Il campanile, simbolo di ogni comunità, spesso cela gelosie e rivalità tra paesi vicini. Come narra la storia del borgo di San Gennaro Vesuviano, dove il campanile fu privato dell'orologio verso Palma Campania per evitare che gli ex concittadini ne beneficiassero, così ogni paese custodisce con orgoglio le proprie tradizioni, soprattutto quelle culinarie. Sotto ogni campanile c'è una chiesa, di fronte un palazzo comunale, nei pressi sicuramente una pasticceria o un forno che prepara il dolce più buono di ogni altro dolce che si prepari altrove.
La cucina italiana, rinomata in tutto il mondo, offre un'ampia varietà di prodotti tipici locali. Intra Moenia ha selezionato, regione per regione, un dolce tipico che vale la pena provare, per un viaggio all'insegna del gusto e della scoperta.
i 10 dolci più buoni italiani
Un Campionato di Dolcezze Regionali
Ecco una classifica dei migliori dolci regionali italiani, un campionato ovviamente divisivo, che potrebbe risultare offensivo per qualcuno. Il punteggio di ogni dolce è la somma di due voti: la localisticità, ovvero quanto il successo del dolce sia legato al territorio d'origine, e l'universalità di gusto, ovvero quanto il dolce possa essere apprezzato al di là del campanilismo.
La Classifica dei Dolci Regionali
- Seadas (Sardegna): Fritto, con un cuore morbido di formaggio e scorze di agrumi, bilanciato dal miele. Un'esplosione di sapori che evoca la Sardegna.
- Pasticciotto (Puglia): Una barca di frolla ripiena di crema e un'amarena sciroppata al centro. Semplice e ancestrale, come le coste salentine.
- Maritozzo (Lazio): Un dolce paniforme con panna, reso unico dalla luce del sole che si specchia sui resti di Caput Mundi.
- Cassata (Sicilia): L'apice della sicilianità, capace di mettere d'accordo tutti. Un approccio reverenziale, diverso dalla scimmiottatura del babà.
- Pitta ‘nchiusa (Calabria): Vermouth, miele, uva passa, un senso di disordine e abbondanza, una trama rosiforme che rappresenta San Giovanni in Fiore.
- Bunet (Piemonte): Simile al crème caramel, ma con un'alterigia sabauda che lo rende unico. Mangiato altrove, perde un po' del suo senso.
- Gubana - Pandolce (Friuli Venezia Giulia - Liguria): Dolci paniformi con ripieno di frutta secca, pinoli, uvetta e semi di finocchio. Universali grazie alla loro capacità di conservazione.
- Sbrisolona (Lombardia): Farina di mais, strutto, nocciole. Un capolavoro di sbriciolitudine, ma fuori da Mantova rischia di essere troppo pesante.
- Strudel (Trentino): L'accoppiata tra mele, cannella e pinoli è un successo a ogni latitudine. Perfetto a ogni età e in ogni luogo.
- Babà (Campania): Un dolce tipico che ha subito una reinterpretazione globalizzata, perdendo un po' della sua identità.
- Bustrengo o Bostrengo (Emilia Romagna - Marche): Un dolce senza una ricetta vera e propria, uno stato mentale in cui si mescola un po' tutto quel che capita a tiro.
- Maccheroni dolci (Umbria): Pasta condita con miele, nocciole, alkermes e cioccolato. Un'idea che sarebbe potuta venire agli americani.
