Ieri sera al Festival di Sanremo, Cesare Cremonini è stato tra i protagonisti sul palco con il suo medley, spaziando da "Nessuno vuole essere Robin" a "Poetica", passando per "Marmellata #25", "Logico", "La nuova stella di Broadway". Tra queste, "Marmellata #25" è una canzone che ha segnato un'epoca e che continua a risuonare nel cuore di molti.

Ma cosa significa veramente "mangio chili di marmellata"? Scopriamolo insieme, analizzando il contesto in cui è nata questa canzone e il suo significato più profondo.

La Nascita di un Classico: Marmellata #25

Marmellata #25 è una canzone tratta dall’album Maggese uscito nel 2005. È il primo singolo estratto dal suo secondo album da solista Maggese. La canzone è stata scritta a Bologna alle 4 di mattina di getto in pochi minuti. L’artista era stato recentemente lasciato dalla propria fidanzata Erica, con cui aveva condiviso parte della sua vita in modo profondo.

Il titolo della canzone fa riferimento ad un passaggio del testo in cui il cantante, lasciato dalla propria fidanzata, sfoga il proprio dispiacere mangiando “chili di marmellata”, esattamente quella che la ragazza gli nascondeva. La marmellata rappresenta la felicità mentre #25 (numero 25) è l’età anagrafica di Cremonini al momento dell’uscita del brano.

Per questo ho aggiunto il numero 25 al titolo, la mia età. Perché l’età conta, in amore, eccome. 25 anni per me sono stati la fine di un periodo di confusione, di perdite, di abbandoni, ed è a 25 anni che ho trovato seriamente la mia “marmellata”. Ma l’ho trovata solo ed unicamente perché sono stato costretto, come tanti, alla solitudine.

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•Cesare Cremonini• Marmellata#25 (lyrics)

Il Significato Profondo della Canzone

Inevitabilmente la solitudine che affligge il cantante è immensa, aggravata ulteriormente dalla vista e dal contatto volente e nolente con gli oggetti che rimandano alla loro storia d’amore. Una casa che rimane impregnata di odori, di ricordi, di suoni e di oggetti appartenuti ad una storia d’amore. La casa in cui due amanti hanno vissuto e che hanno arredato, riempito con oggetti e affetti è apparentemente una trappola per i sentimenti, in quanto riporta al tunnel di vecchie emozioni e di affetti che non appartengono più al presente.

Come ricostruire la propria vita in assenza della persona che per noi era essenziale? Come spiegare ai vicini che la propria fidanzata non vive più lì? Con il tempo. Bisogna sapere aspettare. La canzone però descrive cronologicamente ciò che succede dal momento in cui ci si accorge della solitudine determinata dall’abbandono, fino a quando tutto si risolve accettandola, esorcizzandola, facendo sì che i ricordi siano i compagni della propria solitudine, loro stessi la cura, la guida alla via d’uscita.

La “Marmellata”, (“…quella che mi nascondevi tu, l’ho trovata”, dice l’ultimo verso della canzone), è la metafora della propria felicità. È possibile ritrovarla, se si indaga su se stessi, autoironicamente, su quello che è accaduto. Non c’è tristezza del cuore che non si possa sanare tramite se stessi. Il prezzo da pagare è la maturità, la fine della serenità inconsapevole dell’adolescenza, ma questa è la vita, non c’è via di scampo.

Marmellata #25 racconta di un assenza che si fa presenza, nella vita di un giovanissimo Cesare Cremonini, appena 25enne negli anni 2000. Il testo è totalmente autobiografico. Il videoclip è persino stato girato nella stessa casa in cui Cesare si era da poco trasferito, per iniziare una nuova vita fatta di indipendenza, successo, consapevolezza e solitudine. A mancargli è Erica, suo amore, appena partito per New York.

Se c’è una cosa difficile nell’amore è scinderlo dal possesso, nonostante questo sia il suo esatto contrario, tendiamo a parlare di chi amiamo con aggettivi possessivi, pensateci “il mio ragazzo”/ “la mia ragazza”, “mia mamma”, “il mio amico”, dietro a questa abitudine della nostra lingua italiana si nasconde il terrore di tutti noi di perdere chi amiamo. Una delle cose più difficili è prendere consapevolezza col tempo, che amare è lasciare liberi, pensate ai genitori che ci vedono partire e allontanarci dalla casa nella quale siamo cresciuti, o in questo caso a Erica che, giovanissima, ha seguito i suoi sogni, infrangendo quelli di Cesare, il suo fidanzato, ora vuoto e solo.

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Cesare nel testo di questa canzone, a poco a poco, sta prendendo consapevolezza di questa libertà, ed è spaventato, il vuoto che lo circonda lo sconforta e tutto parla di lei. In questo primo paragrafo tutti gli oggetti dimenticati, oppure chissà lasciati apposta per potersi reincontrare, un progetto di vita insieme che va sfumando, una partenza che sembra improvvisa. Lei c’è e non c’è e per avvicinarla a sé Cesare fuma una sua sigaretta, cantando questo pezzo mi chiedo sempre se effettivamente ci si possa dimenticare la patente da qualche parte, prima di partire per un viaggio così lungo.

