Quante volte ti è capitato di mangiare dei cibi scaduti da pochi giorni pensando che non ci fossero rischi? Spesso, pur di non buttare via il cibo, facciamo scelte poco consapevoli e, in alcuni casi, un po’ avventate.

Hamburger vegetale

Le date di scadenza riportate sugli alimenti rappresentano la principale causa dello spreco alimentare. Mangiare un alimento oltre la data di scadenza può portare ad un’intossicazione alimentare (con sintomi come: febbre, brividi, crampi allo stomaco, diarrea, nausea e vomito).

Differenza tra "Da consumarsi entro" e "Da consumarsi preferibilmente entro"

Anche se sembrano la stessa cosa non lo sono, tra le due diciture c’è una differenza sostanziale.

  • Da consumarsi entro: Indica una data oltre la quale il prodotto non è più idoneo al consumo. Entro quella data, se conservato adeguatamente, mantiene invece tutte le sue caratteristiche. Dopo tale data il prodotto può essere nocivo per la salute a causa della proliferazione di batteri, con conseguenti tossinfezioni alimentari (determinate dall’azione diretta dei batteri patogeni insieme all’alimento) o intossicazioni alimentari (dovute alla presenza di tossine prodotte dagli agenti patogeni).
  • Da consumarsi preferibilmente entro: In questo caso, il termine minimo di conservazione indica la data entro la quale il prodotto, sempre se conservato adeguatamente, mantiene le sue proprietà specifiche. Si parla di qualità organolettica e nutrizionale, quindi di gradimento e qualità del prodotto più che della sua sicurezza. Questo alimento si può mangiare per qualche giorno dopo la data di scadenza, ma non è assicurato che le sue proprietà nutritive restino intatte.

È bene chiarire subito una cosa: non ci sono prodotti che si possono consumare dopo la data di scadenza. È tutta una questione di fortuna. Se mangi cibi scaduti potrebbe non succederti assolutamente nulla, così come potresti contrarre un’intossicazione alimentare. Lo stato di malessere potrebbe risolversi solo con un mal di pancia, vomito e diarrea, ma potrebbe accadere anche qualcosa di più serio del dover passare qualche ora in bagno.

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Come Riconoscere i Cibi Scaduti

Molti pensano che il modo migliore per riconoscere i cibi scaduti sia annusarli: niente di più falso! La maggior parte dei batteri non puzzano, quindi annusare un cibo non è un buon metodo per capire se si può ancora mangiare dopo la scadenza, perché le tossine non hanno né odore.

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Alimenti Più a Rischio

Ci sono alimenti che, se consumati dopo la scadenza, sono più a rischio di altri. Formaggi freschi, carne, pesce, latte e uova, a causa delle proteine di origine animale, si deteriorano più in fretta. Il latte, in particolare, è un perfetto terreno di coltura per i patogeni e il rischio che ci siano effetti nocivi sulla tua salute è alto. Questo rischio aumenta di molto se consumi il latte crudo, che non viene pastorizzato per mantenere intatte le sue proprietà nutritive.

Conservazione degli Alimenti Dopo l'Apertura

Una volta aperta la confezione, la data di scadenza riportata perde il suo valore. Spesso sulla stessa etichetta sono riportate le modalità e i tempi di conservazione successive all’apertura, ma questa informazione non è obbligatoria per legge. In linea di massima gli alimenti aperti vanno sempre conservati in frigorifero e consumati “entro breve tempo”.

Per fare degli esempi, il pollo fuori dalla confezione può stare in frigorifero 1-2 giorni se crudo e 3-4 giorni se cotto. In ogni caso, è bene controllare che la temperatura del frigo sia adeguata. Ricordati che l’ideale è tenerlo sempre fra gli 1,5 ed i 3,5 gradi Celsius, aumentando la temperatura quando è più pieno e diminuendola man mano che consumi il cibo. Il freddo rallenta, ma non blocca la proliferazione batterica, quindi un alimento, anche se conservato in freezer, non ha vita infinita.

Surgelati e Congelati

Per quanto riguarda i surgelati è importante rispettare la data di scadenza. Per i congelati, cioè quegli alimenti che compri freschi e che metti in freezer, tempi di conservazione sono più lunghi. Quando vuoi congelare un alimento, devi farlo al massimo entro 1-2 giorni dall’acquisto.

Alimenti Senza Data di Scadenza

Rientrano in questa categoria prodotti come zucchero, sale, aceto, vino, pepe, peperoncino. Anche se sono cibi che “non scadono”, è importante fare attenzione alla loro conservazione. Ossigeno, luce e temperatura sono dannosi per tutti i prodotti.

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Alimenti a lunga conservazione

Consigli Utili per Evitare lo Spreco Alimentare

Per evitare sprechi, cerca di organizzare le tue spese in modo che gli alimenti non raggiungano la data di scadenza.

