Avvertire una sensazione di pizzicore alla lingua dopo aver mangiato è un'esperienza comune, ma spesso fastidiosa. Questo sintomo può essere causato da diversi fattori, tra cui allergie alimentari, intolleranze, acidità di alcuni cibi o dalla sindrome orale allergica. Comprendere le cause sottostanti è fondamentale per gestire e prevenire questo problema.
Anatomia della lingua e percezione del pizzicore
Prima di analizzare le cause del pizzicore, è importante capire come è costituita la lingua e come si realizza questa sensazione a livello fisico:
- Muscoli: La lingua è composta da muscoli scheletrici che permettono movimenti complessi e precisi.
- Papille gustative: Sulla superficie della lingua sono presenti le papille gustative, che contengono le cellule recettive del gusto.
- Vasi sanguigni e nervi: La lingua è ricca di vasi sanguigni e nervi, che forniscono ossigeno e nutrienti e trasmettono segnali nervosi.
Quando la lingua percepisce un irritante, i neuroni sensoriali inviano segnali al cervello, portando al rilascio di neurotrasmettitori come la sostanza P e l’istamina, attivando i recettori del prurito. In risposta agli stimoli irritanti, il sistema immunitario può attivarsi, causando infiammazione e aumento del flusso sanguigno.
Cause comuni del pizzicore alla lingua
Le cause che possono condurre ad un fastidioso pizzicore alla lingua sono molteplici e possono avere origini completamente differenti l’una dall’altra:
- Allergie alimentari: Se si sperimenta pizzicore alla lingua dopo aver mangiato un certo cibo, potrebbe essere dovuto a un’allergia alimentare.
- Intolleranze alimentari: L’intolleranza alimentare può causare sintomi come pizzicore alla lingua, gonfiore e disturbi gastrointestinali.
- Acidità dei cibi: Alcuni cibi acidi o piccanti possono irritare la mucosa orale e causare pizzicore alla lingua.
- Componenti polifenoliche: Alcune componenti polifenoliche contenute negli oli d’oliva oppure i tannini presenti nel vino rosso possono causare pizzicore.
- Contaminazione crociata: In alcuni casi, il pizzicore alla lingua può essere causato dalla contaminazione crociata con allergeni alimentari.
- Additivi alimentari: Alcuni additivi alimentari, come coloranti e conservanti, possono causare reazioni allergiche o irritazioni della mucosa orale in alcune persone.
Sindrome Orale Allergica (SOA)
La sindrome orale allergica rappresenta una delle allergie alimentari più comuni. Nel mondo vegetale ci sono alcune proteine, chiamate panallergeni, condivise tra pollini e frutta. Questo spiega perché, soggetti in cui l’allergia al polline è più matura, ad esempio adolescenti e giovani adulti, quando mangiano la frutta, possono avvertire prurito, formicolio e bruciore del cavo orale (Sindrome Orale Allergica).
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L’esempio più classico è la cross-reattività tra polline della betulla e mela, ma questa reazione può avvenire anche con ingestione di altra frutta appartenente alla famiglia delle Rosacee come pesche, albicocche, pere, ciliegie o frutta secca. Le graminacee, invece, possono interagire in particolare con il pomodoro, mentre le composite con il melone. Le reazioni crociate possono verificarsi anche tra altri elementi come ad esempio acari e crostacei.
Le proteine che causano la Sindrome Orale Allergica sono estremamente labili e facilmente denaturabili con il calore. Pertanto, questi soggetti lamentano fastidio prevalentemente quando mangiano la frutta fresca, molto meno con frutta e verdura cotta (strudel di mele, marmellate, succhi di frutta). Anche sbucciare la frutta può aiutare a ridurre i sintomi della Sindrome Orale Allergica, in quanto la maggior parte degli allergeni si trovano proprio nella buccia.
Le proteine che causano la Sindrome Orale Allergia, oltre che dal calore, sono distrutte dalla digestione gastrica e pertanto, non venendo assorbite, non danno sintomi sistemici.
Per la SOA non c'è una terapia specifica, anche se, volendo, si può assumere l'antistaminico per attenuare il disturbo. Solitamente, nel giro di 20-30 minuti il prurito e il pizzicore a bocca e gola si esauriscono spontaneamente. Scegliere se mangiare o meno l'alimento dipende dal singolo soggetto e da quanto è disturbato dall’ingestione.
Come evitare i sintomi della Sindrome Orale Allergica?
