L'insalata Barba dei Frati, conosciuta anche come catalogna o lingua di canarino, è un'insalata gustosa e facile da coltivare. Ottima in insalata o ripassata in padella, ha un gusto amarognolo che si presta bene per diverse preparazioni. Questa pianta biennale riesce ad adattarsi a tipi di terreno differenti, per questo è molto diffusa in tutta Italia. Nelle condizioni adatte la barba dei frati offre molto a chi sa coltivarla.
Esistono diverse varietà di lattuga Barba dei Frati, tra cui:
- Lattuga Barba dei Frati bianca: presenta foglie di un verde acceso, allungate, sottili e dal profilo dentellato.
- Lattuga Barba dei Frati rossa: è un ortaggio rustico che si adatta molto bene a quasi tutti i tipi di terreni e di clima, con foglie allungate a pennacchio di colore bruno-rossastro.
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Preparazione del Terreno
La barba dei frati necessita in primo luogo di una buona preparazione del terreno. Prima del trapianto è opportuno rendere più soffice possibile il terreno così da permettere al sottile apparato radicale di svilupparsi con facilità e rapidità. In condizioni climatiche favorevoli, la lattuga può essere coltivata in qualsiasi tipo di terreno purché non presenti difficoltà per le operazioni di sistemazione necessarie alla preparazione del letto di semina come in quelli eccessivamente argillosi, limosi o ricchi di scheletro.
Generalmente nei terreni franco argillosi si ricorre ad una vangatura profonda di 30-50 cm, eseguita con un certo anticipo sulla data trapianto, soprattutto quando si devono interrare eventuali residui della coltura precedente e/o fertilizzanti organici. In genere si consiglia una buona concimazione organica a base di letame (4 Kg/mq) o pellettato organico o composto. A questa dovranno fare seguito particolari lavori per sminuzzare le zolle tenendo presente di non eccedere nell'affinamento per non provocare presenza di polvere nella zona più superficiale che può essere la causa di successiva formazione di crosta in seguito ad interventi irrigui per aspersione.
Si consiglia la sistemazione del terreno a prose, creando cioè delle aiuole di coltivazione rialzate di circa 15-20 cm dove mettere a dimora le piante a file binate. Questa sistemazione favorisce lo sgrondo delle acque in eccesso e riduce i problemi legati a malattie fungine e marciumi radicali in particolare.
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Semina e Trapianto
Per lo sviluppo di questa pianta l'ideale è iniziare direttamente con il trapianto o far germogliare i semi in alcuni piccoli vasetti. Si semina tra maggio e giugno, per potersi sviluppare del tutto durante l'autunno. Si semina verso ottobre e si trapianta solo dopo 20 giorni, cresce durante i mesi invernali più rigidi e sviluppa le sue caratteristiche organolettiche grazie alle basse temperature. Il trapianto può avvenire dopo circa 30 giorni dalla semina, disponendo le piante a una distanza minima di 25 centimetri l'una dall'altra.
È sicuramente da preferire questa operazione rispetto alla semina, perché si evita di dover intervenire successivamente con il recupero delle fallanze. Inoltre si ha un notevole risparmio di tempo e un anticipo di produzione. Vengono adottati in genere sesti d'impianto di 0,25 cm sulla fila x 30-40 cm tra le file. Si possono adottare sesti di impianto anche più stretti, ma si consiglia di lasciare il giusto spazio al fine di evitare competizione tra le piante e problematiche di tipo fitosanitario.
Prima del trapianto è opportuno rendere più soffice possibile il terreno così da permettere al sottile apparato radicale di svilupparsi con facilità e rapidità.
