Il Genepy è un tipico liquore delle Alpi, un digestivo che si consuma in compagnia a fine pasto e che deriva dalle piantine di Artermisia Glacialis. Si tratta di una pianta che cresce sulle Alpi centro-occidentali, dalla quale si ricava per infusione e distillazione un liquore diventato ormai uno dei simboli della Val d’Aosta nel mondo. Per infusione e distillazione si può ottenere un liquore famosissimo in Valle d'Aosta e in Piemonte, ma ormai diffuso anche nel resto del mondo. Scopriamo insieme come fare il Genepy, con la ricetta da seguire passo dopo passo.

Il Genepy liquore è una bevanda tradizionale delle Alpi, particolarmente diffusa in Valle d’Aosta e in Piemonte, ottenuta dall’infusione delle artemisie alpine, piccole piante erbacee tipiche delle zone montane. Questo liquore dal sapore unico e inconfondibile racchiude tutto il profumo e il fascino delle montagne, ed è apprezzato non solo come digestivo dopo i pasti, ma anche per le sue proprietà benefiche. Preparare la ricetta genepy liquore in casa è un vero e proprio rito che richiede pazienza e attenzione, ma che alla fine regala un prodotto autentico e genuino.

Il Piemonte è terra di montagna e natura incontaminata, fonte inesauribile di erbe e fiori officinali da cui si ottengono profumati e salutari infusi e decotti. Ma, soprattutto grazie alle piante che crescono spontanee in alta montagna, è anche terra di distillati. Il Genepì è infatti un distillato che si ottiene da una piccola piantina aromatica che cresce nell’arco alpino occidentale (valli Occitane) ad altitudini comprese tra i 1700 e i 3500 metri.

Il Genepy è un famoso liquore valdostano dal gusto forte e deciso, ottenuto dalla macerazione in alcool di artemisie alpine. Ha un colore che va dal verde chiaro al giallo ambrato quando è prodotto per infusione ma può essere incolore se il metodo utilizzato è quello per sospensione.

come fare il genepy

Storia e Origini del Genepy

Il genepì è un liquore tradizionale delle valli occitane, simbolo della montagna, di accoglienza e ospitalità. Ricavato da una pianta appartenente al genere Artemisia, spontanea nell’arco alpino sopra i 2000 metri di altitudine, le specie più utilizzate sono l’Artemisia genipi, conosciuta anche come Artemisia spicata, genepì nero o genepì maschio, e l’Artemisia mutellina, detta anche Artemisia umbelliformis, genepì bianco o genepì femmina. Quest’ultima si adatta meglio alla coltivazione a quote elevate, pratica diffusa a partire dagli anni Sessanta per far fronte alla difficoltà di raccolta ed alla disponibilità limitata. Esistono diverse varietà di Artemisia mutellina coltivate, distinguibili in due gruppi, l’occitano e lo svizzero, a loro volta suddivisi in più ecotipi. Le piante autoctone, poco produttive e molto delicate, si distinguono per il loro profumo caratteristico.

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Appartenente al genere Artemisia, che conta all’incirca 200 specie, la pianta del Genepì si presenta come un cespuglio di piccole dimensioni, dal profumo balsamico, spesso nascosto nelle fessure delle rocce o nei pascoli sassosi, e quindi anche difficile da raccogliere. Particolarità della pianta sono la sue infiorescenze che sembrano delle piccole spighe. I fiori, a loro volta, possono essere sia maschi che femmine, ma solo i primi, per tradizione, vengono utilizzati nella preparazione del liquore.

Tra i monti del Piemonte e della Valle d’Aosta cresce una piccola pianta aromatica utilizzata da secoli per la preparazione di un liquore dal sapore unico. La pianta in questione, che cresce spontanea oltre i duemila metri di altitudine, tra le rocce e le ghiaie dei monti valdostani e piemontesi, appartiene al genere Artemisia, che conta all’incirca 200 specie. Quelle utilizzate per la ricetta tramandata di generazione in generazione di un liquore con numerose proprietà, però, sono soltanto tre: Artemisia Spicata, Mutellina e Glacialis. Si tratta di piante alte non oltre i 15 centimetri e caratterizzate da un'infiorescenza che ricorda molto quella della spiga.

Tradizionalmente il Genepì nasce come un rimedio casalingo per combattere le patologie infiammatorie e digestive. Date le origini dei dialetti di molte popolazioni delle Alpi occidentali, il termine Genepì è un nome di probabile origine celtica.

Fin dal 1928 la pianta è stata classificata come protetta e dunque la sua raccolta è sottoposta a stringenti limitazioni. Per questa ragione, senza dimenticare la difficoltà di raggiungere i luoghi montuosi nei quali nasce spontanea, molti agricoltori hanno cercato nel tempo di coltivarla altrove al fine poterne mantenere viva la tradizione della distillazione del liquore senza l’utilizzo di aromi e additivi chimici. L’unica specie che si è rivelata adatta ad essere coltivata, però, è l’Artemisia Mutellina. Dal 2015, invece, il liquore Genepì è diventato ufficialmente Igp, ovvero prodotto con indicazione geografica protetta, con la denominazione Genepì della Valle d’Aosta (o “Génépi de la Vallée d’Aoste”). L'iter per il riconoscimento del liquore tradizionale a base di artemisia era iniziato nell'agosto 2014, grazie soprattutto all’Istituto di tutela grappa della Valle d'Aosta.