- Cucinare frutta e verdura
- Sbucciare la frutta
- Assunzione di antistaminici
SIP Puglia - Carla Mastrorilli - la sindrome orale allergica nel bambino: un update
Allergie crociate e allergie primarie: qual è la differenza?
Alcuni alimenti possono essere coinvolti in entrambe le condizioni. La frutta secca, ad esempio, può essere coinvolta sia in reazioni crociate, con sintomi solitamente lievi, sia in allergie primarie. Queste, che esordiscono di solito nei primissimi anni di vita, sono caratterizzate da una sensibilizzazione alle proteine stabili, resistenti al calore e alla digestione e quindi possono produrre reazioni gravi, anche di tipo anafilattico.
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Per appurare se si tratti di reazione crociata o allergia primaria è utile effettuare un prelievo di sangue con dosaggio degli anticorpi specifici.
Un bambino con sensibilità primaria alle nocciole, invece, potrà avere reazioni sistemiche anche con le nocciole trattate in quanto le molecole stabili non vengono degradate né dal calore, né dalla digestione.
Altri fattori che possono causare pizzicore alla lingua
Oltre alle allergie e intolleranze, altri fattori possono contribuire al pizzicore alla lingua:
- Reflusso gastroesofageo, vomito, gastrite
- Stomatite aftosa, infezioni alle mucose (candidiasi, herpes labiale)
- Sindrome della bocca urente
- Protesi, occlusioni dentali, scorretta masticazione (bruxismo)
Cibi da evitare in caso di pizzicore alla lingua
La lista specifica degli alimenti da evitare può variare da persona a persona a seconda delle proprie sensibilità individuali. Alcuni alimenti allergenici comuni includono:
- Latte
- Uova
- Soia
- Frutta a guscio (noci e arachidi)
- Grano
- Pesce
Botulino e tossinfezioni alimentari
Il batterio del botulino (Clostridium botulinum), appartenente alla famiglia Clostridiaceae, è responsabile di una delle più serie e temute intossicazioni alimentari. Le sue sue tossine possono infatti scatenare il botulismo, una patologia che può avere conseguenze anche mortali, come spiegato dall'Istituto Humanitas.
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Il botulino (Clostridium botulinum) è un batterio Gram+ caratterizzato da sette ceppi distinti, ovvero A, B, C, D, E, F, G. Il più presente in Europa è il tipo E che ha una letalità più bassa rispetto al tipo A, caratteristico degli Stati Uniti. Il batterio produce una proteina altamente neurotossica - la tossina botulinica - che è responsabile del botulismo.
Sintomi del botulismo
Quando si viene intossicati dal botulino, i sintomi compaiono normalmente tra le 18 e le 36 ore dall'ingestione dell'alimento contaminato, come spiegato dagli autorevoli Manuali MSD. Poiché la tossina inibisce il rilascio del neurotrasmettitore acetilcolina, il sintomo tipico è la cosiddetta paralisi flaccida, che a partire dai muscoli della testa si protrae verso il resto dell'organismo. La mortalità è legata proprio dal blocco dei muscoli dell'apparato respiratorio.
Tra gli altri sintomi caratteristici segnalati dall'ISS vi sono annebbiamento e sdoppiamento della vista, secchezza della bocca e della faringe, abbassamento delle palpebre superiori (ptosi), difficoltà a parlare, difficoltà a deglutire e dilatazione delle pupille.
Dove si trova e come si forma il botulino
Il botulino è un microorganismo anaerobio, ovvero in grado di sopravvivere in assenza di ossigeno, e sotto forma di spora lo si può trovare praticamente ovunque, come indicato dall'ISS. È presente nel terreno, nella polvere, nei sedimenti marini, nel pulviscolo atmosferico, negli alimenti e nel tratto digerente di diversi animali.
Se le spore trovano le condizioni favorevoli, ovvero assenza di ossigeno (anaerobiosi), acqua dove proliferare, un pH compreso in un range specifico e una temperatura tra i 18° centigradi e i 25° centigradi, esse passano al cosiddetto stato vegetativo (sporulazione), che è quello responsabile della produzione della tossina, uno dei veleni naturali più pericolosi in assoluto.
Il pericolo delle conserve
Com'è noto, le confetture, le conserve di vario tipo e i cibi in scatola - come ad esempio il tonno sottolio o al naturale - possono essere esposti al rischio di contaminazione da botulino. Generalmente i prodotti industriali sono più sicuri poiché sottoposti a processi di sterilizzazione che riducono drasticamente i rischi, mentre per quelli fatti in casa i pericoli sono maggiori.
