A grande richiesta, ecco una delle ricette autunnali più amate: la marmellata di mele cotogne. Questo frutto, spesso dimenticato, si trasforma in una confettura profumatissima e versatile, ideale sia per dolci che per piatti salati. Scopriamo insieme come prepararla al meglio.
Le mele cotogne sono frutti ricchi di proprietà nutritive e tradizionalmente sono state utilizzate come antidoto a diversi disturbi. Per quanto riguarda i valori nutrizionali, questa marmellata è ricchissima di fibre e naturalmente di zuccheri, ma l’apporto di grassi è praticamente nullo.
Partiamo dalla materia prima: le mele cotogne, un frutto curioso e spesso dimenticato, caratterizzato da forme irregolari e un profumo dolcissimo. Per lungo tempo, infatti, questi frutti paragonabili a uno strano incrocio tra una mela e una pera non vennero mangiati, ma furono destinati ad altri scopi, come la profumazione degli armadi.
Il periodo di maturazione delle mele cotogne è tra ottobre e novembre.
Se vi piacciono marmellate e confetture fatte in casa, dovete assolutamente provare la marmellata di mele, quella di pere e quella di arance. Perfette da preparare in questo periodo dell’anno.
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Se amate i regali di Natale gastronomici, preparate delle marmellate fatte in casa.
La mela cotogna è ricca di pectina, quindi in cottura tende ad addensare molto.
Le pere cotogne sono un tipo di frutta ricco di pectina.
Le loro marmellate sono dense e “legnose”. … ma sono proprio queste caratteristiche, uniche ed inconfondibili, che la rendono una delle marmellate più adatte ad accompagnare una classica fetta di pane e burro a colazione.
Dalla forma molto irregolare, le mele cotogne sono un frutto profumatissimo e dal sapore aspro. Devono essere consumate solo previa cottura e vengono utilizzate per preparare la mostarda e la celebre cotognata. Io le trovo perfette per fare in casa una deliziosa marmellata, aromatizzata con cannella e succo di limone. La ricetta per prepararla in casa è davvero semplice.
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Confettura di mele cotogne fatta in casa
Ingredienti e Preparazione
Ingredienti
- 1 kg di mele cotogne
- 400 grammi di zucchero
- Succo di limone
Questa è la ricetta tradizionale per preparare una buona marmellata fatta in casa, senza l’aggiunta di conservanti o addensanti. Le Conserve di Zia Robi si fanno col Fruttapec o con pectina disponibile in commercio, una scelta di praticità e tutela delle caratteristiche (organolettiche e nutrizionali) della frutta. Provare per credere.
Si può arricchire la confettura con diverse spezie, io le utilizzo in polvere, comode e semplici da utilizzare, da sole o insieme secondo fantasia.
Per gli amanti dei sapori intensi perché non provare ad aromatizzarla con delle spezie come ad esempio la cannella?
Preparazione
Prima di tutto bisogna pulire le mele cotogne e sfregarne la buccia accuratamente al fine di eliminare eventuali tracce della peluria che custodisce il frutto finché si trova sull’albero.
A questo punto tagliare le mele cotogne a metà, eliminandone il torsolo, ma non la buccia, che contiene la pectina.
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Mettere sul fuoco una pentola d’acqua e portare a ebollizione, quindi immergervi i pezzi di mela cotogna e lasciarli cuocere fino a quando non saranno morbidi.
Una volta scolate le mele, schiacciarle con l’aiuto di uno schiacciapatate o attrezzi simili.
Unire il composto così ottenuto ad altro succo di limone e allo zucchero: ogni chilo di mele richiede 400 grammi di zucchero.
A questo punto la confettura di mele cotogne è pronta per essere invasata.
Basta pelare le mele, tagliarle a dadini molto piccoli e versarle in una ciotola con l’acqua, lo zucchero e il succo di limone.
Controllate la cottura.
