dolci di diversa grandezza e dalle forme svariate, sopra ed entro le quali vengono racchiuse delle uova sode. In passato questo dolce veniva regalato ai più piccoli e ad ognuno di loro veniva associata una forma diversa: la “Pupa”, ovvero la bambola, era destinata alle femminucce, “U Jadduzzu”, il gallo, era offerto ai maschietti, mentre quello a forma di cuore, era destinato ai più grandi, ed era il regalo pasquale preferito dagli innamorati.

Cuddura cu l'Ova

Ricetta per i "Pupi cu l’ova"

Ingredienti:

  • 500 g di farina 00
  • 150 g di zucchero
  • 120 g di strutto
  • 2 uova
  • 50 ml di latte
  • Una bustina di vanillina
  • Mezza bustina di lievito per dolci

Per decorare:

  • 6 uova sode
  • 180 g di zucchero a velo
  • Il succo di mezzo limone
  • 2 cucchiai di acqua
  • Zuccherini colorati q.b.

Preparazione:

Impastate la farina insieme allo zucchero, lo strutto, le uova, la vanillina, il latte e il lievito per dolci. Formate la figura che volete e nel centro inserite l’uovo sodo.

‘Mpanatigghi

Gli ‘Mpanatigghi sono dolci ripieni tipici di Modica, in provincia di Ragusa. Al loro interno un connubio di sapori che unisce carne e cacao, mandorle e aromi speziati. Questi dolci a forma di mezzaluna, caratteristici del periodo pasquale, ti stupiranno creando un’esperienza gastronomica unica.

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Biscotti tipici modicani a forma di semiluna, al cui interno è presente un impasto di cioccolato e carne. Si narra che vennero create dalla fantasia di alcune religiose, impietositesi per le fatiche dei padri predicatori in periodo quaresimale. Le monache infatti nascosero carne macinata nel ripieno di mandorle e cioccolato (il cui consumo era consentito perché ritenuto alimento di magro), con cui farcirono questi dolcetti. Il nome ‘mpanatigghi deriva dallo spagnolo empanadas o empadillas, che significa “farcite”.

'Mpanatigghi

Panini di Cena

I Panini di Cena sono dolci tipici della zona di Messina. Sono piccoli e morbidi panini ricoperti di semi di sesamo che una volta venivano consumati in particolare il Giovedì Santo, per ricordare l’ultima cena di Gesù. L’impasto di questo pane è arricchito da uova, burro, zucchero e spezie.

Biscotti Quaresimali

I Biscotti Quaresimali sono una leccornia tradizionale preparata durante il periodo di Quaresima. Sono a base di mandorle ed esistono ricette simili in diverse parti d’Italia. Sono simili ai cantucci e sono preparati solo con mandorle, zucchero e albumi.

Cassatelle

Cassatelle: un unico nome ma tante ricette per questo dolce siciliano tipico di Pasqua. Quelle di Agira sono mezzelune ripiene di un impasto al cacao e mandorle, quelle del trapanese sono fritte e farcite con ricotta di pecora, quelle del ragusano sono invece dei cestini con una crema di ricotta vaccina!

Sono talmente richieste che è facile trovarle tutto l’anno nelle pasticcerie e nei ristoranti della zona, nonostante si tratti di una specialità pasquale (anche se originariamente si preparavano per il Carnevale). Recita un detto popolare: «Cu n’appi, n’appi, cassateddi di Pasqua» ovvero «Fortunato colui che ha mangiato le cassatelle per Pasqua».

Tra le più celebri ci sono le cassatelle del bar La Sorgente di Castellammare del Golfo, ripiene di ricotta e gocce di cioccolato, e poi quelle preparate dalla rinomata Pasticceria Maria Grammatico, custode dell’arte pasticcera conventuale siciliana, nel suggestivo borgo medievale di Erice arroccato sull’omonimo monte che domina il golfo di Trapani.

I’ cosi i’ Pasqua

“I’ cosi i’ Pasqua” sono dei grandi biscotti tipici del paese di Castelbuono, in provincia di Palermo. Simili a savoiardi, questi dolci vengono preparati di svariate forme, dalla colomba, al cuore, alle bambole, e vengono poi decorati con glassa di zucchero.

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