A dispetto del nome, le ossa di morto (mustazzoli) sono dei buonissimi biscotti che si preparano a cavallo tra ognissanti e la commemorazione dei defunti. La loro presenza è diffusa in tutta la Sicilia ma il loro nome può variare in base alle zone di preparazione. Questi biscotti sono caratterizzati da una doppia colorazione e consistenza: bianca e più morbida in superficie, croccante e più scura alla base.
Le Ossa dei Morti - conosciuti anche come nucatoli, mustazzoli, scardellini, moscardini o paste di garofano - non sono solo dolci. Racchiudono una storia fatta di memoria, amore e di quella nostalgia che solo certe tradizioni sanno evocare. Le Ossa dei Morti non sono solo biscotti, ma un legame che attraversa il tempo e le generazioni, un rito che avvicina il passato al presente. Prepararle è come fare un viaggio nella tradizione siciliana, tra profumi di spezie e racconti di famiglia.
Inserite nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), queste delizie siciliane sono protette dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, che garantisce la preservazione di questa antica ricetta. Questo riconoscimento racconta quanto sia preziosa questa tradizione, non solo per la Sicilia, ma per l’intero patrimonio italiano.
Le Ossa dei Morti hanno un’origine antichissima, che affonda nel X secolo, un tempo in cui la commemorazione dei defunti era vissuta come un giorno di riflessione e di connessione. In Sicilia, ancora oggi, si crede che il 2 novembre i cari che ci hanno lasciato possono tornare a farci visita simbolicamente, anche solo per un attimo.
Ecco perché le famiglie si riuniscono e preparano dolci come le Ossa dei Morti, che portano in sé il significato di cura e ricordo. Ci si scambiano dolcetti, e i bambini ricevono piccoli doni, racconti di famiglia e dolci come questi, preparati con amore.
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Tra le varie tradizioni siciliane ce n’è una davvero singolare! Sì, proprio così, la festa dei morti, così chiamata da queste parti, nasce con l’obiettivo di avvicinare i più piccoli al ricordo di coloro che non sono più in vita facendogli vivere questa ricorrenza come qualcosa di gioioso. Ed è così che durante la notte i cari defunti tornano sulla terra per portare in dono ai più piccoli un cesto (chiamato cannistro) pieno di dolcetti e di giochi in segno del proprio affetto. Soltanto da adulti quegli stessi bambini capiranno l’importanza di una festa così singolare e del messaggio in essa custodito!
Fino al 1943, nella nottata che passava tra il primo e il due di novembre, ogni casa siciliana dove c’era un picciliddro si popolava di morti a lui familiari. Eccitati, sudatizzi, faticavamo a pigliare sonno: volevamo vederli, i nostri morti, mentre con passo leggero venivano al letto, ci facevano una carezza, si calavano a pigliare il cesto. Dopo un sonno agitato ci svegliavamo all’alba per andare alla cerca. Perché i morti avevano voglia di giocare con noi, di darci spasso, e perciò il cesto non lo rimettevano dove l’avevano trovato, ma andavano a nasconderlo accuratamente, bisognava cercarlo casa casa. Mai più riproverò il batticuore della trovatura quando sopra un armadio o darrè una porta scoprivo il cesto stracolmo.
I giocattoli erano trenini di latta, automobiline di legno, bambole di pezza, cubi di legno che formavano paesaggi. I dolci erano quelli rituali, detti “dei morti”: marzapane modellato e dipinto da sembrare frutta, “rami di meli” fatti di farina e miele, “mustazzola” di vino cotto e altre delizie come viscotti regina, tetù, carcagnette. Non mancava mai il “pupo di zucchero” che in genere raffigurava un bersagliere e con la tromba in bocca o una coloratissima ballerina in un passo di danza.
