Spesso ci troviamo di fronte al dilemma di avere in casa farmaci scaduti proprio quando ne abbiamo bisogno. Cosa fare in questi casi? Possiamo chiudere un occhio e assumerli ugualmente oppure corriamo dei rischi? Vediamo cosa significa la data di scadenza, quali sono le regole e le eccezioni, se si possono usare farmaci scaduti ed i casi in cui è meglio non farlo.
La Data di Scadenza dei Farmaci: Un Indicatore Cruciale
Come tutti sappiamo, i farmaci hanno una data di scadenza. Si tratta di quei numeri o lettere che vediamo riportati in genere insieme al lotto del prodotto. In particolare è obbligatorio per legge che sul confezionamento esterno (vale a dire la scatola esterna) ma anche sul confezionamento primario (come il blister delle compresse, il flacone dello sciroppo o il tubo della crema) siano indicati (con parole o numeri) il mese e l'anno di scadenza. Se non viene specificato il giorno, la data di scadenza è l’ultimo giorno del mese indicato.
Significato e Calcolo della Data di Scadenza
Dobbiamo pensare alla data di scadenza come a una garanzia del produttore per il farmaco. Vuol dire che se abbiamo conservato il farmaco correttamente (nel suo contenitore originale, in un luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce o seguendo le istruzioni che potrebbero essere presenti sull'etichetta o sul foglietto illustrativo) l'azienda promette che sarà sicuro ed efficace fino a quella data. Ma come fanno a stabilire quella determinata data? Viene definita con quelli che sono chiamati studi di stabilità cioè dei rigorosi test in condizioni normali di temperatura e umidità ma anche in condizioni di “stress” con temperatura e umidità elevate o differenti situazioni di luce e pH. Questi studi seguono delle linee guida internazionali.
L’azienda deve mostrare tutti i risultati dei suoi test quando procede con la richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco all’ente competente (come l’Agenzia Italiana del Farmaco o l’Agenzia Europea del Farmaco). La data di scadenza di un farmaco indica il termine entro il quale è garantita la stabilità, la sicurezza e l'efficacia del medicinale. La data di scadenza, obbligatoriamente presente su tutte le confezioni di farmaci, si riferisce alla confezione integra e correttamente conservata.
Questo è il motivo per cui sia il produttore che le istituzioni come l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) o il Ministero della Salute raccomandano di rispettare questo limite.
Smaltimento farmaci scaduti
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Studi di Stabilità e Autorizzazione
Gli studi di stabilità condotti dalle aziende farmaceutiche sono riportati in specifiche sezioni del dossier che accompagna la registrazione di un farmaco e che viene sottoposto ad Aifa per la concessione dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio. Il periodo di validità di un medicinale (che porta alla definizione della data di scadenza) è quindi autorizzato sulla base della valutazione compiuta dagli esperti dell’Agenzia sui valori (numeri e parametri ben precisi) derivanti dagli studi.
Rischi Associati all'Assunzione di Farmaci Scaduti
Non è opportuno che sia il paziente a valutare se un farmaco scaduto sia utilizzabile o meno e quale sia la sua pericolosità considerando in autonomia il colore, l’odore o i cambiamenti nella consistenza. Col passare del tempo si può verificare infatti una degradazione del principio attivo che oltre a inficiarne l’efficacia, può comportare rischi in termini di sicurezza. La degradazione del principio attivo o degli eccipienti contenuti nel medicinale potrebbe mettere a serio rischio la vita del paziente, ad esempio per una reazione allergica fatale, già a dosi bassissime, causata dalle impurezze.
Va ricordato che il farmaco scaduto non perde di efficacia il giorno successivo della data di scadenza, bensì il passare del tempo causa il degradarsi del principio attivo o degli eccipienti, determinando quindi una minor efficacia. Un farmaco scaduto potrebbe avere una minore efficacia, e quindi, potremmo non avere alcun effetto terapeutico. Inoltre, la degradazione del principio attivo potrebbe portare a reazioni allergiche, in alcuni casi potenzialmente letali come lo shock anafilattico, più probabili in neonati e bambini che hanno un sistema immunitario immaturo.
Farmaci Particolarmente Rischiosi
Alcuni farmaci possono risultare particolarmente dannosi se assunti dopo la data di scadenza. Questi sono di solito quelli che sono considerati salvavita, come l'insulina (in caso di iperglicemia nei pazienti diabetici), l'adrenalina (in caso di shock anafilattico in pazienti allergici) o la nitroglicerina (in caso di crisi di angina pectoris). Se questi farmaci non sono potenti come dovrebbero essere, potrebbe essere pericoloso per la vita dei pazienti in quanto potrebbero non riuscire nel contrastare la situazione di emergenza.
