Il paracetamolo è un farmaco ampiamente utilizzato per ridurre la febbre e alleviare il dolore nei bambini. È disponibile in diverse formulazioni, tra cui lo sciroppo, che è particolarmente adatto per i bambini più piccoli. Tuttavia, è fondamentale somministrare il paracetamolo nel dosaggio corretto per evitare effetti indesiderati. Questo articolo fornisce informazioni dettagliate sul dosaggio del paracetamolo sciroppo pediatrico, con particolare attenzione a Tachipirina, un marchio comune in Italia.
Perché si usa Tachipirina?
Tachipirina si usa come:
- Antipiretico: trattamento sintomatico di affezioni febbrili quali l'influenza, le malattie esantematiche, le affezioni acute del tratto respiratorio, ecc.
- Analgesico: cefalee, nevralgie, mialgie ed altre manifestazioni dolorose di media entità, di varia origine.
Dosaggio di Tachipirina Sciroppo nei Bambini
Nei bambini, è indispensabile rispettare la posologia definita in base al peso corporeo e non in base all’età, che è approssimativa ed indicata solo a titolo di informazione. Se l’età del bambino non corrisponde al peso riportato in tabella, fare sempre riferimento al peso corporeo per la scelta del dosaggio.
Nei bambini sopra i 10 anni di età il rapporto tra peso ed età diviene non più omogeneo a causa dello sviluppo puberale che, a parità di età, ha un diverso impatto sul peso corporeo a seconda del sesso e delle caratteristiche individuali del bambino. Pertanto, sopra i 10 anni di età, la posologia dello sciroppo viene indicata in termini di intervalli di peso e di età.
Schema posologico di Tachipirina sciroppo
Lo schema posologico di Tachipirina sciroppo è il seguente:
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| Peso | Età (approssimata) | Dose singola | Dose giornaliera |
|---|---|---|---|
| Da 7,2 kg | 5-6 mesi | 4,5 ml | Fino a 4 volte (ogni 6 ore) |
| Da 8 kg | 7-10 mesi | 5 ml | Fino a 4 volte (ogni 6 ore) |
| Da 9 kg | 11-14 mesi | 5,5 ml | Fino a 4 volte (ogni 6 ore) |
| Da 10 kg | 15-19 mesi | 6 ml | Fino a 4 volte (ogni 6 ore) |
| Da 11 kg | 20-23 mesi | 6,5 ml | Fino a 4 volte (ogni 6 ore) |
| Da 12 kg | 2 anni | 7,5 ml | Fino a 4 volte (ogni 6 ore) |
| Da 14 kg | 3 anni | 8,5 ml | Fino a 4 volte (ogni 6 ore) |
| Da 16 kg | 4 anni | 10 ml | Fino a 4 volte (ogni 6 ore) |
| Da 18 kg | 5 anni | 11 ml | Fino a 4 volte (ogni 6 ore) |
| Da 20 kg | 6 anni | 12,5 ml | Fino a 4 volte (ogni 6 ore) |
| Da 22 kg | 7 anni | 13,5 ml | Fino a 4 volte (ogni 6 ore) |
| Da 25 kg | 8 anni | 15,5 ml | Fino a 4 volte (ogni 6 ore) |
| Da 28 kg | 9 anni | 17,5 ml | Fino a 4 volte (ogni 6 ore) |
| Da 31 kg fino a 32 kg | 10 anni | 19 ml | Fino a 4 volte (ogni 6 ore) |
| Bambini di peso tra 33 e 40 kg (di età superiore ai 10 anni ed inferiore ai 12 anni) | 20 ml | Fino a 4 volte (ogni 6 ore) | |
| Adolescenti di peso superiore a 40 kg (di età uguale o superiore a 12 anni) ed adulti | 20 ml | Fino a 6 volte (ogni 4 ore) |
In caso di ittero in bambini al di sotto i tre mesi, è opportuno ridurre la dose singola.