Artemisia genipi

Artemisia genipi

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Caratteristiche Uniche del Genepy IGP

Secondo il disciplinare, l’originale deve avere caratteristiche specifiche, ovvero: contenuto in zucchero minimo di 80 grammi per litro di prodotto espresso come zucchero invertito, con la possibilità di usare saccarosio o sciroppo di glucosio; colore variabile dal verde chiaro al giallo ambrato e, a livello olfattivo, deve essere intenso e persistente con note floreali e sentori fruttati. Si possono riscontrare note erbacee e speziate di fieno ed agrumate, con gusto morbido, amabile o secco. La produzione, invece, deve avvenire interamente nel territorio della Valle d’Aosta e il titolo alcolmetrico volumico minimo deve essere del 25 per cento. Niente coloranti e solo acqua proveniente da fonti idriche del territorio valdostano. Inoltre, non viene ammesso l'utilizzo di aromi natural-identici o artificiali, durante la lavorazione il liquore può essere sottoposto ad un periodo di affinamento in legno e il confezionamento deve avvenire nella sola zona di produzione.

Dove Nasce la Pianta

La coltivazione della pianta, diffusa anche nelle valli occitane delle provincie di Cuneo e Torino, avviene ad una quota ottimale tra i 1500 ed i 2000 metri. La semina coincide con l’inizio della primavera, generalmente in serra fredda, mentre nel mese di giugno o di luglio, in base alle condizioni climatiche, le piantine vengono trapiantate in pieno campo. La pacciamatura è indispensabile nella coltivazione del genepì. Il ciclo colturale dura mediamente tre anni: durante il primo, la pianta sviluppa la parte radicale e aerea, ma non produce fiori. Al secondo ed al terzo anno, invece, si effettua la raccolta del fresco.

Tecniche di Preparazione del Genepy

I principi attivi possono essere estratti per infusione o sospensione. Nel caso in cui vengano estratti per sospensione, le piantine vengono collocate su apposite griglie sospese sulla soluzione stessa all’interno di contenitori ermetici che fanno sì che l’evaporazione dell’alcool estragga solo le componenti aromatiche della pianta, che il prodotto finale risulti meno morbido al palato, incolore e caratterizzato da note floreali tipiche del geranio con note speziate di anice. Dopo la fase di sospensione, che dura almeno 90 giorni, è necessario addizionare la soluzione con acqua e zucchero e poi lasciarlo stagionare per 130 giorni circa.

Quando invece il liquore è ottenuto per infusione viene preparato a partire da piante essiccate poste in contenitori di acciaio inox riempiti con una soluzione idroalcolica con grado alcolico variabile tra i 70 ° e i 90 ° e lasciate in infusione per un tempo variabile tra i 30 e i 60 giorni, in caso di estrazione dinamica anche meno. L’infuso viene poi torchiato, eventualmente affinato, addizionato ad una miscela di acqua e zucchero e poi lasciato riposare; questo consente poi di separare per filtrazione le parti insolubili che si sedimentano spontaneamente, per ottenere un prodotto trasparente e brillante.

Il liquore prodotto per infusione prevede l'immersione delle erbe per circa 45 giorni in una soluzione idroalcolica all'interno di contenitori in acciaio inox. All'infuso ottenuto, dopo essere stato torchiato, viene poi aggiunta una miscela di acqua e zucchero e il composto viene lasciato stagionare. Dopo la maturazione, cui segue il filtraggio effettuato in diverse fasi, l'infuso viene sottoposto ad un ulteriore periodo di affinamento prima di essere imbottigliato. Al termine di questo procedimento, si ottiene un liquore di colore paglierino con gradazione di 40-42 gradi.

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Incolore è invece il Genepì ottenuto seguendo il metodo definito per sospensione, che prevede la collocazione delle piante su particolari griglie poste al di sopra della soluzione idroalcolica all'interno di contenitori chiusi. In questo modo l'alcol si satura delle componenti aromatiche della pianta.

Preparazione del Genepy Fai da Te

Il delizioso Genepy si prepara lasciando macerare la pianta in alcol per una trentina di giorni e poi aggiungendo acqua e zucchero. Dopo aver fatto depositare l’infusione per una notte, il liquido verrà poi filtrato e lasciato a riposare per almeno un mese o due prima dell’utilizzo.

