Diversi lotti di insalata in busta di tipo iceberg sono stati richiamati per il rischio di contaminazione batterica. Il Ministero della Salute ha segnalato il richiamo da parte del produttore di svariati lotti di insalata iceberg e lattuga vendute con diversi marchi.

Il richiamo è stato effettuato dal Ministero della Salute che, come si legge sul comunicato ufficiale, ha riscontrato la non conformità di alcuni lotti di insalata in commercio in diversi punti vendita sul territorio italiano, da Sigma a Eurospin. Sul sito del ministero della Salute è possibile consultare i numeri dei lotti prodotti dall'azienda Ortoromi Società Cooperativa Agricola, presso lo stabilimento di Bellizzi (Salerno).

L’avviso è stato diffuso il 12 settembre ed aggiornato il 16 settembre. Sono ora ventisei i marchi coinvolti: Vivinatura, Tres Bon, Torre in Pietra, Tornese, Sigma, Selex, Polenghi, Ortoromi, Ortofresco pulito, Natura è, Mi Mordi, Latte Francia, Il mio orto, Il Castello, Colline Verdi, Ciro Amodio, Centrale del latte, Alifresh, Foglia Verde Eurospin, SISA, Sendero, Professione Snack, Montanino, Matese, Gustura, Coop.

Per tutti i lotti coinvolti si invita a riconsegnare il prodotto al punto vendita dove è stato acquistato. Per individuare i singoli lotti per cui è previsto il richiamo è possibile consultare il sito del ministero della Salute.

Si tratta di prodotti venduti in molti supermercati e l'invito ai consumatori è di "restituire il prodotto al punto vendita dove è stato acquistato". Il ritiro è stato reso necessario a causa del rischio microbiologico dovuto alla presenza di Listeria Monocytogenes.

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Ecco un elenco dei marchi interessati:

  • Foglia verde Eurospin
  • Alifresh
  • Centrale del Latte
  • Ciro Amodio
  • Colline Verdi
  • Il Castello
  • Il mio Orto di Eurofresh
  • Latte Francia
  • Selex
  • Mi mordi
  • Natura è (Penny Market)
  • Ortofresco Pulito
  • Ortoromi
  • Polenghi
  • Sigma
  • Tornese
  • Torre in Pietra
  • Tres Bon
  • Vivinatura

Il Ministero della Salute ha infatti pubblicato sul suo portale ufficiale avvisi da parte del produttore, la Società Cooperativa Agricola Ortoromi di Bellizzi (Salerno), che riguardano diversi marchi di insalata iceberg: essi potrebbero infatti contenere Listeria monocytogenes, batterio che può provocare una malattia chiamata listeriosi, particolarmente pericolosa per donne in gravidanza, neonati, anziani e persone con un sistema immunitario indebolito.

Nello specifico, i marchi e i prodotti richiamati sono:

  • Eurospin Foglia verde Le Croccanti Cuori di iceberg (confezione da 200 g)
  • Alifresh Iceberg (confezione da 200 g)
  • Centrale del latte La pronta in tavola iceberg (confezione da 200 g)
  • Ciro Amodio I freschi iceberg (confezione da 250 g)
  • Colline Verdi Iceberg (confezione da 200 g)
  • Il Castello Iceberg (confezione da 250 g)
  • Il mio Orto Iceberg (confezione da 150 g)
  • Latte Francia Iceberg Fresche Bontà (confezione da 200 g)
  • Selex Cuor di lattuga (confezione da 200 g)
  • Mi Mordi Iceberg (confezione da 200 g)
  • Natura è Cuori di iceberg (confezione da 200 g)
  • Ortofresco pulito Iceberg (confezione da 200 g)
  • Ortoromi Cuori di Iceberg (confezione da 250 g)
  • Ortoromi Iceberg (confezione da 350 g)
  • Ortoromi Iceberg (confezione da 500 g)
  • Polenghi Iceberg (confezione da 250 g)
  • Selex Cuori di iceberg (confezione da 250 g)
  • Sigma Iceberg Vedure fresche (confezione da 200 g)
  • Tornese Iceberg (confezione da 150 g)
  • Torre in Pietra Iceberg Freschi germogli (confezione da 250 g)
  • Très Bon Iceberg (confezione da 250 g)
  • Vivinatura Iceberg (confezione da 250 g)

Coop fa sapere che, per quanto riguarda i cuori di iceberg a proprio marchio, il richiamo interessa solo alcuni punti vendita del centro e sud Italia. A scopo precauzionale, si raccomanda di non consumare le insalate con le date di scadenza e i numeri di lotto sopra indicati.

È opportuno evidenziare che i recenti richiami non devono comportare un allarme su larga scala, coinvolgendo solo una serie di lotti e non la maggior parte delle insalate presente nei supermercati. Tuttavia, come abbiamo già scritto in un approfondimento su L’Indipendente, il problema della proliferazione batterica è comune nei prodotti di verdura tritata, lavata e confezionata in busta, che in gergo merceologico è classificata “di quarta gamma”. Nonostante si possa in generale affermare che, secondo quanto dimostrato da recenti studi che ne hanno analizzato la qualità, si tratta di prodotti sicuri, è bene precisare che la situazione può cambiare ove i produttori non rispettino le regole di preparazione e di conservazione.

