Il roccocò è un biscotto tradizionale napoletano, tipico del periodo natalizio. La sua storia affonda le radici nel lontano 1320, quando fu preparato per la prima volta nel Real Monastero della Maddalena. La ricetta, tramandata di generazione in generazione, è un tesoro della cultura partenopea.
Ingredienti e Preparazione
Gli ingredienti principali del roccocò sono:
- Farina
- Zucchero
- Mandorle
- Pisto
- Scorza d'arancia
- Lievito
La preparazione prevede la miscelazione degli ingredienti, la formazione di ciambelle e la cottura in forno. Il risultato è un biscotto dalla consistenza dura e dal sapore intenso, perfetto da gustare con un bicchiere di vino dolce o un caffè.
Ingredienti per 2 persone:
- 560 g farina frolla
- 230g semola
- 200g tuorlo
- 4 uova intere
- sale
- 500g di storione
- 100g pane ammollato nel latte
- zest di limone
- sale
- pepe
- timo
Preparazione:
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- Impastare tutti gli ingredienti per la pasta.
- Per il ripieno: Frullare tutti gli ingredienti (storione, pane ammollato, sale, pepe e aromi).
Il tuo primo ricordo in cucina? Le domeniche, nonna Giuseppina, al mattino presto, alle prese con i classici casoncelli bresciani di pasta fatta in casa, e il coniglio alla bresciana con la polenta. Nonna aveva l’abitudine di non usare mai il forno. Lo metteva in padella vari aromi, salvia rosmarino aglio e lo cucinava per 5 o 6 ore e lo serviva con polenta gialla di farina da mulino.
Il Pisto: Un Segreto di Sapore
Il pisto è una miscela di spezie che conferisce al roccocò il suo aroma caratteristico. La ricetta del pisto varia da famiglia a famiglia, ma generalmente include cannella, chiodi di garofano, noce moscata e anice stellato.
Roccocò e Tradizione Natalizia
Il roccocò è un simbolo del Natale a Napoli. La sua presenza sulle tavole imbandite durante le feste è un segno di festa e convivialità. Ogni famiglia custodisce gelosamente la propria ricetta, tramandandola di generazione in generazione.
Un Viaggio Culinario a Napoli
Brescia , la “Leonessa” ha molte altre storie da raccontare, bellezze da scoprire, delicatezze gastronomiche, eccellenze gourmet oltre a storiche, ghiotte e ruspanti osterie con “cucina di famiglia”. Volete conoscerle?
Roccocò
Santa Giulia, Museo della Città
La prossima tappa vale davvero il viaggio! Siamo a Santa Giulia, Museo della Città, unico per concezione espositiva e per sede, allestito in un complesso monastico di origine longobarda. E’ il luogo ideale per intraprendere un percorso attraverso la storia e l’arte di Brescia, dall’età preistorica ad oggi in un’area espositiva di circa 14.000 mq.
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Santa Giulia Comprende la Basilica di San Salvatore, la cinquecentesca Chiesa di Santa Giulia, una suggestiva riproduzione di Giardino dell’antica Brescia romana e l’Oratorio di Santa Maria, nel quale le monache custodivano il tesoro del monastero, di cui ancora rimangono la Lipsanoteca, un prezioso contenitore in avorio per reliquie, e la Croce di Desiderio ornata da 212 gemme, opera di oreficeria carolingia.
Per festeggiare Brescia Capitale della Cultura, il museo ospita “Miseria & Nobiltà” una grande mostra dedicata al pittore bresciano Giacomo Ceruti un artista che, con le sue toccanti rappresentazioni dei ceti umili e con i suoi ritratti penetranti, si impose come una delle voci più originali della cultura figurativa settecentesca.
Ceruti passò alla storia con il soprannome di Pitocchetto per la continua attenzione che rivolse ai “pidocchi”, cioè ai mendicanti, agli interpreti dei mestieri più umili e ingrati che l’Artista poteva osservare nella città. Capace di portare i suoi personaggi su tele con empatia del tutto moderna e contemporanea, Ceruti dipinge tele da cui ci scrutano poveri, senzatetto, lavandaie e “portaroli”, fanciulli che per guadagnare qualche moneta si trasfortavano in barellieri, trasportando sulle spalle pesanti ceste, ricolme di pane e verdura.
A 35 anni dalla retrospettiva Brescia gli dedicò, la Città ora onora il suo pittore con la straordinaria presenza delle tele del Ciclo Paternello e con una attenta rilettura della sua arte che allarga i confini sul “pittore più avventuroso del settecento“ originale interprete della sua epoca, capace di dare forma alle contraddizioni della società del tempo vicine a quelle dei nostri giorni.
Attualità evidenziata dalla partecipazione del celebre fotografo David LaChapelle che esibisce “«Nomad in a beautiful land» un’opera ispirata alla produzione di Ceruti e incentrata su poveri e sugli emarginati sociali, attraveso la quale LaChapelle intende dare una propria interpretazione. La grande fotografia rappresenta e vuole essere una testimonianza delle contraddizioni di una grande città dove ricchezza e povertà convivono.
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Il complesso museale Santa Giulia è davvero vasto, riservategli una lunga visita e una bella camminata… quindi, vi è venuta fame?
Vivace: Cucina Contemporanea nel Cuore di Brescia
A due passi da Piazza Vittoria, all’interno dell’antica Corte Sant’Agata, troviamo il ristorante Vivace e i suoi elementi di cucina contemporanea serviti in un locale che mixa ambienti dal fascino antiquato, arredamenti moderni e ricercati e il meglio delle attrezzature tecnologiche. Il locale si sviluppa su due piani: la sala principale al piano terra ruota intorno a 4 antiche colonne centrali, che oggi delimitano le bellissime vetrine dedicate alla cantina e un grande bancone.
CAPPELLETTI DI STORIONE, PANNA DI MALGA, FAVA TONKA, LIMONE, MAGGIORANA
Ingredienti per 2 persone:
- 560 g farina frolla
- 230g semola
- 200g tuorlo
- 4 uova intere
- sale
- 500g di storione
- 100g pane ammollato nel latte
- zest di limone
- sale
- pepe
- timo
Il fumetto di pesce: Cipolla, acqua, vino bianco, panna., fava tonka, limone, maggiorana
Impastare tutti gli ingredienti per la pasta. Per il ripieno: Frullare tutti gli ingredienti (storione, pane ammollato, sale, pepe e aromi) Per la salsa fumetto: Fare un fumetto classico con le lische di pesce pulite, una volta pronto , filtrarlo. A parte, in una casseruola, ridurre il vino bianco con la cipolla, aggiungere la panna e far ridurre del 50 % . Sistemare di acidità e di sale.
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