Qui ci addentriamo in una dimensione più immateriale, quella dei profumi, evocatori di ricordi per eccellenza, si può davvero dimenticare qualcuno se il suo profumo impregna ancora il suo cuscino? E allora Cesare la immagina, nei luoghi che hanno vissuto insieme, e che lui ripercorre, solo. Posti che avranno l’eterna maledizione di essere stati vissuti insieme. La verità è che dai ricordi non si scappa, ci sono dei luoghi, che ho vissuto che hanno volti, nomi, indissolubilmente legati a loro.

Quando una relazione dura a lungo, la raccontiamo con fierezza a chi ci circonda e le domande, prima scontate e ovvie, quando ci si allontana, si fanno pungenti, come quelle dei vicini di Cesare, davanti ai quali si fa vedere sorridente. E poi la felicità altrui diventa insostenibile, poiché è lo specchio di quella che abbiamo appena perduto.

Questa volta Cesare lo ammette, la memoria esegue un processo di selezione, noi ricordiamo dimenticando, altrimenti rischieremmo di incappare nella fine del Funes di Borges, ragazzino incapace di dimenticare e quindi di dare vero valore ai ricordi. La casa è vuota e lui è solo, ma sta imparando a prendersi del tempo per sé, quello che prima dedicava solamente a lei, anche nel ricordo, adesso è per lui, impara a convivere con l’immagine di lei e con la solitudine.

Scegliamo ogni giorno a chi dedicare del tempo, e anche se questo è bello e sempre nuovo, diventa una nostra routine, abbiamo la certezza che questa persona ci sarà e dimentichiamo la possibilità della sua assenza. Ma è proprio con la solitudine che ci si deve confrontare per ritrovare quei pezzi di noi che abbiamo perso nel dedicare il nostro tempo ad altri.

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Cesare, ripercorrendo le tappe della sua storia e gli spazi della sua casa, tra patenti stropicciate, calze bucate, sigarette e libri letti, riesce a trovare anche la marmellata che lei gli nascondeva. Quella marmellata è l’essenza della solitudine, del noi come priorità, della nostra felicità, che si può provare solo quando non si ha qualcun altro a cui pensare. Anche se nessuno ha la mia patente rosa tutta stropicciata a casa sua, magari ha il mio profumo, i miei gesti e le mie parole, che allora non sono stati vani.

Il Video di Marmellata #25

Girato in 35 mm da Gaetano Morbioli, il video di Marmellata #25 vede il cantante svegliarsi una mattina e trovare tutti gli oggetti della propria abitazione animati da vita propria. Quando Cremonini esce dall’appartamento e pensa di essersene liberato, si trova faccia a faccia con un ragno gigantesco (formato proprio dagli oggetti di casa sua) che lo insegue per le strade di Bologna, fino ad arrivare ai Giardini Margherita, dove Cremonini sbatte la testa contro un ramo, e sviene. Al risveglio il cantante si trova nuovamente nel proprio letto, ed una volta alzato è tutto perfettamente normale, quando in cucina c’è la sua fidanzata che gli dà il buongiorno con un bacio.

Marmellata #25

"Ah! Da quando Senna non corre più..."

Nel testo della canzone, Cremonini cita Ayrton Senna e Roberto Baggio:

Baggio e Senna sono due sportivi ai quali Cremonini è molto legato, che hanno popolato gli schermi delle sue domeniche da tifoso, due personaggi diversi ma emblema ciascuno del proprio sport. Ogni volta che uno sportivo abbandona la sua carriera è uno shock per i tifosi, perché nasciamo consapevoli che tutto una fine, ma tendiamo a dimenticarcene. Cremonini si è sentito abbandonato, le sue domeniche hanno perso il proprio senso, all’abbandono dei due campioni, ma poi ha iniziato a tifare per qualcun altro, e quella ferita irreparabile, quel posto insostituibile, ha invece trovato una soluzione.

Testo della Canzone: Grey goose e Mondo

Italiano con le canzoni: Grey goose e Mondo di Cesare Cremonini, feat. e una Winston blu... ...l'ho fumata! e proprio lì, dove ti ho immaginata... Ah! Da quando Senna non corre più... Ah! Da quando Baggio non gioca più... Oh no, no! Da quando mi hai lasciato pure tu... E non si dimentica, non si pensa, non si pensa più! proprio lì dove ti ho incontrata... ...non ci sei più! Ah! Da quando senna non corre più... Ah! Da quando Baggio non gioca più... Oh no, no! Da quando mi hai lasciato pure tu... ...non è più domenica! E non si dimentica... ogni volta che ti penso mangio chili di marmellata.. quella che mi nascondevi tu...

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