Bambini di peso tra 33 e 40 kg (di età superiore ai 10 anni ed inferiore ai 12 anni): 20 ml di sciroppo alla volta (corrispondenti a 480 mg), da ripetere se necessario dopo 6 ore, senza superare le 4 somministrazioni al giorno.
Adolescenti di peso superiore a 40 kg (di età uguale o superiore a 12 anni) ed adulti: 20 ml di sciroppo alla volta (corrispondenti a 480 mg), da ripetere se necessario dopo 4 ore, senza superare le 6 somministrazioni al giorno.
Il medico deve valutare la necessità di trattamenti per oltre 3 giorni consecutivi.
Sciroppo: 5 ml di sciroppo contengono 120 mg di paracetamolo.
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Come somministrare Tachipirina sciroppo
Alla confezione sono annessi una siringa dosatrice con indicate tacche di livello corrispondenti a 1 ml, 2 ml, 3 ml, 4 ml, 4,5 ml e 5 ml e un bicchierino dosatore con indicate tacche di livello corrispondenti a 5,5 ml, 6 ml, 6,5 ml, 7,5 ml, 8,5 ml, 10 ml, 11 ml, 12,5 ml, 13,5 ml, 15,5 ml, 17,5 ml, 19 ml.
- Per l’apertura del flacone, spingere il tappo verso il basso e contemporaneamente girare verso sinistra.
- Per l’impiego della siringa, introdurre a fondo la punta della siringa nel foro del sottotappo
- Per dosaggi superiori a 5 ml, prelevare la quantità necessaria con la siringa e versare il contenuto nel bicchierino. Ripetere l’atto fino al raggiungimento della tacca corrispondente al dosaggio indicato, e somministrare al bambino invitandolo a bere.
- Per i dosaggi nei bambini di età superiore a 10 anni e negli adulti, pari a 20 ml, utilizzare il bicchierino riempiendolo 2 volte fino alla tacca di 10 ml.
- Il prodotto deve essere utilizzato immediatamente dopo il prelievo dal flacone. Ogni eventuale residuo di prodotto nella siringa o nel bicchierino deve essere eliminato.
- Dopo l’uso chiudere il flacone avvitando a fondo il tappo e lavare la siringa e il bicchierino con acqua calda. Lasciarli asciugare, tenendoli fuori dalla portata e dalla vista dei bambini.
Avvertenze e precauzioni
- Nei rari casi di reazioni allergiche, la somministrazione deve essere sospesa e deve essere istituito un idoneo trattamento.
- Usare con cautela nei soggetti con carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi.
- Dosi elevate o prolungate del prodotto possono provocare un’epatopatia ad alto rischio e alterazioni a carico del rene e del sangue anche gravi, perciò la somministrazione nei soggetti con insufficienza renale o epatica di grado lieve/moderato e nei pazienti affetti da sindrome di Gilbert deve essere effettuata solo se effettivamente necessaria e sotto il diretto controllo medico.
- Durante il trattamento con paracetamolo prima di assumere qualsiasi altro farmaco controllare che non contenga lo stesso principio attivo, poiché se il paracetamolo è assunto in dosi elevate si possono verificare gravi reazioni avverse.
- Invitare il paziente a contattare il medico prima di associare qualsiasi altro farmaco.
- Non somministrare per oltre 3 giorni consecutivi senza consultare il medico.
Usare con cautela in caso di alcolismo cronico, eccessiva assunzione di alcool (3 o più bevande alcoliche al giorno), anoressia, bulimia o cachessia, malnutrizione cronica (basse riserve di glutatione epatico) disidratazione, ipovolemia.
Il paracetamolo deve essere somministrato con cautela a pazienti con insufficienza epatocellulare da lieve a moderata (compresa la sindrome di Gilbert), insufficienza epatica grave (Child-Pugh>9), epatite acuta, in trattamento concomitante con farmaci che alterano la funzionalità epatica, carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi, anemia emolitica.
In caso di uso protratto è consigliabile monitorare la funzione epatica e renale e la crasi ematica.
