La pizza è un simbolo indiscusso della cultura culinaria italiana, amata e apprezzata in tutto il mondo. Ma ogni città, ogni regione, ha le sue varianti e le sue storie da raccontare. Oggi, ci immergiamo nella storia di una pizza particolare: la pizza smile di Torre del Greco.
Torre del Greco, città vesuviana famosa per la lavorazione del corallo e per la sua vivace tradizione marinara, custodisce anche un tesoro gastronomico unico. Il pomodorino del Piennolo del Vesuvio D.O.P. (Lycopersicon esculentum) è uno dei prodotti più tipici e antichi dell'agricoltura campana. Esso beneficia del terreno vulcanico e del sole generoso, si dice che anche il suo colore ardente sia opera di questi elementi.
La frittatina "La Ginestra", ripiena di sale e pepe, pastellata e servita con culatello e scaglie di parmigiano, è una vera goduria per il palato.
Ma torniamo alla nostra pizza smile. Anche all’Elba Ciro veniva chiamato come ad Ischia: “Ciritiello”.
Gli Insediamenti Ischitani e le Tradizioni Marinare
La storia della pizza smile si intreccia con le vicende dei pescatori ischitani, che dalle Isole Napoletane si sono spostati verso le coste toscane. Gli insediamenti a Ponza, all’Elba, al Giglio, di pescatori ischitani nel corso dei secoli XIX e XX testimoniano questo legame. Ciro Di Frenna, pescatore, aveva giocato nell’“Ischia” nel campionato 1945/46 e continuò nella “Campese” all’Elba - Un’isola per un’altra senza lasciare mai il mare -Ciro Di Frenna era un pescatore. Uno dei tanti pescatori del villaggio della Mandra nel Borgo di Celsa.
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Era nato ad Ischia da una famiglia di pescatori il 13 febbraio 1920. Qualche vecchio pescatore lo ricorda ancora come Giovanni Rando.“Pescava a” vope”, con le lenze, faceva un mestiere diverso dal mio che pescavo con le “coffe ” ricorda Giovanni.Non era molto alto, piuttosto bassino ma aveva un bella muscolatura. Il suo nome non apparirà mai su una carta geografica né su un edificio per indicare una strada “come i nomi dei ricchi scolpiti sugli edifici” come dice Michael Ondaatje nel suo “Il paziente inglese”. La sua è una “storia comune” e la sua vita è un “libro comune” come tutte le vite del popolo minuto che hanno attraversato la cronaca senza entrare nella storia.Oggi la tomba di Ciro Di Frenna è posta lontano, molto lontano da Ischia.
Lontana molte decine di miglia dal’isola d’Ischia ma non troppo lontana per poterci arrivare con una barca da pesca.I pescatori ischitani fino a quando la pesca era la principale attività economica insieme all’agricoltura pescavano con le loro barche in tutto il Mediterraneo. Ciro ha raggiunto Ponza e poi ancora l’isola d’Elba.La sua tomba si trova nel cimitero di Marina di Campo, uno degli otto Comuni dell’isola D’Elba.E’ morto a Marina di Campo il giorno di Ferragosto - 15 agosto - del 2003 quindi ad 83 anni.Riposa insieme alla moglie, Cleopatra Puccini nata il 21 luglio 1932 e morta il 23 agosto 2010, lo scorso anno, ed alla figlia Roberta Di Frenna nata il 25 ottobre 1956 e morta il 9 gennaio 1992 a soli 36 anni.
“Ha fatto il mestiere di pescatore imbarcato su pescherecci ponzesi singolarmente chiamati “Zaccarena” in italiano Cianciola. All’Elba era molto stimato professionalmente e conosciuto da tutti per la sua bontà d’animo e correttezza” mi dice Raffaele Santolo, storico dell’Elba che sta ricostruendo le storie di vita degli emigranti delle isole napoletane, soprattutto di Ischia e Ponza, verso l’Elba dal XIX al XX secolo.“Arrivò all’Elba verso il 1950 assieme a Vitale, altro pescatore molto esperto proveniente da Ischia. Furono due grandi innovatori portando l’uso di barche da pesca attrezzate per la pesca con rete e utilizzo di “guzzi” che disponevano di grandi lampade, elettriche o a gas,per attrarre il pesce durante la notte” mi dice sempre Raffaele Santolo la cui famiglia è “doppiamente emigrante”. Infatti il suo cognome dice che la sua famiglia appartiene alla seconda colonizzazione di Ponza, quella proveniente da Torre del Greco del 1772 cioè 38 anni dopo il primo insediamento dei coloni provenienti da Ischia nel 1734.
La famiglia di Raffaele Santolo emigrò all’Elba verso gli anni ’40 del ‘ 900. Oggi all’Elba c’è una comunità di circa 500 persone originari di Ponza.“Ciro Di Frenna - mi dice sempre Raffaele Santolo - dichiarava di aver giocato da ragazzo in una importante squadra di calcio ad Ischia. All’Elba ha giocato per molti anni nella squadra di calcio di Marina di Campo, “La Campese”, nella seconda categoria dilettanti, e anche se basso di statura metteva in mostra una buona tecnica e si faceva apprezzare nelle varie fasi del gioco nella posizione di difensore” ricorda Raffaele Santolo.Per trovare il calciatore Ciro Di Frenna ad Ischia bisogna far ricorso al prezioso lavoro del compianto Pietro Ferrandino cioè alla “Storia degli sports isolani” (1990) della quale Pietro riuscì a realizzare solo il primo volume progettando una continuazione che gli è stata impedita dalla morte prematura.Ciro Di Frenna fu uno dei primi calciatori della neonata Associazione Sportiva Ischia nel 1945 e con l’Ischia partecipò al primo campionato di Prima Divisione 1945-46.