Dolci Tipici Italiani Regione per Regione
Ogni regione italiana vanta un patrimonio dolciario unico, frutto di tradizioni secolari e ingredienti locali. Ecco una panoramica dei dolci tipici regione per regione:
| Regione | Dolce Tipico | Descrizione |
|---|---|---|
| Valle d’Aosta | Crema di Cogne | Un mix di cioccolato, panna, mandorle, uova e rhum che si scioglie in bocca. |
| Lombardia | Sbrisolona | Torta povera di ingredienti, ma ricchissima di gusto, caratterizzata dalle sue briciole. |
| Piemonte | Krumiri | Biscotti tipici di Casale Monferrato, con la loro inconfondibile zigrinatura a base di burro. |
| Liguria | Canestrelli | Piccoli biscotti di burro ricoperti da un sottile strato di zucchero a velo. |
| Veneto | Fregolotta | Gustosissimo dolce tipico del Veneto, una vera delizia per tutti i palati. |
| Trentino Alto Adige | Frittelle di mele | Un dolce classico, nella regione in cui le mele hanno un sapore squisito. |
| Emilia Romagna | Torta Susanna | Crostata alla crema di ricotta ricoperta da un sottile strato di crema al cioccolato fondente. |
| Toscana | Torta con i bischeri | Crostata a base di riso e cioccolato, tipica di Pisa. |
| Lazio | Pangiallo di Palestrina | Dolce le cui origini risalgono all’Impero Romano, a base di noci, pinoli, miele, uva passa, cioccolato e nocciole. |
| Marche | Castagnole e Frappe | Dolci tipici del Carnevale, le castagnole sono palline di massa fritte e ricoperte di zucchero, le frappe sono sfoglie di uova, zucchero e farina, fritte e condite con miele e alchermes. |
| Umbria | Brustengolo | Mele, uvetta e pinoli amalgamati con la farina di mais. |
| Abruzzo | Parrozzo | Dolce dalla forma simile al panettone, a base di cioccolato. |
| Molise | Ostia Ripiena | Ostie con un ripieno composto da miele, mandorle e cioccolato. |
| Campania | Cannoli alla Sorrentina | Cannoli riempiti di crema pasticcera, anziché ricotta come in Sicilia. |
| Basilicata | Strazzate | Biscotti a base di zucchero, cacao e mandorle, originari di Matera. |
| Calabria | Crocette | Dolce a base di fichi secchi, cannella, zucchero, noci, mandorle, miele di fichi e cioccolato. |
| Puglia | Sasanelli | Soffici biscotti al gusto di fichi e noci, conditi da mandorle. |
| Sicilia | Nocattolo | Dolce a base di ricotta, tipico della provincia di Enna. |
| Sardegna | Papassino | Biscotto di pasta frolla decorato con la glassa e arricchito con uva passa. |
Dall'aspetto e il gusto vintage, i dessert tradizionali in Italia sono svariati, dai biscottini fragranti da abbinare a un buon espresso o inzuppare in un bicchiere di vino dolce alle torte semplici spolverate di zucchero a velo dal sapore casalingo. Il completamento perfetto per quel mito intramontabile che è il pranzo della domenica, rituale ormai spesso in disuso ma che, seppur con meno frequenza, permane ancora nelle abitudini di molti italiani.
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Alcuni Dolci Regionali nel Dettaglio
- Valle d'Aosta: Tegole
Perfette per accompagnare una tazza di caffè o di tè, le tegole sono i dolcetti più popolari della Valle d’Aosta: la loro storia si lega a quella della famiglia Boch, pasticceri da generazioni che di ritorno dalla Normandia negli anni ’30 crearono queste delizie. - Piemonte: Bonèt
La pasticceria piemontese è sontuosa e raffinata, ma niente meglio del bonèt rappresenta la perfetta conclusione di un pasto: la versione primordiale di questo budino veniva preparata tra le Langhe e il Monferrato già nel Medioevo come portata finale dei banchetti più sfarzosi. - Lombardia: Amor Polenta
Difficile scegliere un solo dolce lombardo della domenica: c’è la gustosa sbrisolana mantovana, la soffice torta Donzinetti bergamasca e, sempre da Mantova, l’inimitabile torta Margherita, specialità semplicissima profumata al limone che non passa mai di moda. Stavolta, però, abbiamo deciso di concentrarci su un’altra torta morbida, l’amor polenta, il dolce di Varese dalla forma allungata caratterizzato dai solchi in superficie. - Veneto: Macafame
Le versioni della torta di mele in Italia e nel mondo sono moltissime. In Veneto la ricetta tradizionale è quella del macafame, un dolce povero e di umili origini, fatto con il pane raffermo, tipico della cucina vicentina. - Trentino Alto Adige: Strudel di mele
L’arte dolciaria del Trentino Alto Adige è ricca e golosa, ma è lo strudel di mele a farla da padrone nella cucina tradizionale, un involucro di pasta sottile che racchiude un ripieno succoso, da servire con ciuffi di fresca panna montata o crema pasticcera. - Friuli Venezia Giulia: Esse di Raveo
Sono diventati famosi come “i biscotti di papa Giovanni Paolo II”, perché si dice che, una volta assaggiati quelli portati in dono da una ragazza, se ne innamorò al punto da ordinarne periodicamente una confezione. Quel che è certo è che le Esse di Raveo, piccolo borgo ai piedi delle Prealpi Carniche, furono inventate dal pasticcere del paese Emilio Bonanni nel 1930. - Emilia Romagna: Torta di riso (Torta degli addobbi)
