Il mitico Genepy è l’autentico nettare delle Alpi, un digestivo dal gusto unico e inconfondibile preparato con le piantine di Artemisia Glacialis. Si tratta di una pianta che cresce sulle Alpi centro-occidentali, dalla quale si ricava per infusione e distillazione un liquore diventato ormai uno dei simboli della Val d’Aosta nel mondo. In queste terre sospese tra cielo e pietra, nel cuore delle Alpi italiane e francesi, nasce un prodotto unico al mondo. Il Genepy è un liquore dal colore dorato e dal profumo intenso e persistente.

Tipico della Savoia, del Piemonte e della Valle d’Aosta, il Genepy è amato come digestivo e tonico fin dall’antichità. Apprezzato e ricercato tanto come digestivo dopo un pasto importante, quanto come ingrediente distintivo per cocktail e long drink, il Genepy è molto più di un semplice liquore: è una vera e propria esperienza sensoriale e culturale. Il Re della montagna, così profumato nonostante la sua piccola statura. Usato da sempre per produrre l’omonimo liquore, il Genepy rientra di diritto nell’elenco dei grandi classici della cultura enogastronomica alpina, con il suo sapore intenso ed inconfondibile. Ottimo anche per insaporire semplici e rustici piatti di montagna, dosato ovviamente con parsimonia. Un classico è la trota cotta in padella con burro di malga ed un pizzico di fiori di Genepy, provare per credere. Le sue virtù vanno oltre la tavola: fin dall’antichità, l’Artemisia è nota per le sue proprietà aromatiche, digestive e balsamiche, ed è stata utilizzata per alleviare disturbi leggeri, stimolare l’appetito e favorire la digestione.

La leggenda narra che bere il Genepy prima di intraprendere un trekking in montagna porti fortuna e protezione. A rendere speciale il Genepy è la sua anima profondamente legata alla montagna.

come fare il genepy

La Storia della Pianta del Genepy e il Riconoscimento IGP

L’Artemisia Genipi è considerata una specie protetta fin dal 1928, a causa della sua scarsa diffusione e della difficoltà nel garantirne la rigenerazione spontanea. Fin dal 1928 la pianta è stata classificata come protetta e dunque la sua raccolta è sottoposta a stringenti limitazioni. Per questa ragione, senza dimenticare la difficoltà di raggiungere i luoghi montuosi nei quali nasce spontanea, molti agricoltori hanno cercato nel tempo di coltivarla altrove al fine poterne mantenere viva la tradizione della distillazione del liquore senza l’utilizzo di aromi e additivi chimici. L’unica specie che si è rivelata adatta ad essere coltivata, però, è l’Artemisia Mutellina.

Dal 2015, invece, il liquore Genepy è diventato ufficialmente Igp, ovvero prodotto con indicazione geografica protetta, con la denominazione Genepy della Valle d’Aosta (o “Génépy de la Vallée d’Aoste”). Il Genepy è oggi riconosciuto come un prodotto unico e protetto.

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Artemisia Genipi

Artemisia Genipi

Caratteristiche Uniche del Genepy IGP

Secondo il disciplinare, l’originale deve avere caratteristiche specifiche, ovvero: contenuto in zucchero minimo di 80 grammi per litro di prodotto espresso come zucchero invertito, con la possibilità di usare saccarosio o sciroppo di glucosio; colore variabile dal verde chiaro al giallo ambrato e, a livello olfattivo, deve essere intenso e persistente con note floreali e sentori fruttati. Si possono riscontrare note erbacee e speziate di fieno ed agrumate, con gusto morbido, amabile o secco. Il risultato è un liquore dal profumo intenso e dal sapore morbido e amabile, che racchiude nel bicchiere sentori erbacei e speziati, arricchiti da accenti agrumati e una leggera dolcezza.

La produzione, invece, deve avvenire interamente nel territorio della Valle d’Aosta e il titolo alcolmetrico volumico minimo deve essere del 25 per cento. Niente coloranti e solo acqua proveniente da fonti idriche del territorio valdostano.

Esistono due metodi principali di produzione:

  • Infusione diretta: Le piante essiccate macerano in alcol purissimo per circa 45 giorni, liberando aromi e oli essenziali. Il liquore prodotto per infusione prevede l’immersione delle erbe per circa 45 giorni in una soluzione idroalcolica all’interno di contenitori in acciaio inox. All’infuso ottenuto, dopo essere stato torchiato, viene poi aggiunta una miscela di acqua e zucchero e il composto viene lasciato stagionare. Dopo la maturazione, cui segue il filtraggio effettuato in diverse fasi, l’infuso viene sottoposto ad un ulteriore periodo di affinamento prima di essere imbottigliato.
  • Metodo per sospensione: Le piante fresche sono sospese sopra una soluzione idroalcolica, che ne cattura lentamente le essenze aromatiche, senza contatto diretto. Incolore è invece il Genepì ottenuto seguendo il metodo definito per sospensione, che prevede la collocazione delle piante su particolari griglie poste al di sopra della soluzione idroalcolica all’interno di contenitori chiusi. In questo modo l’alcol si satura delle componenti aromatiche della pianta.