A un certo momento della matinata, pettinati e col vestito in ordine, andavamo con la famiglia al camposanto a salutare e a ringraziare i morti. Per noi picciliddri era una festa, sciamavamo lungo i viottoli per incontrarci con gli amici, i compagni di scuola: «Che ti portarono quest’anno i morti?». Insomma il 2 di novembre ricambiavamo la visita che i morti ci avevano fatto il giorno avanti: non era un rito, ma un’affettuosa consuetudine.
Poi, nel 1943, con i soldati americani arrivò macari l’albero di Natale e lentamente, anno appresso anno, i morti persero la strada che li portava nelle case dove li aspettavano, felici e svegli fino allo spàsimo, i figli o i figli dei figli. Peccato. Avevamo perduto la possibilità di toccare con mano, materialmente, quel filo che lega la nostra storia personale a quella di chi ci aveva preceduto e “stampato”, come in questi ultimi anni ci hanno spiegato gli scienziati.
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Mentre oggi quel filo lo si può indovinare solo attraverso un microscopio fantascientifico. Le Ossa dei Morti sono un simbolo che va oltre il gusto.
Mi sarebbe piaciuto raccontarvi la storia della nascita delle ossa di morto siciliani, ma purtroppo non sono riuscita ad ottenere nessuna notizia al riguardo. L’unica cosa che posso dirvi è che questi biscotti sono preparati durante le festività della commemorazione dei defunti, ancora molto sentita al Sud, ed insieme ad altre prelibatezze del periodo, prevedono l’impiego di spezie profumate come cannella e chiodi di garofano.
Prima di preparare questa ricetta non avevo idea di come potessero essere fatte le ossa di morto, ma quando l’ho scoperto ho pensato che fosse davvero una banalità, e mi chiedo come mai una delle leccornie più preparata dai panifici siciliani non possa essere fatta a casa con enorme soddisfazione? Già perchè preparare le ossa di morto è una vera e propria magia, l’impasto è preparato con acqua, zucchero e farina con l’aggiunta delle spezie. In cottura lo zucchero e la farina si separano dando vita alla classica forma delle ossa di morto, bianca la parte superiore e ambrata la base. Vediamo allora come preparare le ossa dei morti ricetta originale siciliana.
Ricetta Originale Siciliana delle Ossa di Morto
La preparazione è molto semplice e prevede due step a distanza di qualche giorno perché le ossa dei morti prima della cottura devono asciugarsi all’aria per un paio di giorni e successivamente andranno cotti in forno. L’asciugatura farà sì che durante la cottura, magicamente, le ossa dei morti assumano il.
Ingredienti
- 500 gr di farina 00
- 500 gr di zucchero
- 140 gr di acqua
- Cannella in polvere
- Chiodi di garofano
Preparazione
In una terrina inseriamo la farina, lo zucchero, un pizzico di chiodi di garofano in polvere, un pizzico di cannella in polvere, la punta di un cucchiaino di ammoniaca e mescoliamo. Aggiungiamo anche tutta l’acqua in più parti e mescoliamo nel frattempo con un cucchiaio. Alla fine otterremo un composto secco e che si sbriciola ma non dovremo aggiungere altra acqua.
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Raccogliamo con le mani un po’ di composto, compattiamolo stringendolo alternativamente nella mano destra e sinistra e infine rolliamolo su un piano da lavoro ottenendo un salsicciotto. Adesso tagliamo dei tocchetti e disponiamoli su un vassoio sul quale avremo steso della carta forno. Lasciamoli riposare per 24 ore in un luogo asciutto senza coprirli. Durante il riposo non dovremo né toccarli e neppure spostarli.
Accendiamo il forno a 180° in modalità statica e quando avrà raggiunto la temperatura inforniamo su una teglia ricoperta con della carta forno nel secondo ripiano partendo dal basso. Attenzione non dovremo né bagnare il sotto del biscotto e neppure bagnare la carta forno come previsto in alcune ricette. Lasciamo cuocere per circa 20 minuti e comunque fino a quando lo zucchero sarà fuoriuscito dalla parte bianca e si sarà diventato dorato (il tempo dipende dal tipo di forno).
