Torna la stagione delle delizie abruzzesi tipicamente autunnali che rappresentano anche i cibi più sani per la nostra alimentazione. Non dimentichiamo, infatti, che mangiare è un grande piacere che possiamo concederci tutelando la nostra salute con i prodotti artigianali, fatti in casa. Nel periodo della vendemmia in Abruzzo, ogni anno, si ripete un rituale familiare che sa di buono e di casa, la preparazione della scrucchiata, la tipica confettura d’uva abruzzese.
SCRUCCHIATA ABRUZZESE, chiamata gergalmente marmellata di uva, in realtà è la confettura d’uva, molto impegnativa da preparare e molto golosa. Una ricetta tradizionale abruzzese. Questa è una ricetta antica che si tramanda da mamma a figlia, solitamente si realizza un grande quantitativo e si prepara insieme alla famiglia visto che è molto laboriosa da preparare. Personalmente ne preparo poca per volta, nei periodo tra settembre ed ottobre e la utilizzo al momento.
Ingrediente essenziale di moltissimi dolci della tradizione della regione - uccelletti, sfogliatelle e calcionetti - la scrucchiata o sclucchiata non manca mai nelle dispense di nonne e mamme anche per la preparazione di dolci a base di pasta frolla come crostate e bocconotti.
La marmellata di uva più genuina è quella fatta in casa, ovviamente, perché è quella che lavoriamo con metodi artigianali e senza raffinazione, che lascia il succo concentrato dell’uva senza la contaminazione di additivi, conservanti e coloranti che ne alterano il gusto e le proprietà nutritive. Esistono infinite varianti per godere della bontà di questa marmellata.
La scrucchiata è ideale da essere consumata per colazioni o merende dal gusto tradizionale. Spesso viene preparata durante il periodo natalizio, insieme ai calcionetti.
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Storia della Scrucchiata
Impossibile risalire alle origini storiche del prodotto, probabilmente antecedente o concomitante all'ideazione della sfogliatella abruzzese ai primi del Novecento. Si racconta, infatti, che quando a Lama dei Peligni, donna Anna, moglie del barone Tabassi, eredita dalla suocera campana la ricetta della sfogliatella napoletana, pensò di riadattarla nell’impasto e nella farcitura in base alla disponibilità di ingredienti locali, come la marmellata d’uva, il mosto cotto e le noci.
Come si Prepara la Scrucchiata Abruzzese
Il termine “scrucchiata” deriva dal metodo di preparazione. Il procedimento di preparazione della scrucchiata abruzzese è piuttosto lungo e meticoloso, ma ne varrà la pena. Si chiama così perché deve “scrucchiare” ovvero schiacciarli tra le dita nel momento che si divide la polpa dalla buccia.
Di colore violaceo scuro con leggero retrogusto amarognolo, la scrucchiata si prepara, unicamente in questo periodo dell’anno, rigorosamente con uve ben mature della varietà Montepulciano e con una tecnica manuale. Questo genere di uva la riconosci subito solo a guardarla, per il suo colore nero che tende al blu intenso.
La preparazione prevede che, dopo aver lavato accuratamente l’uva, gli acini vengano staccati dal raspo e spremuti uno a uno, in modo da separare le bucce dalla polpa e dai semi: le bucce vengono messe in un recipiente, mentre la polpa e i semi vengono posti in uno scolapasta a maglie strette e passati, così da ricavarne il succo. Quest’ultimo, poi, viene mescolato alle bucce, creando un composto che viene fatto bollire fino a che non si ottiene il prodotto finale.
Gli acini, infatti, vanno tolti dal raspo e spremuti, pazientemente, a uno a uno separando la polpa dalla buccia e dai semi. Dopo aver lavato i grappoli d’uva, gli acini, vanno tolti dal raspo e spremuti, pazientemente, a uno a uno dividendo la polpa dalla buccia e dai semi. Sempre mescolando, si procede ad addensare la passata a fuoco lento fino a ottenere una consistenza viscosa. Per sapere quando è pronta, basta mettere po’ di scrucchiata su un piattino inclinandolo.
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Chi volesse preparare in casa la marmellata di uva, sappia che il procedimento è piuttosto lungo ma assolutamente meritevole perché ripaga di tutto lo sforzo profuso. In fondo, come il detto ci insegna che “chi bella vuol apparire un poco deve soffrire”, allo stesso modo possiamo considerare il cibo buono come il frutto di una “fatica” che vale la pena fare.
Per fare la scrucchijata ci vuole l’uva Montepulciano, la stessa con cui si produce il famoso vino doc abruzzese. Ingredienti: uva. Zucchero? No, grazie: la vera scrucchijata non contiene dolcificanti artificiali. dopo chicco. I chicchi spicciolati vanno lavati almeno tre volte, e solo quando l’uva è pulita, accendete il fuoco.
L’uva si cuoce nel «callare» di rame ma prima che questo avvenga è indispensabile pestarla per far uscire tutto il succo. La parte acquosa in questo modo impedirà all’uva di attaccarsi durante la cottura.
Pulite allora l’interno della griglia, e procedete con il prossimo carico. vogliono dalle due alle tre ore per passare tutta la scrucchijata. a bruciacchiarsi. Lasciate cuocere così per oltre due ore. in superficie. assorbita. a riempirli fino all’orlo. barattoli. La scrucchijata è pronta. Mangiatela subito, o riponetela per quando verrà Natale.
Se avete fatto le cancellate e state cercando la ricetta della tradizionale «scrucchijata» d’uva, la oggi nonna vi porta in un posto magico: sotto la capanna. La capanna in Abruzzo non è quella con due cuori e una coppia di innamorati. «Sotto» la capanna ci si va per raccogliere l’uva. Attrezzatura essenziale: una «cascetta». O rossa o gialla. Ma va bene pure una vecchia camicia da «abberrutare» a mo’ di sacco. I grappoli migliori li sceglie lo zio, perché lo zio se ne intende.
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Per farlo partire, secondo la nonna, ci vogliono due canne spaccate (boh!). paio d’ore. operazione. forza bruta comincia a schiacciarla. volete che le vostre mani diventino dello stesso colore dell’uva. tradizionale, ma anche moderna.
Poi chiudeteli, e ricopriteli. giacca a vento.
Varianti e Consigli
Ci sono varie ricette in base alle zone, quelle con lo zucchero e quelle senza. Molti la realizzano senza l’aggiunta di zucchero perché l’uva è già naturalmente dolce. Ma potete fare come meglio preferite, a seconda dei gusti. Lo zucchero non serve, perché l’Uva Montepulciano è molto dolce e la buccia contiene molta pectina naturale.
Se non hai l’uva Montepulciano puoi utilizzare l’uva fragola, basta aggiungere una mela anurca o una mela vecchia così da aiutare a formare la pectina. Oppure puoi utilizzare l’agar agar 5 cucchiaini per ogni 600/650 g di uva fragola.
aggiungiamo lo zucchero: 10 gr.
Come sempre, in Abruzzo, si trovano mille occasioni per rivivere le tradizioni più autentiche!
La prima colazione è molto importante per poter affrontare la giornata con la giusta carica. A colazione alla Locanda sotto gli Archi potrete gustare confetture biologiche preparate con la frutta del territorio. Si tratta di un prodotto davvero delizioso e dal gusto unico.
Scrucchiata abruzzese, confettura di uva Montepulciano
| Nutriente | Quantità |
|---|---|
| Calorie | Circa 200-250 kcal |
| Carboidrati | 50-60g |
| Zuccheri | 40-50g |
| Fibre | 2-3g |
| Grassi | Minimi |
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