Sbuccia le mele e tagliale a pezzetti molto piccoli. Versale in una ciotola con il succo di limone, l'acqua e lo zucchero. Copri con pellicola e lascia marinare per circa 30 minuti. Se hai fretta, puoi tranquillamente saltare questo passaggio.Trascorso il tempo necessario, trasferisci tutto in una pentola e aggiungi la cannella. Cuoci a fiamma bassa per circa 30 minuti, mescolando spesso. Se prepari una quantità maggiore di marmellata, i tempi necessari per la cottura aumenteranno.Per controllare la consistenza della marmellata, fai la prova del piattino. Versa un cucchiaino di marmellata su un piattino di ceramica e inclinalo, la marmellata dovrà scivolare via lentamente.Quando la marmellata sarà della consistenza giusta, elimina la scorza di limone e versala (bollente) nei vasetti sterilizzati, chiudili con il tappo e capovolgili a testa in giù per il sottovuoto, fino al raffreddamento. Conserva i barattoli in un posto fresco e buio per circa 2 mesi.
Mettere la frutta tagliata in una pentola grossa d’acciaio col fondo spesso. Aggiungere Fruttapec 1:1 e far macerare a freddo per 15-20 minuti mescolandolo di tanto in tanto con un cucchiaio di legno. Mettere il composto a cuocere a fuoco lento nella pentola aperta, mescolando di frequente, in pochi minuti va in ebollizione. Nel frattempo preparare i vasetti puliti e asciutti, meglio uno in più che uno in meno.
A questo punto cronometrare il tempo di ebollizione per soli 3 minuti, io tengo il bollore fino a 6 - 8 minuti, un tempo più sicuro che non cambia nulla al prodotto finale.
Riempite i vasetti quando la marmellata è ancora bollente.
Lavare, mondare le mele (non è necessario sbucciarle), tagliarle a pezzetti fini e metterle in una pentola alta con l'acqua. Portare ad ebollizione e bollire a fuoco medio, con coperchio, per 20 minuti circa. Lasciare raffreddare.Mettere il composto, poco alla volta, in un telo da cucina, spremere con forza e raccogliere il succo.Quindi preparare la gelatina con 1 busta di Fruttapec 3:1 e 350 gr di zucchero.Mettere 900 g di succo in una pentola alta.2Mescolare bene il Fruttapec 3:1 con lo zucchero, aggiungerlo a freddo alla frutta e portare ad ebollizione.Far bollire per 3 minuti a fuoco vivace, sempre mescolando.3Togliere la pentola dal fuoco e mescolare per 1 minuto, facendo dissolvere l'eventuale schiuma.Valutare la consistenza della gelatina e versarla ancora bollente in vasetti sterilizzati.
Queste che seguono sono considerazioni comuni, valide anche per altri vegetali duri, coriacei nella polpa e soprattutto nella scorza, da cui però si ricavano confetture e creme ottime. C’è la zucca gialla (per esempio la zucca mantovana) e bianca a cui si possono aggiungere aromi e spezie (zenzero, cacao, menta secca). Ci sono le giuggiole che vorrei sperimentare al più presto in varie versioni. E ci sono le mele cotogne. Poiché le operazioni preliminari generano molto scarto, per mettere in pentola un chilo di frutta pulita prendete due chili (o più) di prodotto fresco.
La scottatura è un’azione preliminare consigliata per preparare facilmente questa confettura, grazie alla quale è più semplice tagliare il frutto da mettere in pentola. Come si fa: lavare le cotogne e tagliarle in grossi pezzi (quattro o sei) uguali. Metterle in pentola a pressione e scottarle 3-4 minuti massimo. Raffreddare, sbucciare e secondo la consistenza farne cubetti o fettine finissime, pesare.
La pelatura a freddo è più faticosa e bisogna stare attenti a non tagliarsi ma genera una polpa più chiara, soda e gustosa. Come si fa: lavare le cotogne e sbucciarle (molto comodo da usare è lo sbucciapatate), tagliarle in fette finissime (io uso la lama per le cipolle/ carote), pesare.
1 kg mele cotogne tagliate a fette finissime o cubetti più una mela gialla (golden). Vasetti per equivalente di 2 kg scarsi di prodotto finito.
Sterilizzazione dei Vasetti
Ricordarsi di preparare in precedenza i barattoli sterilizzati, che conserveranno la preparazione al sicuro e a lungo.
C’è chi li capovolge a caldo dopo il riempimento, io preferisco sterilizzarli con l’alcool mettendone circa un dito in un primo vasetto, chiudendolo, facendolo girare anche nell’interno del coperchio e passando poi l’alcool nei vasetti seguenti.
Quando si prepara la marmellata fatta in casa, la sterilizzazione dei vasetti in cui la si ripone è fondamentale per la corretta conservazione del preparato, che manterrà inalterati sapore e proprietà per circa 12 mesi. L’importante è conservare i barattoli chiusi in un luogo fresco e asciutto.