Il processo produttivo è rigorosamente disciplinato: è vietato l’uso di coloranti e aromi artificiali, e l’alcol viene unito ad acqua di sorgente e zucchero finissimo, lasciato affinare in botti di legno e imbottigliato esclusivamente nell’area di produzione.

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Genepy Fai da Te: la Ricetta

Il delizioso Genepy si prepara lasciando macerare la pianta in alcol per una trentina di giorni e poi aggiungendo acqua e zucchero. Dopo aver fatto depositare l’infusione per una notte, il liquido verrà poi filtrato e lasciato a riposare per almeno un mese o due prima dell’utilizzo.

Vediamo come si ottiene il Genepy per infusione.

Il Genepy si può fare per immersione o per sospensione. La ricetta è la stessa, la quantità di una busta richiede circa 20 giorni di macerazione in 1 litro d’alcol, poi si filtra e si aggiunge a freddo uno sciroppo preparato con 1,5 litri d’acqua e 300/400 gr. di zucchero, a seconda dei gusti può essere più o meno dolce.

RICETTA PER UN OTTIMO LIQUORE: la quantità di una busta di Artemisia Glacialis 10 gr. richiede circa 20 giorni di macerazione in 1 litro d’alcool, poi si filtra e si aggiunge a freddo uno sciroppo preparato con 1,5 litri d’acqua e 300/400 gr.

  1. Procuratevi le piantine di Artemisia Glacialis 10 gr.
  2. Lasciale macerare per circa 20 giorni in un recipiente a chiusura ermetica, al riparo da luce e calore.
  3. Poiché mi aiuta ad assaggiare meglio durante la macerazione, ti consiglio di estrarre il genepì in una soluzione alcolica al 72%. Nella ricetta ho scritto 7+ grammi. La quantità da utilizzare è chiaramente soggettiva, tuttavia io ti consiglio di metterne almeno 7 grammi. A questo punto lascia macerare il genepì all’interno della soluzione idroalcolica per qualche giorno, ricordati di sbattere il barattolo di tanto in tanto. C’è chi lo fa macerare 10-15 giorni e chi lo fa macerare un mese. Le variabili da considerare sono veramente tante (dimensione delle particelle, tenore alcolico, temperatura, agitazione ecc), per questo io assaggio giornalmente.
  4. Trascorso questo periodo di tempo, aggiunge a freddo uno sciroppo preparato con 1,5 litri d’acqua e 300/400 gr. Prendi quindi il bollitore o un pentolino, scalda 510 ml di acqua a 50°C e versala sopra i 100 grammi di zucchero. Miscela e sciogli tutto lo zucchero.
  5. Trascorse le tre settimane, è il momento di unire l’infuso allo sciroppo.
  6. Terminata la macerazione, filtra il composto attraverso una superbag. Dopo questa prima filtrazione, procedi filtrando con un filtro di carta. Infine filtra con cura e imbottiglia.
  7. Il liquore è quasi pronto, adesso non ti resta che aspettare. Se sei curioso, ti consiglio di assaggiare ogni 5 giorni e di sentire come evolve il sapore. Parti da qui, preparara questa ricetta, assaggiala, giudicala e prova a correggerla! Ti piace più dolce? Aumenta lo zucchero! La vuoi più o meno aromatica?

Ho anche sviluppato un calcolatore online per stimare il tenore alcolico e zuccherino di un Liquore.

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preparazione Genepy

preparazione Genepy

Se questo articolo ti è piaciuto e lo hai trovato utile potresti pensare di iscriverti alla mia area riservata COCKTAIL ENGINEERING PRO ed entrare a far parte della mia community. Sono l'ideatore e coordinatore del blog e del progetto Cocktail Engineering. Per pagarmi gli studi universitari dal 2007 ho iniziato a lavorare come bartender in diversi locali tra Pesaro, Fano e la Riviera romagnola. Nel 2010 mi sono laureato in Ingegneria Energetica (ben presto ho capito che questa non era la mia strada). Dal 2011 sono docente in Drink Factory nei corsi di Miscelazione Avanzata e Preparazioni Home made. Dal 2013 al 2016 ho scritto di scienza e cocktail sulla rivista BarTales. Nel 2016 ho aperto questo blog e lavoro come consulente per Vargros per il quale seleziono spezie ed altri ingredienti.

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