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In questo caso, l’insalata in busta può risultare un alimento dannoso e, in alcuni casi, pericoloso, potendosi creare le condizioni ideali ad una proliferazione batterica, molto spesso ad opera di Escherichia coli e Listeria, la cui ingestione può provocare un’intossicazione alimentare e seri disturbi gastrointestinali. Qualunque sia il tipo poi, l’insalata in busta comporta sempre il rischio di imbattersi nella salmonellosi, grave infezione intestinale che può essere letale per gli anziani, i neonati e le persone con un sistema immunitario più vulnerabile.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Applied and Environmental Microbiology, nelle buste che troviamo al supermercato il pericolo è particolarmente elevato.

Listeria e biofilm nell’industria alimentare: come prevenirli?

Il richiamo delle insalate in busta è scattato, come detto, per il rischio di listeriosi. Si tratta di un'infezione causata dal batterio Listeria monocytogenes. Il batterio Listeria Monocytogenes è un agente patogeno molto comune che può causare un’infezione alimentare dai sintomi simili a quelli di un’influenza intestinale, ma a volte causa di condizioni anche gravi. Il batterio può facilmente contaminare alimenti come verdure e ortaggi.

Rappresenta un rischio per la salute, in quanto in caso di ingestione di alimenti crudi contaminati può causare un'infezione nota appunto come listeriosi o infezione da Listeria. Il batterio riesce a vivere e a riprodursi in molte condizioni diverse, anche a basse temperature, per cui il rischio di contaminazione può interessare anche la preparazione degli alimenti in cucina.

Listeria monocytogenes è un batterio patogeno Gram-positivo ampiamente diffuso nell’ambiente, nel suolo, nell’acqua e nella vegetazione. "La sua capacità di crescere e riprodursi a temperature molto variabili (da temperature di refrigerazione sino a 45 gradi centigradi), nonché la sua capacità di tollerare ambienti salati e pH acidi lo rendono un batterio molto resistente a varie condizioni ambientali, incluse quelle che si hanno nella produzione e nella lavorazione degli alimenti", ricorda sul suo sito l'Istituto superiore di sanità.

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Il Ministero della Salute ha riscontrato la non conformità in alcuni lotti di insalata in commercio in diverse catene di supermercati a causa della presenza del Listeria monocytogenes. Si tratta di un batterio che provoca un'infezione con sintomi simili a quelli di una gastroenterite.

Listeria monocytogenes è un batterio che provoca un'infezione alimentare, detta listeriosi. I sintomi sono simili a quelli di una gastroenterite: dissenteria, febbre, nausea, vomito e dolori muscolari. Questo batterio, che si trova comunemente nel terreno e nell'acqua, può facilmente contaminare ortaggi, verdure e un'ampia varietà di cibi crudi.

La gastroenterite da Listeria si manifesta generalmente entro un tempo breve dall'ingestione dei cibi contaminati e l'icubazione può durare 24 ore. Nei casi più gravi, la listeriosi si può manifestare come meningite, meningoencefalite e sepsi.

Che cos’è la listeriosi

La listeriosi, ovvero la malattia causata dal batterio listeria, si presenta in genere come gastroenterite nel giro di poche ore dall'ingestione del cibo contaminato. In alcuni rari casi può portare all'insorgenza di meningiti, encefaliti e setticemie.

La listeriosi può assumere diverse forme cliniche: per lo più, causa una gastroenterite acuta con febbre, tipica delle infezioni alimentari, e si manifesta nel giro di poche ore dall’ingestione. In alcuni casi, però, può portare all’insorgenza di meningiti, encefaliti e gravi setticemie.

Nelle forme sistemiche l'incubazione può protrarsi anche fino a 70 giorni. La listeriosi può assumere diverse forme: dalla gastroenterite acuta fino a - nei casi gravi - meningiti, encefaliti e gravi setticemie. Nelle donne in gravidanza può provocare aborto, morte in utero del feto, parto prematuro e infezioni neonatali.

La listeriosi può assumere diverse forme cliniche, "dalla gastroenterite acuta febbrile più tipica delle tossinfezioni alimentari, che si manifesta nel giro di poche ore dall'ingestione (è in genere autolimitante nei soggetti sani), a quella invasiva o sistemica, che nei casi più gravi può portare all'insorgenza di meningiti, encefaliti e gravi setticemie.

Per prevenire la listeriosi è opportuno applicare le norme igieniche e seguire alcuni accorgimenti, come lavare con attenzione le verdure prima di consumarle e cuocere completamente i cibi.

È sempre consigliabile:

  • Lavare accuratamente le verdure prima del consumo
  • Cuocere completamente i cibi
  • Seguire scrupolosamente le norme igieniche nella preparazione degli alimenti

È opportuno evidenziare che i recenti richiami non devono comportare un allarme su larga scala, coinvolgendo solo una serie di lotti e non la maggior parte delle insalate presente nei supermercati.

Richiamo insalata per listeria

Fonte immagine: ilfattoalimentare.it

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