Pubblicato per la prima volta nel 1964, "La fabbrica di cioccolato" di Roald Dahl è un libro che ha regalato al cinema due film molto diversi.
Il primo si intitola "Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato", del 1971, è stato diretto da Mel Stuart, con una sceneggiatura firmata proprio da Roald Dahl e un grande Gene Wilder nei panni di Willy Wonka. Il secondo film risale al 2005 e dietro la macchina da presa c'è il visionario regista Tim Burton, affiancato nel film da Johnny Depp, chiamato per ricoprire il ruolo dell'eccentrico proprietario della fabbrica di cioccolato, e dalla ex-partner, ma compagna in molti suoi lavori, Helena Bonham Carter.
Entrambi i film sono direttamente ispirati al libro di Roald Dahl, con la differenza che la versione diretta da Tim Burton è surreale, molto più colorata e anche un po' più cinica. Nell'universo ricreato da Burton c'è il tocco magico del regista, artista visionario e creativo che si diverte a dar vita a mondi indimenticabili. Entrare in un film di Burton equivale a vivere un'esperienza grottesca, dove ogni dettaglio è curato con attenzione e anche le scelte più folli hanno una ragione di esistere. L'attore aggiunge questo ruolo alla lunga lista di personaggi un po' raccapriccianti a cui ci ha da tempo abituato. Depp non fa rimpiangere Gene Wilder e regala un'interpretazione sicuramente diversa ma profonda e convincente.
Se c'è una favola moderna che è entrata a fare parte della cultura pop, è senza dubbio La fabbrica di cioccolato. La storia è stata inventata nel 1964 dal celebre scrittore per ragazzi Roald Dahl, ma più del libro, a fare diventare il racconto un classico e un vero e proprio cult è stato il film girato nel 1971 da Mel Stuart, Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato. A distanza di 34 anni, ci ha provato Tim Burton a tornare allo spirito originale del romanzo con una nuova versione cinematografica, La fabbrica di cioccolato.
La Trama: Un Sogno di Cioccolato
Ma qual è la trama del libro? Charlie Bucket è un bambino molto povero, che vive con la mamma e il papà e i 4 nonni Joe, Josephine, George e Georgina in una piccola casetta di legno in pessime condizioni alla periferia della città. Willy Wonka è il proprietario di una grande fabbrica di cioccolato, la più grande che esista. Nessuno entra o esce dalla fabbrica, ma un giorno i giornali annunciano che il celebre cioccolatiere ha indetto un concorso e farà visitare il suo stabilimento a 5 fortunati bambini che troveranno gli altrettanti biglietti d'oro che ha nascosto nei suoi prodotti in tutto il mondo.
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Deciso a dare all'adorato nipote un'altra chanche di trovare il quinto biglietto, nonno Joe consegna a Charlie i suoi risparmi per comprare una nuova tavoletta di cioccolato. Il tempo passa senza novità sull'ultimo ticket e i Bucket iniziano a soffrire la fame perché il padre ha perso il lavoro alla fabbrica di dentifricio. Charlie è molto provato dalla scarsità di cibo, ma un giorno ha un colpo di fortuna e trova per strada mezza sterlina. Come da indicazioni scritte sul prezioso ticket, Charlie si presenta davanti ai cancelli della fabbrica di cioccolato alle 10 del primo giorno di febbraio insieme a nonno Joe.
Il bizzarro cioccolatiere guida i suoi ospiti all'interno della fabbrica, che fin da subito si rivela un edificio assolutamente straordinario. Mentre Willy Wonka invita i bambini e i loro genitori ad assaggiare l'erba e i fiori, in lontananza compaiono degli omini. La spiegazione è interrotta bruscamente da Augustus Gloop, che finisce nel fiume nel tentativo di mangiare la cioccolata di cui è fatto. Sotto gli occhi disperati dei genitori, il bambino viene risucchiato nei tubi che trasportano la dolce materia prima nelle altre zone della fabbrica.
Willy Wonka non sembra preoccuparsi più di tanto e chiede agli Umpa-Lumpa di portare i signori Gloop dal figlio. Dopo l'incidente, la visita alla fabbrica continua. Il cioccolatiere fa salire i suoi ospiti su un'incredibile imbarcazione di zucchero e, dopo avere superato un tunnel e diverse porte con curiose scritte, la fa fermare davanti alla Stanza delle invenzioni. Nonostante il cioccolatiere metta in guardia gli ospiti sul fatto che il portentoso chewing gum non è ancora pronto per il pubblico, la prepotente e golosa Violetta Beauregarde se ne mette in bocca un pezzo... e si trasforma in un enorme mirtillo viola!