Interazioni con altri farmaci
L'assorbimento per via orale del paracetamolo dipende dalla velocità dello svuotamento gastrico. Pertanto, la somministrazione concomitante di farmaci che rallentano (ad es. anticolinergici, oppioidi) o aumentano (ad es. procinetici) la velocità dello svuotamento gastrico può determinare rispettivamente una diminuzione o un aumento della biodisponibilità del prodotto.
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La somministrazione concomitante di colestiramina riduce l'assorbimento del paracetamolo.
L'assunzione contemporanea di paracetamolo e cloramfenicolo può indurre un aumento dell’emivita del cloramfenicolo, con il rischio di elevarne la tossicità.
L’uso concomitante di paracetamolo (4 g al giorno per almeno 4 giorni) con anticoagulanti orali può indurre leggere variazioni nei valori di INR. In questi casi deve essere condotto un monitoraggio più frequente dei valori di INR durante l’uso concomitante e dopo la sua interruzione.
Usare con estrema cautela e sotto stretto controllo durante il trattamento cronico con farmaci che possono determinare l’induzione delle monossigenasi epatiche o in caso di esposizione a sostanze che possono avere tale effetto (per esempio rifampicina, cimetidina, antiepilettici quali glutetimmide, fenobarbital, carbamazepina). Lo stesso vale nei casi di etilismo e nei pazienti trattati con zidovudina.
La somministrazione di paracetamolo può interferire con la determinazione dell’uricemia (mediante il metodo dell’acido fosfotungstico) e con quella della glicemia (mediante il metodo della glucosio-ossidasi-perossidasi).
Effetti indesiderati
Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati del paracetamolo organizzati secondo la classificazione sistemica e organica MedDRA. Non sono disponibili dati sufficienti per stabilire la frequenza dei singoli effetti elencati.
- Patologie del sistema emolinfopoietico: trombocitopenia, leucopenia, anemia, agranulocitosi.
- Disturbi del sistema immunitario: reazioni di ipersensibilità (orticaria, edema della laringe, angioedema, shock anafilattico).
- Patologie del sistema nervoso: vertigini.
- Patologie gastrointestinali: reazione gastrointestinale.
- Patologie epatobiliari: funzionalità epatica anormale, epatite.
- Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: eritema multiforme, Sindrome di Stevens Johnson, necrolisi epidermica, eruzione cutanea.
- Patologie renali ed urinarie: insufficienza renale acuta, nefrite interstiziale, ematuria, anuria.
Sono stati segnalati casi molto rari di reazioni cutanee gravi.
Sovradosaggio
In caso di assunzione accidentale di dosi molto elevate di paracetamolo, l’intossicazione acuta si manifesta con anoressia, nausea e vomito seguiti da profondo decadimento delle condizioni generali; tali sintomi compaiono in genere entro le prime 24 ore. In caso di sovradosaggio il paracetamolo può provocare citolisi epatica che può evolvere verso la necrosi massiva e irreversibile, con conseguente insufficienza epatocellulare, acidosi metabolica ed encefalopatia, che possono portare al coma e alla morte.
I provvedimenti da adottare consistono nello svuotamento gastrico precoce e nel ricovero ospedaliero per le cure del caso, mediante somministrazione, il più precocemente possibile, di N-acetilcisteina come antidoto: la posologia è di 150 mg/kg e.v. in soluzione glucosata in 15 minuti, poi 50 mg/kg nelle 4 ore successive e 100 mg/kg nelle 16 ore successive, per un totale di 300 mg/kg in 20 ore.
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Gravidanza e allattamento
Una grande quantità di dati su donne in gravidanza non indicano né tossicità malformativa, né fetale/neonatale. Studi epidemiologici sullo sviluppo neurologico nei bambini esposti al paracetamolo in utero mostrano risultati non conclusivi. Se clinicamente necessario, il paracetamolo può essere usato durante la gravidanza, tuttavia dovrebbe essere usato alla dose efficace più bassa per il più breve tempo possibile e con la più bassa frequenza possibile.
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