Qualora non avessimo dei chiodi di garofano in polvere, versiamo in un pentolino circa 300 gr. di acqua, inseriamo dei chiodi di garofano interi, portiamo ad ebollizione e spegniamo. Non appena l’acqua sarà fredda pesiamone 140 gr.
Ossa di morto dolci /Scardellini biscotti tipici siciliani
Procedimento Alternativo
Pesate lo zucchero, l'acqua e la farina. Mettere lo zucchero in un pentolino e versarvi sopra l'acqua. Portare a ebollizione e fare bollire per 2 minuti: a fuoco medio: vedrete che si formerà un liquido leggermente schiumoso e pieno di bolle.
Versare nel pentolino la farina e mescolare molto velocemente con un cucchiaio di legno. Versare il composto sul piano di lavoro infarinato. Fate attenzione, perché sarà molto caldo. Non c'è nulla che scotti di più dello zucchero fuso, mi raccomando.
Questa è la parte più difficile: mentre il composto è ancora abbastanza caldo da essere lavorabile con facilità, ricavate una serie di cordoncini del diametro di 1,5 centimetri circa. Poi suddivideteli in tocchetti della grandezza che preferite. A me piacciono biscotti piccoli e delicati.
A questo punto, potete incidere sui biscotti delle strisce sottili: a Messina li fanno così, ma si trovano anche lisci.
Trascorsi i due giorni, preriscaldare il forno a 170 gradi statico. Infornare e cuocere: vedrete che dopo 10-15 minuti lo zucchero si separerà dalla farina e che i biscotti saranno composti da due parti. Una bianca superiore e una inferiore che, cuocendo, diventerà dorata.
Dopo 25-30 minuti i biscotti saranno pronti e ben asciutti. Una volta freddi, diventeranno durissimi. Quindi occhio ai denti. Inutile dire che questi biscotti si conservano molto, molto a lungo.
Preparazione Dettagliata
Mettete l’acqua e lo zucchero in una pentola, aggiungete la cannella e i chiodi di garofano sbriciolati e accendete il fuoco.
Aspettate che il tutto inizi a bollire, continuando a girare, quindi spegnete il fuoco e unite lo sciroppo alla farina che avrete già messo in una ciotola capiente. Amalgamate con un cucchiaio di legno i tre ingredienti.
Quindi spostatevi su un piano da lavoro ampiamente infarinato. Fate intiepidire il composto che si presenterà molto morbido quindi dovrete lavorarlo con della farina per cercare di renderlo maneggiabile, man mano che si raffredderà potrete lavorarlo meglio dandogli le forme delle ossa di morto come meglio credete. Attenzione però, non dovrete farlo freddare completamente altrimenti diventerà duro.
Io ho dato all’impasto una forma a cordicella e poi ho tagliato dei bastoncini più piccoli. Quindi ho adagiato i biscotti su una placca da forno e li ho messi a riposare per 3 giorni. I tempi di attesa sono importanti affinchè il composto asciughi bene e si effettui la magia che vi dicevo in cottura.
Trascorso il tempo di riposo potrete mettere le vostra ossa di morto in forno a 170-180° per circa 15 minuti. In cottura vedrete che lo zucchero uscirà dal biscotto bianco, effettuando la trasformazione e la nascita delle ossa di morto. Spegnete il forno quando le basi delle ossa di morto saranno ben ambrate.
Consigli e Abbinamenti
Questi biscotti amano essere accompagnati. Provali con un buon Passito di Pantelleria, che ne esalta le note calde e speziate, o con un bicchiere di Marsala, per un sapore pieno e rotondo. Anche una semplice tazza di caffè o di tè caldo può essere l’accompagnamento ideale per gustare le Ossa dei Morti. Se ami sperimentare, puoi provare a intingerli, lasciandoli ammorbidire leggermente, oppure puoi personalizzare l’impasto con un tocco di cacao per renderli ancora più intensi.
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