Il cioccolatiere e i visitatori rimasti si rimettono in marcia e, dopo avere superato diverse porte chiuse e bizzarre invenzioni, arrivano alla Stanza delle noci. La viziata Veruca Salt si mette a strillare per avere uno dei piccoli roditori, ma poiché il padre non può fare nulla, decide di prendersi uno scoiattolo da sola. La reazione degli altri animaletti è immediata e la bambina viene spinta nello scarico delle noci guaste, che finisce nei condotti dove viene raccolta la spazzatura della fabbrica. Nel tentativo di aiutarla, la mamma e il papà vengono spinti nello scarico con lei.
Per proseguire la visita alla fabbrica, il cioccolatiere fa salire Charlie, nonno Joe, Mike TV e i suoi genitori in un ascensore di cristallo dotato di un numero spropositato di bottoni e che si può muovere in ogni direzione. Willy Wonka spiega che servono a teletrasmettere i suoi prodotti e lascia i suoi ospiti a bocca aperta smaterializzando una enorme tavoletta di cioccolata e facendola riapparire in TV. Il cioccolatiere invita Mike TV a prenderla attraverso lo schermo, ma il bambino dice che è impossibile. A eseguire l'ordine è Charlie, che con enorme stupore riesce davvero ad afferrare la cioccolata, diventata molto più piccola. A quel punto, il petulante Mike TV decide di teletrasmettere sé stesso. Il bambino fortunatamente riappare sullo schermo, ma anche lui in formato mignon.
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Willy Wonka torna con Charlie e nonno Joe sull'ascensore di cristallo e quando si rende conto che il bambino è l'ultimo rimasto gli dice che lui è il vincitore. A quel punto, Willy Wonka dice che non c'è alcun problema, perché tutta la famiglia Bucket può e deve andare nella fabbrica. Charlie accetta con entusiasmo, ma ha paura che i suoi genitori non lo seguiranno, per non abbandonare i nonni.
Tra tutti i partecipanti è Charlie che alla fine vince la fabbrica. Vince perchè, a differenza degli altri ragazzi viziati e poco avvezzi al rispetto delle regole, è quello di animo più nobile.
Charlie e la fabbrica di cioccolato di Roald Dahl | Analisi letteraria critica per genitori ed educatori
Differenze tra Libro e Film
Nel romanzo è inverno (la visita alla fabbrica è l'1 febbraio), Charlie (che inizialmente Roald Dahl aveva immaginato di colore) ha entrambi i genitori e il padre è l'unico ad avere un lavoro, che consiste nell'avvitare tappi in una fabbrica di dentifricio. I personaggi dell'arrotino e del professore di scienze e le loro rispettive scene non esistono nel libro.
Nel romanzo, Slughworth è uno dei concorrenti di Willy Wonka e viene citato brevemente da nonno Joe, quando il vecchietto racconta la storia della fabbrica di cioccolato a Charlie. Nel film gli viene dato maggiore spazio, perché all'apparenza prova a corrompere tutti i bambini perché gli portino informazioni sui prodotti dell'avversario in cambio di un premio di 100 sterline. Nel romanzo, tutte le notizie sono diffuse dai giornali.
A differenza della pellicola, nel libro Augustus, Violetta, Veruca e Mike TV sono accompagnati alla fabbrica da entrambi i genitori. Il finale della pellicola si discosta in larga parte da quello del libro.
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Nel film, una volta rimasti da soli con Willy Wonka, Charlie e nonno Joe vengono liquidati dal cioccolatiere senza spiegazioni. Quando il vecchietto chiede a Willy Wonka la scorta a vita di dolciumi promessa, il proprietario della fabbrica dice che non ne hanno diritto, perché hanno violato il contratto bevendo le bibite frizzo-sollevanti. Allora, nonno Joe replica dichiarando che daranno il succhia succhia che mai si consuma a Slugworth. Ma Charlie, colpito dalla tristezza di Willy Wonka, gli restituisce il prezioso prototipo. A quel punto, il cioccolatiere dice al bambino che lui è il vincitore e gli regala la fabbrica.
Il film inizia mostrando Willy Wonka che mette personalmente i biglietti d'oro in 5 tavolette. Nel romanzo, il signor Bucket non porta a casa i tappi di dentifricio difettosi e Charlie non costruisce alcun plastico della fabbrica di cioccolato. Nel film, viene indicata la provenienza dei bambini vincitori, diversamente dal romanzo. Nel libro, Willy Wonka accoglie i suoi ospiti al cancello della fabbrica e si presenta personalmente a tutti. Nella pellicola, i vincitori e i loro accompagnatori entrano da soli e all'ingresso dello stabilimento trovano una inquietante giostra musicale che poi prende fuoco. L'evidente problema di Willy Wonka a pronunciare "mamma" e "papà", ma soprattutto "papà" non esiste nel libro.
