Modena è una città ricca di storia e tradizioni, e questo si riflette anche nella sua offerta gastronomica. Più che semplici ristoranti tipici o trattorie, a Modena ci sono attività, o meglio persone, che hanno fatto la storia della città, raccontandone l’identità attraverso i piatti che ogni giorno escono dalle loro cucine. Autenticità, genuinità e folclore rimangono le tre parole che vengono in mente per descrivere questi luoghi.

Tra i nomi che hanno segnato la storia della ristorazione modenese, spicca quello di Guerrino, un vero e proprio re del panino. Ma la storia di Guerrino si intreccia con quella di altri locali storici che meritano di essere menzionati.

Trattorie e Ristoranti Storici di Modena

Tutte le città ne hanno qualcuno. Questo ristorante tipico, piccolo ma prezioso, ha quasi sempre la fila davanti alla porta.

Trattoria Aldina

La Trattoria Aldina si trova al primo piano di una casa color pastello in via Albinelli, la via del mercato della città, in pieno centro. L’atmosfera è accogliente e famigliare e il menù è “quello del giorno”, proprio come a casa! Per entrare si suona al campanello e si salgono le scale. Una volta dentro ci si rende conto di quanto il tempo si sia fermato. I sapori sono quelli di casa, i piatti quelli tradizionali della cucina modenese. Orari: aperto a pranzo e il venerdì e il sabato anche la sera.

Trattoria Aldina

Ristorante Danilo

Familiare e accogliente, Danilo è un ristorante tipico situato a ridosso della vivace piazza Mazzini. Anche lui, come gli altri, ha una storia decennale che dura da oltre 40 anni, da quando il titolare, Danilo appunto, ha rilevato l’attività in cui è praticamente cresciuto. Qui si possono gustare i piatti della tradizione: i tortellini, i tortelloni, le lasagne e le tagliatelle, tutti rigorosamente fatti a mano.

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Ristorante Enzo

Situato praticamente a fianco Danilo, anche Enzo è un grande classico dei ristoranti tipici modenesi. Salite le scale fino al primo piano, appena entrati, verrete subito catapultati nel vero spirito della tradizione. La pasta fatta in casa fa bella mostra di sé e rende l’accoglienza molto caratteristica.

Tortellini in brodo - Da Enzo Secondo voi si può resistere a un piatto di i tortellini in brodo così?! Vi garantisco che oltre che belli erano anche ottimi.

Tortellini in Brodo da Enzo

BRODO di CARNE fatto in casa: la ricetta perfetta! 🥩🥄😍

La Storia di Guerrino e del Ristorante Oreste

Faccio una doverosa premessa: a fine settembre 2018 lo storico Oreste descritto nelle mie righe successive ha chiuso l’attività. Il ristorante Oreste è un posto che mi ha sempre incuriosita, anche se è un locale storico, mi è capitato di entrarci solo di recente. L’ho sempre osservato con grande voglia di saperne di più tutte le volte che passavo per Piazza Roma. Poi ho deciso di provarlo e di sentirmi raccontare la sua interessantissima storia.

Come si legge sul menù che potete trovare al tavolo, fu nel 1932 che i due fratelli Cantoni, Guerrino e Alfonso, iniziarono la loro avventura da ristoratori. Nel ’44 Guerrino rilevò la trattoria “da Oreste” e da allora fu riconosciuto da tutti proprio con quel nome. Nel ’59 il locale fu trasferito dove lo ritroviamo ora ed esattamente come è ora!

Il “nuovo” Oreste è un posto che mi ha incantata. Amavo la sua versione storica, ma il suo “nuovo look” mi ha colpita moltissimo. Chi lo ha ristrutturato lo ha fatto con doveroso rispetto del suo carattere unico. Rimane la magica tradizione del carrello dei bolliti, che non ho potuto fare a meno di scegliere!

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Ristorante Oreste

Sono luoghi che bisogna tenersi cari e goderseli finché è possibile. Siete d’accordo?

Valentini e il Trebbiano d'Abruzzo: Un'Eccellenza Italiana

Può un bianco “normale” come il Trebbiano diventare il migliore vino italiano? Certo, se le bottiglie sono avvolte nella leggenda della famiglia Valentini. É la prima edizione di una manifestazione pensata dal sommelier campione mondiale Luca Gardini e dal critico Andrea Grigraffini. Assieme a loro hanno bevuto e votato i critici Daniele Cernilli e Enzo Vizzari, Raoul Salama (enologo e giornalista della Reveu du vin de France) e il britannico Tim Atkin (master of wine, scrive su The Economist e The Observer).

Best Italian Wine Awards è il nome dell’evento creato per “valorizzare all’estero il made in Italy”.

É il figlio di Edoardo, un patriarca della viticoltura italiana. L’azienda è una delle più antiche d’Italia, risale al 1650, è sempre appartenuta alla stessa famiglia. Edoardo fu il primo ad occuparsene a tempo pieno, a differenza degli avi, avvocati e notai. La sua impronta è stata forte, il figlio prosegue sulla stessa strada.

Francesco Valentini sorprende perché preferisce parlare più del destino della Terra che dei suoi vini. E’ un “Cantiniere Zen, figlio della maieutica socratica” (così lo ha ritratto Andrea Scanzi nel “Vino degli altri”, Mondadori). “Sono un artigiano - si racconta Francesco - il mio lavoro si fonda sulle materie prime, con interferenze minime, senza interventi chimici, lieviti innaturali e controlli esasperati”. E pensa a Socrate. “Guardo e lascio che Madre natura faccia il suo corso, esiste già tutto, bisogna solo farlo emergere”.

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Anche se questa è una “vendemmia di guerra. Perché il clima sta cambiando e ci sono continue anomalie in campagna. Quest’anno ad esempio l’uva nera è maturata più velocemente della bianca, a causa del gran caldo d’inizio estate e delle piogge dei giorni scorsi. “Da tempo non metto sul mercato il rosso - spiega - molti ripetono ad ogni settembre che è l’annata del secolo. Ma come fanno a non accorgersi che è impossibile avere sempre annate straordinarie?”.

Quella del 2007, in cui è nato il Trebbiano vittorioso, lo è stata. Per il clima. “Mai così siccitosa negli ultimi tre decenni, alta gradazione alcolica e alta acidità. Il risultato è stato un vino di forte struttura e longevità, che abbiamo proposto dopo le annate 2008 e 2009, pronte prima”. “E’ il Trebbiano d’Abruzzo, un clone che si è acclimatato qui e che noi lavoriamo con la tecnica della pergola per proteggere l’uva dai raggi del sole che picchia duro. Una pianta abruzzese da mille anni, ne scrisse anche Plinio nella sua “Storia naturale”.

Francesco Valentini

Street Food di Gambero Rosso

Undicesima edizione per la guida Street Food di Gambero Rosso, una mappa che orienta i lettori curiosi tra le antiche tradizioni gastronomiche italiane e i progetti più innovativi del settore. Tante le sfaccettature del cibo di strada, dai chioschi ai mercati rionali, dalle friggitorie ambulanti alle osterie vecchie e nuove, passando per le sempre più eccellenti declinazioni dello street food dal mondo.

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