Cura e Coltivazione
È un ortaggio forte e vigoroso, con una produzione rigogliosa, ma bisogna fare attenzione a non irrigare troppo la pianta per non sottoporla a stress idrico. Tutte le colture da foglia prediligono un terreno ricco di sostanza organica ben decomposta e senza ristagni idrici ma ciò nonostante si adattano bene a qualsiasi tipo di ambiente di coltivazione; La temperatura ideale di accrescimento è compresa tra i 15 e i 18°C, al di sotto dei -3° C le piante non vegetano e lo stesso accrescimento può essere compromesso. Le ortive da foglia hanno la tendenza ad accumulare “nitrati” nelle foglie (che sono tra l’altro le uniche parti edibili della pianta), sostanze azotate che derivano in gran parte da un eccesso di concimazione (chimica o con letame); i nitrati nell’organismo umano si possono trasformare in nitriti, composti altamente tossici: le lattughe che contengono meno nitrati sono quelle concimate poco, coltivate in pieno campo (non in serra) e raccolte alla fine della giornata, questo perché l’esposizione alla luce del sole riduce la concentrazione di nitrati nelle foglie. Per ridurre l’accumulo di nitrati è opportuno quindi allevare le piante in pieno sole, escludendo dunque ambienti di coltivazione ombreggiati o in penombra.
Nel corso della crescita è consigliato coprire le piantine germogliate per impedire che patiscano le temperature più basse soprattutto verso i periodi più vicini alla raccolta. Bisogna però ricordare di non utilizzare terre o concimi eccessivamente azotati, per evitare l'accumulo di questa sostanza all'interno delle foglie.
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Pacciamatura
Questa operazione può essere eseguita utilizzando film plastici di PE nero o bianco di 0,05 mm di spessore. Si ricorda quali sono i numerosi vantaggi di questa operazione:
- Contenimento delle erbe infestanti;
- Ridotto consumo di acqua per irrigare;
- Maggiore precocità di raccolta (grazie al fatto che il terreno riscalda di più);
- Produzioni più abbondanti;
- Cespi puliti;
- Minore incidenza di malattie;
Irrigazione
La lattuga, come molti ortaggi da foglia da taglio si adatta bene ad essere coltivata in terreni asciutti. Al fine, però, di migliorare la produzione anche sotto il profilo qualitativo, con foglie croccanti e poco fibrose, è necessario operare in terreni caratterizzati da buona dotazione di acqua disponibile. Appare ovvio che la scelta del sistema irriguo dovrà garantire una distribuzione uniforme dell’acqua e soprattutto non provocare calpestamento e imbrattamento delle foglie.
In genere gli ortaggi da foglia vengono irrigati per aspersione, per semplicità, ma si ricorda che il metodo migliore rimane sempre quello a goccia, utilizzando manichetta forata, che garantisce una distribuzione omogenea dell’acqua ed evita la bagnatura delle foglie che spesso provoca l’insorgenza di malattie fungine. Nella fase di attecchimento sono necessari interventi irrigui a cadenza giornaliera, mentre in prossimità della raccolta essi possono essere anche diradati.
Per evitare scottature fogliari o stress termici alla coltura è preferibile irrigare la sera o, meglio, la mattina presto in modo da evitare che la lattuga rimanga bagnata per tutta la notte favorendo in questo modo l’insorgere di malattie batteriche e fungine (peronospora e marciumi basali) e l’attrazione di limacce dai bordi inerbiti del campo.
Concimazione
Oltre alla concimazione di fondo, si suggeriscono interveti di copertura con fertilizzanti chimici azotati, ma anche ternari (azoto - fosforo - potassio) al fine di aiutare la pianta nella fase di accrescimento. Per quanto riguarda i dosaggi si rimanda ai consigli di tecnici specializzati e si suggerisce anche di chiedere ai rivenditori autorizzati, che possono indicare diverse soluzioni.
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Malattie e Parassiti
La lattuga barba dei frati bianca non è normalmente esposta all'azione di molte patologie. Problematico è anche l'oidio, fungo che si manifesta sotto forma di polverina bianca sulla pianta. Nonostante un buon livello di umidità del suolo sia fondamentale per lo sviluppo corretto di questo ortaggio, è proprio il ristagno a causare la presenza di oidio. Per limitare queste infestazioni si utilizza il rame e concimi minerali, ma senza esagerare per non rovinare il corredo aromatico del frutto.