Vediamo come si ottiene il Genepy per infusione:

  1. Procuratevi le piantine di Artemisia Glacialis 10 gr.
  2. Lasciamo macerare le piantine di Artemisia Glacialis in un litro di alcool specifico per preparare i liquori, per una trentina di giorni. Dovranno rimanere a macerare in un contenitore con chiusura ermetica.
  3. Dopo un mese, possiamo aggiungere all'alcool e alla pianta un litro di acqua bollita e quattro etti di zucchero. Lasciamo raffreddare il tutto per una notte, così le piantine macerate potranno depositarsi.
  4. Trascorso questo periodo di tempo, aggiunge a freddo uno sciroppo preparato con 1,5 litri d’acqua e 300/400 gr.
  5. Il mattino seguente dovremo filtrare il liquido, mettendolo in una bottiglia ben chiusa. Qui il liquore andrĂ  a riposare per un mese o due.

La quantità di una busta di Artemisia Glacialis 10 gr. richiede circa 20 giorni di macerazione in 1 litro d’alcool, poi si filtra e si aggiunge a freddo uno sciroppo preparato con 1,5 litri d’acqua e 300/400 gr.

Genepy

Genepy

Come Gustare il Genepy

Può essere consumato liscio come tonico o digestivo. Con aggiunta di ghiaccio o seltz, si trasforma in un’ottima bevanda dissetante e insieme ad altri ingredienti può essere la base di gustosi cocktail. Si assume per tradizione a fine pasto, per assaporarne appieno le note aromatiche e digestive.

Ad esempio shakerando 2 cl di Southern Confort e 2 cl di succo di arancia con 3 cl di liquore si ottiene un ottimo cocktail aperitivo.

ProprietĂ  Benefiche e Usi del Genepy

Aromatiche, digestive, balsamiche, cicatrizzanti, stimolanti e neurotoniche: ecco le più importanti proprietà di questa pianta, dalla quale, oltre al liquore, si ricavano anche degli oli essenziali. Tra le persone delle Alpi Occidentali, soprattutto nel territorio conosciuto come Occitania, l’uso della pianta officinale del genepy ha storicamente rappresentato un metodo terapeutico molto diffuso per molte patologie infiammatorie e digestive.

Veniva utilizzato anche per curare le vertigini e gli sbalzi dovuti all’altitudine. Come pianta in tisana si usa per curare i sintomi influenzali.

Il suo uso viene indicato a fine pasto o come punch.

Ricette Creative con il Genepy

Ma anche per preparare dei primi si può usare il Genepì, ad esempio con i maltagliati. Gli ingredienti necessari (per sei persone) sono, per l’impasto, 300 grammi di farina 00, 300 di semola di grano duro, 3 uova intere, 3 tuorli, acqua, un cucchiaio di olio, sale e fiori secchi di Artemisia tritati finemente. Per il condimento, invece, servono 40 grammi di burro, 100 di ricotta, formaggio grattugiato, sale e ancora fiori secchi. La preparazione è semplice: sistemare farina e semola a fontana su di una spianatoia, aggiungere le uova, i tuorli, l’acqua, il sale, un cucchiaio di olio e uno di fiori e poi impastare per bene. A questo punto, stendere la pasta con un mattarello fino ad ottenere un foglio sottile e tagliarla in modo irregolare. Poi si prepara il condimento sciogliendo in una padella il burro e aggiungendovi ricotta e sale. Dunque sbollentate i maltagliati in acqua salata, scolateli e sistemateli in padella, aggiungendo ancora un po' di fiori sbriciolati e una manciata di formaggio. Rimescolare, servire e assaporare i profumi dei monti valdostani e piemontesi.

Volendo preparare un dolce col Genepì, invece, ecco la ricetta per un delizioso budino: gli ingredienti necessari sono, per dodici porzioni, un litro di latte, mezzolitro di panna, 120 grammi di zucchero, cinque o sei fiori essiccati, 9 uova fresche, due bicchierini di liquore, sei cime di ortiche, 2 cucchiai di zucchero e panna liquida. Preparazione: porre i fiori essiccati in infusione nella panna, poi trasferire in una pentola insieme al latte e portare a ebollizione. Dopo colate il latte e la panna in modo da togliere i fiori, mentre in un recipiente sbattete le uova con lo zucchero. Successivamente caramellate il fondo di uno stampo da budino, poi incorporate latte e panna con le uova sbattute e aggiungete un bicchierino di Genepì. A questo punto bisogna trasferire il tutto nello stampo, cuocere in forno a bagnomaria a 180 gradi per un’ora e lasciare raffreddare prima di capovolgere il budino sul piatto di portata. Per preparare la salsa, far sbollentare le ortiche e tritarle finemente. A parte, infine, caramellare lo zucchero con il liquore, aggiungere le ortiche e la panna e lasciare bollire per un minuto.

Ricetta Ingredienti Preparazione
Maltagliati al Genepy Farina 00, semola di grano duro, uova, ricotta, burro, fiori di Artemisia Impastare, stendere la pasta, tagliare i maltagliati, condire con burro e ricotta
Budino al Genepy Latte, panna, zucchero, uova, fiori di Artemisia, Genepy, ortiche Infondere i fiori nella panna, preparare il caramello, cuocere a bagnomaria

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