Cosa vuol dire "consumare preferibilmente entro"

Fra le prime regole anti-spreco c’è quella di interpretare bene la dicitura riportata sulla confezione, perché “da consumarsi preferibilmente entro” non significa che al sopraggiungere del giorno indicato dobbiamo gettare tutto nella spazzatura. Più nello specifico, dopo la data di scadenza, potremmo notare una perdita di alcune caratteristiche organolettiche e nutrizionali, ma siamo sicuri dal punto di vista sanitario.

Per capire se è ancora buono, aguzziamo la vista e l’olfatto, prestiamo attenzione alla confezione (occhio a rigonfiamenti o rotture), per poi concentrarci sul prodotto, che non deve avere alterazioni del colore o dell’odore, né segni di muffa, schiume, macchie o altri segni visibili di deterioramento.

Ovviamente, le regole valgono solamente se le confezioni scadute sono ancora chiuse e perfettamente integre, mentre tutto cambia per i cibi aperti, che possono essere stati contaminati attraverso l’aria, il gocciolamento di liquidi, le superfici o gli utensili della cucina, le nostre mani quando prendiamo pezzi di cibo dal pacco. Ma, in generale, la norma a cui dobbiamo sempre ricorrere è l’uso del buon senso, valutando di volta in volta il singolo alimento in tutte le sue caratteristiche.

Esempi di Alimenti e Scadenze

  • Pasta secca e riso: Possono essere consumati anche dopo quel termine senza creare danni o comportare particolari rischi per la salute se conservati in un luogo fresco e asciutto, all’interno di confezioni integre.
  • Biscotti secchi e cracker: Se ben sigillati e conservati in un luogo fresco e asciutto, possono essere consumati in sicurezza dopo qualche mese dalla scadenza.
  • Pane in cassetta o grattugiato: Il pane in cassetta può essere consumato anche un mese dopo il termine minimo di conservazione indicato, mentre il pane grattugiato può durare anche due o tre mesi in più, a patto di essere conservato correttamente.
  • Cibi in scatola: Pomodori pelati, tonno in scatola, legumi conservati, sughi pronti, sottaceti e compagnia hanno una scadenza piuttosto lunga, variabile da due a tre anni, che può essere ulteriormente superata anche di un paio di mesi se le confezioni non sono mai state aperte.
  • Olio extravergine di oliva: La vita media di un olio extravergine di oliva non è lunghissima, perché il prodotto andrebbe consumato entro 12/18 mesi dall’estrazione per godere a pieno di tutte le sue qualità organolettiche e delle preziose sostanze antiossidanti in esso contenute.
  • Caffè, cioccolato e spezie: L’ideale è consumarli entro sei mesi, al massimo un anno, dalla data di confezionamento.
  • Pesce e piatti surgelati: Si può sgarrare anche di uno o due mesi.
  • Uova: In linea di massima, possono essere consumate fino a 28 giorni dal momento della loro deposizione, anche se il consiglio è quello di mangiarle entro 15-20 giorni.
  • Latte, yogurt e latticini: Nei prodotti deperibili sparisce l’avverbio “preferibilmente” e resta solamente la dicitura “da consumare entro”.

Quando Rispettare la Data di Scadenza

Per alcuni cibi è opportuno rispettare la data di scadenza. Formaggi freschi, latte fresco, carne macinata e pollame, uova, frutta e verdura fresche.

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Botulismo Alimentare: Un Rischio da Non Sottovalutare

Il botulismo alimentare si contrae attraverso l’ingestione di alimenti contaminati da tossina botulinica (o botulino), un vero e proprio veleno prodotto dal batterio Clostridium botulinum. Tutti i cibi conservati sottovuoto, che hanno un basso grado di acidità (pH sopra il 4,6) e sono ricchi d’acqua possono costituire un ambiente adatto alla crescita del botulino.

Poiché la tossina botulinica viene distrutta alle alte temperature, la sterilizzazione dei cibi in vasetto e in scatola, tramite bollitura per almeno 10 minuti, ne garantisce l’eliminazione. Nella preparazione dei cibi si consiglia di cuocere correttamente la carne e il pesce. È anche opportuno adottare le corrette forme di conservazione degli alimenti sia in dispensa sia in frigorifero/freezer.

Non consumate, inoltre, conserve che, all’apertura, presentano contenitori rigonfi in modo anomalo.

Tabella: Tempi di Conservazione degli Alimenti Dopo l'Apertura

Alimento Tempo di Conservazione (Frigorifero)
Pollo Crudo 1-2 giorni
Pollo Cotto 3-4 giorni
Salumi affettati freschi 3-5 giorni

Ricordati che l’ideale è tenerlo sempre fra gli 1,5 ed i 3,5 gradi Celsius, aumentando la temperatura quando è più pieno e diminuendola man mano che consumi il cibo.

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