Ecco alcune delle principali malattie che possono colpire la lattuga:
- Rhyzoctonia (marciume del colletto): La malattia si manifesta con un marciume molle che parte dalle foglie più esterne (che si adagiano al suolo), per interessare poi le più interne, senza, tuttavia (a differenza di altre fitopatie), aggredire il fusto. Lo sviluppo del patogeno è favorito da alti livelli di umidità e da eccessi di azoto.
- Alternaria (maculature fogliari): Questo fungo determinano la comparsa, sulle foglie, di macchie irregolarmente tondeggianti, dapprima clorotiche e poi scure, che col tempo tendono a confluire portando ad ampie zone necrotiche. Condizioni di alta umidità ambientale favoriscono lo sviluppo della malattia.
- Sclerotinia: La fitopatia colpisce preferibilmente le piante prossime alla raccolta. Inizialmente le foglie esterne si afflosciano al suolo. Successivamente l’infezione si propaga all’interno, con marcescenza della zona del colletto e, quindi, dell’intera pianta. Sulle parti colpite si osserva una muffa bianca all’interno della quale si sviluppano spesso piccoli sclerozi neri. Lo sviluppo epidemiologico vede colpite dapprima poche piante sparse, e successivamente, nei casi più gravi, ampie zone della coltivazione. La malattia si sviluppa meglio in condizioni termiche ed idrometriche elevate.
- Bremia (peronospora): La malattia si manifesta soprattutto nelle coltivazioni autunno-invernali. A partire dalla foglie più esterne si diffonde via via verso quelle centrali. Su queste si evidenziano delle macchie clorotiche a contorno angolare, che, sulla pagina inferiore, danno frequentemente luogo allo sviluppo di una caratteristica muffa biancastra (costituita dai conidiofori del fungo). Il patogeno si sviluppa meglio con temperature fresche (13-20 °C), e alte umidità (un velo di acqua liquida favorisce fortemente la germinazione dei conidi e l’infezione primaria). Si consiglia di eseguire delle concimazioni bilanciate, senza esagerare con le concimazioni azotate, e di evitare quanto più possibile le alte umidità ambientali. Inoltre è indispensabile curare bene il drenaggio dell’acqua per evitare ristagni. Si consigliano trattamenti rameici in fase preventiva, oltre che l’utilizzo di varietà professionali con elevata resistenza alla bremia.
- Botritys cinerea (muffa grigia): La sintomatologia è del tutto simile a quella determinata da Sclerotinia, se non per il fatto che il feltro miceliale è di colore grigiastro e che, generalmente, non si osservano sclerozi nella massa miceliale.
Raccolta
La raccolta avviene poi verso i primi mesi autunnali, tra settembre e ottobre, tagliando la pianta alla sua base.
Va effettuata quando il cespo raggiunge le dimensioni tipiche della varietà. Le lattughe incappucciate pronte per la raccolta, se pressate tra le mani, non si comprimono (se immature si deformano).
Due modalità di raccolta: la raccolta classica avviene tagliando i cespi maturi al raggiungimento della maturità. Un metodo che permette di anticipare la raccolta è quello della "sfogliatura", che consiste nel cogliere gradualmente le foglie più esterne, prelevandone 4-5 per pianta, settimanalmente, iniziando quando la pianta è ben sviluppata ma ancora ancora lontana dalla maturazione.
La lattuga è matura quando la pianta è ben sviluppata non solamente alla base, ma anche il cuore è pieno e ricco di foglie.
La raccolta dei cespi si effettua preferibilmente al mattino o alla sera, tagliandoli alla base con un coltello a maturazione. Poi si scartano le foglie basali danneggiate.