Dobbiamo anche fare attenzione ai farmaci che hanno un "indice terapeutico ristretto". In questi casi anche una piccola variazione della quantità di principio attivo che si assume potrebbe rendere il farmaco inefficace o causare seri problemi.
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Cosa Fare Dopo Aver Assunto uno Sciroppo Scaduto
È difficile dare un’unica risposta a questa domanda. Come abbiamo visto sopra, spesso i farmaci scaduti continuano a mantenere le loro condizioni di efficacia e sicurezza. Pertanto spesso il farmaco scaduto assunto per errore funziona nella stessa maniera di un farmaco non scaduto ed è altrettanto sicuro. Altre volte invece il farmaco può funzionare di meno in quanto parte del principio attivo si è trasformata e non è più presente in alta quantità nella forma efficace.
Tutto ciò può dipendere da molte variabili come il tempo passato dalla data di scadenza (più tempo è passato dalla data segnata sulla confezione più è probabile che il farmaco non sia efficace), dal tipo di prodotto (ad esempio le forme farmaceutiche solide tendono a conservarsi meglio di quelle liquide), dalla modalità di conservazione (se non si sono seguite le indicazioni classiche di conservazione e quelle indicate sul foglietto illustrativo è più probabile che il farmaco abbia subito una alterazione e non sia più efficace e sicuro).
Per essere certi che un farmaco sia ancora efficace bisognerebbe analizzarne il contenuto in laboratorio. Ognuno di noi a casa non può saperlo con certezza.
Conservazione Corretta dei Farmaci
La corretta conservazione dei medicinali serve a mantenerne inalterate le caratteristiche farmacologiche e terapeutiche per tutto il periodo di validità indicato sulla confezione, in quanto ne garantisce la stabilità, requisito essenziale perché possano esplicare a pieno l'attività terapeutica attesa. La modalità con cui conserviamo i farmaci è un fattore che può influenzare la stabilità della formulazione e quindi la qualità e l’efficacia di quello che andremo ad assumere. La data di scadenza stabilita dal produttore infatti fa riferimento alla confezione chiusa e conservata correttamente.
In linea generale, come suggerito anche dal Ministero della Salute, i farmaci dovrebbero essere conservati in luoghi freschi (al di sotto dei 30°C), asciutti ed al riparo dalla luce per evitare alterazioni dovute a umidità, luce e temperature elevate. Andrebbero dunque evitati armadietti in bagno o cucina che sono spesso i luoghi più umidi della casa, ma anche vicinanza a fonti di calore come termosifoni o elettrodomestici o finestre esposte al sole.
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Bisogna inoltre leggere sempre sul foglietto illustrativo la sezione “Come conservare il medicinale” per verificare se bisogna usare delle particolari accortezze. Alcuni medicinali, infatti, come le insuline o alcuni colliri, vanno tenuti in frigorifero.
Un altro aspetto importante da considerare è che, per alcune tipologie di farmaci, l'apertura delle confezioni può non rendere più valida la data di scadenza indicata. Anche questa avvertenza è riportata sul foglietto illustrativo. La conservazione corretta del farmaco garantisce la stabilità durante il periodo di validità ma spesso, come abbiamo scritto sopra, è stato dimostrato che farmaci conservati correttamente mantengono la loro efficacia anche dopo la scadenza per almeno un anno.
È bene conservare i farmaci in un luogo fresco e asciutto della casa (non nel bagno), lontano da fonti di calore, nei contenitori originali etichettati. Spesso gli effetti negativi di luce, aria e sbalzi di temperatura, dovuti alle ripetute aperture della confezione, possono deteriorare il principio attivo; in questi casi è buona norma annotare sulla confezione la data di prima apertura.
Linee Guida per la Conservazione
- Non conservare al di sopra di 30 °C
- Non conservare al di sopra di 25 °C
- Conservare tra 2 °C e 8 °C
- Non congelare nè mettere in frigorifero
- Sotto zero - conservare nel freezer
Gestione dei Farmaci Scaduti
I farmaci scaduti rientrano nella categoria dei rifiuti urbani pericolosi. Per questo motivo non devono essere dispersi nell’ambiente in quanto fonte di inquinamento né tantomeno bruciati poiché la loro combustione potrebbe portare al rilascio di sostanze nocive.
Un'altra cosa importante da ricordare è che i medicinali scaduti sono potenzialmente pericolosi sia per l’uomo che per l’ambiente e vanno gettati negli appositi contenitori presenti in farmacia.