Per preparare la confettura di mele cotogne iniziate dalla sanificazione dei vasetti in cui conservarla Come indicato nelle linee guida stilate dal Ministero della Salute e riportate in fondo alla ricetta. Dopo averli sciacquati accuratamente sotto un getto di abbondante acqua corrente 1, disponete i barattolini di vetro in un tegame ampio e dai bordi alti avendo cura di disporre un panno pulito tra di essi in modo tale che in cottura i vasetti non urtino tra loro durante l’ebollizione. Riempite il tegame con acqua fino a ricoprire totalmente i vasetti. Portate l’acqua a ebollizione: a quel punto abbassate la fiamma e lasciate bollire per 20 minuti. Poi inserite anche i tappi dei vasetti per sterilizzarli e lasciate bollire ancora per 10 minuti. Infine spegnete il fuoco e lasciate intiepidire l’acqua.
A questo punto trasferite la confettura ancora calda direttamente nei vasetti che avete precedentemente sanificato seguendo le linee guida del Ministero della Salute riportate in fondo alla ricetta. Se preferite aiutatevi con l'apposito imbuto per le confetture 16. Abbiate cura di lasciare 1 centimetro dal bordo, quindi avvitate bene il tappo su ogni vasetto 17, senza stringere troppo e lasciate raffreddare 18. Con il calore della confettura si creerà il sottovuoto, che permetterà di conservare il prodotto a lungo. Una volta che i barattoli si saranno raffreddati verificate se il sottovuoto è avvenuto correttamente: potete premere al centro del tappo e, se non sentirete il classico "click-clack", il sottovuoto sarà avvenuto. La confettura di mele cotogne si conserva per circa 3 mesi, purché il sottovuoto sia avvenuto correttamente e i barattoli siano conservati in un luogo fresco e asciutto, al riparo da fonti di luce e calore. Si consiglia di attendere almeno 2-3 settimane prima di consumare la confettura. Una volta aperto ogni barattolo, conservare in frigorifero e consumare nel giro di 3-4 giorni al massimo.
Distribuite la polpa di pere cotogne in una pentola per marmellate.
Consigli per la Sicurezza Alimentare
La preparazione casalinga di conserve e marmellate può presentare dei rischi per la salute. In un ambiente domestico non è infatti possibile creare condizioni e misure necessarie volte a garantire la sicurezza e l'idoneità degli alimenti, che, al contrario, le procedure industriali sono in grado di assicurare per prevenire contaminazioni pericolose. è quindi importante seguire scrupolosamente le indicazioni di sicurezza alimentare per ridurre i rischi, ma bisogna sempre tenere a mente che non si potrà mai ottenere la stessa sicurezza alimentare che presentano le conserve e le marmellate prodotte a livello professionale.
Come Utilizzare la Marmellata di Mele Cotogne in Cucina
Al contrario di quanto si potrebbe pensare, la marmellata di mele cotogne non si gusta solamente in piatti dolci, ma anche in abbinamento a pietanze salate.
La marmellata di mele cotogne è perfetta per accompagnare formaggi erborinati dal sapore deciso e aromatico come il Roquefort: un abbinamento classico per un bel tagliere da condividere. Non solo i formaggi stagionati, ma anche quelli freschi si abbinano sorprendentemente bene alla marmellata di mele cotogne. Un suggerimento per un aperitivo con gli amici? Le bruschette con la confettura di mele cotogne e caprino fresco.
Altro abbinamento da sperimentare è quello con le carni bianche: la confettura di mele cotogne donerà una nota di delicata dolcezza al pollo o al tacchino, per rivisitare con tocco creativo i secondi piatti più tradizionali.
Tantissime le idee per preparare torte, biscotti e crostate con una dolcissima farcitura a base di marmellata di mele cotogne. Un dolce semplice e casereccio come la crostata piace veramente a tutti. Un’altra idea per un dessert diverso dal solito è quella di preparare dei biscottini fatti in casa farciti con la marmellata di mele cotogne: un’idea tipica delle regioni del Sud, dove si preparano biscotti simili a fagottini, profumati e golosamente ripieni di marmellata.
Pare infatti che già nel Medioevo questa confettura venisse usata per profumare e insaporire le carni, specialmente quelle grasse, di pollame e selvaggina.
Allora cosa aspettate?
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