Il chapati, simbolo della cucina indiana, è un pane senza lievito che conquista per la sua semplicità e versatilità. Perfetto per accompagnare curry e piatti speziati, si prepara con pochi ingredienti e una lavorazione veloce. Vuoi imparare a fare il chapati, il pane indiano senza lievito?

Chapati

Il chapati è una delle forme di pane più antiche, risalente a oltre 5.000 anni fa. La sua semplicità lo ha reso un alimento base in molte culture, non solo in India. La sua presenza è comunque ben attestata anche oltre i confini del subcontinente, e varianti più o meno simili si ritrovano in Medio Oriente e nel Corno d’Africa.

Ingredienti per il Chapati Africano (senza glutine):

  • 250 gr di farina di riso integrale Probios senza glutine
  • Mezza tazza di acqua bollente
  • 1 pizzico di sale
  • 2 cucchiai di olio

Di base per il chapati si dovrebbe utilizzare una farina integrale. La maggiore presenza di fibre conferisce un sapore rustico al pane e gli dona una stabilità ulteriore, necessaria vista l’assenza totale del lievito. Nella stragrande maggioranza dei casi si utilizza la normale farina di frumento. Questo è un problema per i celiaci, che ovviamente necessitano di impasti gluten-free. Per questo motivo, consiglio l’uso della farina di riso, che è naturalmente senza glutine.

La farina di riso è naturalmente ricca di vitamine e sali minerali, più di quella di frumento. E’ anche ricca di amido, il ché non fa male quando si tratta di creare un impasto. Si segnala poi una certa scarsità di grassi, inoltre l’apporto calorico è in genere simile alle altre farine, o leggermente inferiore. In particolare consiglio la farina di riso integrale senza glutine di Probios, un brand che è da sempre impegnato nella produzione di alimenti per intolleranti, ma allo stesso tempo 100% naturali, genuini e realizzati secondo procedimenti quasi artigianali. Nessuno vi vieta di spaziare e sperimentare, anche perché alcune tradizioni indiane prevedono l’uso della farina di mais o di miglio. In questo caso il sapore cambia e diventa in parte più delicato, rustico e aromatico. In India, la maggior parte delle persone macinano manualmente la farina per il chapati, creando una miscela particolare, la cui ricetta antichissima è composta da farina di miglio, orzo, grano saraceno e grano.

VIDEO RICETTA CHAPATI | Ricette dalla Tanzania 🇹🇿 #chapatirecipes

Preparazione del Chapati:

  1. Per la preparazione del chapati iniziate trasferendo la farina in una grande ciotola, poi integrate l’acqua, un po’ di olio e iniziate a impastare con le mani.
  2. Una volta assorbita tutta l’acqua, trasferisci l’impasto sul piano da lavoro e lavoralo energicamente per alcuni minuti, fino a ottenere una consistenza liscia e morbida.
  3. Dopo 10-15 minuti dovreste ottenere un impasto di consistenza elastica e molto uniforme, né secco né troppo appiccicoso. Alla bisogna, visto che la farina è integrale, aggiungete un po’ di acqua nella fase di impasto.
  4. Inumidite l’impasto con un po’ di acqua, usando uno spruzzino. Poi avvolgetelo in un panno e fatelo riposare per una o due ore.
  5. Spianate i panetti con un mattarello su una superficie infarinata e ricavate dei dischi sottili di 12 cm circa di diametro. Se potete, fate in modo che i bordi siano un po’ più sottili rispetto alla parte centrale.
  6. Riscaldate una padella con un fondo spesso. Una piastra è ideale, ma una padella antiaderente funziona altrettanto bene. Quando è veramente calda, adagiate i dischi, un po’ alla volta.
  7. A seconda dello spessore, il tempo di cottura varia da mezzo minuto a tre minuti per lato. Una volta cotti, sottoponeteli comunque ad elevate temperatura per qualche secondo, basta mantenerli in sospensione sulla padella per pochi secondi per lato. Per non scottarvi utilizzate delle pinzette. Lo scopo di questa operazione è che i panetti si gonfino leggermente.
  8. Mano mano che cuocete i chapati avvolgete quelli pronti in un panno, in modo che non si raffreddino.

Consigli aggiuntivi:

Di base si tratta di un pane basso non lievitato (anzi il lievito è proprio assente) e cotto a secco in padelle o su pietra. L’impasto viene lavorato a lungo, e infine steso in dischetti dal diametro di 12 centimetri. La cottura è in genere breve, sebbene dipenda dallo spessore dei dischetti. Può durare qualche decina di secondi come due o tre minuti. Di base, il chapati è cotto quando compaiono le prime bolle e comincia a diventare di tonalità leggermente scura.

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La tradizione suggerisce di mantenere i panetti in sospensione sul fuoco per qualche secondo, in modo che il vapore impregni il pane e lo faccia gonfiare. Alcuni utilizzano per la preparazione del chapati il microonde, ottenendo un buon risultato in termini di volume, ma il più delle volte il pane assume una consistenza più morbida di quanto dovrebbe. In ogni caso non si dovrebbe lasciare il chapati al microonde per più di 10 secondi.

Il chapati è una vera istituzione in India, dunque nel corso dei secoli, se non dei millenni, si sono diffuse abitudini e persino delle ritualità attorno a questa ricetta. Quella più diffusa in assoluto consiste nel condire il chapati con il “ghi”. Con questo termine, altrove chiamato ghee, si indica il burro chiarificato indiano.

Ad ogni modo il ghi, o ghee che dir si voglia, si caratterizza per la totale assenza di caseina. Ciò lo rende adatto alla cottura, più del burro standard e persino più di alcuni oli vegetali. Allo stesso modo il burro chiarificato ha un sapore più neutro e più delicato. Dunque può essere impiegato anche per condire, proprio come nel caso del chapati. Altri condimenti di questo tipo di pane sono le tipiche salse indiane. Troviamo per esempio il chutney, la raita e la tahina. Ovviamente sono compatibili con questo pane indiano le varie salse al curry, che fanno parte della tipica cucina indiana.

Ingrediente Alternativa Note
Farina di riso integrale Farina di frumento, farina di mais, farina di miglio La farina di riso è ideale per i celiaci
Ghee Burro chiarificato Il ghee è privo di caseina

Conservazione:

Certo! Puoi conservarlo in un sacchetto di plastica o avvolto in pellicola per 2 giorni a temperatura ambiente o 3-4 giorni in frigorifero.

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