È comunemente conosciuta come torta di riso, anche se il nome ufficiale è torta degli addobbi: in qualsiasi caso, stiamo parlando del dolce più famoso della tradizione bolognese, nato in principio come piatto tipico degli Addobbi, le feste periodiche parrocchiali in concomitanza con le celebrazioni del Corpus Domini, in cui era uso esporre alle finestre dei drappi colorati. - Toscana: Cantucci
Buoni a ogni ora ma sublimi a fine pasto imbevuti nel vin santo: non c’è niente di meglio dei cantucci per chiudere in bellezza il pranzo della domenica. L’Accademia della Crusca è la prima a darne una definizione tecnica alla fine del Seicento: un “biscotto a fette, di fior di farina, con zucchero e chiara d’uovo”, divenuto ormai da tempo uno dei simboli del made in Italy. - Marche: Ciambellone
È il dolce italiano per antonomasia, apprezzatissimo a colazione ma spesso servito anche a fine pasto: il ciambellone è uno di quei prodotti passepartout che non passano mai di moda. Un dolce povero tipico della tradizione contadina, in passato chiamato anche “dolce delle folle” perché era il più popolare durante i pranzi in famiglia. - Umbria: Rocciata
Comune anche nel territorio marchigiano, la rocciata è uno dei dolci simbolo dell’Umbria, chiamato così per via della sua forma attorcigliata. Secondo alcuni, potrebbe essere parente stretta dello strudel: sembra che i Longobardi abbiano influito molto sulle tradizioni locali durante il Medioevo, lasciando un’impronta anche in cucina. - Lazio: Pastarelle
Il vassoio di pastarelle, il cabaret di mignon, la guantiera dei dolci in napoletano: è questa l’immagine tipica del pranzo della domenica, la più vintage e tradizionalista che ci sia. Un vassoio di carta dorato riempito con svariati dolcetti, dal cannolo di sfoglia con crema al diplomatico, incartato e confezionato con il nastro, omaggio sempre gradito dai padroni di casa. A Roma il cabaret di paste è d’obbligo, un vassoio da cui ognuno può attingere al proprio dolcetto preferito. - Molise: Torta alla Tintilia
A dominare i vigneti molisani è la Tintilia, un antico vitigno a bacca nera, rustico e in grado di resistere ben al freddo, che dà solitamente origini a vini intensi e carichi, dai sentori speziati e note di frutta rossa. Orgoglio della viticoltura regionale, non è un caso che questo vino sia il protagonista di una torta della tradizione, caratterizzata dal colore scuro e il profumo inebriante dato anche dall’unione del cioccolato. - Campania: Babà
A Napoli, proprio come a Roma, non può mancare il vassoio di paste della domenica. Qui però c’è un altro dolce tipico a fare la parte del leone, il babà, re della pasticceria campana che affonda le sue origini a Luneville, in Lorena: è qui che comincia il lungo viaggio di questa specialità, inventata dal re polacco Stanislao Leszczy?ski in esilio nella regione francese. - Abruzzo: Bocconotti
Presenti anche in Abruzzo, i bocconotti sono dei gusci di pasta frolla ripieni di ingredienti diversi a seconda della zona di produzione. In Puglia si dice siano nati nell’entroterra murgiano: il nome indica infatti le piccole dimensioni adatte per essere mangiate in un solo boccone, e quindi perfette per essere trasportate dai contadini durante il lavoro nei campi. - Basilicata: Scorze di Mandorle
Originarie di Bernalda e Marconia, due paesi in provincia di Matera, le scorzette sono pensate proprio per accompagnare il caffè o l’amaro a fine pasto. Il nome deriva dal dialetto scorz’ d’ l’arvl, che significa “corteccia di albero”, che indica la forma arcuata dei dolcetti e il colore dato dalle mandorle. - Calabria: Mostaccioli
I mostaccioli sono dolcetti comuni a tutto il Centro e Sud Italia, generalmente preparati per le feste natalizie. In Calabria, però, la ricetta è molto diversa: si tratta di filoncini duri e compatti, dall’aspetto e il gusto rustico, preparati in ogni occasione speciale, che sia un matrimonio, un compleanno, una festa di paese o un semplice pranzo in famiglia. - Sicilia: Cannoli
Impossibile citare tutte le preparazioni dolci siciliane: per il pranzo della domenica, tra cassata e paste di mandorla c’è l’imbarazzo della scelta, ma il protagonista assoluto resta il cannolo. Un dolce che ha fatto la storia della gastronomia dell’isola e attorno al quale ruotano diverse leggende: la teoria più diffusa circa la sua origine è quella delle suore del convento di Caltanissetta, che sembra siano le autrici della ricetta. - Sardegna: Pabassinas
In origine nati per onorare la festa di Ognissanti, ormai da tempo le pabassinas si consumano tutto l’anno e sono immancabili durante un pranzo in famiglia. Si tratta di biscottoni di pasta frolla decorati con la glassa e arricchiti con uva passa (pabassa in lingua sarda).
La Giornata Mondiale delle Torte, celebrata il 17 marzo, promuove la gioia della condivisione attraverso questo dolce simbolo di festa e convivialità. Le torte si preparano per celebrare occasioni speciali, ma anche per il semplice piacere di gustare un dolce sano e genuino, condividendo momenti unici con le persone che amiamo.
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