Ti senti più parte del team dolce o del team salato? Se fai parte del primo gruppo e quando pianifichi le vacanze prima di scegliere la meta dai sempre un’occhiata ai dolci tipici della località dove intendi dirigerti, allora questo articolo è perfetto per te! Soprattutto se quest’estate hai deciso di fare le valigie e dirigerti verso la Calabria, non puoi non sapere assolutamente a quali - e quanti! - dolci tipici calabresi assaggiare.
Terra dalla grande e antica tradizione culinaria, la Calabria vanta tantissimi dolci e prelibatezze tipiche che, grazie alla semplicità degli ingredienti e alla lavorazione artigianale, incontrano il palato di tutti, grandi e piccoli. Ma che cosa caratterizza l’arte dolciaria di questa bellissima regione? Se consideriamo i dolci calabresi zona per zona o meglio, provincia per provincia, possiamo notare che presentano diversi tratti comuni: sono quasi tutti a pasta secca e spesso privi di creme all’interno, profumatissimi e dal gusto molto ricco.
Estesa tra la Basilicata fino allo Stretto, la Calabria è una regione estrema e forse ancora poco conosciuta, soprattutto nelle sue specialità gastronomiche. Un ecosistema vasto, dalle alture della Sila fino all’Aspromonte, passando per le spiagge di Tropea e Costa degli Dei, che si traduce in una cucina variegata su cui hanno lasciato il segno molte culture. In questo periodo, è interessante passare in rassegna i dolci delle feste, che ancora più che altrove sorprendono per varietà.
Regione che vai, dolce tipico che trovi! Qui abbiamo appena fatto soltanto un breve assaggio degli otto dolci tipici calabresi, anche perché… l’elenco completo sarebbe davvero lunghissimo!
Il Torrone di Bagnara IGP
Dici “torrone” e dici “Calabria”.
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Ne abbiamo già parlato una volta presentandovi il torrone di Bagnara IGP, una delle 5 ricette di torrone più note in Italia e l’unico a ottenere - a partire dal 2014 - il riconoscimento IGP. Stando al disciplinare, infatti, questo prodotto dal gusto inconfondibile “è il risultato che si ottiene con la cottura di miele, mandorle non tostate, chiodi di garofano in polvere, zucchero e cacao amaro”. Noto per il suo sapore intenso al retrogusto di cacao amaro e la consistenza friabile, è possibile trovarlo in due differenti tipologie: “Martiniana”, caratterizzata dalla copertura di zucchero in grani, e “Torrefatto glassato”, con copertura di cacao amaro.
Esistono diverse varianti di torrone:
- Torroncini morbidi di Taurianova a base di mandorle e miele di arancio. Prodotti dalla ditta Sicari Antonio.
- Torrone bacetto: Da un esclusivo brevetto "Cardone" un triangolo di torrone di Bagnara ricoperto al cioccolato.
- Torrone torrefatto glassato.
- Torrone ostiato: Croccante e profumato Torrone di Bagnara, con la classica copertura di ostia.
- Il torrone tradizionale di Taurianova a base di arachidi, con miele di castagno e aroma di cannella.
Susumelle o Pitte di San Martino
Passiamo ora a un altro grande classico della punta del nostro Stivale: le Susumelle.
Conosciute anche come pitte di San Martino, sono uno dei dolci tipici più famosi della Calabria, che si prepara solitamente nel periodo natalizio. Croccanti e morbide allo stesso tempo, le Susumelle sono composte di una pasta di biscotto dal retrogusto di cannella, realizzata senza utilizzare burro e uova ma soltanto un un po’ di latte e di miele.
Simili esteriormente alle Pitte di San Martino, le Susumelle sono dei biscotti schiacciati semi-morbidi tipici di una vasta zona della Calabria.
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Simili esteriormente alle Pitte di San Martino, le Susumelle al cioccolato, sono dei biscotti schiacciati semi-morbidi tipici di una vasta zona della Calabria.
Le pizze o Pitte di san Martino sono un dolce schiacciato ricoperto di glassa bianca allo zucchero tipico della provincia di Reggio Calabria.
Pitta 'mpigliata
Conosciuta anche come Pitta n’chiusa, la Pitta ‘mpigliata è un dolce tipico della tradizione calabrese, nata a San Giovanni in Fiore, in provincia di Cosenza, e oggi largamente diffusa in tutta la Regione. Pensi di essere una persona paziente? Prima di dirlo, mettiti ai fornelli e prova a replicare la ricetta della pitta ‘mpigliata! La preparazione di questo dolce tradizionale, infatti, prevede una lavorazione lunga ben 3 giorni, di cui 2 di riposo del ripieno e una del dolce non cotto.
Una ricetta che si vuole originaria di San Giovanni in Fiore e, che sia ‘mpigliata o ‘nchiusa, prevede una sfoglia di impasto farcita e arrotolata.
Pignolata
Simile agli struffoli napoletani, la pignolata calabrese è un dolce formato da tante palline glassate al miele unite insieme, dalla forma di piccole pigne (da qui il nome). A un primo sguardo, questo dolce dalle tante “palline” con zuccherini colorati ricorda un po’ gli struffoli napoletani. E infatti non si discosta di molto, ed è un’usanza più recente in queste zone.