Nella pellicola, il finale è ampliato rispetto al romanzo e presenta molti elementi differenti. Inizialmente, Charlie rifiuta la fabbrica di cioccolato, perché Willy Wonka vuole che ci vada a vivere senza la sua famiglia. Dopo che il bambino gli dice di no, il cioccolatiere si allontana da solo a bordo del suo ascensore di cristallo. Nonostante il rifiuto di Charlie, la vita dei Bucket migliora: il padre viene riassunto nella vecchia fabbrica per riparare il robot che l'ha sostituito, nonno Joe non torna più a letto e c'è da mangiare in abbondanza. Invece, Willy Wonka perde tutta la sua ispirazione. Dopo una seduta con un Umpa-Lumpa analista, il cioccolatiere torna da Charlie, che fa il lustracarpe, e gli chiede aiuto per ritrovare la creatività. Il bambino gli dice che la soluzione ai suoi problemi è la famiglia e lo accompagna dal padre che non vede da moltissimi anni. I due si riappacificano, Willy Wonka torna sé stesso e chiede di nuovo a Charlie di diventare il suo erede. Questa volta, il bambino accetta e va a vivere nella fabbrica di cioccolato con tutta la famiglia, dentro la vecchia casetta.
I Personaggi Principali
- Charlie Bucket: è il protagonista del libro. Charlie è un bambino povero, ma gentile e generoso.
- Willy Wonka: è il geniale e misterioso proprietario della fabbrica di cioccolato, è lui che organizza il concorso per far visitare la fabbrica. È un personaggio eccentrico, imprevedibile, e inventore di straordinari dolci e caramelle.
- Nonno Joe: è il nonno materno di Charlie, con cui ha un legame speciale.
- Augustus Gloop: è il primo bambino che vincitore il biglietto d'oro, indispensabile per visitare la fabbrica. È estremamente goloso e viene descritto come sovrappeso.
- Veruca Salt: è una bambina di 10 anni viziata e arrogante, abituata a ottenere tutto quello che desidera.
- Violetta Beauregarde: è una bambina vanitosa e ossessionata dalla gomma da masticare.
- Mike Teavee: è un bambino appassionato di televisione, videogiochi e tecnologia che detesta il cioccolato.
- Gli Umpa-Lumpa: Operai che lavorano nella fabbrica di Willy Wonka. Provengono da un luogo lontano e adorano il cacao.
| Personaggio | Caratteristica Principale | Destino nella Fabbrica |
|---|---|---|
| Augustus Gloop | Golosità | Risucchiato nel tubo di cioccolato |
| Violetta Beauregarde | Presunzione e passione per la gomma da masticare | Trasformata in un mirtillo gigante |
| Veruca Salt | Vizi e capricci | Gettata nello scarico delle noci guaste |
| Mike Teavee | Passione per la televisione | Rimpicciolito dalla teletrasmissione |
| Charlie Bucket | Gentilezza e generosità | Vincitore e erede della fabbrica |
La storia dei due film è la stessa e i personaggi principali sono sempre cinque: Charlie Bucket, Violetta Beauregarde, Veruca Salt, Mike Tivù e Augustus Gloop.
C'è in questa storia scritta da Roald Dahl un messaggio di fondo che è ancora oggi molto attuale. Quella di "Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato" è una storia universale e non è un caso che funzioni sia nella versione del 1971 che in quella più recente di Burton. In fondo, la vicenda di questo imprenditore del cioccolato, solo e in cerca di qualcuno che impari ad amarlo come nessuno ha mai fatto, serve anche a suscitare una riflessione sui comportamenti di certi ragazzini e degli adulti che li accompagnano.
Tutti i bambini sono condannati e sconfitti dai loro stessi difetti: Augustus dall'ingordigia, Violetta dalla presunzione, Veruca dai continui capricci, e Mike Tivù dalla superbia. L'unico a venir fuori indenne da tutto e tutti è Charlie che, ben consapevole di cosa voglia dire fare una vita di stenti rinunciare a qualcosa, è anche il solo a capire il vero valore di ciò che conta. Non è esente da critiche e da difetti neanche Wonka, convinto di poter dettare le regole del gioco in qualunque situazione.
Il film originale è in realtà quasi un musical ed è molto meno spaventoso rispetto a quello diretto da Burton. La storia ha un protagonista più angelico, un nonno simpaticissimo, fa i conti con quelli che sono gli strumenti dell'epoca, quando non c'erano ancora gli effetti speciali di oggi, ma resta un film magico. Sebbene un po' datato, vale la pena recuperarlo e guardarlo insieme ai vostri figli, quanto meno per fare un paragone tra i due film e decidere quale sia il migliore per voi.
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