Sebbene la tossina botulinica sia termolabile, ovvero si disgreghi ad elevate temperature, la semplice bollitura casalinga non è sufficiente per eliminare le spore del botulino. Senza contare che il processo catalizza la sporulazione, inoltre, eliminando l'aria, si crea la condizione utile alla produzione della tossina.
L'aspetto degli alimenti contaminati
In base al ceppo di botulino coinvolto, è possibile che gli alimenti non vengano alterati sotto il profilo dell'aspetto e del sapore, rendendo ancora più subdola la potenziale intossicazione. Purtroppo il ceppo di tipo E, quello più comune in Europa, non provoca putrefazione e il cibo potrebbe apparire gradevole pur avendo alte quantità di tossina botulinica; ecco perché una corretta preparazione è fondamentale.
ATTENZIONE! Rilascia solfuro di idrogeno: metabolizzando glucosio e maltosio, il C. botulinum produce il tipico odore di uova marce. Questa caratteristica è un importante segno di cui tenere conto al momento della valutazione dei cibi "potenzialmente" contaminati.
ATTENZIONE! Proteolitico (alcuni ceppi): oltre ai carboidrati, è capace di metabolizzare anche le proteine, il che lo colloca potenzialmente su cibi proteici come carne, pesce, uova e formaggi. L'odore che ne deriva è tipicamente di putrido, altro segno di cui tenere conto al momento della valutazione dei cibi "potenzialmente" contaminati.
ATTENZIONE! Libera bolle gassose negli alimenti: non si tratta di una caratteristica distintiva ma, assieme alle proprietà olfattive di cui sopra, costituisce un ulteriore segno di contaminazione potenzialmente grave.
Botulismo: quanto è velenoso?
La malattia che deriva dall'ingestione delle esotossine botuliniche è detta botulismo. Oltre a colpire i muscoli volontari, può anche causare disturbi nel sistema nervoso autonomo.
Il botulismo grave porta a una riduzione del movimento dei muscoli respiratori e a problemi con lo scambio di gas. Ciò può manifestarsi con dispnea (difficoltà respiratoria) ma, nei casi molto gravi, può portare a insufficienza respiratoria - con accumulo di anidride carbonica e conseguente effetto depressivo sul cervello.
Consigli utili
Quando si preparano le conserve casalinghe è opportuno utilizzare solo frutta acida, come mele, pere, drupacee e frutti di bosco. La frutta tropicale ha invece un basso contenuto di acidità e dev'essere acidificata (ad es. Esiste un certo rischio di botulismo infantile provocato dalla somministrazione di miele contenente le spore del botulino.
Lavorando tra le mura di casa è fondamentale prestare attenzione all'igiene complessiva. Le materie prime sono salubri? Se trattasi di vegetali, sono stati ben lavati? Se trattasi di carne o pesce, sono stati conservati adeguatamente (temperature inferiori a 3-10 °C, e per poco tempo)? I barattoli e i relativi coperchi sono ben sanificati e pseudo-sterilizzati? I piani di lavoro, i taglieri, i coltelli, cucchiai e ramine, le mani dell'operatore ecc. possono definirsi "puliti"?
Non confondiamolo con il C. Il C. perfringens o Welchii, dello stesso Genere biologico, anch'esso gram positivo, sporigeno e anaerobio, è pressocché ubiquitario sul suolo terrestre e cresce facilmente nei cibi proteici cotti ma sottoposti a contaminazione crociata prima di essere conservati sottovuoto (ad es. Il relativo quadro clinico è tipico delle tossinfezioni alimentari (soprattutto crampi e diarrea, più raramente vomito e febbre) e si risolve di solito molto velocemente.
Oggi, grazie all'impiego delle moderne tecniche di respirazione artificiale assistita e alla somministrazione del siero antibotulinico (antitossina), il tasso di mortalità è sceso al 15-20%.
Tabella riassuntiva dei sintomi del botulismo
| Sintomo | Descrizione |
|---|---|
| Paralisi flaccida | Paralisi muscolare che inizia dalla testa e si estende al resto del corpo |
| Annebbiamento e sdoppiamento della vista | Problemi di visione |
| Secchezza della bocca e della faringe | Mancanza di saliva |
| Abbassamento delle palpebre superiori (ptosi) | Palpebre cadenti |
| Difficoltà a parlare e deglutire | Problemi nel linguaggio e nella deglutizione |
| Dilatazione delle pupille | Pupille più grandi del normale |
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