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Si prepara in occasione del carnevale, ma non è raro trovarla anche in altri momenti dell’anno sui banconi di forni e pasticcerie calabresi. I Di Gaetani - che lo preparano a ogni stagione - la confermano molto popolare in provincia di Cosenza, con un impasto a base di strutto profumato con arancia, limone, cannella e un goccio di limoncello.
Panicelli
In Calabria sono tante le delizie a base di cedro, un frutto diffusissimo specialmente nella zona dell’Alto Tirreno Cosentino, chiamata anche “Riviera dei Cedri”. Proprio qui, infatti, nascono i panicelli: dei fagottini di foglie di cedro di forma quadrata e leggermente allungata che contengono uva zibibbo appassita e cubetti di buccia di cedro di Calabria.
La preparazione di questo particolare dolce è semplice: una volta imbottite, le foglie vanno chiuse con un filo di ginestra selvatica e successivamente cotte al forno. Secondo le tradizioni di una volta, i panicelli venivano preparati nel periodo di potatura delle piante di cedro, che va da ottobre a novembre.
Mostaccioli Calabresi
Mai sentito parlare dei mostaccioli calabresi? Si tratta di croccanti biscotti al miele formati da pochi ingredienti ma dal gusto inconfondibile. La preparazione, così come il nome, varia di zona in zona, ma la loro caratteristica distintiva è la consistenza dura e compatta, cosa che permette di conservare i mostaccioli anche molto a lungo.
Nacatole
Farina, uova, olio, vino e zucchero e… si frigge! Se, come si dice, a volte basta poco per essere felici, noi lo confermiamo: un modo semplice per farlo è gustare le nacatole, dei dolcetti fritti tipici della tradizione calabrese, particolarmente diffusi nella provincia di Reggio Calabria. Questi dolcetti di pasta lievitata profumata al vino, coppata a strisce e poi cotta, sono appunto fritti. A volte anche in forma di treccia.
Il termine nacatole deriva da naca, parola dialettale che significa “culla” e che fa riferimento alla culla di Gesù Bambino. Un nome che si riferisce a diversi formati di dolci, caratteristici soprattutto della Locride e della piana di Gioia Tauro. Lo prendono da “naca”, ovvero dalla “culla” di Gesù Bambino, della quale in qualche modo ricordano la forma. Ciambelle rotonde, oppure più allungate, che partono da farina, uova, olio e latte, con aggiunta di vino rosso oppure liquore agli agrumi.
La tradizione, infatti, vuole che queste delizie si preparino durante le feste natalizie o il carnevale, ma è ormai possibile trovarle durante tutto l’anno.
Tartufo di Pizzo Calabro
Storia, tradizione, eccellenza: stiamo parlando del Tartufo di Pizzo Calabro, il famosissimo dolce dal cuore cremoso e primo gelato in Europa ad aver ottenuto il marchio IGP!
La morbidezza, la forma irregolare e soprattutto la bontà del Tartufo di Pizzo Calabro sono inconfondibili, frutto della preparazione artigianale e dell’abilità dei maestri pasticceri che tramandano questa ricetta da generazioni.
Altri Dolci Tipici Calabresi
La Calabria offre una varietà di dolci tradizionali, spesso legati a festività specifiche. Ecco alcuni esempi:
- Giurgiulena (o giuggiulena): un croccante a base di semi di sesamo e miele, formato in uno strato consistente e poi lasciato solidificare a lungo.
- Petrali: Ci spostiamo a Reggio Calabria, dove il Natale porta il rito dei petrali. Si tratta di bei ravioli di pasta frolla dal ripieno laborioso: una base (variabile in ogni famiglia) a base di fichi secchi, uva sultanina, mandorle e noci, buccia di agrumi e cannella, che si lascia macerare per un paio di giorni in caffè e vino cotto. Magari con un po’ di cacao. Una volta cotti al forno, si possono cospargere di glassa al cioccolato, oppure spennellare di tuorlo e decorare con zuccherini.
- Crocette di fichi secchi: Dolci tipici della provincia di Cosenza, i dolcetti vengono preparati con fichi secchi aromatizzati con cannella e zucchero: aperti, vengono farciti con noci o mandorle. L’impasto viene solitamente preparato nei primi giorni della Settimana Santa.
- Biscotti alla mandorla:
- I teneri biscotti alla mandorla morbidi calabresi con miele.
- I croccanti biscotti calabresi alla mandorla.
- Nacatole: Dolci tradizionali di origine antica, di diverse forme, che vengono preparati nelle famiglie e nei panifici locali durante il periodo natalizio.
- Canaricoli (o crustuli o turdilli): Detti anche “cannaricoli” - oppure, in alcune zone, crustuli o turdilli - sono tradizionalmente privi di uova, e preparati con sola farina e mosto cotto. Di solito si mangiavano sul finire della cena della Vigilia, generalmente composta da piatti più semplici.
- Biscotti della tradizione pasquale calabrese: comprendono anche cioccolato e uova.
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