Consigli Utili per Evitare Accumuli di Farmaci Scaduti
Per diminuire l’eventualità di dover buttare scatole di farmaci scaduti, in linea di massima si dovrebbero acquistare solo i farmaci che realmente servono e gestire al meglio quelli che già si hanno in casa. Frasi come “perché potrebbe servire in futuro”, “potrei averne bisogno nel caso avessi quel disturbo”, “il collega mi ha detto che l’ha aiutato molto” “ho visto la pubblicità in televisione” non sono un buon criterio per acquistare un farmaco: ricordiamoci che in caso di future o eventuali necessità di salute potremo in ogni caso acquistare i farmaci nelle farmacie, presidi comodi distribuiti su tutto il territorio che ognuno di noi può raggiungere facilmente solitamente in pochi minuti. Inoltre, soprattutto nelle grandi città, sono spesso aperte anche nei weekend, ma in ogni caso c’è sempre la disponibilità di una farmacia di turno dove comprare i farmaci in caso di urgenza.
Quando si comperano dei farmaci che sono disponibili in diverse confezioni che possono contenere diverse quantità di dosi di farmaco, conviene fare una valutazione prima di procedere con l’acquisto. Se infatti spesso si risparmia scegliendo la scatola con un numero di dosi maggiore, è anche vero che è maggiore il rischio di doverla buttare non ancora terminata una volta scaduta.
Prima di acquistare un farmaco, sia sotto ricetta che di automedicazione, controlliamo a casa se lo abbiamo già o se ne abbiamo uno equivalente o uno simile. Può capitare infatti che il medico ci prescriva ad esempio un antibiotico o un antiinfiammatorio che abbiamo già in casa. È bene sempre quindi controllare cosa si ha facendo attenzione anche ad eventuali equivalenti o generici del farmaco prescritto. Per essere sicuri di assumere il farmaco giusto si può chiedere conferma al medico o al farmacista o controllare l’equivalenza sulla nostra banca dati farmaci.
Questo ci garantisce che sia visibile e controllabile la data di scadenza di quel farmaco. Spesso infatti ci fa comodo tagliare il blister delle compresse e infilarne mezzo nella tasca della borsa in modo da avere le compresse sempre a disposizione quando servono.
Segnare la data sulla scatola dei medicinali che possono essere usati solo per un certo periodo di tempo dopo la prima apertura è buona norma, ad esempio in caso di creme, sciroppi, gocce ad uso orale, colliri.
Controllare periodicamente (indicativamente una o due volte all’anno) i medicinali che abbiamo a casa. Fate attenzione a controllare tutti i posti in cui potremmo aver messo i farmaci: dal classico armadietto/scatola/beauty case alla borsa che usiamo tutti i giorni fino alla valigia con cui siamo andati in vacanza o alla borsa dei pannolini del bambino. A questo punto bisogna controllare le date di scadenza, mettere da parte i medicinali scaduti e portarli negli appositi contenitori per lo smaltimento.
In caso di viaggi è bene non fare scorte inutili di farmaci ma acquistare e portare con sé solo lo stretto necessario. Il nostro consiglio è quello di portarsi un solo farmaco che sia utile sia per dolore che per febbre (come quelli a base di ibuprofene), un farmaco per il prurito che possa servire in caso di punture e scottature, un farmaco antidiarroico e un farmaco antiemetico.
Può capitare di trovare a casa, nel classico armadietto/scatola dei medicinali che ognuno di noi ha, delle confezioni di farmaci che non usiamo più. Ad esempio il medico può aver cambiato la nostra terapia, oppure siamo guariti e non ne abbiamo più bisogno, oppure è morto il nonno e ci ha lasciato una borsata di medicinali che assumeva. Cosa fare? Innanzitutto bisogna controllare la data di scadenza.
Se invece la data di scadenza non è ancora stata superata, a chi dare o dove portare i farmaci non scaduti? I farmaci validi non scaduti possono essere donati ad alcune organizzazioni a livello locale o nazionale (come ad esempio Banco Farmaceutico o Farmaco Amico). La raccolta, spesso svolta direttamente nelle farmacie o in presidi delle ASL, segue specifiche regole.
| Forma Farmaceutica | Durata dopo l'apertura | Conservazione |
|---|---|---|
| Colliri (monodose) | 24 ore | Sotto i 25°C |
| Colliri (multidose) | 15-30 giorni | Sotto i 25°C |
| Compresse/capsule (in blister) | Fino alla data di scadenza | Come indicato sulla confezione |
| Compresse/capsule (in flacone) | 4-6 mesi | Come indicato sulla confezione |
| Pomate | 3-6 mesi | Come indicato sulla confezione |
| Sciroppi | 1-2 mesi | Sotto i 25°C |
| Fiale e fialoidi | Pochi minuti | Utilizzo immediato |
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