Suoi compagni furono fra gli altri Agostino Lauro “Cartusciello” che divenne il più importante armatore privato del Golfo di Napoli ed Ugo Calise che divenne un cantante ed autore famoso entrando nella storia della canzone napoletana con le sue “na’voce na’chitarra e o’poco e’luna” e “Nun e’peccato”.Pietro Ferrandino lo riporta soltanto con il cognome Di Frenna nella rosa dell’Ischia del campionato 1945-46 e dai tabellini delle partite scrupolosamente riportati da Pietro Di Frenna risulta che partecipò soltanto a due incontri ed ambedue nel ruolo di centromediano. Pietro Ferrandino non riporta il suo nome fra i calciatori isolani più rappresentativi dal 1935 al 1948 ai quali dedica il secondo capitolo del libro.E’ probabile che qualche infortunio o la necessità del lavoro a mare per la pesca d’altura abbiano impedito una maggiore presenza nella squadra dell’Ischia.Poi Ciro emigrò a Ponza e da Ponza all’Elba per continuare il suo lavoro di pescatore.
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Il segno che egli lascia da noi è soltanto quello ricordato da Pietro Ferrandino. L’emigrazione di pescatori ischitani nel Mediterraneo non si ferma alla storia comune di “Ciritiello”. Ve ne sono altre. Daniela Alecu, un’archeologa di Roma che vive spesso nell’isola d’Ischia, ha scritto per la “Rassegna d’Ischia” un importante articolo che appare nel numero di gennaio/ febbraio 2011 dove “scopre” gli insediamenti ischitani nell’isola del Giglio. Daniela Alecu ricorda anche i servizi che abbiamo fatto Gianni Vuoso ed io sulle colonizzazioni di Ponza e Ventotene lo scorso anno e nel 2009 sempre per “La Rassegna d’Ischia”.“A me studiando le rotte dei naviganti greci in epoca arcaica (prima metà del VI secolo a.C.), trasversali, per cos’dire, alle storie “parallele” di Ischia e del Giglio, recandomi al Giglio per visitare un sito archeologico che presenta alcune analogie con uno pressoché coevo di Ischia, è capitato, curiosando nel passato dell’isola toscana, di scoprire non solo la discendenza ischi tana di alcune famiglie gigliesi e di altre residenti in isole dell’arcipelago toscano, ma anche che oltre le storie di gente di mare sia individuali sia inserite nel contesto di colonizzazioni di isole spopolate, di commerci e di industrie, esistono episodi di grande rilievo nello scenario storico tirrenico e mediterraneo che accomunano la storia delle due isole” scrive Daniela Alecu.
“Ciritiello” Di Frenna ha portato la sua storia di vita anche di buon calciatore dilettante da Ischia all’Elba accomunando la Storia di Ischia a quella dell’Elba.Ha lasciato un’isola per un’altra.
La Mozzarella di Bufala Campana: Un Ingrediente Prezioso
La mozzarella le grazie di latte di bufala è un altro elemento fondamentale della gastronomia campana. Il Disciplinare di produzione della Denominazione di Origine Protetta Mozzarella di Bufala Campana, allegato al decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali del 18 settembre 2003, ne sancisce l'importanza e la tutela.
Questo formaggio fresco, dal sapore unico e inconfondibile, è un ingrediente prezioso per la pizza smile, conferendole un tocco di autenticità e di gusto superiore.
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La Nascita della Pizza Smile
Ma come nasce la pizza smile? Qual è l'aneddoto, la storia, che si cela dietro questa particolare forma? Purtroppo, le fonti storiche non ci forniscono una risposta precisa. Tuttavia, possiamo immaginare che la sua creazione sia frutto della creatività e dell'ingegno dei pizzaioli torresi, desiderosi di offrire un prodotto che fosse non solo buono, ma anche originale e divertente, soprattutto per i più piccoli.
La forma sorridente, infatti, rende la pizza più invitante e giocosa, trasformando il momento del pasto in un'esperienza piacevole e spensierata.
Pizza Smile
Ingredienti e Preparazione
Gli ingredienti della pizza smile sono quelli della tradizione napoletana: farina, acqua, lievito, sale, pomodoro, mozzarella, olio extravergine d'oliva e basilico. La differenza, ovviamente, sta nella forma, che viene realizzata modellando l'impasto in modo da creare un sorriso. Una volta farcita, la pizza viene cotta nel forno a legna, che le conferisce il tipico sapore affumicato e la croccantezza desiderata.
Tabella Nutrizionale (Valori medi per 100g)
| Nutriente | Valore |
|---|---|
| Calorie | 250-300 kcal |
| Carboidrati | 30-40g |
| Proteine | 10-15g |
| Grassi | 8-12g |
La Pizza Smile Oggi
Oggi, la pizza smile è una specialità molto apprezzata a Torre del Greco e dintorni. Molte pizzerie la propongono nel loro menu, spesso personalizzandola con ingredienti diversi e abbinamenti originali. Il negozio "Il Ghiottone" offre i migliori prodotti artigianali di Napoli, della Campania e del Sud Italia, inclusa la mozzarella di bufala "Le Grazie".
La pizza smile è diventata un simbolo della città, un modo per celebrare la tradizione e l'innovazione, il gusto e il divertimento. Un sorriso di pizza che conquista grandi e piccini, e che racconta una storia di passione, di amore per il cibo e per la propria terra.
Pizza per bambini
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