A livello regionale, è stata avviata una riorganizzazione delle modalità di accesso alle prestazioni ambulatoriali, con una netta separazione tra i primi accessi e quelli di controllo o follow-up. Tale differenziazione si focalizza su 43 prestazioni indicate dal Ministero della Salute e considerate critiche per la salute dei cittadini.

Questa distinzione è fondamentale per garantire che i pazienti ricevano l'assistenza necessaria nel modo più efficiente e tempestivo possibile.

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Primo Accesso: Definizione e Importanza della Priorità Clinica

Con "prima visita" o "primo esame" si intende l'accesso in cui viene affrontato per la prima volta un preciso problema del paziente. Stabilire i tempi di erogazione delle prime visite o esami è cruciale per tutelare il cittadino nella fase di diagnostica iniziale, considerata la più importante per avviare un intervento medico o chirurgico risolutivo.

Affinché i cittadini possano accedere alle prestazioni nei tempi coerenti con le reali necessità, è cruciale il ruolo del Medico di Medicina Generale tenuto ad indicare sempre, nella prescrizione, la tipologia di visita/esame richiesta (prima visita/esame o controllo), nonché la priorità di accesso solo per le prime visite.

La priorità clinica viene individuata e indicata dal Medico di medicina generale o pediatra di Libera scelta che, essendo i professionisti che meglio conoscono lo stato di salute del paziente, stabiliscono le indagini necessarie e i giusti tempi di erogazione.

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Quindi, in base all’iter diagnostico di cui ha bisogno il paziente, il medico assegna un codice di priorità nell’impegnativa:

  • U come URGENTE: entro 72 ore
  • B come BREVE: entro 10 giorni
  • D come DIFFERIBILE: visite entro 30 giorni, esami entro 60 giorni
  • P come PROGRAMMABILE: eseguibili in un arco di tempo maggiore

È necessario che il Medico indichi sulla ricetta: 1. il quesito clinico o il motivo della prescrizione 2. il tipo di accesso (primo accesso o altro tipo di accesso) Primo accesso: prima visita o primo esame diagnostico strumentale, visita o prestazione di approfondimento erogati da specialista diverso dal primo osservatore o, nel caso di un paziente cronico, la visita, o l'esame strumentale, necessari in seguito ad un peggioramento del quadro clinico; Altro tipo di accesso: seconda visita o prestazione di approfondimento per pazienti presi in carico dal primo specialista, controllo, follow up, screening.

IMPORTANTE Le prescrizioni prive di codice saranno considerate come codice “P”, cioè erogabili entro 180 giorni.

La ASL garantisce l'esecuzione di prestazioni e visite specialistiche ambulatoriali in tempi certi. Il Medico prescrittore, in base alle necessità rilevate, segnala sulla ricetta il “codice priorità” con uno dei seguenti valori:

  • U (Prestazioni Urgenti): da effettuare entro 72 ore
  • B (Prestazioni con attesa Breve): da effettuare entro 10 gg
  • D (Prestazioni con attesa Differibile): da effettuare entro 30 gg per le visite specialistiche e 60 gg per le prestazioni strumentali
  • P (Prestazioni Programmabili): senza priorità (in quanto il tempo di attesa per l'erogazione non influenza lo stato clinico e la prognosi)

L'esecuzione della prestazione nei tempi massimi stabiliti, è garantita alla prima data utile in qualsiasi sede ambulatoriale del territorio aziendale. La garanzia del tempo massimo decade quando l'assistito rifiuta la prima data utile prospettata dal CUP o richiede la prestazione in una diverso sede territoriale.

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I Medici di Medicina Generale ed i Pediatri sono responsabili della corretta compilazione delle impegnative per prestazioni ambulatoriali e di ricovero in coerenza con la codificazione di priorità. I Cittadini sono responsabili della verifica dell'impegnativa, sulla quale devono essere riportati i codici necessari per avere garanzia della esecuzione delle prestazioni in tempi certi.

Differenza tra Primo Accesso e Controllo: Un Esempio Pratico

Come abbiamo detto, le priorità U, B, D, P devono essere indicate dal prescrittore quando si affronta un problema del paziente per la prima volta. Nei controlli o nei follow up non vanno indicate le priorità in quanto si presuppone che la malattia sia già stata individuata e i successivi esami o visite siano legati al monitoraggio e al controllo della patologia.

Facciamo un esempio pratico: il paziente Mario Bianchi ha il codice di esenzione 019, assegnato a chi è già stata diagnosticata la malattia, in questo caso il Glaucoma. Questa esenzione consente ai pazienti di effettuare visite di controllo/successive oculistiche, tonografia, test di provocazione e altri test per il glaucoma, studio del campo visivo, esame del fundus oculi e ecografia oculare, senza pagare il ticket.

Se allo stesso paziente viene redatta una impegnativa per visita oculistica con priorità B e codice di esenzione 019, la prescrizione risulterà non corretta e non sarà possibile procedere con la prenotazione. L’esenzione è incompatibile con la priorità proprio perché, come più volte ricordato, le priorità vanno inserite per le prime visite che hanno lo scopo di diagnosticare una patologia. Se questa è già stata diagnosticata si tratta di visite/esami di controllo.

In sintesi, la corretta identificazione del tipo di accesso (primo accesso vs. controllo) e l'appropriata indicazione della priorità clinica sono elementi fondamentali per garantire un accesso equo e tempestivo alle prestazioni ambulatoriali, ottimizzando le risorse del sistema sanitario e assicurando la migliore assistenza possibile ai pazienti.

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Codici Priorità Visite Specialistiche

Tabella riassuntiva dei codici di priorità per le visite specialistiche.

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